A poco più di un mese dall’apertura, la mostra“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”allo Spazio Gerra di Reggio Emilia ha già superato i 6.000 ingressi, confermandosi non soltanto come un importante appuntamento culturale, ma anche come un’esperienza profondamente emotiva e partecipata dal pubblico.
All’uscita della mostra è stata allestita una speciale “cassetta della posta” dedicata ai messaggi dei visitatori, ispirata alle tante lettere e ai piccoli doni che negli anni arrivavano a Guccini nella sua casa di Pavana. In questo primo mese l’iniziativa ha raccolto centinaia di testimonianze profonde e toccanti, che raccontano non solo l’esperienza della mostra, ma soprattutto il legame umano e generazionale tra Guccini e il suo pubblico. Tra i temi più ricorrenti emergono emozione, commozione, crescita e il senso di una presenza costante nella vita delle persone, ben oltre il semplice rapporto tra artista e fan.
È disponibile “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, il catalogo in edizione limitata dedicato alla mostra su Francesco Guccini.
Edito da ICS - Innovazione Cultura Società, il volume si presenta come un oggetto curato e prezioso: 84 pagine, con copertina rigida, dorso telato e finitura in lamina argento. Il catalogo è disponibile al prezzo di 35 euro. Realizzato in una tiratura limitata e acquistabile esclusivamente per il periodo della mostra, fino al 18 ottobre 2026.
Elemento di particolare rilievo è la presenza del racconto inedito “Gatti”, firmato dallo stesso Guccini: un testo che offre uno sguardo intimo e personale sulla sua nota passione per i felini, già più volte raccontata nel corso della sua carriera artistica e letteraria.
Il catalogo può essere ordinato online scrivendo all’indirizzo spaziogerra@comune.re.it oppure acquistato direttamente presso Spazio Gerra, sede della mostra.
Il 12 giugno alle ore 18.30 nel cortile di Spazio Gerra a Reggio Emilia si terrà la presentazione del catalogo con la partecipazione di Federico Guglielmi, giornalista e critico musicale, grande conoscitore e appassionato di Guccini. Parteciperanno anche i curatori e gli artisti che hanno contribuito alla mostra.
Fino al 18 ottobre 2026, Spazio Gerra ospita “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo che rende omaggio a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. La mostra prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo”, tratto da “Il tema” (1970), che riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini, ovvero il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo.
La mostra a ingresso gratuito nasce da una serie di incontri realizzati nell’arco di due anni con Francesco Guccini, durante i quali l’artista ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende forma un percorso che mette al centro il tema del tempo, filo conduttore dell’opera gucciniana e il ruolo fondamentale della parola come strumento per raccontare la vita, la memoria e l’esperienza.
Promossa dal Comune di Reggio Emilia – Assessorato Cultura e Giovani e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, la mostra è a cura di Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri) e si inserisce nel percorso culturale di Spazio Gerra, centro espositivo dedicato alla cultura popolare contemporanea. Realizzata in collaborazione con Francesco Guccini, l’esposizione propone un ritratto intimo e insieme pubblico del cantautore: cantante, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni.
Il percorso espositivo si sviluppa lungo i quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini, letteratura, cultura popolare, illustrazione, storia e radici.
La mostra e il catalogo includono le illustrazioni diMaurizio Mantovi che realizza un tributo ispirato al primo album di Guccini, “Folk Beat n. 1”, capace di evocare con forza l’atmosfera vibrante e inquieta della fine degli anni Sessanta, Silvano Scolari che rivisita “Libera nos domine”,costruendo un grande affresco fatto di parole vuote e miserie umane accumulate come macerie di una Gaza dei giorni nostri; Veronica Ruffatoche crea un flashback emotivo per la canzone“Van Loon”, che Guccini dedica al padre, intrecciando amore familiare e cultura; Gianmario Taurisano trasforma “La canzone della bambina portoghese” in un racconto grafico, con una luce che passa dal morbido all’abbaglio, mantenendo il mistero finale; Arianna Lerussi lavora su“Vorrei”, mostrando momenti intimi e straordinari della vita quotidiana. Infine, Simona Costanzo utilizza sacchetti di pane per dare vita a creature oniriche che dialogano con la realtà e con i protagonisti di “Incontro”.
Alle illustrazioni si aggiungono due nuove produzioni fotografiche: “Pavana e ricordi” diPaolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e l’Appennino, creando una mappa visiva fatta di paesaggi, oggetti e dettagli legati alla cultura popolare e alla memoria e “Zeitraum” diKai‑Uwe Schulte‑Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria.
Il progetto ha l’obiettivo di restituire la complessità della figura di Guccini e del suo universo creativo, andando oltre la dimensione musicale per esplorare la ricchezza culturale e intellettuale della sua opera. Parallelamente all’esposizione, la città di Reggio Emilia ospiterà un calendario di eventi, incontri, approfondimenti e performance musicali che accompagneranno il “semestre gucciniano”. Il programma coinvolgerà istituzioni culturali cittadine e artisti del panorama musicale e letterario italiano. Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume dedicato, pensato come opera autonoma capace di approfondire i legami tra parole, oggetti e biografia dell’autore.

