Paolo Bonolis non è un ospite scontato ed onnipresente, ma in questa domenica piovosa, seppur raffreddato e reduce dal matrimonio dei suoi due figli in America, si lascia, anche se non del tutto intervistare da Mara Venier.
Bonolis dribbla abilmente su un'unica domanda di Mara Venier che tenta di parlare della figlia. Ma chi segue Paolo Bonolis da un pochino di tempo, riconosce nel suo riserbo un dato di fatto.
Bonolis regala sorrisi, ama la gente che sorride, e non si è fatto distrarre dal suo progetto di vita. Mara sarà anche brava, ma Bonolis è attento e sempre sul pezzo.
In questa Domenica In arriva la doc per Toscana.
Gianna Nannini fa il suo ingresso in studio cantando "Meravigliosa creatura sei sola al mondo,.......amo la vita meravigliosa...."
Jeans, camicia anni '80, stivaletti e l'immancabile t-shirt bianca. I capelli arruffati che scompiglia di continuo, perché Gianna è energia pura in movimento.
Come la maggior parte degli artisti ha riscoperto il vinile, ed in studio parla del suo nuovo progetto musicale registrato a Nashiville. Gianna ha voluto riprovare le emozioni che solo un grande studio dal vivo può dare. Dimenticando per una volta i Cd preparati e registrati in momenti diversi, ricreando sonorità di sicuro perfette, ma prive del calore umano nato durante una settimana di registrazioni a Nashiville.
Una carriera con "Sei nell'anima", Un trascorso imparando a suonare il violino, il piano e la chitarra.
Prima lezioni di chitarra, poi il piano.
Gianna lavorava nella pasticceria di famiglia dove un giorno ha perso 2 falangi inserendo la mano sinistra nell'impastatrice per i dolci. Parti di dita rimaste nell'impastatrice e non più ritrovate. Così si narra.
Da lì la svolta. La voce nata da un urlo di dolore, cambia e diventa roca, naturalmente Rock.
Una nonna a Marina di Grosseto, ha cresciuto Gianna ed i suoi cugini, ai tempi di un sogno da bambina: vendere bomboloni.
Il padre a 14 anni, nonostante insieme alla moglie abbiano distolto Gianna dalla carriera artistica, gli trovo' un'insegnante di canto, che le insegnò l'uso della respirazione dell'utero, del diaframma. 10 lezioni determinanti per la carriera futura.
Mara Maionchi la scopre, e dopo un breve contatto con la casa musicale Fonit Cetra ritorna a casa.
Mara Maionchi la vuole fermamente, mentre la Nannini "stolkerizza" Massimo Ranieri.
Cresciuta con la canzone italiana di Domenico Modugno. Modugno inizia Gianna all'ascolto della musica partendo dalla sua apertura melodica, quella pizzicata unica, in cui Gianna si é riconosciuta.
Gianna Nannini non si aspetta di vedere un filmato della mamma e si emoziona sentendo la dire che è: "Bella e impossibile".
Il Rock è Rock, e la mamma é la mamma.
La moto comprata nel 1981, usata, il fratello campione di rally e la band di Domenica In che suona e canta i successi mondiali di Gianna Nannini.
Gianna narra di aver cominciato a cantare per solitudine, e molto introversa da adolescente si rifugiava nel pianoforte.
Il padre da sempre contrario, ha visto solo 2 concerti di Gianna, ma ha riconosciuto infine il genio della figlia.
La New Age, il Punk, e la Germania sono stati determinanti nella formazione musicale della Nannini.
Penelope la figlia di 9 anni di Gianna Nannini ama ballare e cantare, al contrario di Gianna negata fin da piccola per la danza.
Penelope ora è in Spagna ad imparare la lingua. É molto indipendente e consiglia la mamma nelle scelte non disdegnando critiche.
L'esibizione live di Gianna Nannini viene anticipatamente interrotta per il collegamento con Papà Francesco.
Ma il web si rivolta, urge un rimedio, e Gianna Nannini riappare a Domenica In alle 17.15 per presentare il suo nuovo lavoro : "La differenza".
La vedremo in un tour mondiale e con un tappa per la prima volta nella sua amata Firenze.
Una Domenica In con il botto. Brava @maravenier.
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Redazione - Direttore: Gianluca Navarra - Capo redattore Roby Randelli - Redattori - Daniele Balestra, Simone Valenti, Roberta Del Buono, Valeria Romano, Renato Pesenti, Marilù Presta.
domenica 1 dicembre 2019
lunedì 25 novembre 2019
25 NOVEMBRE 2019 - GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE -
Negli anni '70 a Milano ci fu un evento particolarmente singolare per quei tempi.
Una donna, una mamma, in un giorno come tanti, una mattina bacio' i suoi 2 bambini e si diresse in metropolitana.
Si sdraio' sui binari eludendo accuratamente i controlli ed attese l'arrivo del convoglio.
Non fu una donna fortunata.
Incontrò sul suo cammino un uomo di cui si innamorò perdutamente, e che la portò a sacrificare la sua vita, la sua intera esistenza vivendo un'enorme tristezza, disperazione e ineluttabile infelicità coniugale.
Era una persona buona, onesta, di una buona famiglia di lavoratori, una mamma affettuosa, orgogliosa di quei 2 figli che erano venuti proprio bene. Belli e sani.
Lui, dispotico, un uomo piacente, si narra avesse in qualche meandro d'Italia già due figli.
Ma lei lo amava.
Lo ha amato anche quando con l'inganno approfittò di sua sorella adolescente che rimase incinta e diede alla luce un bambino.
Quante volte si è recata in ospedale piena di lividi, ma non ha mai denunciato il suo aguzzino.
Quante volte chi l'ha aiutata a farsi una doccia ha notato quelle orribili macchie bluastre su tutto il corpo.
In questa giornata, il 25 novembre si deve dare voce a donne, picchiate, umiliate, derise, uccise o "indotte al suicidio".
Gli articoli di giornale che narrarono della vicenda, descrissero una donna attenta e lucida nel mettere a segno il suo piano.
Chissà quanta disperazione debba esistere in una donna che decide di rinunciare al bene più prezioso i suoi due tesori, per scegliere di scomparire.
Lui, poco prima dell'evento, aveva portato a casa un'altra donna e lei era stata costretta a dormire sul divano mentre la "bestia" divideva il letto coniugale con un'altra vittima.
Perché si narra che picchio' negli anni successivi anche lei, tanto da scaraventarla dal pianerottolo di casa e chiudendola fuori.
Chi ha visto la scena si é ritrovata, l'amante, sullo zerbino di casa contro la porta.
Perché il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ed un vile si alimenta di un potere effimero maltrattando un corpo debole che non può reagire o che innamorato non ha la lucidità e la prontezza di scappare il più lontano possibile.
Chissà se qualcuno lo avrà mai denunciato alle forze dell'ordine.
Chissà, se per un solo momento, "la bestia" ha pensato al dolore inflitto per sempre ai suoi 2 figli (due dei tanti), ma due ragazzi unici nati da una donna speciale. Una lavoratrice, una "donna perbene", una mamma unica.
Chissà dove saranno i due ragazzi, come avranno vissuto e rielaborato un lutto così triste ed improvviso.
Chissà se nella vita incontrando le loro compagne non abbiano riflettuto a fondo sul ruolo del padre nella loro educazione.
E chissà se avranno rispettato le loro donne senza ricommettere errori che non si dovrebbero trasmettere geneticamente.
Ogni volta che una donna chiede aiuto deve essere ascoltata.
Ogni volta che una donna denuncia un comportamento violento del compagno deve essere allontanata.
Sono passati circa 40 anni da quando una DONNA si è sdraiata sui binari di una gelida metropolitana milanese aspettando la morte.
E nulla è cambiato.
Nonostante le associazioni dedicate alle donne, i movimenti politici che hanno aiutato a dare dignità ed una speranza a chi non vedeva la luce.
Ieri, era il 25 novembre 2019 ed una ragazza di 30 anni è stata uccisa dal suo amante sposato con una prima coltellata al ventre.
E mentre l'uccideva, lei incredula gli professata il suo amore ad oltranza.
Pensateci, cosa ci può essere di più terribile nel ricevere una coltellata nel ventre quando aspetti un figlio dall'uomo che ami?
Anche se non era l'uomo giusto, anche se era un codardo che non ha saputo rinunciare alla stabilità della sua famiglia.
Un uomo vile che anziché assumersi le sue responsabilità in due diversi momenti ha annullato la vita di troppe persone. Un vile che non si è fermato neanche davanti ad un donna innamorata che fino in fondo gli ha dato fiducia.
Una fiducia mal riposta dalla giovane donna una prima volta ed una seconda volta risalendo in macchina dopo aver ricevuto la prima coltellata. Mentre l'unica cosa da fare era scappare il più lontano possibile dal mostro.
Il vile cosa ha ottenuto: nulla.
Ha segnato per sempre un terribile destino per una giovane donna, il figlio in grembo, la moglie ed un figlio nato dal matrimonio.
Di fronte a questi avvenimenti non si può rimanere indifferenti.
Perché come ribadisce Liliana Segre, ed è impresso al binario 21 nella stazione centrale di Milano, "l'indifferenza" può fare la differenza.
Urlate, chiamate le forze dell'ordine quando un uomo picchia una donna in strada, avvicinatevi e date conforto ad una donna che piange sul marciapiede.
Non volgiamo lo sguardo assente nella direzione opposta. Saremmo complici per sempre.
Perché i nostri figli capiscano che l'amore non è il possesso di un corpo, ma affinità di menti.
Perché nell'amore non si deve aver paura di non riuscire a dominare l'altro, ma si deve rispettare prima l'anima e poi il corpo di una donna, solennemente.
La donna deve poter esprimere la propria individualità, la sua intelligenza e la sua differenza emotiva.
E soprattutto non deve essere soppressa o annullata quando dice "Basta!".
Ieri era il 25 novembre ed un albero ha perso un altro ramo prezioso. Una vita giovane che non potrà realizzarsi, lasciando un vuoto incolmabile in due genitori che l'hanno fortemente voluta ed amata.
NOI SIAMO CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA. CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE. CONTRO GLI UOMINI VIOLENTI. CONTRO PAROLE E GESTI CHE TRACCIANO SOLCHI PROFONDI.
www.staresulpezzo.blogspot.it
Staresulpezzo@gmail.com
Una donna, una mamma, in un giorno come tanti, una mattina bacio' i suoi 2 bambini e si diresse in metropolitana.
Si sdraio' sui binari eludendo accuratamente i controlli ed attese l'arrivo del convoglio.
Non fu una donna fortunata.
Incontrò sul suo cammino un uomo di cui si innamorò perdutamente, e che la portò a sacrificare la sua vita, la sua intera esistenza vivendo un'enorme tristezza, disperazione e ineluttabile infelicità coniugale.
Era una persona buona, onesta, di una buona famiglia di lavoratori, una mamma affettuosa, orgogliosa di quei 2 figli che erano venuti proprio bene. Belli e sani.
Lui, dispotico, un uomo piacente, si narra avesse in qualche meandro d'Italia già due figli.
Ma lei lo amava.
Lo ha amato anche quando con l'inganno approfittò di sua sorella adolescente che rimase incinta e diede alla luce un bambino.
Quante volte si è recata in ospedale piena di lividi, ma non ha mai denunciato il suo aguzzino.
Quante volte chi l'ha aiutata a farsi una doccia ha notato quelle orribili macchie bluastre su tutto il corpo.
In questa giornata, il 25 novembre si deve dare voce a donne, picchiate, umiliate, derise, uccise o "indotte al suicidio".
Gli articoli di giornale che narrarono della vicenda, descrissero una donna attenta e lucida nel mettere a segno il suo piano.
Chissà quanta disperazione debba esistere in una donna che decide di rinunciare al bene più prezioso i suoi due tesori, per scegliere di scomparire.
Lui, poco prima dell'evento, aveva portato a casa un'altra donna e lei era stata costretta a dormire sul divano mentre la "bestia" divideva il letto coniugale con un'altra vittima.
Perché si narra che picchio' negli anni successivi anche lei, tanto da scaraventarla dal pianerottolo di casa e chiudendola fuori.
Chi ha visto la scena si é ritrovata, l'amante, sullo zerbino di casa contro la porta.
Perché il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ed un vile si alimenta di un potere effimero maltrattando un corpo debole che non può reagire o che innamorato non ha la lucidità e la prontezza di scappare il più lontano possibile.
Chissà se qualcuno lo avrà mai denunciato alle forze dell'ordine.
Chissà, se per un solo momento, "la bestia" ha pensato al dolore inflitto per sempre ai suoi 2 figli (due dei tanti), ma due ragazzi unici nati da una donna speciale. Una lavoratrice, una "donna perbene", una mamma unica.
Chissà dove saranno i due ragazzi, come avranno vissuto e rielaborato un lutto così triste ed improvviso.
Chissà se nella vita incontrando le loro compagne non abbiano riflettuto a fondo sul ruolo del padre nella loro educazione.
E chissà se avranno rispettato le loro donne senza ricommettere errori che non si dovrebbero trasmettere geneticamente.
Ogni volta che una donna chiede aiuto deve essere ascoltata.
Ogni volta che una donna denuncia un comportamento violento del compagno deve essere allontanata.
Sono passati circa 40 anni da quando una DONNA si è sdraiata sui binari di una gelida metropolitana milanese aspettando la morte.
E nulla è cambiato.
Nonostante le associazioni dedicate alle donne, i movimenti politici che hanno aiutato a dare dignità ed una speranza a chi non vedeva la luce.
Ieri, era il 25 novembre 2019 ed una ragazza di 30 anni è stata uccisa dal suo amante sposato con una prima coltellata al ventre.
E mentre l'uccideva, lei incredula gli professata il suo amore ad oltranza.
Pensateci, cosa ci può essere di più terribile nel ricevere una coltellata nel ventre quando aspetti un figlio dall'uomo che ami?
Anche se non era l'uomo giusto, anche se era un codardo che non ha saputo rinunciare alla stabilità della sua famiglia.
Un uomo vile che anziché assumersi le sue responsabilità in due diversi momenti ha annullato la vita di troppe persone. Un vile che non si è fermato neanche davanti ad un donna innamorata che fino in fondo gli ha dato fiducia.
Una fiducia mal riposta dalla giovane donna una prima volta ed una seconda volta risalendo in macchina dopo aver ricevuto la prima coltellata. Mentre l'unica cosa da fare era scappare il più lontano possibile dal mostro.
Il vile cosa ha ottenuto: nulla.
Ha segnato per sempre un terribile destino per una giovane donna, il figlio in grembo, la moglie ed un figlio nato dal matrimonio.
Di fronte a questi avvenimenti non si può rimanere indifferenti.
Perché come ribadisce Liliana Segre, ed è impresso al binario 21 nella stazione centrale di Milano, "l'indifferenza" può fare la differenza.
Urlate, chiamate le forze dell'ordine quando un uomo picchia una donna in strada, avvicinatevi e date conforto ad una donna che piange sul marciapiede.
Non volgiamo lo sguardo assente nella direzione opposta. Saremmo complici per sempre.
Perché i nostri figli capiscano che l'amore non è il possesso di un corpo, ma affinità di menti.
Perché nell'amore non si deve aver paura di non riuscire a dominare l'altro, ma si deve rispettare prima l'anima e poi il corpo di una donna, solennemente.
La donna deve poter esprimere la propria individualità, la sua intelligenza e la sua differenza emotiva.
E soprattutto non deve essere soppressa o annullata quando dice "Basta!".
Ieri era il 25 novembre ed un albero ha perso un altro ramo prezioso. Una vita giovane che non potrà realizzarsi, lasciando un vuoto incolmabile in due genitori che l'hanno fortemente voluta ed amata.
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lunedì 18 novembre 2019
IL SUNDAY BRUNCH FIRMATO GIORGIO ARMANI - IL 1930 SPEAKEASY - A MILANO - E PER CHIUDERE UNA CIOCCOLATA CALDA -
IL SUNDAY BRUNCH DI GIORGIO ARMANI
Una ventata di cambiamento ha pervaso Via Croce Rossa; il restyling del celebre salotto meneghino - l'Emporio Armani Cafè e Ristorante - ha inaugurato una stagione di novità che vanno dell'attesa apertura serale sia per un drink che per cena, al BRUNCH della domenica.
Quale migliore occasione per ammirare il suo nuovo look? Cercando la soglia dello storico palazzo Anni '30, materiali, fantasie e palette cromatiche dall'elegante e lineare richiamo dello stile Armani, vi accompagneranno in un percorso enogastronomico ad hoc, dove risvegliare i vostri sensi con una coccola glamour.
Accomodatevi nella zona lunga al piano terra e lasciatevi trasportare dal profumo di preparazioni fresche di giornata, articolate in una proposta variegata dolce e salata, servita al tavolo e a buffet.
Un incontro di sapori e combinazioni al-
l'insegna dell'italianita' che strizza l'occhio alle tendenze internazionali tra un bilanciato club sandwich - assolutamente da provare- e un'ampia selezione di primi piatti, uova, carne, pesce e verdure. È per un giro del mondo intorno al bicchiere, sperimentate le creazioni di Mattia Pastori, un Master della MixologyArt a cinque stelle, che allietera' il vostro brunch domenicale con un "twist" alcolico.
1930 SPEAKEASY
Vero SPEAKEASY in stile meneghino, tutti lo conoscono ma in pochi sanno dove si trova. Elehanza e raffinatezza esclusive in una location degli anni '30, che ha saputo guadagnarsi il 44esimo posto della classifica dei 50 migliori bar al mondo nel 2019.
Ogni oggetto ha una storia da raccontare così come il menu, che per questa stagione ha preso ispirazione da oltreoceano, per un affascinante viaggio tra i sapori del Nord America, Canada e Messico.
Cioccolata calda a Milano: gli indirizzi per un novembre goloso.
Con il freddo novembrino, ogni scusa è buona per rifugiarsi in locali accoglienti in attesa di una tazza rovente colma di deliziosa cioccolata calda, possibilmente guarita da panna a volontà. Biancolatte é l'indirizzo giusto per una cioccolata fondente ad arte, se siete alla ricerca di un locale storico cittadino, scegliete la pasticceria Cucchi per una bevanda degna della tradizione o abbandonatevi all'interno aroma di cioccolato che vi condurrà da Zaini Milano per uno sfizio gourmand dal 1913. Lasciatevi invece coccolare dalle dolcezze "in tazza" di Chocolat, per un break che crea dipendenza fino all'ultimo sorso.
Vi abbiamo convinti? Ci vediamo in giro.....
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Una ventata di cambiamento ha pervaso Via Croce Rossa; il restyling del celebre salotto meneghino - l'Emporio Armani Cafè e Ristorante - ha inaugurato una stagione di novità che vanno dell'attesa apertura serale sia per un drink che per cena, al BRUNCH della domenica.
Quale migliore occasione per ammirare il suo nuovo look? Cercando la soglia dello storico palazzo Anni '30, materiali, fantasie e palette cromatiche dall'elegante e lineare richiamo dello stile Armani, vi accompagneranno in un percorso enogastronomico ad hoc, dove risvegliare i vostri sensi con una coccola glamour.
Accomodatevi nella zona lunga al piano terra e lasciatevi trasportare dal profumo di preparazioni fresche di giornata, articolate in una proposta variegata dolce e salata, servita al tavolo e a buffet.
Un incontro di sapori e combinazioni al-
l'insegna dell'italianita' che strizza l'occhio alle tendenze internazionali tra un bilanciato club sandwich - assolutamente da provare- e un'ampia selezione di primi piatti, uova, carne, pesce e verdure. È per un giro del mondo intorno al bicchiere, sperimentate le creazioni di Mattia Pastori, un Master della MixologyArt a cinque stelle, che allietera' il vostro brunch domenicale con un "twist" alcolico.
1930 SPEAKEASY
Vero SPEAKEASY in stile meneghino, tutti lo conoscono ma in pochi sanno dove si trova. Elehanza e raffinatezza esclusive in una location degli anni '30, che ha saputo guadagnarsi il 44esimo posto della classifica dei 50 migliori bar al mondo nel 2019.
Ogni oggetto ha una storia da raccontare così come il menu, che per questa stagione ha preso ispirazione da oltreoceano, per un affascinante viaggio tra i sapori del Nord America, Canada e Messico.
Cioccolata calda a Milano: gli indirizzi per un novembre goloso.
Con il freddo novembrino, ogni scusa è buona per rifugiarsi in locali accoglienti in attesa di una tazza rovente colma di deliziosa cioccolata calda, possibilmente guarita da panna a volontà. Biancolatte é l'indirizzo giusto per una cioccolata fondente ad arte, se siete alla ricerca di un locale storico cittadino, scegliete la pasticceria Cucchi per una bevanda degna della tradizione o abbandonatevi all'interno aroma di cioccolato che vi condurrà da Zaini Milano per uno sfizio gourmand dal 1913. Lasciatevi invece coccolare dalle dolcezze "in tazza" di Chocolat, per un break che crea dipendenza fino all'ultimo sorso.
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"HO PERSO IL FILO" - ANGELA FINOCCHIARO AL TEATRO MANZONI DI MILANO -
Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è "HO PERSO IL FILO".
In scena un' Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un'avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un'eroina pasticcione e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all'ultimo il suo spaventoso Minotauro.
Angela si presenta in scena come un'attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto, per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte.
Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti sospettosi, che la circondano, la disarmanti, la frullato come fosse un frappe, è soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.
Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.
Passo dopo passo, una tappa dopo l'altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi è a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando - di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorando di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando - promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale del vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perchéla sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.
Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.
Il Labirinto è un simbolo antico di nascita - morte - rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.
Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall'inventiva di Herve' Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che é molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.
Dal 21 novembre all'8 dicembre 2019 -AGIDI - presenta @Angela Finocchiaro in Ho persi il filo, soggetto di Angela Finocchiaro, Walter Fontana, Cristina Pezzoli, testo di Walter Fontana- con le Creature del Labirinto: Alia Bianca, Giacomo Buffoni, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito. Coreografie originali di HERVE KOUBI assistito da FAYCAL HAMLET - scene di Giacomo Andrico - luci di Valerio Alfieri - costumi di Manuela Stucchi - Regia di Cristina Pezzoli.
Teatro Manzoni di Milano
Noi ci saremo
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In scena un' Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un'avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un'eroina pasticcione e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all'ultimo il suo spaventoso Minotauro.
Angela si presenta in scena come un'attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto, per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte.
Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti sospettosi, che la circondano, la disarmanti, la frullato come fosse un frappe, è soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.
Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.
Passo dopo passo, una tappa dopo l'altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi è a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando - di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorando di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando - promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale del vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perchéla sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.
Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.
Il Labirinto è un simbolo antico di nascita - morte - rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.
Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall'inventiva di Herve' Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che é molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.
Dal 21 novembre all'8 dicembre 2019 -AGIDI - presenta @Angela Finocchiaro in Ho persi il filo, soggetto di Angela Finocchiaro, Walter Fontana, Cristina Pezzoli, testo di Walter Fontana- con le Creature del Labirinto: Alia Bianca, Giacomo Buffoni, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito. Coreografie originali di HERVE KOUBI assistito da FAYCAL HAMLET - scene di Giacomo Andrico - luci di Valerio Alfieri - costumi di Manuela Stucchi - Regia di Cristina Pezzoli.
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domenica 3 novembre 2019
VERISSIMO - SILVIA TOFFANIN INTERVISTA ADRIANO CELENTANO- #gabriellapession #brunobarbieri #adrianocelentano #katiafollesa #ivazanicchi #angelopisani #melissasatta
Gabriella Pession festeggia i suoi 20 anni di carriera raccontandosi nel salotto di VERISSIMO condotto da #silviatoffanin e trasmesso su Canale 5.
Silvia Toffanin negli hanno ha imparato l'arte sottile di intervistare le ospiti facendo una semplice frase e loro iniziano a ruota libera a parlare.
La stessa cosa avviene con lo Chef Bruno Barbieri
Bruno Barbieri si é guadagnato 7 stelle Michelin, gli Oscar della cucina in circa 20 anni di carriera tra i fornelli.
Bruno e' il classico esempio di un ragazzo che ce l'ha fatta.
Ha voglia di sperimentare in cucina, aiutato dai preziosi consigli della nonna, a differenza dei voleri del padre che aveva previsto per lui una carriera da Ingegnere, e diventa uno chef stellato.
La sua carriera inizia dalla Romagna, a Castelguelfo, la Valpolicella e Bologna. La popolarità è arrivata per un eterno sognatore che non si è stancato mai di lavorare nella sua cucina.
Da bambino, vive a Piccolo Paradiso, fino ai 6 anni. La nonna invitava i nipoti, di notte ad assistere alla nascita di un vitelloni, e questo succedeva quando Bruno Barbieri aveva 4/5 anni.
Sono immagini che restano impresse per sempre la vita di un bambino.
La nonna ed la mamma sarta, elegantissima, hanno segnato per sempre con i loro consigli e passione il destino dello chef.
La mamma sarta, donna che non ha fatto mai fatto mancare nulla alla famiglia, nonostante il padre vivesse in Spagna e lo vedevano una volta all'anno, ha rivelato preziosi consigli a Bruno, alla ricerca di prodotti naturali e genuini, come una non semplice "pasta e pomodoro".
Bruno si iscrisse alla scuola per geometri e per alberghieri. Forse per convincere più i suoi cari che sé stesso. Di giorno non andava nella scuola per geometri, mentre di pomeriggio andava a seguire le lezioni nella scuola alberghiera. Una strada voluta e segnata da una passione atavica, che lo ha portato a lavorare sulle navi dove ha praticato la cucina francese ed ha conosciuto il rigore della cucina francese.
Poi, è arrivato Masterchef il programma di cucina che ha cambiato per sempre la visione di un lavoro ormai diventato di punta: lo Chef, ed ha dato a Bruno Barbieri la popolarità frutto di lunghi sacrifici nell'ombra.
Arriva Melissa Sarta e si "Non racconta" e fa bene. Silvia Toffanin seppur con delicatezza tenta di scoprire i motivi della separazione dello scorso anno tra i due coniugi.
Melissa ha trascorso un periodo di crisi con il marito Boateng, ma sono sopravvissuti. Una porta lasciata aperta, ha dato i suoi frutti, e la coppia ha ritrovato un sentimento
sopito.
Con riserbo la Sarta non ha parlato di colpevoli elencando mancanze o rimproveri di alcun tipo, ma ha messo in primo piano i sentimenti del suo bambino di 5 anni e mezzo, ascoltando pagina, per il bene della famiglia.
Ed è finalmente arrivata l'intervista con un genio assoluto : Adriano Celentano.
Silvia Toffanin in zona "Adrian" incontra Celentano. Naturalmente Adriano non è andato in Studio da Silvia, ma Silvia è andata a trovare sul Set di Adrian, Celentano.
Prontamente bloccata da due guardie del corpo la Toffanin tenta di fare il colpo della sua vita, ma qualcosa non torna.
Adriano Celentano, è un giocherellone, un eterno Peter Pan, che tenta di non ingannare il suo pubblico. Tenta di spiegare alla Toffanin, lievememte stupita e con gli occhi lucidi che "nella dissolvenza" forse c'è il segreto di Celentano. Adriano rivela di non volere apparire troppo in video per non annoiare il suo pubblico. È questo il motivo per cui in "Adrian" lui non appare.
La Toffanin chiede a Celentano:
"Il pubblico ha capito Adrian?"
Celentano risponde:
"Il pubblico amerà più Adrian di Celentano".
E la Toffanin chiede ad Adriano i motivi del suo successo.
Un successo da 50 anni, un mistero a cui neanche Adriano riesce a dare una risposta.
E sinceramente, era quello che ci aspettavamo.
Un artista alla ricerca di risposte nonostante gli innumerevoli successi.
Il messaggio ecologista di Adriano Celentano, non politico, è un pensiero preoccupato. Il cambiamento di clima, gli scompensi, e la caudicita' dello stile di vita di molti italiani preoccupa da sempre Adriano Celentano ed è anche per questo per questo motivo che ha scritto ed ideato Adrian.
Adrian tratta tutti i temi tranne uno, di cui Celentano non vuole parlare.
Le pause di Adriano a cosa servono, si chiede la Toffanin? Servono a riempire i vuoti, risponde Celentano ed a volte non sempre ci riesce.
Silvia Toffanin emozionata e con gli occhi a tratti luvidi choede a Celentano:
"Ma tu sei così anche nella vita?"
E lui risponde
" No, nella vita sono peggio."
E mentre Celentano ride, si intravedono sul suo viso le espressioni dei volti dei suoi figli: Rosalinda, Rosita e Giacomo. Mentre a tratti, in quelli più sfrontato, il sorriso della moglie Claudia Mori.
Il messaggio? È chiaro.
L'intervista ha lo scopo di risollevare gli ascolti ed incuriosire un pubblico che non ha capito Adrian.
Ma, la risposta tra le righe di Celentano è:
"A fatica, mi lascio intervistare, mi presto pur non volendo,anche se non credo serva ad Adrian."
Adriano Celentano dice:
"Più ameranno lui e meno mi si vedrà. In fondo un genio lo sa, il vero successo vive nella dissolvenza. Scomparire non è morire, ma "esserci per sempre".
Adriano ci lascia e finalmente dalle pause si passa alle risate con Katia Follesa ed Angelo Pisani.
Si raccontano fin dal loro primo incontro amoroso. Lui era popolare e lei era una sua fans. Gli chiese un autografo ed iniziò ad essere "Una delle tante" "trombaamiche" per stessa ammissione di Katia Follesa.
Tutto questo per 7 anni.
Il seguito ed i dettagli li trovat nel libro appena pubblicato "Diciamoci tutto (al massimo ci lasciamo).
Le risate a VERISSIMO proseguono con l'arrivo in studio di Iva Zanicchi che si racconta fin dagli esordi, rivelando un episodio "piccante" durante il suo primo matrimonio.
Durante una tournée per la prima volta decide di lasciarsi andare con un avvenente e plurilaureato giovane fans. Si guardano, più lui in verità che lei. Iva svela che durante i suoi concerti solitamente ha bisogno di "puntare" una persona tra il pubblico per riuscire a cantare.
Ed il giovane timido, tutte le sere era in prima fila e sulla sua traiettoria.
Colpevole fu un giro in Troica, un bacio e la promessa di un incontro galante.
Tutto interrotto magicamente all'arrivo in albergo, un giorno prima del marito che le ha fatto una bella sorpresa.
La Zanicchi ci ha fatte sognare con.la visione di una incontro/amore idealizzato, sognato dai 2 per tutta la vita.
Verissimo, ha regalato tante risate e spaccati di vita reali. Quello che al pubblico serve. La normalita"!
Alla prossima puntata!
WWW.STARESULPEZZO.BLOGSPOT.IT
staresulpezzo@gmail.com
Silvia Toffanin negli hanno ha imparato l'arte sottile di intervistare le ospiti facendo una semplice frase e loro iniziano a ruota libera a parlare.
La stessa cosa avviene con lo Chef Bruno Barbieri
Bruno Barbieri si é guadagnato 7 stelle Michelin, gli Oscar della cucina in circa 20 anni di carriera tra i fornelli.
Bruno e' il classico esempio di un ragazzo che ce l'ha fatta.
Ha voglia di sperimentare in cucina, aiutato dai preziosi consigli della nonna, a differenza dei voleri del padre che aveva previsto per lui una carriera da Ingegnere, e diventa uno chef stellato.
La sua carriera inizia dalla Romagna, a Castelguelfo, la Valpolicella e Bologna. La popolarità è arrivata per un eterno sognatore che non si è stancato mai di lavorare nella sua cucina.
Da bambino, vive a Piccolo Paradiso, fino ai 6 anni. La nonna invitava i nipoti, di notte ad assistere alla nascita di un vitelloni, e questo succedeva quando Bruno Barbieri aveva 4/5 anni.
Sono immagini che restano impresse per sempre la vita di un bambino.
La nonna ed la mamma sarta, elegantissima, hanno segnato per sempre con i loro consigli e passione il destino dello chef.
La mamma sarta, donna che non ha fatto mai fatto mancare nulla alla famiglia, nonostante il padre vivesse in Spagna e lo vedevano una volta all'anno, ha rivelato preziosi consigli a Bruno, alla ricerca di prodotti naturali e genuini, come una non semplice "pasta e pomodoro".
Bruno si iscrisse alla scuola per geometri e per alberghieri. Forse per convincere più i suoi cari che sé stesso. Di giorno non andava nella scuola per geometri, mentre di pomeriggio andava a seguire le lezioni nella scuola alberghiera. Una strada voluta e segnata da una passione atavica, che lo ha portato a lavorare sulle navi dove ha praticato la cucina francese ed ha conosciuto il rigore della cucina francese.
Poi, è arrivato Masterchef il programma di cucina che ha cambiato per sempre la visione di un lavoro ormai diventato di punta: lo Chef, ed ha dato a Bruno Barbieri la popolarità frutto di lunghi sacrifici nell'ombra.
Arriva Melissa Sarta e si "Non racconta" e fa bene. Silvia Toffanin seppur con delicatezza tenta di scoprire i motivi della separazione dello scorso anno tra i due coniugi.
Melissa ha trascorso un periodo di crisi con il marito Boateng, ma sono sopravvissuti. Una porta lasciata aperta, ha dato i suoi frutti, e la coppia ha ritrovato un sentimento
sopito.
Con riserbo la Sarta non ha parlato di colpevoli elencando mancanze o rimproveri di alcun tipo, ma ha messo in primo piano i sentimenti del suo bambino di 5 anni e mezzo, ascoltando pagina, per il bene della famiglia.
Ed è finalmente arrivata l'intervista con un genio assoluto : Adriano Celentano.
Silvia Toffanin in zona "Adrian" incontra Celentano. Naturalmente Adriano non è andato in Studio da Silvia, ma Silvia è andata a trovare sul Set di Adrian, Celentano.
Prontamente bloccata da due guardie del corpo la Toffanin tenta di fare il colpo della sua vita, ma qualcosa non torna.
Adriano Celentano, è un giocherellone, un eterno Peter Pan, che tenta di non ingannare il suo pubblico. Tenta di spiegare alla Toffanin, lievememte stupita e con gli occhi lucidi che "nella dissolvenza" forse c'è il segreto di Celentano. Adriano rivela di non volere apparire troppo in video per non annoiare il suo pubblico. È questo il motivo per cui in "Adrian" lui non appare.
La Toffanin chiede a Celentano:
"Il pubblico ha capito Adrian?"
Celentano risponde:
"Il pubblico amerà più Adrian di Celentano".
E la Toffanin chiede ad Adriano i motivi del suo successo.
Un successo da 50 anni, un mistero a cui neanche Adriano riesce a dare una risposta.
E sinceramente, era quello che ci aspettavamo.
Un artista alla ricerca di risposte nonostante gli innumerevoli successi.
Il messaggio ecologista di Adriano Celentano, non politico, è un pensiero preoccupato. Il cambiamento di clima, gli scompensi, e la caudicita' dello stile di vita di molti italiani preoccupa da sempre Adriano Celentano ed è anche per questo per questo motivo che ha scritto ed ideato Adrian.
Adrian tratta tutti i temi tranne uno, di cui Celentano non vuole parlare.
Le pause di Adriano a cosa servono, si chiede la Toffanin? Servono a riempire i vuoti, risponde Celentano ed a volte non sempre ci riesce.
Silvia Toffanin emozionata e con gli occhi a tratti luvidi choede a Celentano:
"Ma tu sei così anche nella vita?"
E lui risponde
" No, nella vita sono peggio."
E mentre Celentano ride, si intravedono sul suo viso le espressioni dei volti dei suoi figli: Rosalinda, Rosita e Giacomo. Mentre a tratti, in quelli più sfrontato, il sorriso della moglie Claudia Mori.
Il messaggio? È chiaro.
L'intervista ha lo scopo di risollevare gli ascolti ed incuriosire un pubblico che non ha capito Adrian.
Ma, la risposta tra le righe di Celentano è:
"A fatica, mi lascio intervistare, mi presto pur non volendo,anche se non credo serva ad Adrian."
Adriano Celentano dice:
"Più ameranno lui e meno mi si vedrà. In fondo un genio lo sa, il vero successo vive nella dissolvenza. Scomparire non è morire, ma "esserci per sempre".
Adriano ci lascia e finalmente dalle pause si passa alle risate con Katia Follesa ed Angelo Pisani.
Si raccontano fin dal loro primo incontro amoroso. Lui era popolare e lei era una sua fans. Gli chiese un autografo ed iniziò ad essere "Una delle tante" "trombaamiche" per stessa ammissione di Katia Follesa.
Tutto questo per 7 anni.
Il seguito ed i dettagli li trovat nel libro appena pubblicato "Diciamoci tutto (al massimo ci lasciamo).
Le risate a VERISSIMO proseguono con l'arrivo in studio di Iva Zanicchi che si racconta fin dagli esordi, rivelando un episodio "piccante" durante il suo primo matrimonio.
Durante una tournée per la prima volta decide di lasciarsi andare con un avvenente e plurilaureato giovane fans. Si guardano, più lui in verità che lei. Iva svela che durante i suoi concerti solitamente ha bisogno di "puntare" una persona tra il pubblico per riuscire a cantare.
Ed il giovane timido, tutte le sere era in prima fila e sulla sua traiettoria.
Colpevole fu un giro in Troica, un bacio e la promessa di un incontro galante.
Tutto interrotto magicamente all'arrivo in albergo, un giorno prima del marito che le ha fatto una bella sorpresa.
La Zanicchi ci ha fatte sognare con.la visione di una incontro/amore idealizzato, sognato dai 2 per tutta la vita.
Verissimo, ha regalato tante risate e spaccati di vita reali. Quello che al pubblico serve. La normalita"!
Alla prossima puntata!
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sabato 19 ottobre 2019
YOUR EXCLUSIVE GUIDE TO MILANO DESIGN WEEK
Piazza Gae Aulenti
Dedicated to the fampus italian architect, Piazza Gae Aulenti represents the new face of contemporary Milan, which looks to the future with modern and futuristic architectures. The project, designed by Cesar Pelli, includes not only the square with the scenographic fountain, but also the Unicredit Tower complex, which il the tallest building in Italy with its 231 metres' height.
A few metres away you can see the famous Bosco Verticale by Stefano Boeri, with the two residential towers covered with plants.
Pinacoteca di Brera
Inside Palazzo Brera to the campus art academy, you can fine the Pinacoteca di Brera w8ch board a dici colleghi in of art works. Tintoretto, Piero della Francesca, but also Caravaggio, Hayez, Boccioni and Modigliani are just some of the many artists whose works can be admired walking through the various rooms of the museum. Every month the Pinacoteca also hots temporary exhibitions, events and talks.
Orto Botanico di Brera
Slightly secluded, and perhaps also for the season so fascinating the Brera Botanical Garden is one of Milan's jealously per segreta, opere to the public a te e years ago. With Ita 5000 square mette a of green and 3000 different types of plants. IT is a small paradise for nature lowers, but also a lovely escape from the noise of the city.
Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci
If you love everything that is technological, the National Museum of Science and Technology Leonardo da Vinci is not to be missed, inside an ancient monastery with cloisters and colonnades. In addition to a stunning collection of technical-scientific instruments, there are also the best VINTAGE rail, naval and aircraft trasporto models. Do not miss a tour inside Toti submarine.
PAC Padiglione d'arte Contemporanea
There are always mano exhibitions that you can see at the PAC, the Pavilion of Contemporary Art, next to Villa Reale. Designed for the first time by Ignazio Gardella and built between 1951 and 1953, it is an art and exhibition space where the Stables used to be connected to the Villa. From its large window you can admire the park of Villa Reale and a special view of the white sculptures by Fausto Melotti.
Villa Necchi Campiglio
Surrounded by a private garden with tennis court in the heart of Milan, the Villa Necchi Campiglio builted in the 1935 is open to the public, and is part of the FAI. You can visit the Villa, garden and nice bar near the swimming pool. It's one of Piero Portaluppi's best aŕchitectural examples, and it's a house-museum where you can see many different interesting furniture and paintings.
Museo della Permanente
There are more than 300 paintings and sculptures, and about 100 drawings and engavings in the Museo della Permanente, open to the public since 1886. The collection includes works by Felice Casorati, Lucio Fontana, Mimmo Paladino and Ottone Rosso to name a few. There are many interesting exhibitions, as well as talks and events throughout the year.
MUDEC
The Museo delle Culture la located in a old ex-industrial area on Via Tortona. The project by David Chipperfield gave the neighbourhood a new architectural style. Alongside the permanent exhibition, there are always new exhibitions, events and workshops for children during the year. Do not miss 2-Michelin-star chef Enrico Bartolini's restaurant.
Navigli
Did you Now that the Marble used to build the Milan Cathedral is from a marble quarry near Lake Maggiore, and used to be brought to the city by the canals? For centuries, the connected Milan, the maker and Switzerland. Total, the Navigli is home to small craft workshops and old courtyards, great for visiting by day, and nighlife by evening. You can take a boat and see the canals outside the city.
Armani Silos
What used to be a barn houses a modern building that Giorgio Armani has always wanted throughout his 40-year career: Armani Silos. In its 4500 square mette you can admire a selection of Armani's best fashion collections dedicated to international artists.
Dep Art Gallery
Of you love contemporary art and like to discover new artists, the Dep Art Gallery is the right address for you. In 2005, founder and a passionate researcher of ever-new art forms, Antonio Addamiano moved his Gallery to its current location, which used to be a School spanning over 300 square metres: the perfect size for the many exhibition He organises throughout the year.
Starbucks
The building that used to be the headquarters of the Milan Post Office has recently become one of the most visited in the All the city because IT hosts the first Starbucks Reserve Roastery in Italy. It is not a replica of the famous American chain, but a new concept of cafè designed by Liz Muller, in which you can taste different coffee blends roasted in large, visible, roasting machines, and buy selected items in the shop.
By Maria Chiara Antonini for Luxos.com
GREEN - LA PAROLA CHIAVE PER COMBATTERE IL DEGRADO URBANO -
Il Bosco Verticale realizzato ed ideato da Stefano Boeri a Milano è lo spartiacque tra una città improntata al cemento che ha comunque realizzato progetti importanti per la riqualificazione delle periferie.
L'evento Expo ha confermato progetti, iniziative, idee imprenditoriali importanti.
Green, verde, sostenibilità, riciclo, inclusione, tecnologia, ambiente, sviluppo e rispetto sono i termini filo conduttore di ciò che siamo diventati, lasciando alle spalle una visione statica di una città, Milano in questo caso, che punta ad essere una grande capitale mondiale, non soltanto leader nel design e della moda, ma anche nell'architettura e della qualità dello spazio urbano.
Stefano Boeri architetto e presidente della Triennale di Milano ha contribuito ad importanti trasformazioni che ha cambiato il volto di Milano, proiettando la percezione della città in una nuova dimensione.
L'Expo ha dato un'accelerazione di progetti urbani in corso, ed alla realizzazione di nuovi, portando la metropoli meneghina ad essere una delle città più dinamiche e vivibili per la qualità della vita e le attività culturali.
Green, è un progetto di vita di larghe vedute, che prevede il recupero degli scali merci e ferroviari di Milano e rappresenta una sfida che riporterebbe una porzione di sana "natura" in città.
Le passerelle della moda che hanno accompagnato lo stilista Stefano Baccari ideando abiti per Malo Tricot, Valentino e Biki, sono diventate un progetto nuovo. Braccati è passato dalle collezioni in passerella ad un progetto verde, al richiamo della natura, dei bulbi e radici. Nel suo studio milanese di progettazione del verde, nascono idee, racconti, sculture di ogni tipo di pianta che soddisfino la primaria esigenza di una boccata di ossigeno.
Il Bosco Verticale di Stefano Boeri ha avuto un'esposizione mediatica mondiale ed ha ricevuto importanti premi internazionali diventando polo d'ispirazione per progetti in tutto il mondo.
Il mondo guarda a Milano e Milano non delude, realizzando spazi verdi, puntando ad una Moda eco-sostenibile, diventando una città sostenibile, intelligente, tecnologica e a misura d'uomo, puntando a costruire insieme un futuro che si impegni a produrre il 40% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030.
I progetti Green arrivano ad esplorare un mondo spesso sconosciuto: quello delle carceri. Il penitenziario di San Vittore a Milano è stato interessato da "Stanze Sospese". Un progetto che prevede mobili in plastica riciclata, spazi modulabili ed accessori polifunzionali. In carcere nasce l'esigenza di "creare un ritmo.. Ovvero scandire il tempo con diverse attività, da cucinare, mangiare, leggere, a prendersi cura di sé. La cosa più pesante è far passare il tempo, il ritmo dà senso alla giornata". Per farlo serve appunto un progetto che realizzi spazi modulabili e gestibili. Solo 3 metri quadrati a persona, uno spazio vitale che dà il nome al progetto: STANZE SOSPESE.
Ed in città, tra nuove piste ciclabili, ed esigenza di ossigeno nei parchi spadroneggiano le biciclette a due posti, a volte a tre, con carrelli colorati per il trasporto di fanciulli che rimandano l'immagine ai Paesi Nordici. Biciclette dotate di ampio cassetto dove riporre gli oggetti e gli accessori da pioggia ed un vano verticale con gancetti per appendere chiavi e occhiali. Per i patiti dell'allenamento sportivo sono nati occhiali intelligenti Radar Pace, dotati di un sistema di allenamento ad azione vocale per ciclisti e podisti.
Il progetto Green si è esteso ad un settore spesso relegato in un angolo: parliamo di "E poi saremo alberi". Una specie di uovo biodegradabile che può contenere una salma in posizione fetale, oppure le ceneri. La capsula è poi messa nella terra come se fosse un seme, e sopra vi è piantato un albero. Una pianta che sarà curata, amata, cresciuta dai familiari o dalla natura stessa e il cimitero, anziché una distesa di lapidi, diventerà un bosco. Il progetto denominato "illuminato" è stato realizzato da Anna Citelli e Raoul Bretzel.
Una nuova visione di un mondo a lungo termine punta sul riciclo, ed a porci inevitabili domande: non stiamo facendo un uso improprio e spropositato della plastica? Ri-utilizziamola e salviamo l'oceano prima che arrivi in mare.
L'architettura Green punta all'ambiente restituendo all'uomo il suo habitat naturale nella consapevolezza di uno stile di vita "verde", circondato da vegetazione, rigettando infidi metalli pesanti, dando la priorità al legno e a finestre arieggianti. La casa diventa un'unico elemento nella natura e la natura la integra e non la ricetta.
Green, verde, natura, eco-sostenibilità, energia rinnovabile, natura, ambiente, sono il presente ed il futuro. Lasciamo che ci avvolgano in un abbraccio.
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L'evento Expo ha confermato progetti, iniziative, idee imprenditoriali importanti.
Green, verde, sostenibilità, riciclo, inclusione, tecnologia, ambiente, sviluppo e rispetto sono i termini filo conduttore di ciò che siamo diventati, lasciando alle spalle una visione statica di una città, Milano in questo caso, che punta ad essere una grande capitale mondiale, non soltanto leader nel design e della moda, ma anche nell'architettura e della qualità dello spazio urbano.
Stefano Boeri architetto e presidente della Triennale di Milano ha contribuito ad importanti trasformazioni che ha cambiato il volto di Milano, proiettando la percezione della città in una nuova dimensione.
L'Expo ha dato un'accelerazione di progetti urbani in corso, ed alla realizzazione di nuovi, portando la metropoli meneghina ad essere una delle città più dinamiche e vivibili per la qualità della vita e le attività culturali.
Green, è un progetto di vita di larghe vedute, che prevede il recupero degli scali merci e ferroviari di Milano e rappresenta una sfida che riporterebbe una porzione di sana "natura" in città.
Le passerelle della moda che hanno accompagnato lo stilista Stefano Baccari ideando abiti per Malo Tricot, Valentino e Biki, sono diventate un progetto nuovo. Braccati è passato dalle collezioni in passerella ad un progetto verde, al richiamo della natura, dei bulbi e radici. Nel suo studio milanese di progettazione del verde, nascono idee, racconti, sculture di ogni tipo di pianta che soddisfino la primaria esigenza di una boccata di ossigeno.
Il Bosco Verticale di Stefano Boeri ha avuto un'esposizione mediatica mondiale ed ha ricevuto importanti premi internazionali diventando polo d'ispirazione per progetti in tutto il mondo.
Il mondo guarda a Milano e Milano non delude, realizzando spazi verdi, puntando ad una Moda eco-sostenibile, diventando una città sostenibile, intelligente, tecnologica e a misura d'uomo, puntando a costruire insieme un futuro che si impegni a produrre il 40% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030.
I progetti Green arrivano ad esplorare un mondo spesso sconosciuto: quello delle carceri. Il penitenziario di San Vittore a Milano è stato interessato da "Stanze Sospese". Un progetto che prevede mobili in plastica riciclata, spazi modulabili ed accessori polifunzionali. In carcere nasce l'esigenza di "creare un ritmo.. Ovvero scandire il tempo con diverse attività, da cucinare, mangiare, leggere, a prendersi cura di sé. La cosa più pesante è far passare il tempo, il ritmo dà senso alla giornata". Per farlo serve appunto un progetto che realizzi spazi modulabili e gestibili. Solo 3 metri quadrati a persona, uno spazio vitale che dà il nome al progetto: STANZE SOSPESE.
Ed in città, tra nuove piste ciclabili, ed esigenza di ossigeno nei parchi spadroneggiano le biciclette a due posti, a volte a tre, con carrelli colorati per il trasporto di fanciulli che rimandano l'immagine ai Paesi Nordici. Biciclette dotate di ampio cassetto dove riporre gli oggetti e gli accessori da pioggia ed un vano verticale con gancetti per appendere chiavi e occhiali. Per i patiti dell'allenamento sportivo sono nati occhiali intelligenti Radar Pace, dotati di un sistema di allenamento ad azione vocale per ciclisti e podisti.
Il progetto Green si è esteso ad un settore spesso relegato in un angolo: parliamo di "E poi saremo alberi". Una specie di uovo biodegradabile che può contenere una salma in posizione fetale, oppure le ceneri. La capsula è poi messa nella terra come se fosse un seme, e sopra vi è piantato un albero. Una pianta che sarà curata, amata, cresciuta dai familiari o dalla natura stessa e il cimitero, anziché una distesa di lapidi, diventerà un bosco. Il progetto denominato "illuminato" è stato realizzato da Anna Citelli e Raoul Bretzel.
Una nuova visione di un mondo a lungo termine punta sul riciclo, ed a porci inevitabili domande: non stiamo facendo un uso improprio e spropositato della plastica? Ri-utilizziamola e salviamo l'oceano prima che arrivi in mare.
L'architettura Green punta all'ambiente restituendo all'uomo il suo habitat naturale nella consapevolezza di uno stile di vita "verde", circondato da vegetazione, rigettando infidi metalli pesanti, dando la priorità al legno e a finestre arieggianti. La casa diventa un'unico elemento nella natura e la natura la integra e non la ricetta.
Green, verde, natura, eco-sostenibilità, energia rinnovabile, natura, ambiente, sono il presente ed il futuro. Lasciamo che ci avvolgano in un abbraccio.
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