venerdì 19 gennaio 2018

LUCA MARINELLI NELLE VESTI DI FABRIZIO DE ANDRE' IN 300 SALE ITALIANE - "IL PRINCIPE LIBERO" -


FABRIZIO DE ANDRÉ – PRINCIPE LIBERO

Un appuntamento unico che porta sullo schermo la vita di un artista che ha segnato la storia della canzone e della cultura italiana. 

Sarà in programmazione nelle sale spazioCinema solo per due giorni, il 23 e il 24 Gennaio, il biopic di Luca Facchini con Luca Marinelli nei panni del poeta della canzone italiana Fabrizio De André. 
Principe” e “libero”, due parole che, accostate, raccontano molto bene De André: il magnetismo e il naturale distacco di un principe, sempre pronto a raccogliere e ad appassionarsi alle storie dei diversi, degli ultimi, dei diseredati, e a farne parabola, canzone, preghiera; la ricerca della libertà e il racconto di un viaggio fatto “in direzione ostinata e contraria”, per usare i versi di una sua canzone, che lo hanno reso il testimone e il cantore dell’uomo e della sua divina imperfezione, promuovendone valori come la tolleranza, il perdono, la comprensione, il rispetto, l’amore.  


Se queste sono le caratteristiche universalmente note dell’arte di Fabrizio De André, ciò su cui si concentra FABRIZIO DE ANDRÉ - PRINCIPE LIBERO è l’umana avventura del suo protagonista: dall’infanzia ai capolavori della maturità, passando attraverso il racconto accurato degli anni di Genova, del rapporto con la famiglia e dell’apprendistato formativo svolto nei caruggi della città, contornato da amici vicini come Paolo Villaggio – sarà lui a coniare per De André il soprannome con cui è tuttora noto, Faber – e delicatamente più distanti, come Luigi Tenco. Seguono i primi successi – Mina che porta in televisione la sua “Canzone di Marinella” –, le prime timide esibizioni dal vivo, l’incontro con Dori Ghezzi, la vita da agricoltore in Sardegna fino alle drammatiche pagine del rapimento e al successivo ritorno sulle scene. 

Il film sarà inoltre trasmesso pochi giorni dopo la conclusione del Festival di Sanremo su Rai Uno il 13 e 14 febbraio.

Nel cast della co-produzione di Rai Fiction e Bibi Film anche Elena Radonicich, nel ruolo della prima moglie di De André, Enrica Rignon. Valentina Bellè interpreta invece Dori Ghezzi, mentre Ennio Fantastichini è il padre Giuseppe De André. "Questo film piacerà a chi ha conosciuto davvero Fabrizio - ha detto Dori Ghezzi - perché lo ritroverà, mentre chi se lo è soltanto immaginato si sentirà quasi tradito".(ANSA).
   


Biglietti: Intero € 10.00 – Ridotto € 8.00
Acquista il tuo biglietto presso le casse del cinema o su  www.spaziocinema.info
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mercoledì 17 gennaio 2018

WWW.STARESULPEZZO.BLOGSPOT.IT - IL TEATRO - UNA SERA IN POLTRONA A MILANO -




SPAZIO AVIREX TERTUILLIANO
Dal 19 al 21 Gennaio 2018 

 
dai racconti di Osvaldo Soriano
scritto e diretto e interpretato da Luca Ramella
musica dal vivo Flavio Ricotti
con la partecipazione di Kirill Mezenok campione italiano di free style
luci e video Davide Magnaghi
produzione In Scena Veritas

Champions League. Diritti TV. Contratti multimilionari. Partite ogni giorno e a tutte le ore. Gossip. Calciomercato. 
Il Calcio non è questo, o almeno, non solo questo. Il calcio quello vero è uno sport bellissimo, fatto di emozioni e di storie. 
Tre bellissimi racconti di Osvaldo Soriano, la musica dal vivo del pianista Flavio Ricotti e le incredibili evoluzioni del campione di calcio freestyle Kirill Mezenok su un palco che per l’occasione si trasformerà in uno stadio, in uno spogliatoio, in un campo. 
Storie divertenti, poetiche, senza tempo, che ci narrano di uno sport che, forse, non esiste più, e che ci ricordano, ancora una volta, che il Calcio non è solo un gioco

 TEATRO NUOVO    "2 DONNE IN FUGA"

con IVA ZANICCHI    E MARISA LAURITO
sabato 20 gennaio h 15,30  o h 20,45
e dal 23 gennaio al 27 gennaio alle h 20,45

Uno spettacolo perfetto, da vedere e portare nel cuore per il resto della vita.
Due attrici grandiose portano sulla scena un testo che ha avuto uno straordinario successo in Francia, soprattutto a Parigi.
Marisa Laurito e Iva Zanicchi lo recitano proprio come se fosse stato scritto proprio per loro.
Due donne molto diverse tra loro fuggono dalle rispettive vite.
Margot scappa dalla sua condizione di casalinga, moglie e madre repressa, Claude  dalla casa di riposo dove il figlio l'ha parcheggiata dopo che è rimasta vedova.
Si ride di gusto per l'ironia e l'arguzia delle battute. Si sorride nel riconoscere, nelle due protagoniste, alcuni aspetti della nostra vita, a volte pavida, a volte più temeraria.


 TEATRO MANZONI
domenica 21 gennaio 2018 h 20,45
    
     PLATONE LA CAVERNA DELL'INFORMAZIONE - IL LATO COMICO DELL'ATTUALITA'

LEONARDO MANERA - ALESSANDRO MILAN

da un'idea di L. Manera e A. Milan
con la partecipazione di Veronica Gentili
coi comici di PLATONE e la band musicale de "gli inadatti" con Gigi zio e con la partecipazione del critico d'arte Carlo Vanni

Ridere e divertirsi con l'attualità: è quello che succede in Platone, la caverna dell'informazione. Leonardo Manera, comico dall'esperienza pluriennale, e Alessandro Milan, giornalista in onda tutte le mattine su Radio 24, con la partecipazione straordinaria di noti giornalisti del PANORAMA NAZIONALE, CONDUCONO QUESTO SPETTACOLO A CAVALLO TRA VERO E FINTO, SERIO E GROTTESCO.
Manera e Milan , partendo dalla notizia di tutti i giorni, sviluppano il lato comico dell'informazione con ospiti a sorpresa e approfondimenti totalmente falsi, ma verosimili, per offrire al pubblico una visione della realtà diversa, ma inaspettata e divertente.



TEATRO DELFINO

LA CONDIZIONE UMANA

 

Produzione: Compagnia Teatrale Oltreunpo’

Luci: Domenico Cicchetti
Scenografia: Francesca Biffi
Con: Marco Oliva, Martino Iacchetti, Elena Martelli, Gabriele Natale e Bruna Serina de Almeida
Drammaturgia: Marco Oliva e Gaia Barbieri
Regia: Marco Oliva


La Condizione Umana è uno spettacolo che viaggia tra diversi registri e quadri interni; non per una ricerca estetica, ma è un tentativo di rappresentare quanto più vicino si possa essere alla forte realtà che stiamo vivendo.

“I migranti sono messaggeri che preannunciano le sciagure che nel mondo presto accadranno o che sono già in atto”.

Oggi l’assenza di soluzioni politiche risolutive, le incertezze e i timori alimentano le estremizzazioni di tesi e di pensieri razzisti. Quando le notizie degli annegamenti quasi quotidiani nei nostri mari diventano ormai un dato statistico e la parola migrazione viene sostituita con invasione, allora il presunto pericolo può giustificare tutto: l’idea del bisogno di difendersi, di pretendere soluzioni forti.
L’unico conseguente risultato di cui possiamo essere certi è la perdita del senso dell’umano.
Lo spettacolo si ispira alla tela del surrealista Magritte “La condizione umana” (dipinto che sconfina nel reale, e dove il reale si confonde nel dipinto senza riuscire a identificarne i contorni). Che cosa è vero e cosa non lo è? Quanto lo sguardo impaurito può distorcere la realtà?
E’ proprio domandandoci quale sia oggi la condizione umana, che ci appaiono davanti la nascita di nuovi fascismi e di nuovi razzismi, nonché la ripresa di quelli vecchi in America e nel mondo.
La distorsione della realtà messa in atto può portare ogni uomo alla non comprensione dei fatti per come realmente sono, e ad un senso di smarrimento: ma l’uomo solo non è solo. Abita e vive insieme ad altri uomini soli, incapaci di sentire empatia. La realtà è una verità mutevole, che spesso si interpreta in una maniera distorta e che sempre più considera l’umano in maniera, per l’appunto, disumanizzante.




domenica 7 gennaio 2018

IL MAGO DI OZ - MINI MUSICAL AL TEATRO MANZONI DI MILANO - #teatromanzonimilano



Fino al 25 marzo 2018 e se volete il 13 gennaio alle ore 15,30, al Teatro Manzoni di Milano
#teatromanzoni #ilmagodioz, una delle più belle favole da vivere insieme.
Il Mini Musical è realizzato con la regia di Michele Visone, direzione artistica
di Maurizio Colombi, coreografie di Claudia Pari , Assistente coreografie Mattia Ferretti,
Direzione vocale Martha Rossi e e design scenografico di Giuseppe di Falco.




Personaggi e interpreti:

Dorothy - Giulia Mattarella; Mago Oz - Alessandro D’Auria; Leone - Luca Pozzar; Latta - Antonio Palmadessa; Spaventapasseri - Francesco Maria Conti;  Glinda - Cinzia Del Barba; Teodora/Zia Emma - Marina Tafuri; Ensemble - Alessia Di Domenico, Daniele Brandoni, Serena Olmi, Christian Maesani  


Allacciate le cinture e preparatevi a visitare uno dei regni più affascinanti mai esistiti, quello di Oz. Incontrerete il famoso mago e scoprirete come sia arrivato fin laggiù, conoscerete le streghe buone e le streghe malvagie che vi abitano e accompagnerete la piccola Dorothy in una strampalata, ma divertente avventura alla scoperta di questo regno magico dove è stata casualmente catapultata, insieme ai suoi tre compagni di viaggio: il Leone codardo, l'Uomo di latta e lo Spaventapasseri. Riuscirà la giovane fanciulla a far ritorno a casa?

Con un cast di Cantanti, Attori, Ballerini e Acrobati professionisti del musical Nazionale.

#musical #minimusical #teatro #bambini #ragazzi




DURATA: 70 minuti
BIGLIETTI: Adulti € 15,00; Bambini  fino a  14 anni € 11,00; Under 3 anni € 4,50

giovedì 4 gennaio 2018

BUDAPEST - LA CITTÀ DEI PONTI - GOULASH - LANGOSH -REGINA GERALDI





Budapest #budapest2017 #budapest è un museo a cielo aperto.




Città dalle mille luci, colori, ponti, battelli, paprika, e prodotti tipici locali.
Buda e Pest sono riunite tramite l'attraversamento dei ponti più  famosi: Chan Bridge, Elisabeth Bridge e Margaret Bridge. #chainbridge



Se pernottare l'albergo dalla parte di Buda, è d'obbligo visitare la Cittadella #citadel , salendo una duplice scalinata (destra e sinistra) che vi condurrà alla visione della splendida città dall'alto. Consigliamo vivamente di acquistare cibi e bevande dagli unici bar volanti. Una focaccia di patate può costare 10 euro ed un piatto caldo 22 euro. Un'esagerazione in vista dei numerosi turisti che vengono distratti dal cambio locale.






Il nostro suggerimento è di farsi una tabella con i cambi, perché si crede di avere la situazione sotto mano, ma davanti alle delizie culinarie locali si perde l'uso della praticita'.



Dopo la Cittadella,  ci si può  recare al Castle Dietrich #castledistrict visitando i giardini esterni ed accedendo al Museo. Il costo del Museo è di 2.400 fiorini per gli adulti e 1.100 per gli studenti fino a 26 anni e ci sono gratuità per i bimbi piccoli.





Per accedere al Castello dalla parte centrale lato Chan Bridge c'è una caratteristica funicolare che costa 1.200 fiorini per salire e 1.800 per salire e scendere. Eravamo in fila per accedere alla funicolare quando si è  avvicinato un Tour operator proponendoci
 quasi alla stessa cifra un giro in pulmino sulla parte alta (Castle district) ed insinuano ci un dubbio.


La salita in funicolare dura un minuto circa, ed abbiamo notato a lato della funicolare molti turisti che scendevano a piedi.



Abbiamo scoperto che al lato sinistro della funicolare c'è una scalinata  che permette di arrivare al Castello velocemente e prima dei turisti in fila . Perché una cosa importante l'abbiamo notata, se non chiedete e vi informate, vi fanno pagare tutto. Come i W.C. quasi sempre a pagamento compreso il  Parlamento. Ma se siete in possesso del biglietto d'entrata non dovete  pagate nulla. Esibite il biglietto ed entrate  nei bagni #parlamento ungherese.



I biglietti per entrare al Parlamento vanno prenotati online. Il 28 di dicembre non c'era un biglietto disponibile. Il sito per acquistarli con l'aggiunta di una tassa è : www.jegymester.hu . Premunitevi della carta di credito o prepagata per le piccole spese e l'accesso ad Internet.




Il Palazzo del Parlamento è maestoso dall'esterno e vale più di una visita. L'interno guidato da una guida italiana richiederà una visita di circa 45 minuti.
Se attraversate il ponte e da Buda vi recate a Pest (lato Parlamento) potreste visitare la Sinagoga ebrea. L'entrata è la più  cara in assoluto 4.000 fiorini. Per intenderci 2 adulti ed un ragazzo sotto i 26 anni, pagano circa 40 euro. All'entrata della grande Sinagoga agli uomini viene consegnato  il tipico copri capo in cartoncino per accedere nel luogo sacro. Una guida italiana vi descrivera' gli usi e costumi antichi e moderni riservati a uomini e donne.# sinagoga budapest
Da non tralasciare la visione delle scarpe in rame e ottone sulla riva del Danubio lato Parlamento, che ripercorrono la strage degli ebrei ungheresi, uccisi e gettati nel fiume. 
Una fila composta di scarpe, di adulti, uomini, donne e bambini, ricordano il genocidio, gli stermini nazisti, sebbene per gli ebrei ungheresi siano durati pochi anni, sono rimasti ricordi indelebili.





Ed allontanandosi dal Danubio, proseguendo verso il centro di Budapest, le scarpe di ferro, lasciano il posto a valige, borse, locandine e foto di persone scomparse.
Per salvarsi dallo sterminio, in alcuni casi è bastato dire ad una giovane donna di avere 18anni. Sotto i 18 anni, donne e ragazzi, accedevano direttamente alle camere a gas.




Ripartendo dall'uscita della Sinagoga Ebrea potreste aver voglia di consumare qualcosa di caldo. Noi siamo tornati per ben 3 volte nello stesso locale, dopo aver sperimentato i cibi nei mercatini natalizi.
Al "Drum Cafe' " II.  KER.DOS U.2 potrete gustare una pizza al salame, alla modica cifra di 4,70 euro ed un menù  con goulash e dolce a 7,50 euro.  Vi consigliamo di gustare un tipico prodotto ungherese il langosh  # Drum cafe, ed i prodotti alla carta per soddisfare il vostro palato senza spendere grosse cifre.



Potete proseguire il vostro viaggio a Budapest visitando l'Hungarian Nazionale Gallery # ungariannationalgallery . La Galleria Nazionale Ungherese ospita tavole e sculture in legno del periodo gotico, Altari con le ali del tardo gotico, arte del tardo rinascimento e del barocco, arte dell'ottocento,periodo moderno ed arte del novecento dopo il 1945.




IL RAGAZZO INVISIBILE - SECONDA GENERAZIONE - IN USCITA IL 4 GENNAIO - DI GABRIELE SALVATORES -





La proiezione e visione di un nuovo  film è paragonabile ad un viaggio. Non a tutti può piacere. Molto dipende dagli occhi che guardano. Alcuni scorgono i particolari, vengono catturati dalle luci, dall'abilità della regia nel carpire sguardi, movenze, anime, o restano catturati dalle musiche, dai costumi, dai luoghi #malta.
Ieri sera al Cinema Anteo #anteo di Milano #milano è stata proiettata l'anteprima del film "Il Ragazzo Invisibile - seconda generazione di Gabriele Salvatores #ilragazzoinvisibilesecondagenerazione

Gabriele Salvatores   Gabriele Salvatores - regista -

Ludovico Girardello  Ksenia RappoportGalatéa BellugiIvan Franek


Ludovico Girardello,interpreta un giovane adolescente (Michele Silenzi) con super-poteri, in lotta tra il dolore bruciante della recente scomparsa della madre (Valeria Golino) durante un incidente stradale, e l'innamoramento per una compagna di scuola (Stella).

Valeria Golino  Valeria Golino 

Xenia Rappoport (la prima madre) interpreta Yelenia, una donna carismatica, controversa, apparentemente e umanamente normale. Si rivelerà durante la sceneggiatura del film, tutto ed il contrario di tutto.
Galatea Bellugi (Natasha) è la neo-sorella di Michele Silenzi.
Ed il padre Ivan Franek (Andreij) ha un ruolo di apparizioni e scomparse. 
Un padre che viene rapito, una madre che compare dopo 16 anni e riabbraccia il figlio.
Un figlio (Michele Silenzi) alla scoperta della sua madre naturale, ed una sorella apparentemente dura, nascosta dentro i cappucci delle sue felpe, che rifugge il contatto umano. La frase pronunciata  spesso dalla giovane,  è: "Non mi toccare".
Premetto, di  non amare particolarmente i film fantasy, ma ieri sera sono entrata al cinema, in un modo e ne sono uscita in un altro: "entusiasta".
Il mio viaggio è stato rapito da un cinepresa veloce, da vicoli, da volti intensi, vissuti, ed allo stesso tempo imperturbabili. 
In Ludovico Girardello ho ritrovato lo sguardo annoiato dell'adolescente alla ricerca di affetti, abbracci, e nello stesso tempo, la voglia di evasione, di distanze, di rinascite.
La madre Yelenia con la sua presenza scenica, e le grandi doti interpretative mi ha portata in un mondo colorato di bianco, dove il volto appare privo di rughe, di colori, di artefici. Un volto pronto a trasmettere emozioni senza le distrazioni inutili dei colori.
Natasha, la sorella di Michele, durante la sua prima apparizione mi ha riportata alla mente un libro letto in gioventù di Cristian Effe "Noi i ragazzi dello zoo di berlino".
Il suo ingresso nel film, mostra un volto duro, una corazza tipica dei giovani, nascosta da abiti omologati, uguali, impersonali.



Il rossetto scuro, l'orecchino, la felpa, ed un potere nel lanciare fiamme di fuoco, attenuato solo dalla luce di una debole fiamma di una sigaretta.
Andreij, il padre, appare di meno, ma ha valori, un'interpretazione decisa, ed esperienza.
Da non dimenticare il resto degli attori, che sebbene appaiono in piccole interpretazioni, restano  ben impressi nella mente, come il giovane francese dalla testa rossa nel Casino' di Montecarlo, l'amica e vicina di casa di Michele, segretamente innamorata di lui: "Mon amour".
Sono stata rapita dalle musiche di De Robertis.
Sottofondo costante di molte scene, sapientemente dosate, ed adattate alle singole circostanze ed esigenze interpretative.



                                                    

A fine visione della proiezione de "Il ragazzo invisibile" abbiamo applaudito a lungo gli attori presenti in sala. Significativa la presenza dei produttori, della costumista, dell'addetto agli effetti speciali, e delle musiche.
Il tutto realizzato anche con sovvenzioni regionali e Rai Cinema #rai #raicinema.
Credo di non sbagliare consigliandovi la visione del film, per valutare personalmente la bravura degli attori protagonisti e non.
Gabriele Salvatores mi ha sorpresa.

autore: Roby Randelli


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venerdì 15 dicembre 2017

VINCENZO SALEMME AL TEATRO MANZONI DI MILANO LUNEDI' 18 DICEMBRE -





Lunedì 18 dicembre, ore 20.45
ospite della serata VINCENZO SALEMME
conduce l'intervista Edoardo Sylos Labini
con la partecipazione di Giovanni Terzi
dj set Alice Viglioglia


VINCENZO SALEMME incontra il pubblico del Teatro Manzoni
in occasione del terzo appuntamento della rassegna Manzoni cultura

Allievo di Eduardo De Filippo, da sempre diviso tra cinema e teatro, Vincenzo
Salemme sarà il prossimo ospite a sottoporsi alle domande di Edoardo Sylos Labini,
ideatore della rassegna, svelando curiosità e aneddoti sulla sua brillante carriera artistica



Il palcoscenico del Teatro Manzoni di Milano si trasformerà in un accogliente salotto per ospitare Vincenzo Salemme, uno dei volti più amati della commedia italiana. Protagonista del terzo appuntamento della rassegna Manzoni Cultura, Salemme smetterà i panni dell’artista per raccontare episodi curiosi e inediti non solo sulla sua vita professionale ma anche personale. L’appuntamento con il pubblico meneghino è fissato per lunedì 18 dicembre, alle 20.45, e l’intero incasso sarà devoluto in beneficenza.

Da Nanni Moretti a Carlo Vanzina, sono numerosi i nomi di spessore con cui Vincenzo Salemme ha collaborato. Artista poliedrico, impegnato da dicembre sul palcoscenico del Teatro Manzoni con lo spettacolo Una festa esagerata…!,  dopo aver lavorato fin da giovanissimo a fianco del grande Eduardo De Filippo si è avviato a una brillante carriera da sempre diviso tra cinema e teatro.
Intervistato dall’artista Edoardo Sylos Labini, Salemme svelerà gli aneddoti che lo hanno portato alla maturità artistica, segnata da grandi successi, attraverso immagini, video inediti e musiche live di Alice Viglioglia. Immancabili gli interventi OFF del direttore de IlGiornaleOFF.it Giovanni Terzi, media partner della rassegna, e la partecipazione attiva del pubblico chiamato ad interfacciarsi con l’attore.

Grazie alla nuova partnership del format Manzoni Cultura con Mondadori Store, gli appuntamenti della rassegna si susseguiranno alternandosi tra il Mondadori Megastore di Piazza Duomo e il Teatro Manzoni, che ospiterà il noto atleta pluripremiato Alex Zanardi il prossimo 8 gennaio.
Oltre al network di librerie del Gruppo Mondadori, main sponsor, partner ufficiali della rassegna sono Elior, per il quarto anno consecutivo e, da quest’anno, Unibell.


BIGLIETTO:   posto unico €. 10,00


domenica 10 dicembre 2017

L'ULTIMO CARAVAGGIO. EREDI E NUOVI MAESTRI - MILANO -





Viaggio nelle vicende artistiche del primo Seicento tra Napoli, Genova e Milano


Dal 1610 al 1640, può esistere una storia dell’arte nell’Italia senza Caravaggio, tanto più in un arco cronologico così legato all’eco delle sue recenti esperienze? È quanto la mostra, realizzata da Intesa Sanpaolo in partnership con i Musei di Strada Nuova di Genova e in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, vuole verificare.


Infatti, in quegli anni, la cultura caravaggesca si afferma rapidamente in tutti quei luoghi dove il maestro soggiornò, in particolare a Roma, Napoli e nell’Italia meridionale. Tuttavia ciò non avviene in altri importanti centri della penisola dove pure si continua a dipingere, e anche molto bene: non succede, a titolo d’esempio, se non incidentalmente, a Firenze, Bologna, Venezia, Torino, Genova e persino a Milano, dove Caravaggio nacque e si formò, ma da dove si allontanò precocemente senza più lasciare tracce di sé.


L’eccezionale punto di partenza dell’esposizione è un interessante ed emblematico confronto tra il Martirio di sant’Orsola dipinto a Napoli da Caravaggio nel 1610 su richiesta di Marco Antonio Doria e la tela di analogo soggetto di Bernardo Strozzi, realizzata a Genova tra il 1615 e il 1618 negli anni in cui il pittore era in contatto con il fratello di Marco Antonio, Giovan Carlo, forse il più grande collezionista nell’Italia del Nord agli inizi del Seicento. Le scelte collezionistiche dei due fratelli genovesi hanno un ruolo chiarificatore nello sviluppo della mostra. Uniti nella vita e nella gestione del patrimonio economico familiare ma divisi nelle scelte in campo artistico, maturate perlopiù in seguito ai loro orizzonti di affari e di affetti: Napoli per Marco Antonio, Milano invece per Giovan Carlo.
Con oltre 50 opere – molte delle quali esposte per la prima volta a Milano – di seguaci di Caravaggio (amati da Marco Antonio), come Battistello Caracciolo e Ribera, e nuovi maestri (ai quali guardava invece Giovan Carlo), quali Rubens, Van Dyck, Procaccini e Strozzi, la mostra racconta in pillole la storia artistica di tre città italiane: Napoli, Genova e Milano legate all’orbita spagnola in anni di rinnovamento del gusto, tra la rivoluzione tutta tesa al naturale di Caravaggio e la nuova età colorata e festosa del Barocco.
Eccezionale la presentazione in mostra de l’Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini, tela di 40 metri quadrati eseguita per l’amata chiesa della Santissima Annunziata del Vastato di Genova dalle famiglie aristocratiche della città e che è stata oggetto di un lungo e articolato lavoro di restauro presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale. Questo capolavoro restituisce al pittore bolognese radicato a Milano un peso nella storia dell’arte italiana che gli va definitivamente riconosciuto.
Il biglietto di ingresso all’esposizione “Dentro Caravaggio” di Palazzo Reale dà diritto all’ingresso ridotto a 5 euro alla mostra “L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri”.
Da martedì a domenica 9.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.30)
Giovedì ore 9.30 – 22.30 (ultimo ingresso 21.30) | Chiuso il lunedì

Aperture straordinarie:
Mostra e collezioni permanenti:
7 dicembre fino alle 14.30 (ultimo ingresso 13.30)
8 e 26 dicembre 2017, 6 gennaio 2018, 2 aprile 2018.

Solo mostra:
24 e 31 dicembre 2017 fino alle 18.00 (ultimo ingresso 17.00),
1 gennaio 2018 14.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.30)

Chiusure: 25 dicembre 2017
Biglietto congiunto mostra e collezioni permanenti:
Intero € 10 | Ridotto € 8 | Ridottissimo € 5
Gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni e
ogni prima domenica del mese
Visite guidate per gruppi alla mostra temporanea e alle
collezioni permanenti, su prenotazione, massimo 25 persone:
italiano € 80 a gruppo, inglese € 100 a gruppo
Audioguida gratuita a disposizione dei visitatori
Numero verde 800.167619