domenica 2 marzo 2014

I "BECKHAM" COMPRANO LA CASA DI "GIANNI VERSACE"

 
 
 gianni versace
 
 
La casa di Gianni Versace a Miami Beach, dove lo stilista perse la vita ad opera di uno squilibrato che lo freddò sulle scale dell'importante residenza, è rimasta invenduta per circa 16 anni.
Le trattative di questi importanti ed inavvicinabili immobili sono sempre super-riservate, con importanti intermediari che tutelano la privacy degli acquirenti.
La notizia ora, è pubblica, la splendida famiglia del calciatore Beckham ha comprato la villa di Gianni Versace.
Il nome della casa è "Casa Casuarina" uno spettacolare edificio degli anni " trenta" con vista sul mare, piscina, dieci camere da letto ed un megasalone di 250 metri quadrati.
La società londinese che segue gli affari immobiliari delle Stelle di Hollywood e campioni dello sport, ha confermato la vendita della villa, per cui Donatella Versace si è detta molto soddisfatta.
Victoria Beckham come al solito ha fatto la differenza, essendo un'intima amica di Donatella Versace.
La casa era stata comprata da Gianni Versace al costo di 10 milioni di dollari, ed ha subito una ristrutturazione del costo complessivo di 33 milioni di euro.
Il magnate americano Peter Loftin acquistandola nel 2000 aveva tentato di far diventare "Casa Casuarina" in uno splendido albergo di lusso. Purtroppo il progetto è miseramente fallito, fino ad ora, dove la famiglia Beckham sicuramente ci riserverà delle sorprese.
Victoria, sicuramente, se non la stravolgerà completamente, vorrà dare alla residente la sua personale impronta, pur avendo sborsato per l'acquisto circa 60 milioni di dollari, e sembra che non fosse la sola a volere la residenza. Il giocatore Ronaldo, sembra fosse interessato all'acquisto.
La residenza è splendida, all'esterno sono chiaramente visibili vasi giganteschi con impresso il logo della famiglia Versace, e gli interni, solo da rinfrescare ed abbellire con nuove tende meno austere, riserveranno agli ospiti della famiglia, vacanze da sogno. Il tutto tutelato dalla privacy in cui la Villa si trova.
 
 
 
 
 

sabato 1 marzo 2014

4 marzo, data ufficiale della nascita della fondazione "LUCIO DALLA"




Martedì prossimo 4 marzo, nascerà la fondazione dedicata a Lucio Dalla, come lo stesso artista avrebbe voluto.
Per molti, la canzone 4 marzo 43 è il capostipite di un repertorio che riassume la figura del poliedrico cantante, amante dei giovani, generoso, curioso delle varie forme di spettacolo, che ritrovava in ambienti e persone totalmente diverse tra di loro.
Uomo, amante di Dio e degli angeli, ha in qualche modo messo in pratica le sue personali opinioni, e con la sua presenza, ha accompagnato il cammino di molti artisti, e molti ancora beneficieranno non solo della fondazione, ma della sua etichetta discografica che continuerà a produrre giovani talenti.
La casa museo di Via D'Azeglio nella sua amata Bologna, sarà il teatro di iniziative meritevoli, quali l'istituzione di borse di studio e realizzando pubblicazioni ed eventi in nome dell'artista.
I cugini  hanno rispettato le volontà di Lucio, ed il progetto complessivamente vedrà la sua reale realizzazione verso metà anno, giugno, il tempo necessario per le autorizzazioni, dopodiché saranno presentate le attività in un calendario ufficiale.
Avremo la scusa per fare un giro a Bologna, ripercorrere le strade percorse da Lucio, e capire quanto sia stato grande il piccolo folletto, non solo nella musica, ma nella gente che lo ha amato, e nelle opere di cui si circondava.
Fatale, sarà stata la fatica della Kermesse musicale di Sanremo di due anni fa, dove Lucio era andato per dirigere Pierdavide Carone, o forse solo il fato, che lo ha visto spegnersi esattamente una settimana dopo a Montreux in Svizzera all'inizio della sua tournee'.
Il mio ulteriore rammarico, la fotografia che non ho potuto scattare a Lucio.
L'unico anno in cui non sono potuta andare a Sanremo, lui mi ha fatto lo scherzetto di andarsene, sono sicura che lo avrei trovato in giro per la città, oppure in qualche bar.


Francesco De Gregori a Los Angeles!

Elisabetta Canalis in occasione del Festival Italiano a Los Angeles ha potuto incontrare il "Principe" Francesco De Gregori ed ha cenato con lui e sua moglie Alessandra. Elisabetta vive a Los Angeles ed è quindi  stata facilitata nell'incontro.
Francesco De Gregori con Elisabetta Canalis a cena a Los Angeles
 
L'artista ha cantato e ricevuto una standing ovation appena attaccate le note di "Viva L'Italia". Il primo concerto hollywoodiano del musicista, evento chiave del festival “Los Angeles Italia” orchestrato da Pascal Vicedomini.
De Gregori oltre ad aver scritto canzoni memorabili come "La donna cannone", "Rimmel", è un personaggio poco dedito al gossip e perfettemente coerente con la sua personalità. Ricordo di aver sentito parlare da un altro artista di cui non ricordo il nome, di una sua apparizione musicale in metropolitana.
Erano in 2 a suonare, probabilmente sperando di essere riconosciuti. Non li ha riconosciuti nessuno e sembra che De Gregori ci sia rimasto piuttosto male.
Ma ritornando a Los Angeles, riportiamo un'intervista rilasciata dall'artista al Messaggero:
 
Che impressione le fa essere in America?
«È una grande emozione, perché qui ho preso molto. Questo Paese è la culla della mia formazione musicale. E’ come se tornassi nel negozio in cui ho rubato...».

Come mai ci è venuto di rado?
«Sono sempre stato poco ambizioso, l’Italia mi andava larghissima. Le parole delle mie canzoni sono poco traducibili e poco esportabili, perciò non mi sono mai sentito spinto a espatriare».

Si può dire anche oggi “Viva l’Italia”?
«Più che mai. Al sentimento di appartenenza non si può rinunciare nemmeno in un momento problematico come questo. La canzone la scrissi nel 1979 ma non è invecchiata, anche se quell’Italia flagellata dal terrorismo non c’è più».

Qual è oggi “l’Italia che resiste”?
«Quella che si sforza di non perdere il senso di appartenenza e l’orgoglio per questo Paese di grande e sterminata bellezza».

Renzi può riaccendere la speranza?
«La speranza c’è sempre. Io voglio vedere cosa succede e faccio il tifo perché le cose avvengano».

Si definisce ancora di sinistra?
«Oggi non mi interessa definirmi. Preferisco seguire con affetto le vicende del mio Paese. Quanto alla sinistra, il discorso sarebbe lungo. Oggi non so cosa sia, come del resto non lo sapevo trent’anni fa».

Ha visto il film di Sorrentino, candidato all’Oscar?
«Sì, e l’ho amato incondizionatamente. È bellissimo e doloroso. Lo sguardo del regista non è crudele ma straziante. Come tutti i bei film La grande bellezza non dà risposte».

Cos’è per lei la “grande bellezza”?
«Più che un requisito estetico, un sentimento».

Va spesso al cinema?
«Mi ha divertito American Hustle e ho amato molto A proposito di Davis: parla di un folksinger, è roba mia!».

Cosa la ispira oggi?
«Continuo a pascolare su tre o quattro accordi, ma credo di avere uno sguardo più profondo sulla musica».

Cosa prepara?
«Un disco con venti pezzi vecchi ricantati e risuonati oggi che sono un uomo e un artista diverso. E’ come ridipingere lo stesso quadro, è il vantaggio del mio mestiere».

A Hollywood, De Gregori ha abbracciato Sorrentino. Tornando a casa in macchina, il regista ha cantato a squarciagola con la moglie e i figli le canzoni del “Principe”.

venerdì 28 febbraio 2014

Grande Fratello 13 da lunedì 3 marzo su Canale 5!

 


Al Grande Fratello 13, confermata la svolta VIP degli opinionisti, Alfonso Signorini sarà sostituito da Manuela Arcuri e Cesare Cunaccia. Opinionisti della nuova edizione che riserverà molte sorprese. Una coppia gay al rush finale per entrare nella casa, Valentina Acciardi la concorrente senza un braccio a seguito di un incidente stradale, e la probabile presenza di Cecilia Rodríguez.
Non dimentichiamo che Belen approda su Italia 1 per un nuovo appuntamento televisivo vista la fine di Italia Sgot Talent.Non ci sarà più la Gialappa's con il consueto "Mai dire grande fratello" e gli autori hanno già previsto la possibilità di ascolti da risollevare, puntando su ospitate Vip.
Manuela Arcuri è stranota, invece chi è Cesare Cunaccia?
E' uno dei giudici del talent  show di La5, con la stessa Marcuzzi riguardante il Fashion Style. Programma, non del tutto riuscito.
La nuova casa diretta da Alessia (La Pinella), vedrà due poltrone rosse nel nuovo studio, dove siederanno Alessia e Cesare.
Ci saranno nuove stanze segrete ed il famoso tugurio.

Premio Regia Televisiva della TV 2014 a Sanremo.

Sanremo non è solo la città dei fiori e del Festival, vive di manifestazioni di ogni tipo tutto l'anno.
Lunedì prossimo in diretta dall'Ariston, nuova presentazione del premio regia televisiva  della TV 2014 ideato da Daniele Piombi nel lontano 1960.
Presentatore per la seconda edizione sarà Fabrizio Frizzi in diretta su Rai 1, domenica 9 marzo.



Grande novità di questa edizione è l’introduzione del premio al Miglior Programma Web che, all’unanimità, è stato attribuito a Fiorello per la sua Edicola Fiore. Inoltre, ha messo tutti d’accordo anche il riconoscimento come Evento straordinario tv dell’anno a Gianni Morandi per il concerto-evento all’Arena di Verona dello scorso ottobre.
A selezionare i finalisti del Premio Tv 2014, giunto quest’anno alla sua 54° edizione, è stata una giuria composta da circa 100 giornalisti di tutte le principali testate italiane. A decretare tutti i vincitori assoluti – annunciati nel corso della serata – sarà invece il giudizio dell’Accademia del Premio Tv, presieduta dal presidente di garanzia Gigi Vesigna e composta da personaggi della cultura e dello spettacolo: Umberto Brindani, Giordano Bruno Guerri, Marida Caterini, Piera Detassis, Silvana Giacobini, Dori Ghezzi, Davide Maggio, Nicoletta Mantovani e Annalisa Monfreda che votano mediante scheda voto palese, certificate dall’Avvocato Anna Schiavano.
Tra le categorie premiate ci sono il Personaggio Televisivo Femminile dell’anno, il Personaggio Televisivo Maschile dell’anno, la Rivelazione Televisiva dell’anno, la Miglior Fiction, il Miglior Tg/Trasmissione di approfondimento (negli ultimi anni il premio è sempre stato assegnato al TgLa7 di Enrico Mentana).
Inoltre, nel corso della diretta, tramite il televoto, anche i telespettatori da casa saranno chiamati ad esprimere la loro preferenza per eleggere la Migliore Trasmissione Televisiva dell’Anno.

Marvine Gaye - Sexual Healing


Amo la musica black, quello di Marvine Gaye è uno dei miei Cd preferiti. La seconda canzone è:
Sexual Healing. Provate a cantarla. Io l'adoro.
Ogni sera, cercherò di caricare una canzone tra le più belle nel panorama musicale, riproponendo artisti di fama internazionale come Marvine, e la Motown records.
Gaye nacque a Washington, D.C. col vero nome di Marvin Pentz Gay, Jr., ma successivamente aggiunse la "e" al suo cognome sia per stroncare le prese in giro sia per apparire più professionale (si pensi ad esempio anche all'aggiunta della "e" di Sam Cooke [1].) Suo padre, Marvin Gay senior, era catechista della Church of God, una piccolo gruppo distaccato della confessione religiosa degli Avventisti del Settimo Giorno. Tale setta, prendendo in prestito alcuni elementi dalla comunità cattolica ed altri da quella anglicana e ortodossa ha codici di condotta molto rigidi e non è prevista la celebrazione di alcuna festività. Gaye iniziò a cantare nel coro di tale chiesa, prese lezioni di piano e percussioni per fuggire agli abusi psicologici messi in atto dal padre.
Dopo la scuola superiore, Gaye si arruolò nella United States Air Force, l'Aeronautica militare, e poi, dopo essere stato congedato, si unì a diversi gruppi di doo wop, fino ad arrivare ai The Marquees, un gruppo molto conosciuto a Washington D.C. Con Bo Diddley, i Marquees realizzarono un singolo, Wyatt Earp, nel 1958 con la Okeh Records e furono reclutati da Harvey Fuqua diventando poi così i The Moonglows. Mama Loocie, il singolo realizzato nel 1959 con la Chess Records, fu il primo singolo di Gaye con i Moonglows. Dopo un concerto a Detroit, Gaye fu scritturato per una carriera da solista da Berry Gordy, della Motown Records.

La Motown e le famiglie Gordy[modifica | modifica sorgente]

All'inizio Gaye era un artista part-time: saltuariamente era un percussionista, un autore di canzoni lavorando con parecchi gruppi dell'epoca come The Miracles, The Contours, Martha & the Vandellas, e altri. Da notare la sua paternità delle percussioni nelle hit numero uno Please Mr. Postman dei The Marvelettes nel 1961 e Fingertips Pt. 2 dei Little Stevie Wonder nel 1963. Poi scrisse insieme con altri autori, nel 1964, "Dancing In The Street" hit numero uno di Martha & the Vandellas e prima ancora nel 1962 un'altra numero uno Beechwood 4-5789 hit dei The Marvelettes. L'artista non solo era così diventato a pieno titolo un membro della famiglia Motown ma presto divenne anche membro della famiglia Gordy sposando Anna, sorella di Berry Gordy, nel 1964, dopo tre anni di corteggiamento.
Purtroppo i primi tre singoli di Marvin Gaye usciti con la Motown non riscossero tanto successo; solo nel 1962 raggiunse un piccolo risultato il quarto tentativo, Stubborn Kind of Fellow, con Martha & The Vandellas in cui Gaye era nel coro. Unica consolazione risiedeva nel fatto che il singolo era stato scritto da Gaye assieme a William "Mickey" Stevenson, che creò il titolo riferendosi maliziosamente alla lunaticità di Marvin. Ancora nel 1963 Hitch Hike e Can I Get a Witness il successo stentava a manifestarsi. Bisognerà attendere Pride & Joy che nello stesso anno divenne una hit-bomba. Gaye però stava stretto nei panni che la Motown gli aveva cucito addosso: un cantante di ballate melodiche in cerca di successo nelle classifiche e nel mercato discografico. L'artista voleva invece fermamente essere un cantante pop seguendo le orme di Nat King Cole oppure di Frank Sinatra puntando però a fondere gli stili di tali artisti con quelli profondi e intensi di Jackie Wilson e del suo modello di riferimento Sam Cooke.

giovedì 27 febbraio 2014

Una favola per narrare ai più piccoli, il delicato tema delle "Malattie Rare". La video-favola per grandi e piccini.

Robertino è un bambino «fragile» perché soffre di una malattia rara. Nella sua vita di ogni giorno deve vedersela con una banda di «odiatori» cattivi che lo escludono dai giochi e lo isolano solo perché è diverso da loro. Robertino infatti ha la testa grande e le gambe magre magre; non può correre, non può giocare a pallone e fa fatica a sentirsi accettato nella sua nuova scuola. Ma quando il pony Musica lo porta con sé nel Regno della Generezza, dove tenerezza e generosità si tengono per mano, finalmente capisce la bellezza di essere quello che è, unico e raro come ciascuno di noi, e neanche la cattiveria di Zurlo può fargli più paura. È la trama di una videofiaba, intitolata «Con gli occhi tuoi», online sul sito del Ministero della Salute e che è stata  presentata il 26 febbraio all'all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) di Roma. Due giorni prima della Giornata delle malattie rare, che si celebra il 28 febbraio in tutto il mondo.
 
 
BAMBINO FRAGILE - Una favola nata dalla fantasia di alcuni bambini di II e III elementare e dell’artista Vera Puoti, che ha rielaborato i loro disegni e le trame da loro ideate. Una favola per grandi e piccoli che affronta i temi dell’inclusione e dell’integrazione attraverso la vicenda di un bambino fragile divenuto eroe grazie alla musica e ai suoi amici. Un bambino che riesce a vincere l’isolamento e la paura partendo dalla scuola. Oltre agli allievi delle scuole Ermenegildo Pistelli e Giacomo Leopardi di Roma, hanno contribuito anche gli allievi della Scuola di musica Sylvestro Ganassi, che hanno eseguito le musiche del video.