martedì 20 dicembre 2016

Wadada Leo Smith e Vijay Iyer - Teatro MANZONI di MILANO - 15 GENNAIO 2017 -

Teatro









Domenica 15 gennaio, ore 11.00 al Teatro Manzoni di Milano “Aperitivo in Concerto” aprirà l’anno nuovo con un spettacolo all’insegna della funambolica capacità creativa, della pura libertà poetica, della appassionata esplorazione dei suoni e dell’improvvisazione. Il sorprendente duo, formato dal trombettista guru della musica improvvisata africano-americana Wadada Leo Smith e dall’acclamato compositore e pianista Vijay Iyer, si esibirà con la collaborazione dei componenti abituali del trio del pianista, il contrabbassista Stephan Crump e il batterista Marcus Gilmore. Si ricrea così una speciale versione dello storico Golden Quartet del trombettista, in cui Iyer milita e ha militato lungamente.
Dal palco del Manzoni presenteranno musiche scritte per il loro cd A Cosmic Rhythm with Each Stroke, nel quale emerge la suggestiva suite che ha dato il titolo all’album, dedicata all’innovativa artista indiana Nasreen Mohamedi. 
Gli impetuosi assoli di Smith contrapposti alla scintillante elettronica di Iyer disegnano una musica che riecheggia le opere geometriche, esteticamente pulite ed essenziali della Mohamedi.
Due generazioni a confronto, quella del settantenne trombettista e del quarantenne pianista, che sapranno interagire intensamente immergendo il pubblico nell’astrazione senza perdere un’affascinante intelligibilità, grazie all’uso lirico del silenzio e dello spazio e alla vasta ricchezza timbrica.
Un duo che sa liberare la musica da lacci e lacciuoli, capace di spingere la musica improvvisata verso nuove frontiere, nuove libertà, nuovi terreni di incontro.
Qui una presentazione del loro lavoro.

BIO

* Wadada Leo Smith - tromba

settantacinquenne, nato nel Mississipi. Trombettista, polistrumentista, compositore e improvvisatore. Smith ha codificato l’Ankhrasmation, un linguaggio musicale che non si basa sul tradizionale sistema di notazione scritta ma serve a far convergere le idee di un altro musicista che lascia largo spazio all’interpretazione personale. La prima parte del nome Ankh fa riferimento alla croce egizia, mentre Ras significa “testa” in amarico e si attribuisce ai leader. Mas proviene invece da madre, sia come riferimento scientifico naturale e biologico ma anche fantastico e immaginifico. Quando queste tre componenti sono fra di loro connesse vi è la possibilità del successo e si può dunque giudicare criticamente il perché di un mancato raggiungimento degli obiettivi. La partitura stessa diventa dunque obsoleta nel momento in cui l’oggetto si è concretizzato.
Ha suonato con musicisti del calibro di Muhal Richard Abrams, Anthony Braxton, Leroy Jenkins, Roscoe Mitchell, Lester Bowie, Richard Teitelbaum, Joseph Jarman, George Lewis, Cecil Taylor, Andrew Cyrill, Oliver Lake, Anthony Davis, Carla Bley, David Murray, Don Cherry, Jeanne Lee, Henry Brant, Richard Davis, Ed Blackwell, Peter Kowald, Han Bennink, Misha Mengelberg, Marion Brown, Charlie Haden, Tom Buckner, Malachi Favors Magoustous, Jack DeJohnette.



Ha insegnato in diverse università americane e oggi è Direttore dell’African-American Improvisational Music program alla Herb Alpert School of Music at California Institute of the Arts. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 2016 ha vinto il Doris Duke Artist, nel 2013 è stato votato “Compositore dell’anno” nel “DownBeat Critics Poll” e finalista del premio Puli

* Vijay Iyer – pianoforte, Fender Rhodes, live electronics
quarantacinquenne, nato ad Albany (NY), è figlio di immigrati indiani Tamil. Pianista, compositore, band-leader, ha iniziato la sua carriera musicale studiando e diplomandosi in violino. Si è avvicinato al pianoforte da bambino suonando “ad orecchio”, la sua rimane infatti una formazione da autodidatta. Laureato in matematica e fisica, ha ottenuto un dottorato in fisica, coltivando nel frattempo la sua passione musicale suonando in gruppi il cui leader era il batterista Donald Bailey. A metà degli anni Novanta, ha cominciato a lavorare con Steve Coleman e George E. Lewis. Lasciato il Dipartimento di Fisica per i suoi ormai prevalenti impegni musicali, ha costituito un Ph.D. in Technology and the Arts, orientate verso la cognizione musicale.
Ha ottenuto per 3 volte il DownBeat Critic’s Poll, oltre a numerosi altri riconoscimenti.

sabato 10 dicembre 2016

"LA RAGAZZA DEL TRENO" E "FLORENCE" AL CINEMA. DUE ATTRICI, DUE TALENTI A CONFRONTO.

   The Girl on the Train 2016.jpg

La programmazione cinematografica inizia a risentire dell'arrivo delle feste natalizie, e con il ritorno del fantasy, del cine-panettone, segnaliamo i film non rientranti in facili cliché.

"La ragazza del treno"

Emily Blunt impersona Rachel Watson una donna alcolizzata che ha appena divorziato dal marito, Tom Watson, dopo aver scoperto il tradimento di quest'ultimo con il loro agente immobiliare, Anna Boyd. Rachel condivide un appartamento con la sua amica Cathy e passa buona parte delle sue giornate su un treno, spesso facendo alcuni appostamenti a Tom, Anna, e la loro figlia appena nata di nome Evie. Durante i suoi viaggi, Rachel rimane affascinata dai vicini di Tom, Scott e Megan Hipwell, una giovane coppia che Rachel crede possa essere la vera incarnazione dell'amore perfetto.

L'interpretazione della Blunt è perfetta. Lo stupore, la speranza, la perseveranza, la disperazione di una donna che ha perso tutto, o crede di aver perso tutto.

                    Risultati immagini per foto film la ragazza del treno

La Donna del Treno, contrariamente al libro inglese, è stato girato a New York.
Gli attori del film sono Haley Bennet, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans, Allison Jannev, Edgar Ramirez, Lisa Kudrow e Laura Prepon.

Il film, tratto dal libro scritto nel 2015 da Paula Hawkins divide i telespettatori nettamente. Capiterà di leggere il libro e preferire di gran lunga il film, e viceversa.

Di sicuro, a parte un chiaro riferimento al film Anna Karenina interpretato da Anne Hathaway, da cui la scrittrice potrebbe essere stata indirettamente influenzata, "La ragazza del treno" , merita di essere visto, nel tentativo, per menti fini, di individuare il finale macchiavellico. 


                                 


"Florence" con Meryl Streep, Hugh Grant e Simon Helberg.

Florence è una cantante lirica stonata, piena di passione, interpretata magistralmente da Meryl Streep. L'attrice, per sua stessa ammissione,  ha studiato per non essere "perfetta" durante la recitazione.

In Florence, la donna che amava la musica, impegnata in molteplici progetti, che supportava economicamente le organizzazioni artistiche, in tempi in cui il Governo non prevedeva nessuna sovvenzione, Meryl ha lavorato cercando un certo tipo di feeling con il pubblico. Recitando e cantando dal vivo, testando le reazioni della platea.

Se la platea rideva, o non si annoiava, Meryl capiva di aver centrato l'obiettivo.

L'attrice è stata parte attivissima durante la registrazione del film, scontrandosi con il regista ed i colleghi, cercando di riportare il tutto ad una dimensione non artificiosa, cercando di non esagerare nella realizzazione delle scene.

Lo "Humor" è il tono principale del film, ed è il metodo migliore per raccontare il sacrificio che una persona può fare per supportare l'illusione di un'altra.

Hugh Grant interpreta St. Clair Bayfield, attore di teatro britannico  che divenne il manager ed il compagno di vita di "Florence".

Il film esce nelle sale il 22 dicembre, e la grande Meryl Streep, fa rivivere sul grande schermo la cantante più stonata della storia: Florence Foster Jenkins. Diretto da Stephen Frears, la pellicola narra di un amore speciale di un aristocratico inglese (Hugh Grant) pronto a tutto pur di proteggere la propria amata dalla cruda verità.

L'attore Simon Helberg nei panni di Cosme McMoon, impersona il pianista texano che accompagnerà Florence Jenkins fino alla morte nel 1944.

Il talento di Meryl Streep, farà la differenza. Impersonare una cantante di successo è di gran lunga più semplice. Cimentarsi nei panni di una sognatrice stonata ossessionata dall'idea di diventare una cantante d'opera è ben diverso.

Risultati immagini per foto film florence meryl streep hugh grant simon helberg              Risultati immagini per foto film florence meryl streep hugh grant simon helberg

                                          www.staresulpezzo.blogspot.it






GIANLUCA SAMBATARO ED I CORI: Over Twelve SMA, OneSoulGospelChoir, Rejoice Gospel Choir - IN UNA SERATA GOSPEL AL TEATRO DELFINO -

 

16 E 17 DICEMBRE


ore 21.00



 

La magia del gospel torna al Teatro Delfino con:



 
Gianluca Sambataro

incontra...tre cori!


 


Con la magia del Natale alle porte, il Teatro Delfino ripropone il genere musicale più amato, il gospel! Vi aspetterà un concerto movimentato e travolgente che vedrà Gianluca Sambataro accompagnare tre cori che si alterneranno sulle note di generi musicali diversi ma vicini:

OverTwelve SMA Nasce a Milano nel 2011 per volontà del direttore Fabio Macchioni, per offrire ai “bambini ormai cresciuti” la possibilità di proseguire l’esperienza musicale iniziata nel 1988 nel Piccolo Coro S. Maria Ausiliatrice. Gli oltre 35 ragazzi tra i 13 ed i 20 anni sono protagonisti con i maestri nelle scelte del repertorio che spazia dal classico al contemporaneo, dall’evergreen al gospel. Ritmo, armonia e gioia di vivere caratterizzano le loro performance, nei tanti concerti, raduni e animazioni, anche a scopo benefico, a cui hanno preso parte in questi primi cinque anni di attività.

OneSoulGospelChoir Nasce dall’unione di persone che con perseveranza, dedizione e ricerca della qualita' hanno dato vita ad un progetto artistico nato di recente che attraverso la passione per la musica ha come obiettivo trasmettere l’emozione che da questa deriva. Guidati da Gianluca Sambataro, trovano nel gospel, tradizionale e contemporaneo, e nella musica anni 70 e 80, rivista in chiave corale, la loro migliore espressione creando momenti di grande coinvolgimento ed entusiasmo.

Rejoice Gospel Choir  70 voci trascinanti che spaziano dal groove del Gospel americano ed europeo, alla commozione degli Spiritual e degli Hymns. Diretti da Gianluca Sambataro, sono accompagnati da M. Sambataro (batteria vocale), M. Gianotti (basso elettrico), S. Rozza (chitarra) e M. Brambilla (tastiere). Primo Coro Italiano con L.Sackey, M.Rossi e J.E.Yuille a calcare il prestigioso palco del Blue Note di Milano, il 10 Gennaio scorso con due spettacoli, registrando il tutto esaurito.

 
SOLO PER CHI RICEVE LA NEWSLETTER

BIGLIETTO € 10
 

info@teatrodelfino.it | tel. 333 5730340

 

Approfittatene. Andare a teatro a questo prezzo è un vero regalo da fare e da farsi.

www.staresulpezzo.blogspot.com

giovedì 8 dicembre 2016

VALENTINO LO STILISTA - L'UOMO - IL PERFEZIONISTA DEL COLORE "ROSSO" -


 Risultati immagini per foto valentino e jackie onassis     Risultati immagini per foto valentino e jackie onassis  Risultati immagini per foto valentino e jackie onassis



                                                     Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti        


Valentino, fin dalla tenera età di 10 anni, ha capito cosa gli piaceva, cosa voleva, e dove voleva arrivare. Di sicuro, sognava in grande, perfezionando il sogno, fino a farlo diventare una "favola". La sua famiglia lo ha sempre spalleggiato, aiutato, e seguito. La madre Teresa fino al 1977 ha vissuto vicino al figlio per cui ha scelto  il nome attingendo dalla visione del grande Rodolfo Valentino.
Arriva a studiare a Milano come figurinista.

Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti                 Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti

Ma è Parigi la meta più ambita, a Milano prende lezioni di francese e nel 1949 i genitori lo accompagnano a Parigi.
Anni interessanti a Parigi, l'incontro con le grandi firme, nuovi stili, Dior ed il new look, e Valentino dà il via alla nuova moda.
Oltralpe, intuiscono il pericolo ed a distanza di anni, se ne apprende il motivo.

Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti   Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti


Valentino lavora negli anni '50 presso Jean Dessès e Guy Laroche, acquisendo un suo stile molto determinato, e nel 1960 torna in Italia. Vuole lanciare una sua collezione. La famiglia come sempre, lo segue ed incoraggia.
Il padre trova una serie di investitori ed in poco tempo riesce ad entrare nel giro della "Dolce Vita".
Valentino finisce subito sulle copertine delle riviste dell'epoca pur non avendo ancora prodotto una sua collezione.
Giancarlo Giammetti, elegante, giovane, incontra Valentino, nasce un sodalizio determinante per lo stilista. Una rara forma di ingranaggio, rodata perfettamente, che aiuterà in modo determinante la crescita di uno stile universalmente riconosciuto.
Giancarlo si interessa dell'aspetto commerciale e Valentino può creare liberamente.
La rivista "The Sunday Time" lo celebra.
Giammetti e Valentino  in via Gregoriana 54  aprono un nuovo Atelier.
Lascia l'università intuendo la svolta personale ed artistica e comincia a collaborare con Valentino.
Elisabeth Taylor gira Cleopatra a Roma, e Valentino le realizza i capi, lo stesso avviene con la grande attrice italiana Monica Vitti.
Valentino racconta di avere la netta percezione di essere il "nuovo nome per Roma". Il suo marchio era finalmente visibile, mancavano le vendite. Bisognava conquistare i buyers, e Giannetti riesce con la sfilata a Pitti ad attirare i buyers, e la stampa si accorge dello stilista e la rivista Vogue lo consacra tra il 1963/64.
L'amica Consuelo Crespi, è il "gancio" tramite sua sorella  Gloria, per attirare l'attenzione della donna più in voga del momento: Jacqueline Onassis. L'ex moglie del presidente Kennedy, rimane affascinata dall'abito indossato da Gloria, se ne innamora.
Inizia una grande amicizia tra lo stilista e Jackie, per cui Valentino realizza l'abito da sposa per il matrimonio con Onassis.
I due, sono rimasti amici fino alla fine. Testimone ne sono le foto a Capri incluse nel libro di Giammetti: 

Risultati immagini per foto valentino e libro giammetti                     Risultati immagini per foto valentino e libro giammetti

Risultati immagini per foto valentino e jackie onassis
Risultati immagini per foto valentino e jackie onassisRisultati immagini per foto valentino e jackie onassis                                   

Nel 1967 la collezione, di capi di colori neutri, diventa uno dei capisaldi della storia della moda.
Elisabeth Taylor, Marisa Berenson, la principessa d'Inghilterra, Sophia Loren, Gwyneth Paltrow. Quest'ultima attrice molto amata dalla coppia, spesso ospite nelle loro case. Forse, il sogno, della donna ideale per Valentino.
Di classe, semplice, curata nel minimo dettaglio, naturale o imposto.
Gwyneth, sa perfettamente come si deve vestire e come deve apparire per essere ammessa nella casa del grande stilista. I jeans, mal tollerati, debbono essere di forma e tessuto particolari, impreziositi da una camicia di lusso. Bando alla sciatteria, anche in vacanza.

Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti  

Nel 1968 , Valentino, dalla visione dell'Opera della Carmen, approda, dopo interminabili e dettagliati tentativi a realizzare il famoso   "rosso valentino" (mix tra i  colori carminio, porpora e rosso di cadmio).

Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti                 Risultati immagini per foto valentino e giancarlo giammetti  

La fissazione per i dettagli di Valentino è cosa nota a tutti.
Marilu' Tolo è stata l'unica donna amata da Valentino, almeno, questa è la dichiarazione che lui fece a sua madre.
Il lungo legame con Giammetti, di 12 anni  fini', ma restarono amici, e soci fino ad ora.
Le case di Valentino sono diventate il teatro di cene, ricevimenti importanti, dove nulla è lasciato al caso.
I suoi ospiti, sanno, cosa debbono o non debbono indossare. L'eleganza è di rigore, come un'adeguata piega dei capelli, per garantire un'eleganza diffusa.
Le lenzuola stirate sul materasso tutti i giorni, sono un altro vezzo del grande stilista.
I viaggi memorabili sulla neve, dove 3 autovetture sono d'obbligo. Una per lui ed i suoi ospiti, una per i suoi amatissimi cani, ed una per le valige.

Valentino vive tra il Castello di Wideville, a Davron, Crespières, nei pressi di Parigi, acquistato nel 1995, residenza cinquecentesca con un parco annesso di oltre 120 ettari, la villa a Roma sulla Via Appia, il palazzo ottocentesco a Holland Park a Londra, nel cui salone si trovano i cinque quadri di Pablo Picasso che fanno parte della collezione dello stilista, l'attico newyorkese a Park Avenue e lo Chalet Gifferhorn, dimora invernale dello stilista a Gstaad. A Roma si trova anche Palazzo Mignanelli, sede dell'omonima casa di moda.
Risultati immagini per foto valentino e jackie onassis     Risultati immagini per foto valentino e jackie onassisRisultati immagini per foto valentino e jackie onassis

Le donne più belle del mondo, hanno avuto la possibilità d'indossare "lo stile Valentino", e le major delle grandi case produttrici, sanno perfettamente, che per una serata d'eccezione, un abito del grande stilista italiano è una garanzia.

Risultati immagini per foto valentino e libro giammetti       Risultati immagini per foto valentino e libro giammettiRisultati immagini per foto valentino e libro giammetti




giovedì 1 dicembre 2016

"DOPO DI NOI" - NEL 2017 AL VIA LA COSTRUZIONE DELLA FONDAZIONE A MILANO - COMUNE DI MILANO -


                    


Disabilità  

Majorino: “Milano avrà una Fondazione per il durante e Dopo di Noi”

All’Acquario Civico l’incontro dibattito con l’Università di Milano che sta curando l’iter dello Statuto della Fondazione
Milano, 1 dicembre 2016 – Nel 2017 prenderà formalmente il via la costruzione della Fondazione dedicata al "Dopo di Noi" . La Fondazione dovrà rappresentare un punto di riferimento per tutte le famiglie che desiderano costruire, a partire dal “Durante Noi” – cioè quando sono ancora attive – un progetto di vita per il loro congiunto con disabilità. Un progetto quindi condiviso innanzitutto con la persona con disabilità (o chi la rappresenta ad esempio la famiglia) che tenga conto delle esigenze specifiche, dei bisogni, ma anche dei suoi desideri, e che abbia tra gli obiettivi l’autonomia e l’autodeterminazione della persona. Un progetto sostenibile nel tempo, nel quale potranno integrarsi, a seconda della gravità della condizione della persona, servizi con risorse pubbliche e private, ma che assicuri alla persona di vivere in una casa, magari con altri compagni di vita.
L'annuncio è stato fatto oggi all’Acquario Civico, in occasione delle “Giornate per la Disabilità”, dove il Comune di Milano e l’Università degli Studi di Milano hanno dato vita ad un workshop durante il quale sono stati presentati i primi risultati degli approfondimenti legislativi, condotti da un gruppo di esperti, un percorso partecipato per giungere all’elaborazione di un modello di Statuto di fondazione, che sarà redatto nei prossimi mesi.
Un lavoro articolato, affidato dal Comune all’Università di Milano, proprio per la specificità dei contenuti, che da alcuni mesi sta impegnando un team di professori e ricercatori universitari, esperti di diritto civile, pubblico, tributario e delle persone con disabilità che, insieme a Ledha e ai rappresentati dei genitori stanno redigendo il testo dello Statuto.


“Il progetto della Fondazione Dopo di Noi che guarda soprattutto al Durante Noi - ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – entra finalmente nelle fase operativa.  Grazie al lavoro svolto dall’Università di Milano potremo avere la costituzione della Fondazione già dal prossimo anno. Siamo felici di poterlo dire oggi, di fronte a molti genitori, rappresentanti di numerose famiglie, con cui ci siamo impegnati a portare a termine questo percorso. Due anni fa quando abbiamo iniziato a parlare del ‘Dopo di Noi’, accogliendo e condividendo la sollecitazione dei genitori, sembrava fossero più le difficoltà che le possibilità di realizzazione, ma noi ci abbiamo creduto e non è stato così. Ora andiamo avanti tutti insieme per assicurare a ragazze e ragazzi, donne e uomini un presente e un futuro in condizioni di parità con tutti gli altri”.  
All’incontro di oggi hanno partecipato tra gli altri: Marilisa D’Amico, professore di Diritto costituzionale, coordinatrice del gruppo di lavoro, Gianroberto Villa, professore di Diritto civile e Storia del diritto, Giuseppe Arconzo, professore di Diritto tributario dell’Università degli Studi di Milano e l’avvocato Laura Abet di Ledha. Hanno presentato inoltre le loro esperienze, Fondazione I Care, Fondazione Idea Vita.
Il tema della tutela e dell’assistenza, che ha avuto sempre rilevanza, è divenuto ancor più significativo alla luce della innovazione legislativa Legge dello Stato 22 giugno 2016, n. 112  sul “Dopo di noi”, approvata la scorsa estate, che ha introdotto nel sistema legislativo italiano il riconoscimento della necessità di misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, in quanto mancanti di entrambi i genitori o poiché gli stessi non sono in grado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale.
Al centro del workshop di oggi l’approfondimento di alcuni aspetti legati all’ambito giuridico e fiscale. Si è discusso di strumenti normativi connessi alla gestione e destinazione di risorse e patrimoni privati; di polizze di assicurazioni; di istituzione di vincoli di destinazione e fondi speciali; di affidamento fiduciario anche a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale; di rapporto tra una Fondazione e Amministratore di sostegno. 

LA SICUREZZA A MILANO - ARRESTATI 3 UOMINI IN VIA GOLA- NAVIGLIO PAVESE A RIDOSSO DEL CENTRO - COMUNE DI MILANO -

    Risultati immagini per FOTO ARRESTO VIA GOLA A MILANO


Sicurezza


Operazione della Polizia Locale contro lo spaccio in via Gola: tre uomini arrestati

Assessore Rozza e Comandante Barbato: “Ripristinare la legalità nell’area”
Milano, 1 dicembre 2016 -  Si è conclusa con tre arresti l’operazione della Polizia locale che si è svolta ieri pomeriggio contro lo spaccio di droga a cielo aperto in via Gola a Milano.
Oltre quaranta uomini della Polizia locale, sotto la direzione del vice Comandante Paolo Ghirardi e coordinati dal Comandate Antonio Barbato, sono stati impegnati nelle varie fasi delle indagini che hanno permesso di arrestare per spaccio di stupefacenti R.F italiano di 32 anni, M. M. tunisino di 47 anni privo di documenti e O. E. S. egiziano di 48 anni regolarmente in Italia.
L’ausilio delle unità cinofile ha permesso di rinvenire le dosi di hashish nascoste in alcune fioriere in via Gola. Nelle successive perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati in via Borsi e in via Pichi, occupate abusivamente e di proprietà dell’Aler, sono stati rinvenuti 70 grammi complessivi di droga (cocaina, hashish e marijuana) oltre a contanti e 1.400 euro in assegni. 
“Il risultato dell’operazione – spiega il Comandante Barbato -  è il frutto di settimane di indagini svolte dalla Polizia locale attraverso l’osservazione delle telecamere per individuare orari e luoghi dello spaccio e sopralluoghi per accertare le modalità dello scambio della droga. Solo dopo queste verifiche abbiamo deciso di intervenire con un’attività di controllo e repressione dello spaccio in via Gola”.
“Via Gola, via Pichi e via Borsi a Milano sono da anni crocevia di spaccio a cielo aperto senza ritegno, aggravato dal degrado dei palazzi che le circondano – aggiunge Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano – dove i cittadini convivono da troppo tempo con la micro criminalità diffusa che incide pesantemente sulla qualità delle loro vita e sulla loro percezione di insicurezza.  Il nostro compito è garantire la sana vivibilità della città e continueremo a intervenire fino a quando non sarà ripristinata la legalità”.

La via in questione è stata più volte oggetto di controlli ed i residenti sono piuttosto allarmati, da non uscire di casa oltre le 19 di sera.
A detta di un residente, i «padroni della strada» sono gli spacciatori magrebini che dall’imbrunire e fino al mattino inoltrato, occupano l’angolo di strada che affaccia sul Naviglio. 

Ben vengano, le operazioni della Polizia Locale nell'intento di ripristinare la legalità in una delle tante aree milanesi in difficoltà, a tutela dei cittadini residenti.

martedì 29 novembre 2016

ANNA MAZZAMAURO IN NUDA E CRUDA AL TEATRO DELFINO DI MILANO .



Anna Mazzamauro torna in scena con lo spettacolo “Nuda e Cruda” dove esorta il pubblico a spogliarsi dei ricordi cattivi, degli amori sbagliati, dei tabù del sesso, a liberarsi dalla paura della vecchiaia, ad esibire la propria diversità attraverso risate purificatrici.
Uno spettacolo sagace e liberatorio, insolente e mite, audace e timido, ridanciano e impegnato che trova nei vari dislivelli emotivi l’energia teatrale e coinvolgente per magnetizzare il pubblico e condurlo all’interno dello spettacolo e all’interno di se stesso senza filtri inibitori, senza ombre protettrici.

Riportiamo di seguito un'intervista rilasciata da Anna Mazzamauro, per conoscerla un pò da vicino, per conoscerne gli esordi, a cui seguirono numerosi film, tantissimo teatro, premi e riconoscimenti:


Il suo debutto ufficiale su uno schermo,  fu televisivo, in un episodio del Commissario Maigret…

Ah, sì, ero proprio una bambina… Sì, con Gino Cervi.

Però, nasce come attrice di teatro…

Sì, Fantozzi viene molto dopo all’interno della mia carriera, io avevo già fatto molto teatro. Nasco come attrice di teatro, ma per me non fa molta differenza recitare per il cinema o in teatro, diciamo che mi piace di più fare teatro perché io sono più un animale da palcoscenico. Poi, io non sono bravissima al cinema…

Ma non è vero…

Lo so che sembra detto apposta, ma già in una precedente intervista avevo detto che molte mie colleghe, o colleghi, che non hanno molta dimestichezza con il cinema, affermano spesso che il cinema non le ha scoperte, in realtà, però, sono convinta che per recitare al cinema bisogna essere in grado di recitare con un occhio solo, esprimere le grandi emozioni da un occhio solo. In teatro è diverso, si deve avere l’appartenenza totale della propria fisicità alle battute. Io sono stata fortunata a incontrare la Silvani, perché è un frutto grottesco, sia a livello fisico che recitativo. Non c’è bisogno, nella sua recitazione, della calma del fisico, bensì, al contrario, dell’agitazione del fisico, quindi, io non ho dovuto fare altro che credere di recitare in teatro, per dare un senso ancora più grottesco al tutto. Certe esasperazioni del personaggio sono frutto di quella che io chiamo agitazione fisica propria del teatro. In teatro, devi arrivare fino all’ultima poltrona della galleria e non puoi recitare a labbra chiuse e a occhi semiaperti, deve essere tutto spalancato… L’attore teatrale dispensa emozioni anche con la sua fisicità!

E i tempi comici sono gli stessi?

Sì, non esiste differenza, chi sa far ridere, fa ridere ovunque, anche nella vita, forse in quella di meno, però… Nel quotidiano si è spiritosi. La comicità è, comunque, un dono, la si ha o non la si ha,… scaturisce dalla capacità di essere prima auto-ironici e poi ironici. Non si può prendere in giro qualcuno se non si comincia da se stessi…

Lei è approdata al cinema nel 1967…

Non lo so, non me lo chiedere…

Ripercorriamo assieme le tappe della sua carriera artistica, il suo primo film è stato Pronto… c’è una certa Giuliana per te?...

Oh, sì, che orrore… Che poi non era un orrore, ma sai, io detesto non essere la protagonista e quella fu una piccola cosa… Io ero sposata da poco e mio marito era lo scenografo del film. Lo andai a trovare e… Il regista era Massimo Franciosa e mi chiese di parteciparvi, così, per inaugurare la mia carriera cinematografica, e così ho inaugurato, con questa parte da insegnante… Non è che mi interessasse molto.

Bè, però, come dire, ha rotto il ghiaccio…

Sì, ma a pezzetti…in maniera molto scomposta, senza amore. Io amo molto amare le parti, scusa il gioco di parole, non faccio mai casualmente qualcosa, faccio delle scelte precise, che nascono da un desiderio interiore. Quel film fu un passaggio. Simpatico, ma un passaggio.

Poi Il bestione, Prendimi, straziami che brucio di passione e Fantozzi. Fu lo stesso Salce a contattarla?

No, c’è una piccola, grande storia dietro. Piccola per gli altri, grande per me. Quando ero piccola facevo anche il doppiaggio e la mattina, fresca come una rosa, alle nove, dopo aver fatto il cabaret fino alle tre di notte, ero orrendamente pronta, per dirlo alla Fantozzi, per il doppiaggio. Mi ricordo che facevo cabaret in coppia con Oreste Lionello e fu lui a portarmi alla CVD, una società di doppiaggio. Un giorno dovevo doppiare il film “Roma” di Fellini e lui voleva che doppiassi per forza una signora di ottant’anni, adesso non ricordo la scena… Sai, non portai a termine il doppiaggio, quindi… Io, essendo giovanissima, gli dissi che potevo anche sforzarmi ma tecnicamente non sarei mai riuscita ad avere la spontaneità di una voce così anziana. Lui non si arrabbiò però mi disse:”Signorina Mezzamauro, lei può fare molto di più!”. Io non so se fosse spiritoso o meno, non lo conoscevo, però m’incazzo sempre con quelli che storpiano i cognomi degli altri, che li prendono in giro, così andai verso il vetro del doppiaggio e gli risposi:”Dottor Felloni, sa che le dico? Io me ne vado!”. Sbattei la porta e me ne andai. Vicino a Fellini, o a Felloni,  c’era Maurizio Mein, l’aiuto-regista, che adesso, purtroppo, non c’è più, che memorizzò l’immagine di questa giovane attrice che aveva osato dare del Felloni a Fellini…

Molto audace…

Sì, ma io l’ho fatto di rimando…Io non avrei mai osato, però se la cercò. Quando Mein lasciò Fellini, dopo tanti anni di collaborazione, per Salce e il suo “Fantozzi”, durante le fasi di preparazione, quando si cercavano i “mostri parlanti”, si ricordò di me, lodandomi con Luciano e suggerendomi per una parte. Mein era molto bravo, molto di più di un semplice aiuto-regista. Io avevo già lavorato con Salce in teatro, nell’Uovo di Marceau, insieme ad Albertazzi, e lui si ricordò di me. Il mio agente cinematografico, allora disoccupato per colpa mia, una mattina, alle nove circa, mi chiamò - preciso che chiamarmi a quell’ora è come chiamare il papa alle tre di notte - e in un fiume di parole, scomposte, mi disse che c’era la possibilità di una parte da protagonista per “Fantozzi”, e giù uno sproloquio di nomi: Villaggio, Salce… Mi riaddormentai senza dargli troppo peso, ma al risveglio una parola me la ricordai: protagonista! Una parola che colpisce tutti gli attori, senza neanche sapere il nome del personaggio che andranno ad interpretare… Mi sembrò curioso lavorare per il cinema, però era l’epoca che nun c’avevo ‘na lira e quindi… Non che adesso sia ricca, però, all’epoca, ero agli inizi della carriera…

Anna Mazzamauro potrete vederla al Teatro Delfino dal 1° al 4 dicembre 

info@teatrodelfino.it | tel. 333 5730340