mercoledì 27 marzo 2024

“DESTINAZIONE JAZZ”: il 4 aprile, in esclusiva su RaiPlay, la produzione a cura della sede Rai Sicilia di Palermo con i backstage del “Sicilia Jazz Festival “

 



Sarà disponibile dal 4 aprile in esclusiva su RaiPlay “DESTINAZIONE JAZZ”, una produzione a cura della sede Rai Sicilia – Direzione Coordinamento Sedi Regionali ed estere, che racconta i retroscena della terza edizione della di “Sicilia Jazz Festival”, appuntamento tra i più attesi per gli amanti della musica, nazionale e internazionale.

 

Il backstage della kermesse diventa un prodotto per RaiPlay: molto più che una partnership quella che si è creata tra il “Sicilia Jazz Festival” – tenutosi a Palermo dal 23 giugno al 2 luglio scorsi – e la sede Rai della Sicilia. Tutto parte dallo spirito d’iniziativa della sede regionale che ha saputo cogliere uno spunto e trarne un prodotto che coniuga – attraverso l’importante parterre di musicisti coinvolti nella manifestazione – la bellezza dell’arte e il senso stesso del Servizio Pubblico.

 

Quando la fondazione Brass Group, che cura la parte artistica e organizzativa del festival per l’Assessorato Turismo, sport e spettacolo della Regione Sicilia, ha chiesto a Rai l’utilizzo dell’Auditorium di Palermo per le prove, la scintilla è scattata: registrare le esibizioni – previste a porte chiuse per ogni artista nel giorno precedente alla partecipazione al festival – e affiancarle con interviste all’artista e al direttore sul podio dell’Orchestra Jazz Siciliana per confezionare una serie di 8 pillole della durata di 12 minuti, da rendere disponibili sulla piattaforma digitale di RaiPlay.


Un’opportunità imperdibile per ascoltare artisti come Bob Mintzer, Marcus Miller, Gregory Porter, Diana Shuur, Anastacia, Judith Hill, Dave Holland, Manhattan Transfer e vederli nei momenti in cui nascono le esibizioni, le scelte stilistiche, la sinergia con l’Orchestra. Senza dimenticare le interviste esclusive. Dalla collaborazione tra Rai Play e Sede Rai Sicilia viene un esempio di produzione totalmente interna Rai, grazie alla professionalità e all’entusiasmo della squadra di produzione di Palermo. I concerti del Sicilia Jazz Festival – giunto alla terza edizione - si sono tenuti nel Complesso Monumentale dello Steri e al teatro di Verdura. Apertura venerdì 23 giugno 2023 con Marcus Miller. Chiusura domenica 2 luglio 2023 con Manhattan Transfer. Si sono alternati sul podio dell’Orchestra Jazz Siciliana – che ha realizzato arrangiamenti originali per ciascun concerto - i direttori Domenico Riina, Antonio Pedone, Vito Giordano, Gianna Fratta, Carolina Bubbico, Giuseppe Vasapolli, Dave Holland, Bob Mintze.

martedì 26 marzo 2024

MAURO REPETTO “ALLA RICERCA DELL’UOMO RAGNO” TOUR TEATRALE 2024/2025 PER LA PRIMA VOLTA IN TEATRO LA VERA STORIA DEGLI 883 INTERPRETATA E CANTATA DALL’IDEATORE DELLA BAND MITO DEI LEGGENDARI ANNI ‘90





Mauro Repetto, ideatore e co-fondatore degli 883, torna in Italia per il suo debutto in teatro con il nuovo spettacolo “Alla ricerca dell’uomo ragno”. L’anteprima nazionale del tour 2024/2025 sarà il 28 aprile a Bergamo (Teatro Serassi di Villa D’Almè). 


Sulla scia del grandissimo successo del libro “Non ho ucciso l’uomo ragno” (edito da Mondadori), calorosamente accolto da pubblico e critica, Repetto torna in Italia per un one-man show la cui straordinaria unicità risiede nell’introduzione e nell’applicazione dell’intelligenza artificiale in teatro, una novità assolutanel mondo!


Prodotto da Raffaella Tommasi per Daimon Film e Sold Out, con la regia di Stefano Salvati e Maurizio Colombi, “Alla ricerca dell’uomo ragno” vanta l’uso di effetti visivi inimmaginabili solo fino a qualche mese fa, per far rivivere il mondo dei mitici 883.


Realizzato con la collaborazione degli AI Artists Claudio Zagarini e Francesco Siro (vincitore dell’Oscar 2024 all'Aiff di Dubai) i registi Stefano Salvati e Maurizio Colombi sono riusciti a costruire mondi fantastici e a ricreare, come per magia, i giovani Repetto e Pezzali dei leggendari anni 90! Dal palcoscenico Mauro in carne e ossa interagirà con se stesso e con Max com’erano da ragazzi, prima dell’arrivo della grande ondata di successo delle loro canzoni.


In questo nuovo spettacolo teatrale, Mauro Repetto, ideatore di una delle band culto degli anni ‘90 e autore di brani rimasti nell’immaginario collettivo del nostro Paese,ripercorrerà le tappe di un percorso straordinario, trasportando il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo attraverso il racconto della sua vita e dell’avvincente storia degli 883, istantanee di momenti intramontabili, con aneddoti e curiosità sulla genesi dei loro maggiori successi, mai raccontati finora. Repetto reciterà, ballerà ecanterà tutte le hit che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni, e presenterà un suo brano inedito.


“Un raggio di nostalgia: due menestrelli che passano ogni pomeriggio tra le strade della Pavia filo imperiale ghibellina scrivendo canzoni con un solo obiettivo, consegnarle al conte Claudio Cecchetto. Ecco, questo spettacolo mi permette di rivivere le sensazioni e le emozioni che ho vissuto con gli 883, e di riassaporare sul palco dei teatri italiani un raggio di quei pomeriggi passati con Max a scrivere le canzoni della nostra vita” commenta Mauro Repetto a proposito del nuovo spettacolo.  


“Alla ricerca dell’uomo ragno” arriverà nei teatri con un’anteprima primaverile, per toccare le principali città italiane a partire dall’autunno. Le prime date annunciate sono il 28 aprile Villa D’Almè (BG), 5 maggio Melzo (MI), 9 maggio Crema, 18 maggio Bollate (MI), 20 maggio Firenze, 30 maggio Monza. I biglietti sono già in prevendita online e nei punti vendita autorizzati. Tutte le informazioni su https://www.facebook.com/AllaRicercaDellUomoRagno

Mauro Repetto risiede in Francia e attualmente è impegnato nella realizzazione di due film e della serie “Bad Crossfit” co-prodotta da Robert Watts, il grande produttore di Star Wars e Indiana Jones.

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL TEATRO (27 MARZO), IL MILANESE MARIO PIROVANO PORTA IN SCENA ‘MISTERO BUFFO’ DI DARIO FO E FRANCA RAME A PESARO (CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2024)






Domani, mercoledì 27 marzo, si celebra la Giornata internazionale del Teatro. Per l’occasione, il Teatro Sperimentale di Pesaro (Capitale italiana della cultura 2024) ha invitato l’attore milanese Mario Pirovano a portare in scena ‘Mistero Buffo’ lo spettacolo più famoso di Dario Fo e Franca Rame.  

È uno spettacolo esilarante, epico, provocatorio, potente, attuale e magistrale. Un capolavoro che ha segnato la storia del Novecento. Uno straordinario impasto comico-drammatico, messo in scena in Italia e all’estero, nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche, nei teatri e persino nelle chiese, le cui radici affondano nel teatro popolare, quello delle sacre rappresentazioni medievali, dei giullari e della Commedia dell’Arte.

“Sono felicissimo di poter portare in scena proprio a Pesaro – spiega Pirovano - lo spettacolo che ha reso famosi nel mondo i nostri due ultimi premi Nobel. Quale occasione migliore di questa giornata Mondiale per il teatro?  Mi auguro davvero che possa essere una serata di festa popolare proprio come avrebbero voluto Dario e Franca”. 

L’ORIGINE DI ‘MISTERO BUFFFO’ - Nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano, occupata da oltre 2000 studenti, il 30 maggio 1969 entrò Dario Fo per presentare in anteprima assoluta il suo ‘Mistero Buffo’. Fu l’inizio di un percorso che attrasse subito centinaia di migliaia di persone, la maggior parte delle quali non frequentavano il teatro nei circuiti classici e convenzionali.

Riproposto dal 1969 ad oggi in oltre 5.000 allestimenti, in Italia e all'estero, nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche, nei teatri, e anche nelle chiese! Arricchito di volta in volta da nuove e diverse giullarate, ‘Mistero Buffo’ è un impasto comico-drammatico le cui radici affondano nel teatro popolare, quello delle sacre rappresentazioni medievali (i misteriappunto), dei giullari e della commedia dell'arte.

Per anni Dario Fo, insieme a Franca Rame, ha raccolto documenti di teatro popolare di varie regioni italiane e li ha ricostruiti in questo spettacolo dal sapore ironico e profetico che diverte, stimola, affascina, ed ha la capacità di coinvolgere anche le più giovani generazioni.

Le giullarate, infatti, affrontano tematiche sempre attuali: il potere, l’ingiustizia, la fame, la ribellione, la ricerca di una vita degna da condividere gioiosamente.

La lingua in cui vengono recitate è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione. Si tratta di un monologo senza scenario, senza musica, senza costumi, che sollecita l’immaginazione e la partecipazione degli spettatori al punto da rendere quasi visibile, sulla scena, una molteplicità di personaggi, di oggetti e di luoghi.

Il carattere di questa recitazione ci riporta di colpo alle origini della tradizione orale, della narrazione pura che trova la sua forza nella ricchezza del racconto e nella mimica dell’attore. È questo carattere che ha influenzato le generazioni teatrali successive a Fo, e in particolare il suo diretto allievo Mario Pirovano, che da anni porta con successo i testi di Dario Fo e Franca Rame nei teatri di tutto il mondo.

sabato 23 marzo 2024

SOAP TORNA OGGI CON IL NUOVO SINGOLO “PAROLE VIOLENTE” - Un’artista che si conferma un unicum nel panorama italiano oscillando tra l’italiano e il francese nelle parole e nell’allure nostalgico della sua musica -

 


Soap, nel suo nuovo singolo “parole violente” (Pulp Entertainment/Sugar Srl), fuori ovunque sulle piattaforme digitali al link https://sugarmusic.lnk.to/paroleviolente e in rotazione radiofonica e a cui seguirà un videoclip, canta un amore difficile, ma senza il quale non si riesce a stare. 


Nella vita bisogna convivere con la consapevolezza che il proprio amore non sempre possa essere ricambiato e, quando ci scontriamo con la dura realtà e con la violenza di certe parole, si sta male, male veramente. Il protagonista di “parole violente” è proprio un amore a tratti malato, che però l’artista riesce a rendere comunque patinato con l’allure sognante che la caratterizza, donando una grande malinconia al brano: un crescendo di emozione che esplode in particolare sul finale, quando la voce resta sola a trasmettere tutto il dolore provato da chi comprende quanto sia difficile fare a meno di chi può fare a meno di noi.


Soap è nel panorama italiano un unicum, capace di fondere nei propri brani l’italiano e il francese, cogliendo con la seconda sfumature altrimenti irraggiungibili. Cresciuta in due culture diverse, tra Italia e l’Algeria francofona, Soap è in grado di intercambiare le due lingue donando un valore aggiunto alla sua musica che, con una naturalezza innata, ha sempre un sapore internazionale. Il tutto accomunato dalla freschezza dei vent’anni, ma anche dall’inquietudine dei primi amori adolescenziali e delle prime delusioni che questi portano con sé.


Sophie Ottone, in arte soap, nasce a Roma nel 2005 ma cresce a Latina. Il suo rapporto con la musica inizia da piccola e con il tempo scrive i primi testi, con la volontà di trasmettere a chi ascolta tutta la malinconia che ha dentro, ma anche un senso di rinascita. Sophie diventa soap il 15 settembre 2022, giorno in cui è uscito il suo primo singolo da indipendente, manifesto di un’estetica e un sound in perfetta sintonia con la generazione z. Dopo qualche mese inizia a lavorare con Pulp Entertainment, pubblicando nella prima parte del 2023 “domani forse” e “macchina argento”, che riscuotono attenzione e consensi. Nella seconda metà del 2023 Soap pubblica altri due singoli: “via del corso” e “cuori in pista”. Il 12 gennaio 2024 è uscito il suo ultimo singolo “cercavi di più” (Pulp Entertainment/Sugar Music).

ALDA CONTINUA A DIRE LA SUA CON IL NUOVO SINGOLO “MAMMA” - Dopo aver raccontato con “STAI ZITTA” quello che ancora oggi le donne sono costrette a vivere



ALDA sta alzando la voce, perché quello che ha da dire è troppo forte per essere sussurrato.

È da poco uscito il suo ultimo brano “STAI ZITTA”, una traccia di denuncia della quotidianità che molte donne ancora oggi si trovano a vivere. 

 

Lo stile di ALDA è in costante evoluzione, un linguaggio diretto che come una lama squarcia il velo di ipocrisia in cui questa società è avvolta. Le barre sono accompagnate da un sound camaleontico che, brano dopo brano, mischia generi, sperimenta e si contamina.

 

Continua ad analizzare un altro spaccato di vitaoggi con il suo nuovo singolo “MAMMA” (https://sme.lnk.to/Mamma; Asian Fake/Epic Records Italy/Sony Music Italy), per chi almeno una volta nella vita ha conosciuto il peso del sentirsi diverso. 

 

“‘Mamma’ è una pagina di diario. Ho scritto questa canzone cercando di dare voce alle emozioni che da bambina non riuscivo ad esprimere a parole. Le stesse sensazioni di confusione e di smarrimento continuano ad attraversarmi anche oggi.” racconta ALDA.

 

La musica diventa subito testimonianza autentica e mezzo per dare voce a delle emozioni che accendono il fuoco dentro chiunque abbia vissuto un viaggio di crescita e auto-scoperta.

 

Continua così l’artista: “All’età di tre anni mi sono trasferita insieme alla mia famiglia dall’Albania all’Italia. L’emigrazione è stata uno dei motivi per cui ci siamo sentiti terribilmente fuori luogo. Quando hai qualcosa di diverso dagli altri è molto raro che questi ti accolgano. È più facile invece puntare il dito. Quando cresci con le intimidazioni è un’impresa liberarsi dal terremoto emotivo. Io probabilmente non smetterò mai di tremare.” 

 

Il 2024 di Alda è iniziato con un’urgenza comunicativa dapprima sfogata attraverso alcuni freestyle e poi incanalata in nuovi brani. Ma è solo l’inizio.

 

Alda Nebiu, nota come ALDA, è una rapper e cantautrice italo-albanese classe ‘99. Nata in Albania e cresciuta a Pesaro, si avvicina al rap grazie al fratello maggiore e inizia a scrivere i suoi primi pezzi a 12 anni, influenzata soprattutto dal rap italiano di prima generazione, particolarmente attento alle liriche. Nel 2020 viene firmata dall’etichetta milanese Asian Fake e a novembre 2021 rilascia il suo primo singolo per “Occhi di gatto” che anticipa l'EP d’esordio, “Tana Libera Tutti” uscito a maggio 2022. Nel 2023 escono i singoli “Bubu Chacha”, “Bimba”, “Tiger” e “Ego”, che mostrano la sua versatilità nella scrittura.  





venerdì 22 marzo 2024

ORMAI TORNA OGGI CON IL SUO NUOVO SINGOLO “VIVERE È OK” IN RADIO E IN DIGITALE -Tra i selezionati per MUSICULTURA 2024





 «"Vivere è ok" è quello che mi sono detto mentre guardavo la mia prima ragazza sposarsi con un altro, quando ho visto la macchina dei miei amici distruggersi e diventare di colori diversi da quanti pezzi erano stati sostituiti, quando ho sentito che diventare adulti era fottutamente difficile.»



 

“Vivere è ok” (http://ada.lnk.to/vivereeok; LA15 distribuito da ADA Music Italy) è anche l’ultimo singolo di ORMAI,  presentato in anteprima sul palco del Teatro Lauro Rossi di Macerata in occasione della 35ª edizione di MUSICULTURA, e da oggi in radio e in digitale. Online anche il video: https://youtu.be/8k_uoWFOF68. 

 

Come una fedelissima fotografia della condizione umana nell'epoca contemporanea, il brano descrive quel sentimento che si prova nel sentirsi sopraffatti dalle pressioni sociali, dalle aspettative irraggiungibili e dalle sfide che la vita ci mette nel piatto.

 

“L'ho inciso perché avrei voluto che qualcuno me lo avesse fatto capire, perché possiamo sopravvivere anche a cose orribili.” commenta ORMAI. 

 

Se c’è una cosa di cui infatti ci vuole parlare “Vivere è ok” è la forza di andare avanti, nonostante tutto. Perché a tutto si sopravvive, anche quando ogni speranza sembra sbriciolarsi fra le mani. Scritto insieme a Pietro Fichtner e prodotto con Michele Canova, il brano segnerà per il cantautore l’inizio di un nuovo progetto.

 

Partito con l’idea di lasciare un segno in questo mondo, ma tormentato dall’idea che per lui sia già sempre troppo tardi, ORMAI, nome d’arte di Alessandro Pacco, inizia il suo percorso nella musica sperimentando con il collettivo Inquietude. Oggi ha ventitré anni e nonostante si senta ancora perso di brutto non è più solo nel suo progetto: Pietro Fichtner (producer) lo accompagna nel suo percorso e insieme collaborano con LA15. Meglio Ora che Mai insomma. 

 

LA15 è un’etichetta discografica che unisce generi diversi in un solo civico: tutto nasce da qua. 




giovedì 21 marzo 2024

SCENE DA UN MATRIMONIO DI INGMAR BERGMAN - regia Raphael Tobia Vogel con Fausto Cabra e Sara Lazzaro - traduzione Alessandro D’Alatri - fino al 24 marzo al Teatro Franco Parenti di Milano -






Scene da un matrimonio di Ingmar Bergan viene rappresentato al Teatro Franco parenti fino al 24 marzo 2024.

Gli attori protagonisti sono Fausto Cabra e Sara Lazzaro.

Fausto Cabra con all’attivo 77 spettacoli teatrali da Ronconi in poi, restituisce con la sua partner co-protagonista un lungo lavoro d’insieme. 

Un tutt’uno con il regista Raphael Tobia Vogel, promosso per merito a rappresentare, dirigere e coadiuvare una storia che ha una doppia lettura.

La prima lettura della piece teatrale narra di una coppia di coniugi sposati da 10 anni e con 2 figli: un professore di psicologia ed un avvocato divorzista.

La regia di Raphael Tobia Vogel è stata improntata sulla necessità di una condivisione d’insieme con gli attori.

Come definito da Cabra, l’esperienza, la ricerca del surrogato di necessita’, l’istinto di sopravvivenza e la necessità di essere su un palco, condito dalla tensione che genera l’energia necessaria per incontrarsi e scontrarsi nella vita e sul palco e’ stato il collante per interpretare una storia che si ripropone purtroppo ai giorni nostri. 

Il regista porta gli attori in un lavoro di preparazione scenica alla continua ricerca di domande, di cambi scena, di interrogativi. 

La rappresentazione scenica teatrale in “Scene da un matrimonio” e’ stata concepita come una sorta di voierismo. Una scatola di sentimenti, di frasi, luci, ombre dove il pubblico si cala e sbircia nella vita di una coppia in crisi.

L’intento della narrazione vuole restituire nonostante siano trascorsi decenni dalla miniserie televisiva del 1973, una doppia interpretazione della vicenda.

Una piu’ superficiale dove l’odio serbato negli anni  dalla coppia ed i continui litigi li hanno portati ad uno scontro finale. Nonostante siano stati molto abili nell’arte di nascondere la spazzatura sotto il tappeto. Ossia, non affrontare i problemi, se non nasconderli, sotterrarli per non vederli.

L’altra lettura della storia porta a immaginare una guerra in cui sia l’uomo e la donna ne escono sconfitti entrambi.



Una guerra dentro loro stessi, una lotta con il senso del vuoto, stufi della monotonia, convenzioni sociali predefinite e la quotidianita’ ripetitiva che ha appiattito un rapporto nato per rispettivi abbandoni.

Di conseguenza durante la guerra dei sentimenti l’uno cerca nell’altra persona gli stessi demoni che vorrebbe distruggere in se’ stesso.

Come a voler esorcizzare e proiettarsi nell’altro scambievolmente per distruggere certezze e riinventarsi.

Ma, arriva il momento di deporre le armi dopo le violenti liti, i tradimenti inconfessabili per ridare un senso alla vita.

Finalmente lo scontro violento tra i due coniugi portera’ a profonde verita’ ed al naufragio del loro rapporto. 

Il tutto e’ rappresentato sul palco da una sapiente scenografia, dove i cambi teatrali sono scanditi da una colonna sonora di sottrazione. Cercando di trasmettere una dilatazione del sottotesto senza troppi arrangiamenti che potrebbero condizionare l’ascoltatore.

Ultima e non per merito una Sara Lazzaro assente dal teatro da 4 anni. La sua interpretazione è magistrale, maniacale, puntuale, e violentemente energetica. Un dualismo tra ansie/paure, cambi continui di abiti come a volersi spogliare di tutto e lasciarlo andare. Una sorta di routine familiare fatta di “non detto”.



Giovanni un marito apparentemente accomodante si svelera’ durante un tradimento mentre Marianna lo coccola, lo asseconda, lo tranquillizza.

La sua funzione sociale di moglie e madre stanca e insoddisfatta viene meno quando supplica il marito di restare e non andare in viaggio con l’amante 23enne.


 



Le convenzioni sociali non prevedono un divorzio ed il chiacchiericcio dei parenti.

E le bambine? Che diranno a scuola?

Il rapporto di coppia messo in discussione si trasformera’ in momenti violenti di lotta corporea, fino ad arrivare al massimo del disgusto: il disprezzo dell’altro attraverso uno sputo alla moglie.

Il gesto di disprezzo di Giovanni raggiunge il culmine dopo un rapporto sessuale che sancisce il ritrovamento di due corpi che finalmente sanno cosa vogliono.

Due corpi che si cercano non piu’ come una coppia, ma come individui separati e consapevoli.

Lo spettatore ad un passo dal palco non potra’ fare a meno di proiettarsi nella scenografia di Nicolas Bovey in continuo movimento e visivamente interlocutoria, ed ad una colonna sonora di “non musica” di Matteo Ceccarini.