lunedì 29 ottobre 2018

DESIREE MARIOTTINI - MORIRE A 16 ANNI NELL'INDIFFERENZA TOTALE -



La notte tra mercoledì e giovedi' in via Lucani, a Roma, nel quartiere San Lorenzo  tra  le 3 e mezzo e 4 e un quarto del mattino, una ragazza di 16 anni  Desirèe incontra un suo amico.
Sono andati a fare un giro, hanno parlato giocato, giocato, lui ha bevuto una birra e Desirèe  ha mangiato una pizza rossa.
I due giovani si sono salutati al termine dell'incontro  e Desirèe è tornata sui suoi passi e si è diretta nuovamente in via dei  Lucani.
Bisogna precisare che in via Lucani vi è una zona abitualmente frequentata da spacciatori e clandestini senza fissa dimora.
San Lorenzo nasce come quartiere per famiglie operaie, culla del Partito Comunista e movimenti studentescchi è diventata zona universitaria, con aumento di movida ed illegalità, fino a diventare popolare ai giorni nostri per l'efferato omicidio di Desirèe Mariottini.
La ragazza potrebbe aver lasciato l'amico incontrato per caso in Piazza per andare  in cerca del suo telefonino, dirigendosi in Via dei Lucani, luogo a lei non sconosciuto.
Un testimone senegalese racconta di essere rientrato  nel "covo" verso le 12,30 circa e  di aver sentito urlare una ragazza italiana/romana.
La vede piangente ed urlante accanto ad un lettino dov'era adagiata un'altra ragazza che era stata interamente ricoperta da un telo.
L'amica piangeva ed urlava che era morta e l'avevano violentata.
Il telo lasciava intravedere la testa di Desirèe.
La ragazza è stata drogata con un mix di sostanze diverse, violentata ripetutamente da un numero ancora imprecisato di persone.



Dalle testimonianze rilasciate dal ragazzo senegalese, l'amica di Desirèe avrebbe parlato di 3 o 4 persone, anche se nei pressi circolavano circa 7 persone tra arabi ed africani.
Di certo è sconcertante che in una città come Roma, nel quartiere San Lorenzo si sia consumata una tragedia di simili proporzioni, senza che nessuno abbia alzato un dito per salvare Desirèe.
Dalle prime testimonianze raccolte, sembrerebbe che Desirèe fosse stata vista in piazza verso le 8.30 di sera, vestita di nero, sorridente ed allegra come sempre.
Bisogna rintracciare l'amica di Desirèe, una ragazza italiana con accento romano che ha assistito all'omicidio e con cui Desirèe  si è incontrata quella sera.
Un testimone racconta che l'amica di Desirèe avesse fatto uso di crack, consumandolo da una bottiglia, e che proprio lei può aver condotto Desirèe nello stabile fatiscente di Via dei Lucani.
Dal racconto emerge il frutto di confidenze e stralci di discorsi carpiti alle persone presenti la sera della tragedia.
Sembrerebbe che l'amica di Desirèe potesse aver "venduto" la ragazza  per qualche dose di sostanza stupefacente, e fosse rimasta a guardare gli stupri senza intervenire.
Di certo quella mattina attorno a Desirèe vi erano gli stupratori, l'amica, ed una donna marocchina di 39 anni. A quest'ultima, essendo l'unica donna presente, a parte l'amica di Desirèe, è stato dato il compito di rivestire la povera ragazza ormai morta.
Le è stato intimato di non parlare e non dire nulla a nessuno.
Ma sembrerebbe che molti sanno, hanno saputo, direttamente o indirettamente di cosa sia avvenuto nel dettaglio alla povera Desirèe.
Un testimone ha avanzato l'ipotesi che l'amica di Desirèe  possa aver "venduto" la coetanea per una o due dosi di eroina, e l'abbia lasciata al "branco" dicendo loro fatene quello che volete.
Sarà necessario capire se Desirèe  Mariottini, abbia potuto ingerire insieme ad una birra sostanze che l'abbiamo resa inerme, oltre ad un mix pericoloso di droghe che non le hanno lasciato nessuna via di scampo.
Denise è stata drogata, ripetutamente stuprata, e lasciata morire su un materasso lurido.
La coperta che l'ha avvolta, è stata la dimostrazione della premeditazione del fatto violento, e la consapevolezza che pur di non andare in prigione, nessuno dei presenti ha alzato un dito per chiamare un'ambulanza.
Sarebbe forse, bastato un atto di coraggio che avrebbe potuto salvare una giovane vita.
E chissà se Desirèe non avesse incontrato la sua amica italiana, e se non avesse detto ai suoi genitori che sarebbe rimasta a dormire da lei, come sarebbero andate le cose.
Denise era originaria di Cisterna di Latina ed è morta in uno stabile occupato a Roma nel quartiere della movida a due passi dalla stazione Termini.
Al momento, sono stati fermati 4 uomini con l'accusa di omicidio pluriaggravato.
L'ultimo è un cittadino del Gambia di nome Youse Salia, rintracciato in Puglia a Foggia, intento a ripartire ed a far perdere le sue tracce.
Sali Youse al momento dell'arresto era in possesso di 11 kg di marijuana, hashish ed una pistola giocattolo.
Si attendono i riscontri delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei testimoni per confermare i capi d'accusa e consegnare alla giustizia italiana tutti i protagonisti del fatto delittuoso. 

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lunedì 22 ottobre 2018

AL TEATRO FRANCO PARENTI DAL 23 OTTOBRE al 4 NOVEMBRE 2018 - "FERDINANDO"






FERDINANDO

di Annibale Ruccello
con Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca
regia Nadia Baldi
costumi Carlo Poggioli
scenografia Luigi Ferrigno
consulenza musicale Marco Betta
aiuto regia Rossella Pugliese
organizzazione Sabrina Codato
progetto luci Nadia Baldi
foto in videoproiezione Davide Scognamiglio
produzione Teatro Segreto


Nadia Baldi firma la regia di Ferdinando, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986.
Donna Clotilde, baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino, un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.


Ferdinando contiene notevoli elementi espressivi per una realizzazione teatrale delle emozioni umane specchiandosi nella tagliente forza di una storia che attraverso il teatro ruoti intorno al disvelamento di una serie di segreti. Ferdinando si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana. Nasce così in me l’esigenza di indagare il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante.Tutti i personaggi in una prima fase si presenteranno nel loro quotidiano per poi disvelare geniali strategie e stupefacenti mondi interiori. Lo spettacolo si incentrerà su un’indagine minuziosa, sul cogliere le sottigliezze dei gesti, degli sguardi, dei corpi in agguato.  Racconterà la singolare dinamica attraverso la quale gli oggetti divengono padroni dei luoghi, mentre le fantasie interiori dei personaggi diventano padroni della loro esistenza fino a spingerla verso una dimensione surreale, comica, drammatica e imprevedibile: esiste sempre una connessione tra noi e i luoghi, tra noi e gli oggetti, tra noi e la memoria. Le follie e gli incroci amorosi contenuti nella trama emergeranno come elementi contemporanei e modernissimi che da sempre regolano la potenza dei sogni e degli affetti presenti nella storia dell’umanità. Ferdinando mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze.

MASSIMO LOPEZ E TULLIO SOLENGHI SHOW - AL TEATRO MANZONI DI MILANO -





 Dal 6 all’11 novembre 2018 feriali ore 20,45 - domenica
ore 15,30

Imarts
presenta

MASSIMO LOPEZ e TULLIO SOLENGHI
in

MASSIMO LOPEZ & TULLIO SOLENGHI
SHOW

Scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghi

con la JAZZA COMPANY
diretta dal M. Gabriele Comeglio

scenografie Cristina Bartoletti


Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno Show di cui sono interpreti ed autori, coadiuvati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che esegue dal vivo la partitura musicale.
Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico. Tra i vari cammei, l’incontro tra papa Bergoglio (Massimo) e papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello recente di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato a “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da “vecchie volpi del palcoscenico”, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.


“Questo nostro spettacolo è nato quasi per gioco, con la voglia di tornare insieme sul palco dopo 15 anni, giocando appunto con i nostri attrezzi del mestiere, sketch, imitazioni, frammenti di teatro, parodie; il tutto condito da una bella colonna sonora, curata dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che raccoglie le migliori esibizioni del recente “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di show, capita così di imbattersi in un Amleto multietnico, in un frammento di vita quotidiana di papa Bergoglio e del suo amico Ratzinger, in un Rossini eseguito coi denti, nel duetto targato Las Vegas di Sinatra/Dean Martin o ancora negli echi di politici vecchi e nuovi o nell’affaccio di Paolo Conte in persona, ecc… ecc…

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Questa nostra scommessa, lanciata nell’estate 2017, ci ha ripagati alla grande con un centinaio di date nella prima stagione 2017/2018 e con altrettante e più in quella attuale 2018/2019. I teatri esauriti ci stanno esaltando, ma l’incontro col nostro pubblico contiene in sé una valenza affettiva che non era scontata. Ogni volta che il sipario si apre, infatti, è come se magicamente ci si ritrovasse tra parenti, quasi ogni spettatore ha un momento della sua vita legato a noi, legato al Trio: “Come regalo di laurea dai miei genitori pretesi due biglietti per venirvi a vedere al Sistina”, “Mio padre lo ricordo sempre serio, una sola volta lo vidi ridere, con voi”, “I primi gruppi di ascolto li istituimmo nel 1987 col Trio”, “Per far digerire ai miei figli i Promessi Sposi, sono stati provvidenziali i vostri”.


Così, ogni sera, oltre al divertimento condividono col pubblico un coinvolgimento emotivo che tocca il suo apice nel ricordo di Anna, due minuti di commozione pura, anche se i suoi due ex compagni di giochi Tullio e Massimo la sua presenza in scena la avvertono per tutte le due ore di spettacolo.



domenica 7 ottobre 2018

ALESSANDRO CABRERA CANTA "SOLA" - RITMO LATINO - CUBA -





Alessandro Cabrera è un giovane cubano nato a Sanremo il 25 settembre 2000 che abbiamo conosciuto in qualità di ballerino nella ridente Sanremo.
Discreto, elegante nei gesti e trascinatore di folle e giovani desiderosi di ballare trascorrendo un'estate diversa.
Lo abbiamo lasciato "ballerino" e lo abbiamo ritrovato "vittima di una candid camera" nel Big Show di Pucci in onda dal Teatro Manzoni di Milano.

Alessandro non ha mai avuto una base di studio, ma si è sempre fidato ed affidato al suo istinto.

Nel 2015 partecipa a diversi  concorsi canori ottenendo ottimi piazzamenti.

Nel 2016 tenta il provino ad "Amici", "X-Factor" ed "Area Sanremo".

Nel 2017 partecipa a "Il Cantagiro" superando le fasi iniziali ed arrivando in finale a Fiuggi con il suo brano inedito "Cenere", che narra di una sua storia personale.

Nel 2018, ritenta l'accesso ad "Area Sanremo" passando la fase eliminatoria tenutasi a Marcallo (Mi) ottenendo l'assegnazione di una borsa di studio presso la scuola "Alchemia Lab".

Lo abbiamo lasciato  "ballerino" la scorsa estate e lo abbiamo ritrovato "vittima di una candid camera" nel Big Show di Pucci in onda dal Teatro Manzoni di Milano.
Lo spettacolo di Pucci è un concentrato di risate dall'inizio alla fine, e per due anni  ne siamo stati ridenti spettatori.
Ritrovare Alessandro Cabrera nella veste di cantante è stata una sorpresa inaspettata.
Ma, continua la tradizione consolidata, che tutti quelli avvicinati da "Stare Sul Pezzo" vanno direttamente in televisione.
                                        SOLA - Alessandro Cabrera
Ed è una maledizione che auguriamo a tutti gli artisti che incontriamo, incrociamo, intervistiamo e di cui scriviamo articoli.
Daniele Capozucca e Monia Russo la cantante incontrata durante un Festival di Sanremo di qualche anno fa, che accompagnava vocalmente "Povia", hanno regalato ad Alessanro Cabrera un sogno.

                                       CENERE - Alessandro Cabrera
Cabrera con la “scusa” di essere stato notato durante una serata musicale in Piazza Colombo a Sanremo, da uno stilista emergente, è stato accompagnato a Milano dal collega, credendo di sostenere un provino con relativo shooting fotografico in qualità di modello, ma come previsto si è ritrovato, a sua insaputa, sul palco del teatro Manzoni di Milano dove è andato in onda il programma “Big Show” di Pucci.
Da animatore Alessandro Cabrera si è trasformato in un ottimo cantante, duettando con il suo idolo Michele Bravi nella splendida canzone "Il diario degli errori" (Cheope etc). Canzone classificatasi 4 in uno degli ultimi Festival con un testo d'impronta "Mogoliana" unica.  





Vi invitiamo ad ascoltare la voce di Alessandro nel suo singolo "Sola", un brano da cantare, ballare, tra samba, candela, casa e vida loca.

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ROSARIO FARO' - NEOMELODICO - POP - UN GIOVANE ARTISTA SICILIANO -






Rosario Faró è un giovane artista nato il 15 agosto 1993 in un paesino alle pendici dell’Etna e cresciuto a Torino, città nella quale vive e nella quale ha iniziato la sua carriera artistica.  Inizia producendo canzoni neomelodiche , un genere che non abbandona fino ad oggi,  ma nel corso degli anni modifica il suo stile arrivando  alla produzione di brani pop, in italiano, genere con il quale si riafferma nuovamente  nella sua città. 
Nel 2009 entra al Teatro Nuovo di Torino come allievo grazie ad una borsa di studio e dopo alcuni anni, dopo aver ricevuto ben due qualifiche professionali teatrali, inizia a recitare all'interno della compagnia del Teatro Nuovo. Con l'associazione Enjoy porta la commedia dell'arte ai più grandi festival europei (Brouhaha Festival di Liverpool, Edinbourgh Jazz & Blues festival e Festival di Dublino), approdanto a maggio nel  tour a Cape Town, in Sudafrica, rappresentando il nostro Paese. 
È volto noto di molte tv locali del Piemonte.



I suoi ultimi singoli sono "Bluff" e "Testa o cuore".
"Bluff" è un brano fresco ed estivo. Il testo tratta una tematica molto attuale. Parla di come , tramite i social network , ognuno puó crearsi la vita che vuole e che  il piú delle volte , non coincide con quella reale. Uscire da questa trappola, porta ad una situazione da cui è difficile uscire ed a volte ci si dimentica quali siano i veri obiettivi della vita. 



Testa o cuore è un duetto con il cantante catanese Davide Arezzi; la canzone è stata pubblicata 3 anni fa ma il video ufficiale è uscito da pochissimo sotto un’importante etichetta e in due settimane ha raggiunto le 100.000 visualizzazioni , numero che continua a crescere. 

Adesso Faró si sta preparando per portare il suo teatro a Budapest , a gennaio, ed in programma ci sono nuovi singoli , tra cui una collaborazione che prenderà il nome di Pastis. 


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