venerdì 8 settembre 2017

MARVIN GAYE - "WHAT'S GOING ON" -



Come si riesce a essere sexy e a sorridere quando il peso del mondo grava sulle tue spalle, quando devi trasformare la tragedia in trionfo e allo stesso tempo rivoluzionare la musica soul? Semplice, basta essere Marvin Gaye. 

Distrutto dalla morte della sua partner vocale Tammi Terrell, sempre più dipendente dalle droghe e smanioso di ampliare lo stile musicale che lo rese famoso, brevi e dolci canzoni soul, Gaye rinacque grazie al suo humour e a uno straordinario talento. Entrambi brillano in un album che,in altre mani, avrebbe potuto essere una vera noia. 

        

                                                

Le parole non rendono giustizia a What's Going On. L'album parte dall'ironicamente elevata title track e,attraverso onde di gospel e jazz (quello rilassante,non quello rumoroso),esplode in"Mercy Mercy Me (The Ecology) per poi terminare con la sconvolgente "Inner City Blues" (Make Me Wanna Holler).

A parte Smokey Robinson, che ritiene What's Going On il miglior album di sempre, la Motown non capiva come una suite politicamente impegnata ma anche lussuosamente languida potesse rivelarsi un successo. Certo, i sentimenti non erano quelli mielosi contenuti negli straordinari successi degli anni 60, ma oggi l'album sembra la naturale evoluzione delle parole d'amore di "You're All I Need To Get By" e della musica sofisticata di "I Heard It Through The Grapevine". Tre singoli da Top 10 e trent'anni di vendite imponenti giustificano la minaccia rivolta da Gaye alla Monotown di non incidere più nulla per loro se quest'album non fosse stato pubblicato. Lasciate che sia il vostro orecchio a giudicare. Come Gaye scrisse "non dovete farvi dire quali canzoni amare, o quanto grande sia sua maestà".




"DOBBIAMO CERCARE DIO...
QUALI ALTRE ARMI ABBIAMO PER COMBATTERE LE FORZE DELL' ODIO E DEL MALE?"

Marvin Gaye, 1971 

sabato 2 settembre 2017

BOB MARLEY AND THE WAILERS - NATTY DREAD -1974


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"Non dipendo nè dai neri, nè dai bianchi, io dipendo da Dio".

Fu la frase pronunciata da Bob Marley nel lontano 1977.

"Natty Dread", l'album del 1974 presentò al mondo Bob Marley e i nuovi Wailers, Peter Tosh Bunny Livingstone, cantanti e soci di lungo corso di Marley nei Wailing Wailers, avevano lasciato la Band dopo dieci anni di carriera (il loro primo numero 1 giamaicano era stato "Simmer Down" nel 1963) come reazione allo stress dei tour continui e alle pressioni dovute alla crescente fama mondiale.


Si vociferava che a quel punto il suono di Marley sarebbe diventato più scarno e i temi politici più blandi.
Natty Dread smentì queste voci di corridoio. Il disco suona come nessun altro nel suo repertorio, brano dopo brano. Sin dal suo primo urlo ribelle di chiamata all'azione in "Lively Up Yourself", è un album diretto che trabocca di grandi canzoni.
Di sicuro "Natty Dread" presentò il ghetto di Trenchtown alla gioventù ricca del mondo, ma la politica di "Them Belly Full", "Rebel Music", "Talkin' Blues"


("Ora sento che bombarderei una chiesa/ora che sai che il predicatore sta mentendo") e "Revolution" suscitarono brividi all'establishment politico giamaicano.

Una versione live di "No Woman, No Cry" avrebbe dato a Marley la sua prima hit (a quanto pare la canzone fu scritta da lui, ma la attribui a Vincent Ford, gestore di un ristorante a Kingston che nutrì ed ospitò il giovane Bob nei periodi più duri).
Il suono vitale e avvincente dell'album brucia gli altoparlanti ancora oggi, lanciato dal potente drum and bass dei fratelli Barrett, attizzato a dovere dalla chitarra di Al Anderson e incoronato dall'insuperabile epifania vocale africana di Bob e le I-Threes (Rita Marley, Marcia Griffiths e Judy Mowatt).



"Lively Up Yourself"
"No Woman, No Cry"
" Them Belly Full"
"Rebel Music"
"So Jah Seh"
"Natty Dread"
"Bend Down Low"
"Talkin'Blues"
"Revolution"



"Non mi vedo come un giamaicano. Mi vedo come un Rasta che è Rasta. Quindi la Giamaica è la Giamaica........Io, amico, sono un Rasta!"

Bob Marley 1973

MICHAEL JACKSON - THRILLER 1982 -


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Quincy Jones produsse uno dei capolavori di Michael Jackson "Thriller".


Il più grande album della storia, capace di vendere oltre 40 milioni di copie alla sua prima uscita.
Fusioni pop, rock e R&B fanno a gara con il precedente "Off The Wall", riuscendo a superarlo. 
La traccia d'apertura funk "Wanna Be Startin' Somethin" ha la stessa funzione di "Dont Stop Till You Get Enough" di Off The Wall, struttura semplice basata sui riff per il singhiozzo ipercinetico di Jacko.




Inoltre "attinge" piuttosto pesantemente da "Soul Makossa" di Manu Dibango (gli avvocati di Jacko chiusero una grossa transazione stragiudiziale). Altrove ci si può elettrizzare per il funk-rock screziato di "Beat It" (l'assolo di chitarra di Eddie Van Halen fu ottenuto cucendo cinquanta registrazioni diverse), mentre "Human Nature" è una ballata digitale talmente bella che Miles Davis la rifece.


Ma la vera protagonista  è "Billie Jean", la cui strisciante linea del baso elettronico penetra sotto la pelle mentre il testo ambiguo chiede all'uditore di schierarsi con la paranoica superstar miliardaria invece che con la povera madre single.


Come il resto di "Thriller", si tratta di pop rifinito a macchina prodotto accuratamente, nell'arco di mesi, da session men all'avanguardia, senza neanche una nota fuori posto.

La frase celebre di Michael Jackson definisce il suo mondo, la sua vita, il suo futuro :

"Ho la sensazione di essere stato scelto come strumento per dare musica, amore ed armonia al mondo".

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domenica 27 agosto 2017

CRISTIANO DE ANDRE' CANTA "DE ANDRE' - CONCERTO AL TEATRO ARISTON DI SANREMO -






Il Pescatore, Creuza de Ma, trade d'union insieme al vasto repertorio di Fabrizio De Andre', in un discorso musicale mai interrotto tra il figlio Cristiano e Fabrizio (Il Faber).
Fin dagli anni '80, protagonisti sul palco, Fabrizio cantautore impreparato a far spettaccolo per sua stessa ammissione, ed il figlio musicista Cristiano.
A Sanremo, al Teatro Ariston, Cristiano De Andre' ha naturalmente e liberamente cantato il repertorio del padre.


 Un Cristiano generoso, polistrumentista, coadiuvato da ottimi musicisti, ha regalato circa 2 ore di musica, assoli, accompagnato dalla band o solista esperto al piano, al mandolino, alla chitarra.
Tanti sono gli anni trascorsi dai tempi in cui Cristiano suonava al Magia di Milano, e risentirlo sul prestigioso palco dell'Ariston, ha emozionato oltremodo.




Voce potente, interpretazione non scontata e personale, una scenografia accattivante e luci magicamente dirette, non hanno fatto rimpiangere grosse produzioni puramente tecniche.
Tutto, impermiato di musica ed intorno alla musica.
Nulla di artificiale, ogni canzone era sentita, trasmessa al suo pubblico come un equilibrista nell'intento di percorrere il filo che lo separa dal terreno.
Le emozioni, la generosità, la competenza musicale di Cristiano hanno catturato i fans di ogni genere.



La serata è stata scandita da momenti preziosi, dove il pacifismo, la non violenza, di un menestrello timido, di un poeta paragonato al Bob Dylan italiano, ha dato vita per voce di suo figlio Cristiano De Andre' ad una versione musicale nuova. Il nuovo che avanza, strizzando l'occhio tramite uno sguardo al cielo di un degno e unico interprete credibile di Fabrizio De Andrè.
Un artista emozionato, emozionabile, che si racconta al suo pubblico, ripercorrendo gli incontri del padre con Pierpaolo Pasolini, De Gregori,  ed ammettendo le proprie vittorie e dolori personali. Non più da comprimario, ma da protagonista.



 Un viaggio musicale tra padre e figlio, raccontato senza filtri, a cuore aperto.
La musica è stata protagonista alla stessa stregua di antichi testi biblici:

«Il pescatore», «Fiume Sand Creek», «Don Raffaè», «Il testamento di Tito»  «Crêuza de mä», "Una storia sbagliata", hanno avuto un degno e spettacolare nuovo arrangiamento musicale, proiettato verso un pubblico diverso, maturo, internazionale, con una forte predominanza "rock".




L'interpretazione di Cristiano nella "Guerra di Piero" è stata la ciliegina sulla torta.
Il buio, la luce diretta sul pianista, e l'assolo intimistico ed allo stesso modo potente, hanno avvolto il pubblico in una bolla magica., fin da "dormi sepolto in un campo di grano......................".
Lo spettatore rapito, ha cantato dimenticandosi di chi fosse l'autore, non era poi così predominante.
Perchè la canzone si crea, e si lascia andare. 
Solo attimi magici, possono ricrearne l'essenza.
Cristiano De Andrè, unico, diverso, il futuro, ci è riuscito nuovamente.
Grazie a te, Cristiano.




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sabato 5 agosto 2017

MASSIMO RANIERI A SANREMO - MALIA NAPOLETANA - "JAZZ" - TRIBUTO A PINO DANIELE - RENATO CAROSONE - PEPPINO DI CAPRI E DOMENICO MODUGNO -





Spettacolo musicale "Jazz", di Massimo Ranieri ieri sera al Teatro Ariston di Sanremo. "Malia Napoletana" il nome dello spettacolo che ha ripercorso la storia della musica napoletana dal 1950 al 1960.  

La voce imponente, forte e magistralmente chiara di un attore consumato di teatro, è stata accompagnata dai musicisti "jazz" di rara bravura : Enrico Rava (Tromba), Stefano Di Battista (Sax), Rita Marcotulli (Pianoforte), Riccardo Fioravanti (Contrabbasso) e Stefano Bagnoli (Batteria).

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La scaletta dei brani, scelti appositamente da Massimo Ranieri è stata composta da "Malafemmena" di Totò, "Anima e core", "Na voce e na chitarra", "Torero", "Luna caprese", "O Sarracino", "America" di Pino Daniele, "Luna rossa", "Tu si na malattia", "Nun è peccato", "Tu vuo' fa l'americano".

Lo spettacolo ha delicatamente omaggiato i grandi della musica italiana, ripercorrendo situazioni, scene di vita vissute nei night club, e sui grandi palcoscenici della musica italiana.

Fin dagli arbori, con Domenico Modugno, Renato Carosone, Peppino di Capri, arrivando al suo massimo culmine con un tributo a Pino Daniele e la sua "America", dove un batterista d'eccezione ha incantato il pubblico in estasi (Stefano Bagnoli).

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I musicisti Jazz e Massimo Ranieri sono stati abilmente riuniti in un progetto ideato da Mauro Pagani, produttore, manager e saggio intenditore, che ha unito consumate professionalità alla passione smodata per il "Jazz" di Massimo Ranieri maturata fin da giovanissimo (17 anni) e concretizzatasi negli ultimi anni.

La maestria della pianista non ha avuto eguali (Rita Marcotulli), e gli assoli dei musicisti hanno sapientemente introdotto nel mondo della musica "jazz" neofiti e spettatori abituati "alle solite canzonette".

La serata musicale all'Ariston è stata un regalo prezioso agli amanti della musica dal vivo, suonata, cantata, ed improvvisata. Perchè solo musicisti d'eccezione suonano, improvvisano con maestria, facendo credere al pubblico che tutto sia studiato.

La voce di Massimo Ranieri non ha avuto il benchè minimo tentennamento, forte, potente, incredibilmente fresca. Da consumato attore di palco, si è cimentato in passi di danza, leggeri e sapientemente costruiti: una fluidità di movimenti, frutto di passione, studio, esperienza, e grande disponibilità verso un pubblico affezionato.

Sono stati inevitabili due rientri sul palco a fine spettacolo che è durato dalle 21,40 circa fino alle 23,00.

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"Perdere l'amore", vincitore di Sanremo, è stata acclamata dal pubblico.

Ed una spettatrice gli ha gentilmente donato una rosa, frutto di un ricordo condiviso da gran parte dei fans accorsi.

I momenti preziosi sono stati innumerevoli: l'assolo della tromba, del batterista, del flautista abilissimo nel fluttuare da note basse ad altissime, della pianista che ha volato sulla tastiera con una velocità e precisione e del divertito sax di Stefano di Battista.

In sala, presenti, c'erano giovani spettatori, che hanno inspiegabilmente riconosciuto se non tutte, le canzoni più famose del repertorio napoletano: " E' nato nu criaturo niro niro, e a mamma o chiamma Ciro..................sissignore o chiama "Ciro"................

Del progetto musicale ideato da Mauro Pagani sono stati estrapolati dei C.D. in vendita, ed i musicisti Jazz, oltre a collaborare con Massimo Ranieri, continuano un percorso musicale singolo che li ha portati e porterà a Roma, Napoli ed in gran parte delle città italiane.


Massimo Ranieri "Malia" parte seconda

Giovanni Calone, in arte Massimo Ranieri, non ha solo cantato, ma ha generosamente fatto un omaggio musicale, abbracciando una grande fetta di pubblico, probabilmente inizialmente sorpreso.

Perchè, da dove si vuole partire a raccontare l'origine della musica italiana se non ripercorrendo gli anni dal 1950 al 1960 che hanno dettato le basi per il germogliare artistico di oggi?

E senza la canzone napoletana, e le melodie di Renato Carosone, dei sofferti successi di Domenico Modugno raggiunti dopo una carriera decennale, ed approdata a "O sole mio" e "Volare". Dietro i due successi principali di Domenico Modugno ci sono anni di privazioni e sacrifici dedicati alla musica.

Domenico Modugno, uomo nato a Polignano a Mare in Puglia, che dedica alla terra del sole (Napoli), una splendita "O sole mio", cantata in tutto il mondo, senza dimenticare "Volare".

Massimo Ranieri non ha cantato "Rose rosse" come acclamato da molti.

Ed il motivo si intuisce perfettamente: Giovanni Calone sceglie i brani da interpretare, ma il progetto non è rivolto principalmente ai suoi successi, ed in ogni tour la scaletta deve variare. Il repertorio napoletano è vastissimo e da diffondere, "Rose rosse" permettendo.

Si ringrazia il Teatro Ariston per la serata abilmente gestita dal personale in sala, e Radio Sanremo che ha reso possibile la visione della serata, invitandoci.



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lunedì 24 luglio 2017

CHIARA FERRAGNI - INAUGURAZIONE DEL PRIMO "FLAGSHIP" A MILANO -





E' bastato un solo post su instagram di Chiara Ferragni per annunciare l'apertura in Via Vincenzo Capelli a Milano dello store di 120 metri quadrati, ed immediatamente 253 mila e 300 persone, ne hanno visualizzato il contenuto, apprezzandolo.

1.800 commenti non sono roba da poco, lo sanno in molti.

Soprattutto quelli che postano su facebook, twitter, instagram e tutti i social media.

Segno evidente e conclamato di un successo planetario.

La Chiara Ferragni collection sarà a disposizione delle fashion blogger, delle stylist, delle numerose fans del marchio durante l'inaugurazione prevista per mercoledì 26 luglio. 
La posizione strategica dello store/flaghip è situato nella zona della "movida" milanese, di facile passaggio e visibilità per le migliaia di giovani che tutta la settimana affollano la zona, riversandosi nei locali alla moda, e cosa non trascurabile, vicino, molto vicino all'appartamento del suo fidanzato: Fedez, nel Bosco Verticale ideato dall'arch. Boeri.

Chiara Ferragni nata a Cremona, nel 1987 è una influencer trentenne con all'attivo 10 milioni di follower su Instagram, presente con 300 punti vendita nel mondo e sul sito e-commerce.

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Ha realizzato nel 2016 un giro d'affari, di oltre 20 milioni di euro, nel settore calzature, ed è una blogger che vanta collaborazioni con i marchi più prestigiosi. Marchi che affidano i loro prodotti alla "visibilità" di una giovane ragazza partita con un blog dal nome "The Blonde Salad", coadiuvata dall'ex fidanzato e da un team giovane, che ha contribuito a farla diventare la Fashion blogger più seguita in assoluto.

Non trascurando gli studi conseguiti: il liceo classico e l'Università Bocconi alla facoltà di giurisprudenza non terminata, e si capisce chiaramente il motivo.

Il negozio di Milano, testerà e sicuramente confermerà il trend positivo di Chiara Ferragni dal 2014 ad oggi: 8 milioni di dollari (2014), 10 milioni nel (2015), ed il 2016 non ha deluso.

La prestigiosa rivista "Forbes" l'ha  inserita nella lista delle 30 donne più influenti.

Auguriamo a Chiara Ferragni un'inaugurazione con il "botto".

Il 26 luglio vi consigliamo di passare in Via Capelli, il lurex vi catturerà e nel frattempo vi terrà d'occhio.


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mercoledì 19 luglio 2017

VOGUE FASHION'S NIGHT A MILANO IL 14 SETTEMBRE 2017 - COMUNE DI MILANO -