La voce intensa e l’anima profonda diAmarasaranno protagoniste il14 novembre alle ore 21.00
dell’evento di apertura della nuova stagione del Teatro A. Vivaldi di Jesolo - rassegna promossa dalla
Città di Jesolo in collaborazione con Arteven - Circuito Multidisciplinare Regionale - con “AMARA
LIVE Tour 2025” , un percorso musicale che attraversa le tappe più significative della sua carriera artistica.
L’artista porterà sul palco del Teatro Vivaldi un racconto in musica e poesia che affonda le radici nei brani più noti del suo repertorio, come “Il Peso del Coraggio” e “Che Sia Benedetta” ,divenuti inni generazionali nella voce di Fiorella Mannoia, ma anche brani meno conosciuti al grande pubblico che introducono l’ascoltatore alle sonorità più intime.
Sul palco sarà accompagnata da un trio di musicisti che vestirà le sue canzoni in una versioneinedita,essenziale e suggestiva, capace di esaltare la profondità delle parole e la forza interpretativa della sua voce:Jacopo Carlini(piano e tastiere),Matteo Di Francesco(batteria e percussioni),Mauro
Vaccarelli (basso e contrabbasso). Con questo tour, prodotto da Palco Reale e Imarts, Amara
prosegue un cammino artistico e umano che non smette di evolversi, nutrendosi di esperienza,
spiritualità e impegno.
Lo stesso giorno alle ore 18.30 presso il Kursaal Centro Congressi ci sarà la presentazione del libro
di Amara “La certezza di essere viva”(ingresso libero e gratuito). L’artista, infatti, ha recentemente esordito nella letteratura con la pubblicazione del suo primo libro "La certezza di essere viva"
(Baldini&Castoldi, 2024), una raccolta di pensieri, poesie e riflessioni tratte dai suoi "VomitaPensieri" ,
taccuini di una personalissima autobiografia emotiva e spirituale.
“Non scrivo per piacere. Scrivo per necessità - ha dichiarato Amara - ho sempre sentito la musica
come una sorta di chiamata. Un’urgenza espressiva che mi ha salvato. Oggi più che mai sento di voler mettere la mia musica al servizio di qualcosa che vada oltre il successo. L’arte può guarire, può aprire squarci di verità, e io desidero essere uno strumento di questo processo”.
Sono anni che l’Orchestraccia porta in tour concerti travolgenti e di successo in tutta Italia, e ora mette in scena un nuovo spettacolo che debutta proprio nella loro città: dal 20 al 23 novembre il Teatro Olimpico di Roma ospiterà “L’Orchestraccia canta Califano - Bar Califfo”, l’omaggio in musica e parole al grande artista Franco Califano. Lo spettacolo incarna pienamente lo stile dell’Orchestraccia, gruppo rock-folk guidato da Marco Conidi, che affonda le proprie radici nella tradizione e nella cultura romana.
La band sarà in tournée nei teatri italiani da novembre a marzo: dal 20 al 23 novembre al Teatro Olimpico Roma, poi il 6 dicembre al Teatro API di Porto Sant’Elpidio (FM), il 7 dicembre al Teatro Persiani di Recanati, il 15 dicembre al Teatro Gioiello di Torino, il 16 dicembre al Teatro Carcano di Milano, il 17 gennaio al Teatro D’Annunzio di Latina e il 7 marzo al Teatro Gian Carlo Menotti di Spoleto. I biglietti sono disponibili in vendita suwww.ticketone.it, nei punti vendita autorizzati e nei botteghini dei teatri.
Un giornalista entra nel Bar Califfo, un locale dove il tempo si è fermato agli anni ’70. Tra macchinette del caffè, telefoni a disco e giubbotti di pelle, si ritrova in mezzo a un gruppo di irriducibili che giura di aver conosciuto, amato o, addirittura, ispirato il grande Califano. Armato di un vecchio registratore – perché nel bar la tecnologia è bandita – il giornalista cerca di scoprire la verità: dietro le loro storie c’è autenticità o solo mitomania da bancone? Ma ogni domanda scatena un ricordo, una canzone, un bicchiere, e presto l’inchiesta diventa un viaggio nella leggenda, dove la nostalgia è una bugia raccontata bene. Le voci di corridoio si intrecciano a brani immortali come Roma nuda, Minuetto, L’ultimo amico va via; tra ironia e malinconia, tra colpi di scena e rivelazioni inaspettate. I “califfi del bar” mostrano così al giornalista, e al pubblico, quello che sanno fare meglio: suonare, cantare, esagerare, accompagnandoci in un viaggio esilarante e commovente tra musica e poesia.
L’ORCHESTRACCIA
L’Orchestraccia nasce con l’intento di riportare in scena la grande eredità del folklore romanesco e del repertorio degli autori tra Ottocento e Novecento, rendendolo vivo, attuale e universale. Nel loro suono convivono molte anime: dal rockai ritmi latini, dallo ska al punk-rock, dalla patchanka al pop più delicato, fino a momenti di grande intensità acustica e poetica.
Fondata nel 2011 da attori e musicisti con la volontà di fondere esperienze teatrali e musicali, accanto al repertorio tradizionale, la band propone anche brani inediti ispirati all’attualità: storie di donne vittime di soprusi, di giovani in cerca di identità, di amori dolci e malinconici.
Nei concerti dell’Orchestraccia si possono ascoltare i grandi classici come Occasione bellissima, Ovunque tu sarai e Sole a mezzanotte, insieme ai brani più recenti come La Santa, A proposito di te, Viva la follia, Splendida ironia e l’ultimo successo Quello non era amore.
L’Orchestraccia è composta da: Marco Conidi (cantautore/attore), Guglielmo Poggi (attore), Salvatore Romano(chitarra), Angelo Capozzi(chitarra/ukulele), Emanuele Bruno(pianoforte/fisarmonica), Alessandro Vece(violino), Mario Caporilli (tromba), Claudio Mosconi (basso) e Fabrizio Fratepietro(batteria).
Experiencehttps://www.pinkfloyd.com/dear-pink-floyd: uno spazio digitale interat- tivo dove i fan di tutto il mondo possono condividere poesie, ricordi e riflessioni ispirate alla musica della band.
Il progetto parte con il componimento scritto dal Poet Laureate inglese Simon Armitage, ispirato alla band e al loro album epocale“Wish You Were Here” che quest’anno celebra il 50° anniversario dall’uscita.
Su Dear Pink Floyd Experience i visitatori potranno ascoltare la poesia di Simon, esplorare cartoline create dai fan, anche filtrandole per Paese, e inviare un proprio messaggio ai Pink Floyd generando un’opera visiva da ricondividere. Il sito celebra il legame emotivo che unisce da decenni il gruppo ai suoi ascoltatori, evidenziando l’impatto della loro musica attraverso generazioni e culture.
“Wish You Were Here” suona ancora intenso e vitale, meritando di essere celebrato e approfondito. La speciale edizione per l’anniversario, “Wish You Were Here 50”, in uscita il 12 dicembre per Sony Music, consentirà ai fan, per la prima volta, di immergersi più a fondo in un momento cruciale della storia dei Pink Floyd.
Sarà accompagnata anche in Italia da una serie di iniziative!
I primi appuntamenti confermati di aspettando “WISH YOU WERE HERE 50”sono sabato 15 e domenica 16 novembre all’Auditorium Parco della Musica di ROMA. In varie fasce orarie ci sarà l’ascolto di brani selezionati dei Pink Floyd con impianto Yamaha M-5000 guidato da Marco Fullone e Giancarlo Valletta. Ingresso libero su prenotazione al seguente indirizzo mailwywhauditorium@gmail.com, specificando giorno e orario.
In occasione della MILANO MUSIC WEEK,due appuntamenti speciali a MILANO: martedì 18 e venerdì 21 novembre.
Martedì 18 novembre, alle ore 12.00, presso Palazzina Appiani, si terrà “(Still) Wish You Were Here: anatomia di un capolavoro”, un evento di Rockol in collaborazione con Sony Music Italy. L’appuntamento approfondisce “Wish You Were Here”, evidenziando il valore del catalogo come motore strategico dell’industria musicale.
Venerdì 21 novembre, a partire dalle ore 18.00, l’Est Bar in via Tortona 12 ospiterà “LISTENING & TALK - Wish You Were Here 50th ANNIVERSARY @Est Bar”. Durante la serata sarà possibile partecipare ad un ascolto live dell’album, moderato da Est Radio, e godersi un dj set a cura di Est Radio Sound System a seguire. Una grande occasione per entrare in contatto con una delle più grandi opere musicali di tutti i tempi.
La raccolta “Wish You Were Here 50” offrirà una nuova e appassionante prospettiva su uno dei dischi più iconici e amati della band. L’edizione celebrativa include diverse rarità: al centro di questa speciale raccolta si trovano 6 versioni alternative e demo inediti che presentano l’ottavo album in studio dei Pink Floyd in una veste completamente nuova.
Tra le altre rarità da studio in uscita, figurano “The Machine Song (Roger’s demo)”, il primo demo casalingo che Roger Waters presentò originariamente alla band, un mix strumentale inedito di “Wish You Were Here”che mette in risalto la pedal steel guitar di David Gilmour, un’altra demo inedita di“Welcome to the Machine” “The Machine Song (Demo #2, Revisited)”, e, per la prima volta, una versione completa di “Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9)” che unisce le due parti del brano in un nuovo mix stereo realizzato da James Guthrie.
“Wish You Were Here 50” verrà pubblicato in vari formati: 3LP, 2CD, Blu-ray, digitale e cofanetto deluxe.
L’edizione digitale comprenderà l’album originale del 1975 con un nuovo mix in Dolby Atmos realizzato da James Guthrie, collaboratore dei Pink Floyd fin dal 1979 con“The Wall”. Include inoltre 25 brani bonus composti da 9 rarità da studio e 16 registrazioni dal vivo realizzate dal celebre bootlegger Mike Millard al concerto dei Pink Floyd alla Los Angeles Sports Arena del 26 aprile 1975 (qui pubblicate ufficialmente per la prima volta).
L’audio dal vivo è stato accuratamente restaurato e rimasterizzato da Steven Wilson.
L’edizione Blu-ray permette inoltre ai fan di vedere 3 dei filmati proiettati nei concerti del tour del 1975, oltre a un cortometraggio di Storm Thorgerson.
I formati 3LP e 2CD includono l’album originale e le nove tracce bonus da studio.
Il cofanetto deluxe contiene tutto il materiale su 2CD, 3LP (in esclusivo vinile trasparente) e Blu-ray, oltre a un quarto LP in vinile trasparente, “Live At Wembley 1974”, una replica del singolo giapponese 7” “Have A Cigar” / “Welcome To The Machine”, un libro cartonato con fotografie inedite, un comic book con il programma del tour e un poster del concerto di Knebworth.
Su PinkFloyd.com saranno disponibili ilmerchandise esclusivo per il 50° anniversario e alcune edizioni limitate.
“Wish You Were Here” è da decenni una presenza costante nelle classifiche dei migliori album di tutti i tempi. Il disco, multi-platino e arrivato al #1, fu il primo dei Pink Floyd a raggiungere la vetta delle classifiche su entrambe le sponde dell’Atlantico, diventando il loro album più venduto più rapidamente. Nel 1973 “The Dark Side of the Moon” aveva portato i Pink Floyd da nuova band britannica di grande successo a uno dei più grandi gruppi rock del pianeta. “Wish You Were Here” rappresentò la potente risposta della band alla loro nuova fama mondiale.
Con l’elegia in più parti “Shine On You Crazy Diamond” dedicata a Syd Barrett, l’ipnotica “Welcome To The Machine”, la graffiante “Have a Cigar” con la sua immortale battuta «Ah, a proposito, chi è Pink?» cantata non da Waters o Gilmour ma dal non-membro della band Roy Harper, e l’immancabile title track, “Wish You Were Here”, è senza dubbio una delle uscite discografiche più importanti nella storia della musica popolare.
I temi dell’assenza, dell’isolamento, dellacaducità e della critica all’ipocrisia dell’industria musicale trovano espressione nella celebre copertina dell’album.
I giochi visivi ideati da Storm Thorgerson e Aubrey “Po” Powell dello studio Hipgnosis restano ancora oggi immagini iconiche e immediatamente riconoscibili.
Ricordando quell’epoca, Aubrey “Po” Powell ha detto: «Negli anni Settanta, le copertine degli album erano importanti quanto la musica, perché la copertina aiutava a vendere il disco. I negozi di dischi esponevano 10.000 immagini diverse nelle buste dei vinili, quindi quello che facevamo doveva sembrare diverso e distinguersi tra la folla.
Ricordo di essermi girato verso Storm e di avergli detto: come facciamo a dare fuoco a un uomo? Perché a quei tempi non esisteva un modo digitale per farlo. Lui mi disse: Po, dovrai semplicemente farlo davvero. E così fu.
Bisogna ricordare che i Pink Floyd erano l’unica band della EMI e della Capitol Records che aveva i diritti creativi – per quanto riguarda le copertine degli album – oltre ai Beatles. Per questo ci veniva permesso di fare ciò che volevamo. Era fantastico. Nello stesso modo in cui i Pink Floyd erano una band molto creativa all’epoca, anche gli Hipgnosis lo erano. Eravamo determinati a mantenere viva quell’immagine astratta ed enigmatica, ed è così che siamo riusciti a farlo per i Pink Floyd».
Nel 2025 il sostegno appassionato e il fascino che circondano la musica dei Pink Floyd restano intatti. La versione restaurata del loro rivoluzionario film del 1972 “Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII” ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, l’album dal vivo è entrato direttamente al #1 della UK Albums Chart, segnando il primo disco in vetta nel Regno Unito in undici anni e il settimo nella loro carriera (in Italia all’#1 delle classifiche TOP OF THE MUSIC FIMI/GfK Italia “ALBUM & COMPILATION” e “CD, VINILI E MUSICASSETTE”). Il film è stato acclamato dalla critica e dal pubblico a livello internazionale, con The Guardian che lo ha descritto come «un ritratto ipnoticamente singolare di una band sull’orlo della grandezza».
Si è svolta oggi la conferenza stampa di apertura dellanona edizione dellaMilano Music Week, che dal 17 al 23 novembre trasformerà la città meneghina nella capitale italiana della musica, con centinaia di concerti, dj set, talk, workshop e incontri con artisti e professionisti del settore.
Tra i vari interventi anche quello di Carlo Parodi, Presidente di Assomusica, che ha fatto il punto sullo stato della musica dal vivo in Italia, soffermandosi su quelle che ha definito le “luci” e le “ombre” che caratterizzano oggi il comparto.
Le luci: Carta Valore, semplificazioni e nuova attenzione per lo spettacolo dal vivo
Parodi ha accolto con favore alcune misure recenti che segnano un passo avanti per il settore. Tra queste, l’introduzione della Carta Valore, prevista nella Legge di Bilancio, che dal 2027 – secondo il principio dell’universalità – offrirà ai giovani diplomati un credito da utilizzare per beni e servizi culturali, compresi gli spettacoli dal vivo. “È un segnale importante – ha sottolineato Parodi – che riconosce la centralità della cultura nella formazione dei cittadini e può diventare un pilastro stabile delle politiche culturali del Paese.”
Un’altra novità positiva riguarda la semplificazione amministrativa per i piccoli concerti: dal 1° gennaio 2025, per gli spettacoli con un massimo di 2.000 spettatori, sarà sufficiente la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), senza dover più affrontare procedure autorizzative complesse. “È un passo nella direzione giusta – ha aggiunto Parodi – che riduce la burocrazia, valorizza l’iniziativa locale e rende più sostenibile l’organizzazione di eventi, soprattutto nei piccoli comuni. Ma occorre proseguire con convinzione su questa strada: servono regole chiare e omogenee, che diano certezze agli operatori e riconoscano la professionalità di tecnici e organizzatori”.
Parodi ha inoltre rilevato una crescente attenzione pubblica e istituzionale verso lo spettacolo dal vivo come presidio culturale e fattore di coesione sociale. “Sempre più amministrazioni – ha ricordato – riconoscono nei festival e nei concerti una leva di attrazione turistica e di rigenerazione urbana. È il segno di un cambiamento culturale che Assomusica sostiene da anni.”
Le ombre: assenza di misure dedicate al settore nella Legge di Bilancio, Codice dello Spettacolo ancora in sospeso, esclusione dal FNSV
Accanto ai segnali positivi, Parodi ha evidenziato anche le criticità che continuano a frenare la piena crescita del settore: “In questa legge di bilancio – ha spiegato – non è prevista alcuna misura specifica per la musica dal vivo. Siamo ancora l’unico comparto culturale a non beneficiare né di incentivi fiscali né di fondi strutturali”.
Il Presidente di Assomusica ha poi richiamato l’urgenza di approvare ilCodice dello Spettacolo, una riforma attesa da anni che dovrebbe aggiornare il quadro normativo e riconoscere pienamente il ruolo di tutte le componenti del sistema, comprese le imprese profit e i live club.
Infine, Parodi ha ribadito la necessità di superare una distorsione ormai cronica: l’esclusione delle imprese culturali e creative dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV), riservato oggi solo alle realtà no-profit. “È paradossale – ha concluso – che proprio le imprese che organizzano la maggior parte dei concerti, generando occupazione e valore economico, restino escluse dai principali strumenti di sostegno pubblico”.
Milano Music Week è un progetto del Comune di Milano - Assessorato alla Cultura, promosso da Assomusica insieme ad Assoconcerti, FIMI Federazione Industria Musicale Italiana, NUOVO IMAIE Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori e SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori ed organizzato da Butik s.r.l. Impresa Sociale.
In questa edizione 2026 Tananai è curatore speciale ed affianca la direzione artistica di Nur Al Habash
Il 20 novembre Cesare Cremoninipresenta in anteprima
il nuovo album “CREMONINI LIVE25”
Tanti gli artisti coinvolti in talk e progetti speciali:
Andrea Laszlo de Simone, Baby K, BigMama, Coca Puma, Donatella Rettore, Frah Quintale, Giovanni Allevi, Jonathan Richman, Manuel Agnelli, Mara Sattei, Marianne Mirage, Mecna, Nitro, okgiorgio, Paolo Fresu, Sayf, Shablo, Tosca, Vittorio Maria Dal Maso, Willie Peyote e tanti altri
Tra i concerti:
ANNA, Carpetman, The Chemical Brothers dj set, I CANI, John Butler, Marc Scibilia, Mumford & Sons, Nation of Language e tanti altri
“Diggin' with” nei negozi di dischi e “The Stereo Line” nei listening bar
con Auroro Borealo, Colombre & Maria Antonietta, Eugenio Finardi, Generic Animal,
Lorenzo Senni, Venerus, Colapesce e tanti altri
Nel Dazio di Levante martedì l’Opening Party del main sponsor TicketOne con Sarah Toscano
e domenica il Closing Party promosso dai main sponsor UniCredit e UniCredit Allianz Assicurazioni con Giorgio Poi con quartetto d'archi ed Emma Nolde
Il 22 novembre tornano al Superstudio PiùSIAE MUSIC AWARDS
Il progetto Periphonic valorizza il Municipio 2 con il contributo di Fondazione Cariplo
RTL 102.5, RADIOFRECCIA e RADIO ZETA racconteranno in diretta e sui propri canali social
la settimana della musica a tutta l’Italia
Il programma è sul sito ufficiale, registrazioni su DICE aperte da oggi alle ore 15.00
«La Milano Music Week è un punto di riferimento per chi vive e lavora nel mondo della musica. Credo sia fondamentale circondarsi di persone che condividono le nostre stesse passioni e che ci sappiano stimolare, bisogna lasciarsi contaminare. Questa settimana rappresenta proprio questo: una comunità che si incontra e cresce insieme. Ho accettato di essere curatore della Milano Music Week non per mettermi al centro, ma per dare voce e spazio a professionisti che stimo, con l’auspicio di ispirare chi sogna di intraprendere questo mestiere»Tananai.
Puntata speciale de“La Pennicanza”quella di venerdì 7 novembre su Rai Radio2 — da questa settimana visibile anche in versione visual sul canale 202 del digitale terrestre.
Fiorello, affiancato da Fabrizio Biggio, ha accolto in studio Cesare Cremonini per un momento di autentica improvvisazione diventato subito un piccolo evento: la presentazione dell’inedito “La Santa Pennicanza”, brano swing ispirato proprio al programma e al suo spirito giocoso, ironico e imprevedibile.
L’incontro tra Fiorello e Cremonini si è trasformato in un esperimento creativo dal vivo, culminato in una sorprendente performance sui tetti degli studi Rai di via Asiago a Roma. È lì che Cremonini ha presentato in anteprima il brano dedicato allo showman, nato quasi per gioco ma con un’intuizione precisa: restituire alla musica italiana quel legame tra comicità, cultura popolare e libertà espressiva che ha caratterizzato epoche d’oro del nostro intrattenimento, da Renzo Arbore a Renato Carosone.
Fiorello ha sottolineato a come “dall’idea di un programma nasca un brano”, trasformando il momento in un esperimento creativo condiviso con Cremonini, tra ironia, ritmo e spontaneità. “La Santa Pennicanza” si muove tra swing e surrealtà, rievocando le atmosfere del teatro d’avanguardia e della scuola musicale napoletana, fino a intrecciarsi con lo spirito vivace e irriverente del programma di Rai Radio2.
I due hanno ricevuto quindi una grande sorpresa: la chiamata inaspettata di Renzo Arbore, che ha telefonato allo showman: «Cremonini ha fatto una bella canzone, una di quelle che potrei cantare anch’io! Mi sono divertito moltissimo con voi, vi seguo ogni pomeriggio. Grazie a voi per il divertimento che mi date», il suo messaggio. Fiorello ha ringraziato: «Parole così sono il premio più bello per noi che facciamo questo mestiere», seguito da Cremonini che ha concluso con affetto: «Ti voglio bene, Renzo!»
Il brano, scritto e musicato da Cesare Cremonini, è prodotto dallo stesso artista con Alessandro De Crescenzo e registrato presso gli studi Fonoprint di Bologna, con un ensemble che rievoca le formazioni swing italiane: Daniele D’Alessandro (Clarinetto), Gabriele Polimeni (Tromba), Federico Pierantoni (Trombone), Alessia Tondo (una delle voci più importanti della scena legata alla world music italiana), Salvatore Cauteruccio (Fisarmonica), Matteo (Sax), Ballo Balestri (basso), Andrea Fontana (batteria), Alessandro de Crescenzo (produttore e chitarra).
Un episodio che conferma la formula vincente de "La Pennicanza": comicità, ritmo e creatività istantanea, che ha “contagiato” anche un artista come Cremonini, che ha scritto un pezzo destinato a diventare cult.