venerdì 24 giugno 2016

SHOWCASE DI "FARGO" IERI SERA AL "RUSTY GARAGE DI MILANO" - PRESENTAZIONE DI "INVISIBLE VIOLENCE" -




"Invisible Violence" è stato presentato dal vivo al Rusty Garage di Milano ieri sera, in attesa dell'uscita ufficiale di oggi 24 giugno. Il disco è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e piattaforme streaming.


Serata interessante all'ascolto di buona musica, con un attesa piuttosto lunga, che ci ha permesso di assistere alle prove dello showcase.
"Invisible Violence" è il terzo lavoro di FARGO, all'anagrafe Fabrizio Friggione, chitarrista, compositore e produttore milanese, coadiuvato dalla penna di MASSIMO MONTI.


Il C.D., deve la sua forza ai testi di  Massimo Monti coadiuvato da Fargo, intenti nel descrivere una realtà in cui ci si sofferma raramente: "trovarsi fuori e dentro lo specchio al medesimo tempo, cercare di vedere oltre, e trovarsi a guardare la propria faccia. Le violenze che sono fuori di noi sono spesso solo riflessi di quelle che ci portiamo dentro, il plurale è d'obbligo, perchè esistono molteplici tipi di violenza, quelle più pericolose sono quelle invisibili. "La nostra assuefazione alle ingiustizie, la nostra indifferenza al crescere delle disuguaglianze, il nostro acquiescere davanti alle altrui sofferenze, nel nome del "così fan tutti", di fatto equivalgono all'esercizio di violenza diretta e manifesta. 



Se vogliamo sfuggire alla trappola delle omissioni sempre in agguato, dobbiamo imparare a condividere con le nostre contraddizioni, le nostre paure, i nostri difetti, le nostre angosce......accettare noi stessi per poter accettare gli altri, Cerchiamo di essere noi stessi, solo così potremo essere anche gli altri. Siamo unici nella nostra specificità come tessere di un puzzle ma troviamo un senso solo nel contesto di un quadro complessivo e condiviso". 


Massimo Monti, ha scritto i testi non cercando rime, ma l'essenza delle nostre infinitesime "domande" con poche risposte. "Invisible Violence" nato dall'incontro di due generazioni diverse, quella di Fabrizio e Massimo, aspira a dare una lucida lettura della società moderna attraverso l'unione delle due visioni. Un C.d  con un sound più rock,


rispetto ai precedenti lavori che ha testi più duri, incazzati, contro una società dove nessuno si assume le proprie responsabilità e girano tutti la faccia dall'altra parte per non vedere.













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"ROLLOVER" IL PRIMO SINGOLO DEI "BUNDAMOVE"





Esce oggi, venerdì 24 giugno, “Rollover” il primo singolo dei BUNDAMOVE che, solo per una settimana, sarà disponibile in free download al link https://larivoltarecords.bandcamp.com/album/rollover. “Rollover” anticipa l’uscita del nuovo album d’inediti, prevista per fine 2016 che arriva a due anni di distanza dalla pubblicazione di “Connection” (Fiori Rari/Universal) dove la band ha esplorato vari universi musicali insieme a molti amici e colleghi musicisti che hanno prestato la loro voce al progetto tra cui Emma Marrone, Sud Sound System, Apres La Classe, Linea 77 e molti altri.

“Rollover” sarà in seguito disponibile in tutti i digital store. Il brano è prodotto in collaborazione con La rivolta records di Paolo Del Vitto ed è stato registrato e missato presso gli studi dei Laboratori musicali di Lecce.

I BUNDAMOVE Emanuele "Manufunk" Pagliara (chitarra), Michele “Mike” Minerva (basso), Antonio "Dema" De Marianis (batteria), Sandro “Sax” Nocco (sassofono) eGabriele “Trumpet” Blandini (tromba, componente della sezione fiati di Manu Chao nel tour mondiale in corso),tornano alle loro radici più funk, strizzando l'occhio anche all'Hip Hop, ma mantenendo il sound live che contraddistingue la band, Rap e Raggamuffin uniti sul funky beat.

Il brano, con Cico alla voce, Mc che da anni collabora al progetto, segue l’onda del meno recente Sexy Voodoo Party, sia come atmosfera sia per l'ironia del testo, accattivante e incalzante metricamente, che si sposa a una critica sociale di fondo, per gente che ama ballare, ma non ama il divertimento standardizzato e  fine a sé stesso .

Rollover – IL VIDEOCLIP


Gabriele Surdo (finalista per la miglior regia al PIVI e candidato al premio David di Donatello con il videoclip Sole dei Negramaro), quando ha ascoltato per la prima volta “Rollover” è stato ispirato dalla musica dei BUNDAMOVE così, sia regista che band, hanno avuto una sorta di visione: puntare su quel senso di libertà che la musica, in sintonia con territorio e danza, può creare.

Surdo, per raccontare “Rollover”, ha scelto una parte di Salento ancora incontaminata, libera da qualsiasi costruzione e costrizione dettata dalla moda del momento caratterizzata da una forte tendenza a ricorrere all'uso della Fiction, che persino nel panorama del videoclip indipendente sta riducendo il campo d'azione alla creatività alla fantasia e all'immaginazione.

Il video di “Rollover” è un inno alla libertà, al divertimento, che strizza l’occhio a un panorama musicale internazionale ma che non dimentica di far parte di una comunità corale che nasce nella musica e, attraverso le sue molteplici declinazioni, parla tutte le lingue del mondo.

Director: Gabriele Surdo
Human Funk Machine: Jessy Maturo
Camera Operator: Stefano Screech
Editor: G. Surdo
Colorist: Daniel Pallucca
Soundtrack: Rollover by Bundamove



BUNDAMOVE 
“Rollover ”

Ascolta il brano in streaming: https://goo.gl/BOM3KC

mercoledì 22 giugno 2016

ALESSANDRO MARCOLIN - DA EX BROKER DA 800 MILIONI A CLOCHARD ALLA STAZIONE LAMBRATE DI MILANO -




Oggi alla "Vita in diretta" - Rai 1"  nello spazio gestito dal presentatore/giornalista Salvo Sottile abbiamo assistito all'ennesima trasmissione della Tv di Stato, degna del suo canone televisivo.
La televisione pubblica, con pacatezza, deve dare voce, come in questo caso, a chi, ha da raccontare qualcosa di significativo.
Senza impartire lezioncine da maestrini in cattedra, Alessandro Marcolin, uomo laureato, di successo, sposato, e con due figlie ormai adulte, ha fatto la sua scelta di vita: "aiutare i bisognosi".
Il tutto è nato da una chiara consapevolezza, che il suo stile di vita, non corrispondeva al suo bisogno interiore.
Un bisogno, inizialmente, e solo per una notte, messo a tacere.
Di sicuro, non è arrivato di punto in bianco a lasciare la famiglia, le figlie, la sua posizione economico/sociale.
Prima di diventare "Clochard", ma il termine non gli si addice, lo usiamo unicamente per descrivere il modo di vivere di Alessandro, all'insegna di un motto: "Puliti, sbarbati, lavati".

"Chi perde la dignità del proprio corpo, ha già perso la dignità di se stesso".

Ci troviamo di fronte ad un uomo singolare, istruito, pulito, preciso, vestito con gli abiti della Caritas, dove si può trovare di tutto, comprese scarpe Tod's, o pullover/cappotti Loro Piana.
Al binario 7 della stazione di Lambrate, dovremmo fare in molti un giretto, per stringere la mano, ad un uomo che chiaramente ha trovato "la sua strada di vita"  nell'aiutare il suo prossimo, nella ricerca di un lavoro, di un pasto, o di un supporto di varia natura. 
Sicuramente, durante il periodo estivo, lasciando decantare la rinnovata visibilità mediatica di Alessandro, cercheremo di contattarlo, al fine di trovare un modo, un'idea, un progetto, di cui anche noi potremmo essere partecipi.
Alessandro è l'esperto della piaga sociale, umana, in cui versano moltissime persone.
Ci sarà un modo, per non lasciarlo agire da solo.
Troveremo la scusa, per sentirci meno inutili, di fronte alle difficoltà di chi è meno fortunato di noi.

Alessandro Marcolin - laureato in Economia e Commercio - 71 anni - due figlie- La maggiore  di 42 anni (laureata in architettura ha ereditato la società di Brokeraggio del padre)  e la minore di  31 anni - 

Per i dubbiosi sulla scelta, forse è sufficiente un'unica frase di Alessandro:

«Una vita trascendentale. Mi sentivo un contenitore vuoto, in corsa per il successo, ma senza valori».

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VALMONTONE LIVE CONTEST - ROMA SARA' PROTAGONISTA DI 3 APPUNTAMENTI - ALLA RICERCA DI GIOVANI ARTISTI DI TALENTO -


Dal 9 luglio parte la nuova edizione di

Valmontone Live Contest

Il contest musicale rivolto ad artisti emergenti e di talento

Tra gli ospiti

ZERO ASSOLUTO,  RON,  DOLCENERA,

VIOLETTA ZIRONI, NICK CASCIARO, METRÒ



Da sabato 9 luglio, alle ore 21, presso la piazza centrale del Valmontone Outlet di Roma (via della Pace - località Pascolaro – Valmontone – Roma) prende il via il Valmontone Live Contest. Il concorso, dedicato ad artisti emergenti e di talento, si svolgerà in tre appuntamenti (9 luglio, 23 luglio e 30 luglio), fino alla finalissima di sabato 20 agosto.

Durante l’intero contest, condotto da Julian Borghesan e Chiara di Gianbattista, una giuria di esperti e di qualità valuterà le esibizioni degli artisti in gara. 


In ogni tappa ci saranno ospiti d’eccezione: 9 luglio – Zero Assoluto; 23 luglio – Ron; 30 luglio – Violetta Zironi e Nick Casciaro; 20 agosto – Dolcenera e i Metrò.

Il contest, organizzato da Umberto Labozzetta, è rivolto a tutti gli artisti che hanno voglia di mettersi alla prova e che abbiano un’età compresa tra i 16 e i 40 anni. Le iscrizioni sono gratuite, e il vincitore, come da tradizione, avrà la possibilità di realizzare il videoclip del suo brano. 

Per gli artisti che si iscrivono sono necessari due brani: un inedito e una cover.

In questa edizione 12 saranno i selezionati alle semifinali e per i 3 vincitori – oltre ad un ripescato tramite il sito e una votazione da casa – la possibilità di esibirsi nella finale del 20 agosto.

Un'occasione da tenere in considerazione. Una vetrina importante da cui può nascere musica nuova, nuovi talenti, contatti, visibilità. 


lunedì 20 giugno 2016

LA "OLD SWING BIG BAND" IL 25 GIUGNO A SOLBIATE OLONA - ARTISTI DA TUTTO IL MONDO PER OGNI GENERE MUSICALE -


 






Sabato 25 giugno, alle ore 21.00, presso il Teatro Centro Aggregazione Giovanile Giovanni Paolo II (Via XXV Aprile, 8 – Solbiate Olona - ingresso libero), per il festival JAZZaltro, in occasione della manifestazione culturale “Echi della Valle Olona”, si esibirà dal vivo la Old Swing Big Band, diretta dal maestro Giovanni Di Stefano e con la partecipazione di Claudio Borroni (voce solista).

La big band, una delle più longeve del panorama italiano, presenterà il “Frank Sinatra Project”, che porterà il pubblico alle atmosfere dell’America degli anni Cinquanta e Sessanta grazie alle canzoni del grande crooner riarrangiate appositamente.

La Old Swing Big Band nasce come Associazione Culturale a Mariano Comense nel 1998, grazie alla passione di un gruppo di persone fortemente interessate a esplorare e apprendere il linguaggio della musica swing, che fece la fortuna delle grandi orchestre jazz del secolo scorso. La Band vanta un repertorio che parte dalla tradizione (Count Basie, Sammy Nestico, Neal Hefti, Oliver Nelson, Frank Foster), ma tocca anche autori e interpreti più recenti (Miles Davis, Gerry Mulligan, Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Buddy Rich), cercando sempre di porre l’accento sull’assimilazione dei capisaldi dell’interpretazione jazzistica: pronuncia, ritmo, intonazione e improvvisazione. 

Per festeggiare i primi 10 anni di attività, nel 2008 l’orchestra ha registrato il suo primo CD: “Let’s swing!”. Tra le diverse esibizioni dal vivo, si segnala la partecipazione a diverse edizioni del Festival Lago di Como e del Bellano Jazz. Dal 2011 l’associazione organizza un Festival Jazz a Mariano Comense, in collaborazione con il Comune, nel corso del quale si sono già esibiti artisti del calibro di Laura Fedele, Tommaso Starace Quartet, Jim Rotondi Quartet e Percussion Staff. Attualmente l’organico della Old Swing Big Band   diretto dal M° Giovanni Di Stefano vede la classica sezione di saxofoni, tromboni, trombe, il supporto ritmico composto dal pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria e la potente e morbida voce di Claudio Borroni.


sabato 18 giugno 2016

BIAGIO ANTONACCI - ORIGINI - RICORDI - SUCCESSI - AFFETTI - www.staresulpezzo.blogspot.it -




Biagio Antonacci è rimasto lo stesso ragazzo di 30 anni fa. Il successo inevitabile lo ha reso una  "star", ma lo sguardo, i suoi pensieri, i suoi gesti, lo riportano non solo a ricordare le sue origini, ma a farne tesoro.

E' un ragazzo del '63, periodo storico di molti giovani alla ricerca di affermazione personale, che trova, dopo aver conosciuto Ron, e Gaetano Curreri degli Stadio.

Si presenta a Sanremo nel 1988 con il brano "Sono cose che capitano", ed è proprio nel 1988 che lo incrociamo per la prima volta.

Reduce da Sanremo, comincia il suo giro di promozione nelle Radio Libere Lombarde, ed approda a Radio Paderno 1, lui, Marco Ferradini ed i Lijao.

Da quel momento in poi lo abbiamo seguito a distanza. La folla di ragazzine impazzite, ad ogni sua apparizione a Radio Italia, il secondo Album "Adagio Biagio".

Conosce Marianna Morandi attrice di teatro e figlia di Gianni, ed hanno due figli, Paolo e Giovanni.

Biagio, ha mantenuto la sua vita privata al sicuro, al riparo dal facile gossip, che in alcuni momenti ha tentato di sfondare la recinzione.

Il successo arriva con l'Album "Liberatemi", e finalmente, dopo aver collaborato con artisti per la stesura dei testi, compresa Mia Martini, riesce con i tour, e la partecipazione al "Festivalbar", vetrina molto importante per il mondo musicale di allora,  ad imporsi come una nuova  realtà musicale ben definita.

Gli album successivi sono "Biagio Antonacci", "Il mucchio" da cui è tratta la fortunata ballata "Se è vero che ci sei", "Mi fai stare bene" con "Quanto tempo e ancora" ed "Iris" che gli regalano un premio ambito al Festivalbar del 1999.

Dal  '99 in poi, Biagio è entrato nel cuore e nella testa dei suoi fans, e non ne è uscito più.

Nel 2000 pubblica  "Tra le mie canzoni" una raccolta di successi, e mette a segno un colpo grosso: scrive per Laura Pausini "Tra te e il mare". Canzone, venduta, cantata, e soprattutto molto amata da tutti i fans di Laura, che realizzano un cambiamento importante, nato dalla collaborazione tra i due, che nel tempo diventerà un importante amicizia, e relazione di stima.

Il pregio di Biagio amico, lascia intravedere, uno spirito sensibile, attento alla profonda   essenza  dell'artista a cui sta scrivendo un brano. Ha bisogno di cucirti addosso, non un abito, ma "un'anima parlante", scrivendo per Laura Pausini "Vivimi" tratto dall'album "Resta in ascolto".

Le collaborazioni con artisti di diversa struttura musicale continuano, Cristicchi, Alessandra Amoroso, Eros Ramazzotti, Giuliano Sangiorgi.

Da tutti, Biagio è affascinato, basta infilare gli occhiali, prendere la chitarra tra le mani ed abbandonare il mondo terreno, che ogni tanto esplora in bicicletta riprendendo con video artigianali  ignari viandanti.

Quasi a voler, calarsi di tanto in tanto, in quelle origini lontane, fatte di concretezza, di un concetto allargato di famiglia in cui è cresciuto e che ha riprodotto.

Facendo due figli di 20 anni e 15 con Marianna Morandi, separandosi ed andando a convivere con Paola e la figlia di lei, considerata a tutti gli effetti figlia, senza vincolarsi al puro legame biologico.

Un concetto d'amore universale, che ha portato ad un'armonia tra brave persone, adulti, figli, e compagne. Sono riusciti a creare un equilibrio d'amore basandosi su due punti fermi: "Mettere i figli al centro, preservandoli, e cercare di essere sereni anche nella separazione. La reciproca stima tra ex compagni è fondamentale perchè si porta dietro la fiducia."


Biagio riferendosi alla sua Ex compagna ha detto : "Marianna sa che non avrei mai esposto i nostri figli a persone non per bene, e io so lo stesso di lei. Se ci fosse stata della gelosia tra di noi sarebbe stato complicato, ma non c'è stata: lasciare liberi è un gesto d'amore che ti torna indietro. A me è successo, e adesso i nostri figli sanno accogliere tutti senza differenza. Mio nonno presentando la sua seconda compagna, se ne fregò delle eventuali diffidenze dei figli, ma noi oggi siamo padri diversi. Baciamo, accarezziamo. Quando mai io sono stato baciato da mio padre? Lui lavorava tutto il giorno, poi tornava a cena - e nessuno poteva alzarsi prima che lui avesse finito di mangiare -dopo di che usciva a fare politica. Era molto assente. Ma uno può imparare le cose anche dagli altri".

Il successo di Biagio? Nella libertà delle idee, nell'armonia delle relazioni d'amore, senza egoismi, gabbie intellettuali riservate ai primitivi. Le parole non debbono circoscrivere e soffocare, la realtà della "famiglia", un'allenza, un team, una squadra. La stima alla base di tutto è il condimento ideale.

Il resto è buona musica!










mercoledì 15 giugno 2016

ANDERS BREIVIK CINQUE ANNI FA UCCISE 77 PERSONE E NE FERI' 319 IN NORVEGIA -




L'incommensurabile strage di Orlando, nell'enormità delle inutili morti, ci riporta con la mente ad un'altra strage: "OSLO" ed Isola di Utoya.

Il 22 luglio 2011 sull'isola Utoya persero la vita 69 adolescenti tra I 14 ee i 20 anni.

L'uomo autore della strage, un terrorista politico di nome Anders Breivik ha voluto togliere annientare l'esistenza di  giovanissimi norvegesi in un momento di festa.

La mattanza perpretata con lucida freddezza, è da ricercare nella storia familiare di Breivik. Un rapporto inesistente con la madre depressa, la separazione dal marito diplomatico, quando il ragazzo aveva solo un anno.

Tutta l'adolescenza di Breivik è stata influenzata dagli abusi subiti dalla madre, e da un'incontenibile esigenza del giovane di auto-affermarsi nel gruppo dei pari. Auto-affermazione, mai avvenuta realmente. Gli amici lo avevano denominato "teppistello" (tagger), con il soprannome di  "MORG".

La gioventù alla ricerca di un riconoscimento tangibile, ha segnato, e determinato episodi per cui venne arrestato all'età di soli 15 anni per atti vandalici.

Ed è esattamente a 15 anni, che il padre, decise di rompere tutti i contatti con il figlio problematico.

I vicini di casa, lo definirono il "bimbo meccano", per la rigidità dei suoi comportamenti.

Rigidità che parallelamente gli faceva collezionare un "rifiuto" dietro l'altro.

Abbandonò il liceo, e fu rifiutato nuovamente al suo tentativo d'ingresso nel Partito del Progresso, nazionalista ed anti-ammigrazione.

Il "teppistello" tentò una rapida carriera di truffatore, tentando di vendere il Rete diplomi falsi che gli procurarono soldi che finirono in fretta, tanto da farlo rientrare a casa dalla mamma.

L'Isola di Utoya si trova a circa 40 chilometri da Oslo, e circa 5 anni fa, un trentaduenne autoproclamatosi:

"Comandante del movimento di resistenza anti-comunista norvegese"

imbottito di steroidi, efedrina, ed aspirina , reduce da diversi anni di reclusione in casa, tentando di entrare nel "World Of Warcraft" un gioco on-line, in cui conquistò il livello "Master", divenne un eremita in casa.

Osteggiato per l'antipatia dai suoi stessi simili del "World Of Warcraft", maturò la convinzione del suo odio per l'Islam in difesa della "purezza nazionale".

Un pazzo, un rinnegato, un rifiutato, dalla madre, dal padre, dagli amici, dai vicini di casa, impressionati fin dalla tenera età di  7 anni in cui, uccideva le formiche tra le dita cantando: "Tu si!, tu no, tu si! Tu no!" decise di aver trovato lo scopo della sua vita per rendersi non solo "visibile" ma "immortale".

Sull'isola di Utoya, Anders Breivik, con fredda lucidità, mirò alle tempie dei giovani in festa, ritornò sui suoi passi per controllare se fossero periti, commettendo un unico errore: si salvò una ragazza di 17 anni che si finse morta.

Prima di recarsi sull'isola, aveva già fatto esplodere una bomba artigianale, posizionandola in un furgone, fatto esplodere sotto l'ufficio del primo ministro laburista, uccidendo 8 persone.

La mattanza finale ha registrato 77 morti e 319 feriti.

Anders Breivik nel 2012 è stato condannato a 22 anni di reclusione, pochi, per il crimine commesso.

La strage recente del locale "Pulse" di Orlando ci ha riportati con la memoria alla strage di Utoya.

Stragi perpretate da un rifiuto umano, e da incoffessabili conflitti personali irrisolti.


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