lunedì 1 febbraio 2016

www.staresulpezzo.blogspot.it GABRIEL GARKO, L'ASSISTENTE, E LA MORTE DELLA DONNA 77enne.


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Solaro è una località sul promontorio di Sanremo, dove molti preferiscono soggiornare in piena tranquillità. E' per lo stesso motivo  che Gabriel Garko e la sua assistente, avevano scelto di soggiornare nella villetta con piscina, in procinto di iniziare le prove entro domani della preparazione all'Ariston del Festival di Sanremo.
Verso le 8,30/9 del mattino  è avvenuta la tragedia dovuta ad una probabile fuga di gas, per la dimenticanza di una fiamma accesa dov'era posizionato un pentolino che ha visto la morte della proprietaria 77enne .
La donna torinese, madre di un dentista,  conosciuta dai residenti è stata investita dallo spaventoso scoppio di gas e ne è rimasta vittima.
La tragedia poteva essere di ben più gravi dimensioni, perchè in serata erano attesi altri ospiti dell'attore nella villetta.
In stato di shock Gabriel Garko che dormiva al piano terreno e la sua assistente madre di 3 figli, rimasta ferita.
L'attore è uscito dall'ospedale e si dice si sia recato in una clinica.
Da recenti informazioni, sembra che Gabriel abbia tentato di rientrare in casa per aiutare la proprietaria madre di un suo conoscente.
Trauma cranico, uno spavento giustificabile, e si spera in una pronta guarigione con l'apparizione all'Ariston per la festa della musica italiana.
Facciamo gli auguri all'attore, artista ed uomo.
Persona sensibile, riservata, generosa.
Diversamente dall'immagine cinematografica, di uomo forte e tenebroso, Gabriel nasconde un animo gentile, attento alle esigenze delle persone, ed infaticabile alleato dei suoi fans.
Contiamo di vederlo sul palco dell'Ariston per firmare  autografi in maniera instancabile com'è sua consuetudine, senza risparmiarsi.


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martedì 26 gennaio 2016

ABBE LEE MILLER - STAR, COREOGRAFA DELLA TELEVISIONE AMERICANA - "DANCE MOMS"


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La scelta della programmazione televisiva sulle reti italiane è vasta ed invasa da programmi americani. Si passa da "16 anni incinta", "malattie pericolose", "Kleinfeld  Bridal ", "Il Boss delle torte" con il mitico Buddy, "Grasso contro magro", "Quattro matrimoni" fino ad arrivare alla recente scoperta, almeno per noi italiani della signora Abbe Lee Miller.
Coreografa, classe 1966, residente con la sua scuola di ballo all'indirizzo: 7123 Saltsburg Rd, Pittsburgh, PA 15235, Stati Uniti, star di un programma televisivo di ballo per bambine. 
Poche a dir la verità, ma con delle mamme al seguito agguerrite e convinte di avere tra le mani le "Carla Fracci" italiana.
Il programma è iniziato nel luglio del 2011 ed ha portato la coreografa Abbe Lee ad essere una star apprezzata ed autorevole della televisione, dopo aver contribuito a formare ballerini approdati nei vari talent americani.
Ferma, decisa, comprende esattamente cosa vuole dalle sue giovani promesse. Peccato, che le ragazzine non siano completamente libere, essendo a volte dirette dalle "bizze improvvise" delle mamme gelose una dell'altra, e con una forte dose di protagonismo.
Di conseguenza Abbe Lee, si è ritrovata in alcune competizioni pubbliche, ad essere pesantemente contestata dalla mamma di turno, che come dispetto finale ha impedito alla/e sue bambine di danzare.
In fondo le ballerine di Abbe, non desiderano altro che compiacerle, e dimostrare di essere diventate talmente brave da meritarsi un "assolo" durante una competizione pubblica.
Abbe ci tiene a fare bella figura, ed a non perdere credibilità, soprattutto quando le competizioni avvengono nella sua città.
Ma le competizioni di ballo hanno i loro risvolti, a volte imprevisti. Un pavimento troppo scivoloso, un costume di scena "mai indossato", la paura improvvisa di non essere all'altezza, ed il timore delle ragazzine  di "deludere la maestra di ballo".
La gelosia di alcune mamme viene espressa senza alcun ritegno. Additando Abbe di avere delle preferenze, e prediligere una tra le bambine/ragazzine.
Ma la coreografa, conosce perfettamente i meccanismi per introdurre nella gara una sana dose di "spirito competitivo" assegnando posizioni alle ballerine settimanalmente.
Giudicate da Abbe, le ragazzine possono trovarsi dalla prima, all'ultima posizione della graduatoria.



  Una mamma

Risultati immagini per foto abby lee miller Abbe ed alcune delle sue ballerine


Risultati immagini per foto abby lee miller  Abbe e le star del programma






Abbe Lee ci piace. Tra qualche lacrima, urla, tirate di capelli e gara di forza con la mamma "isterica" di turno, condisce grandi e piccini con un tipico "contratto" stipulato presso la sua scuola di danza.
Chi vuole apparire, il contratto da Abbe deve firmare.




domenica 24 gennaio 2016

ANTONIO ALBANESE E CARLO VERDONE - IL TRAILER DI "L'ABBIAMO FATTA GROSSA" AL CINEMA DAL 28 GENNAIO.



Ritroviamo una certa naturalità e verità in Antonio Albanese recitando nel film di Carlo Verdone co-protagonista.

Albanese è così nella vita. Lo incontri, lo fermi e ti risponde nello  stesso modo. Lapidario, secco, conciso.
La trama del film inizia con la storia di un detective (Carlo Verdone) che vive con la zia vedova ed il cliente (Antonio Albanese) si raccontano, si conoscono ed arrivano a farsi confidenze intime.

La verità di un incontro tra i due artisti,  a detta di Albanese, "al 2000 per cento", dov'è nata una coppia comica, ed un'amicizia. Stessi gusti musicali, tranquilli ed amanti degli stessi generi musicali compreso David Sylvian (cantante, musicista e compositore britannico).
Osservano chi li circonda, lievemente malinconici nello stile "Leopardiano", che non sfocia nella depressione, ma aiuta di sicuro a vedere la vita con occhi disincantati.

L'ex professore di Ginnasio di Carlo Verdone, diede all'attore un grande spunto per il monologo in "Grande, grosso e verdone". Un prof. che leggeva Leopardi, senza far capire nulla. Correva declamando "A Silvia" ed agli alunni non arrivava nulla.

E diceva: "Prendete appunti". 

Appunti di chè?

Però, il proff. o la sua figura prontamente trasformata in caricatura è stata importantissima per Carlo Verdone.

Antonio Albanese ospite da Fabio Fazio, intervistato da Giletti si racconta, parlando del fenomeno culinario che ha invaso la tv, descrivendo una fantomatica ricetta descrivendo il lavoro degli chef stellati:

"Vanno a cercare delle ricette includendo prodotti che non troverai neanche girando due pianeti" - tipo !azoto e fagioli".

E declama la ricetta del gabbiano in crosta:

"Gabbiano in crosta con lenticchie alla julienne. Gabbiano sterile dell'aventino, 600 lenticchie, olio andaluso, pistacchi macedoni, "un niente di niente o quasi niente di zucchero grigio", un cucchiaio di sale dell'himalaya che in una ricetta che si rispetti non deve mai mancare.
E conclude con la battuta:

"Il gabbiano è difficile da digerire ma un buon vecchio petardo può aiutare."

E' difficile rimanere seri, scrivendo l'articolo e visionando il trailer di "L'abbiamo fatta grossa".

Il 28 gennaio saremo al cinema, per gustarci la comicità, il crudele realismo di due grandi attori intendi a scardinare tanti luoghi comuni, prendendosi in giro allegramente.

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sabato 23 gennaio 2016

I PROTAGONISTI DEL PROSSIMO FESTIVAL DI SANREMO ED ALCUNI DEI LORO SUCCESSI!





La kermesse musicale di Sanremo si avvicina, ed abbiamo pensato di "rispolverare" alcuni dei successi musicali per presentare ai lettori di tutto mondo che seguono "Staresulpezzo" i mezzi per poterne apprezzare le qualità indiscusse.
Alcune canzoni  le abbiamo sentite cantare dal vivo all'interno del Teatro Ariston, per altre ogni volta che le ascoltiamo siamo percorsi da brividi.
La musica serve a trasmettere emozioni, brividi, a smuovere  coscienze intorpidite, o semplicemente arrivare al cuore.
Non vi diciamo quali siano. Ognuno di noi ha una sensibilità specifica. Crediamo riuscirete a trovare nella musica o nei testi, un momento di leggerezza.


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LORENZO FRAGOLA  - Siamo uguali -




PATTY PRAVO

"E dimmi che non vuoi morire"




VALERIO SCANU -  "Per tutte le volte che.."

Vincitore del Sanremo 2010







NOEMI e Fiorella Mannoia - L'Amore si Odia -








FRANCESCA MICHIELIN - "L'amore non esiste"





Enrico Ruggeri ha vinto Sanremo nel 1987 con "Si Può dare di più" cantata con Gianni Morandi ed Umberto Tozzi
Ha nuovamente  vinto Sanremo nel 1993 con il singolo "Mistero" 

ENRICO RUGGERI  "Il portiere di notte".




DOLCENERA    "Mai più noi due"




Al momento una giuria di esperti ha provato a dare una valutazione ad ogni singola canzone di ogni artista. Noi non vogliamo riportarla volutamente per non influenzare i gusti del pubblico. E soprattutto perchè non le abbiamo ascoltate. 
Speriamo vinca un testo scritto a regola d'arte, ed un arrangiamento all'altezza della situazione.


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venerdì 22 gennaio 2016

ELTON JOHN A SANREMO 2016! CARLO CONTI SI PREPARA A FARE GLI ONORI DI CASA!

Elton John, ritorno a Sanremo: non saliva sul palco dell'Ariston dal 1994

Chi pensava ad un cast di presenze nazionali concluso, sarà rimasto a bocca spalancata.
Elton John sarà presente sul palco dell'Ariston del Festival di Sanremo per presentare il suo nuovo singolo:  “Blue wonderful”,

Un ritorno di Elton John alle origini ed a quando un giovane artista negli anni '70 scriveva canzoni per sua stessa ammissione:

"Tutto è stato fatto alla stessa maniera di Yellow Brick Road o Honky Chateau, quando scrivevo la canzone al mattino, poi arrivava la band per imparare gli accordi, provavamo un paio di volte ed eravamo pronti”, spiega Elton.

"Questo è un disco rock'n'roll"

 "Volevo un disco dove si sentisse la chitarra, qualcosa di gioioso, qualcosa che si può suonare nei palazzetti. Non credo di aver mai fatto un album così divertente  ed energico! Spacca! Con questo album sono tornato ad essere l’Elton degli anni ’70. Sono ad un punto della mia vita in cui tutto sta' trovando il suo posto. Sono veramente felice! E, naturalmente, tutto questo è riflesso nello spirito di questo album".

Se Elton è convinto che il suo disco "spaccherà", figuriamoci la gioia per Carlo Conti a Sanremo.

Vedere un suo concerto è pura energia vibrante, ritmo, sound, e spettacolo assicurato.

Dopo Elton, Carlo Conti ci riserverà altre sorprese?


ROSARIA LOPEZ E DONATELLA COLASANTI - LA RICOSTRUZIONE DEL MASSACRO DEL CIRCEO (ROMA) DI "CHI L'HA VISTO".




Rosaria Lopez e Donatella Colasanti  due ragazze di 17 e 19 anni, nel lontano 1975 furono avvicinate per loro disgrazia da tre giovani: Gianni Guido, Angelo Izzo ed Andrea Ghira gravitanti negli ambienti neofascisti della capitale, furono rapite e seviziate per 36 ore. 
Rosaria Lopez di 19 anni all'epoca, venne uccisa nella vasca da bagno dopo ripetuti tentativi di sopprimerla con una spranga e stessa sorte sembra seguire l'amica Donatella Colasanti che fingendosi morta riesce ad ingannare i suoi aguzzini.
I corpi delle due donne vengono prelevati dalla villa al Circeo di Ghira ed introdotti nel bagagliaio della 127 di proprietà di Gianni Guido, dopo averle avvolte in sacchi di plastica.
Prima di sbarazzarsi dei corpi delle due ragazze, parcheggiano  l'auto in prossimità dell'abitazione dello stesso Guido e si allontanano per andare a mangiare una pizza, come se nulla fosse accaduto.
Ma Donatella Colasanti, tramortita e ferita, ancora viva, comincia a gemere, richiamando per sua fortuna l'attenzione di un vigile notturno che apre il bagagliaio dell'auto e la salva.
Gianni Guido viene subito arrestato, in apparente stato di confusione mentale. Angelo Izzo poco dopo, Andrea Ghira riesce invece a fuggire. Non sara'   mai catturato.
Il processo si svolge nel luglio del 1976 e i giudici non concedono alcuna attenuante ai tre imputati, che vengono condannati in prima istanza al carcere a vita per omicidio pluriaggravato.
Nel gennaio del 1977 Gianni Guido e Angelo Izzo cercano di evadere dal carcere di Latina, dove erano detenuti, prendendo in ostaggio una guardia carceraria. Il tentativo fallisce.


Rosaria Lopez


Al processo d'appello, il 28 ottobre 1980, i familiari della giovane uccisa, accettano il risarcimento offerto dalla famiglia Guido e questo - assieme al presunto pentimento dell'omicida - induce la Corte a ridurgli la pena a 30 anni di reclusione. 
    

Due dei tre giovani sono stati condannati all'ergastolo, dopo varie peripezie. Mentre di Andrea Ghira non si è avuta nessuna notizia fino a poco tempo fa.
Riassumendo, immaginate due giovani ed ingenue ragazze, di buona famiglia, che si sentono lusingate nell' essere invitate ad una festa da 3 giovani "apparentemente normali"
Di normale nei 3 giovani, si è riscontrato successivamente , non v'era proprio nulla.
La violenza sessuale, ripetuta, reiterata, presuppone l'impossibilità per i 3 di riuscire ad avvicinare una donna ed iniziare una relazione normale.
Bisognerebbe analizzare per quale motivo, tre ragazzi a cui apparentemente non mancava nulla, arrivarono a rapire, violentare, sprangare, alla fine  uccidere due giovani innocenti.
Possibile che in famiglia non abbiano manifestato segnali di squilibrio, d'insofferenza, e repressioni di qualsiasi natura?
Non ci crediamo.
I genitori sapevano.
I genitori consapevoli, che qualcosa non andasse nel verso giusto, non sono intervenuti in tempo per bloccare non una "marachella", ma una mattanza umana.
Ed il motivo per cui ne siamo convinti, è suffragato dalla scomparsa di Andrea Ghira, addirittura nella Legione Straniera.
Chi, se non i  familiari lo hanno coperto?
Ora, tutta l'opinione pubblica italiana si stringe attorno ai familiari di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti.



Non importa molto, se le ragazze non potranno vedere la risoluzione del caso. Ci sono i parenti, i fratelli, che vogliono sapere se le 3 ossa ritrovate, riconducibili ad Andrea Ghira, siano effettivamente sue, o di un parente prossimo.
Le famiglie hanno il diritto di sapere, se qualcuno, oltre a coprire, è stato complice della della latitanza ultra trentennale di uno dei mostri del Circeo.
I tre mostri, ci hanno rimandato le visioni indelebili di 2 corpi femminili ritrovati per puro caso nel bagagliaio di un auto.
Paolo Ghira (fratello di Andrea GHIRA), e la madre, probabilmente hanno coperto la latitanza del familiare Andrea Ghira. La madre del criminale ammette che il figlio è morto da legionario in spagna.
Andrea Ghira avrebbe cambiato il suo nome in Massimo Testa. Queste sono le informazioni attuali.
I familiari delle vittime, vogliono essere certi, che realmente Ghira, sia il legionario morto, vogliono verificare se la lunghezza del femore e le poche ossa ritrovate siano realmente dell'assassino.
Perchè, i dubbi sono diversi, e non corrisponderebbero al momento i dati dell'altezza. Ci sarebbero 11 centimetri di differenza.
E poi, Donatella Colasanti ai familiari aveva manifestato, prima di morire di cancro i suoi dubbi sul ritrovamento del carnefice.
Andrea Ghira è morto, oppure vive sotto mentite spoglie.
Aspettiamo il risultati del Dna.
Al momento l'autopsia del medico legale parla di overdose. Il cadavere è stato  riesumato e con i potenti mezzi scientifici, sicuramente si arriverà ad una certezza.
 Si cerca una risposta per dare un senso al terribile eccidio, all'atto inconsulto, in cui sono state coinvolte le due brave ragazze.
La procura di Roma ha affidato ad un genetista ed un medico legale il difficile compito di riesumare la salma e prelevare il Dna del cadavere, per cercare di dare le risposte a domande particolari: di chi sono le ossa troppo lunghe, perchè il colore degli occhi è diverso, perchè la lapide del legionario è stata cambiata, perchè troppi errori dei dati di nascita e morte?
Una cosa è certa, fra due settimane si scoprirà il mistero. Le ossa riesumate di Massimo Testa corrisponderanno al latitante Andrea Ghira?
La presenza di ragionevoli dubbi la dà il genetisca, consulente medico, professando incertezze insorte grazie alle tecniche evolute. Oggi è possibile raggiungere certezze, per chiudere definitivamente il caso.
Donatella Colasanti la vittima, interpellata ai tempi, avanzò l'ipotesi di una messinscena da parte dei parenti della vittima.
La signora Cecilia, madre di Andrea Ghira, viene esortata durante la trasmissione "Chi l'ha visto" a raccontare la verità, dai parenti delle vittime.


Di certo, Federica Sciarelli, conduttrice, condottiera di una trasmissione che ha permesso ritrovamenti, riaperture di casi, ed i suoi collaboratori non si arrenderanno di fronte ad esili indizi.
E questa volta, neppure noi!
Vogliamo sapere, se i resti delle ossa, ritrovati nel cimitero spagnolo di Melilla, siano di uno dei tre mostri. In caso contrario, lo si cercherà con determinazione fino ad assicurarlo alla giustizia italiana.

 
Donatella Colasanti in ospedale










mercoledì 20 gennaio 2016

"ETTORE SCOLA. REGISTA, SCENEGGIATORE, VIGNETTISTA. IL "MAESTRO" ITALIANO" CANDIDATO 4 VOLTE ALL'OSCAR" WWW.STARESULPEZZO.BLOGSPOT.IT






Ci ha lasciato uno tra i più grandi registi italiani, disegnatore, scrittore, autore televisivo per la Rai.

"Il Sorpasso" e " Se permettete parliamo di donne" (del lontano 1964) sono solo alcuni dei suoi capolavori.
Ha diretto  Monica Vitti in "C'eravamo tanto amati" e  Vittorio Gassman in "Brutti sporchi e cattivi" arrivando ad " Una giornata particolare" e  "La terrazza"
Nel 2013 torna con il film su Federico Fellini, amico di condivisioni, passioni, impulsi, desideri e sogni.
Ettore Scola è stato per la famiglia Tognazzi  un cardine,  ha dato fiducia con "il Commissario Pepe" ad un giovane Ugo Tognazzi il comico che si evolse. (dichiarazione del figlio Ricky)
Tognazzi e Scola si volevano bene e si stimavano. 
Uomo pacato, aveva capito forse come pochi, l'artista Ugo Tognazzi.
Poi è stata la volta di Nino Manfredi ad essere diretto da Ettore Scola. Artisti che rimarranno nella storia del cinema. 
Nino Manfredi e  Tognazzi, attori puri,  non si resero conto che con le loro partecipazioni nei film di Scola sarebbero diventati grandi. Forse sono state partecipazioni inconsapevoli e per questo preziose.
La bravura di Scola è stata quella di usare linguaggi diversi, raccontando commedie umane senza avere la presunzione, perchè non era una caratteristica a lui consona. 
Un uomo semplice, detestava la retorica, consapevole di rappresentare un capitolo importante nella storia del cinema, pur non avendo l'ambizione di un presenzialista e per questo motivo disertava eventi commemorativi.
Coniò una sua definizione dell'attore suddivisa in 3 momenti della sua vita:
1) Giovane promessa 2) attore consolidato 3)trombone insopportabile.
Vittorio Gassman,Stefania Sandrelli e Ricky Tognazzi impersonando  "Paolino" figlio di Stefania Sandrelli resero unica   "Nella Famiglia".
Più volte Ettore Scola fu presente nella famiglia Tognazzi, prima con Ugo, e poi con Ricky .
Con Capitan Fracassa, Scola invita Ricky Tognazzi chiedendogli a bruciapelo " cosa voleva fare della sua vita". Aveva un regalo da fargli.
Gli raccontò del progetto per "Rai 2"  dov'era alla ricerca di  6 giovani registi. 
Uno di questi era Ricky Tognazzi
Fu determinante nella carriera del giovane e riconoscente Ricky Tognazzi che vide decollare una  carriera straordinaria, segnata dall' enorme gratitudine al "Maestro Ettore Scola".
Da "Un americano a Roma" al "Sorpasso", il regista introduce la disincantata battuta pur non essendo romano.
Attraversa  l'anima dei personaggi,  arrivando  a "C'eravamo tanto amati" ritratto del dopo guerra di una generazione a lui caro,  e percorre 30 anni di generazione.
la descrizione del cambiamento della società italiana arriva con "La terrazza" giungendo al tanto sospirato  progresso con la realizzazione de  "La famiglia".
La sensibilità drammatica ed eroica si riscontra nella pellicola  "Che ora è".
Regista appassionato, sceneggiatore, talento dell'ispirazione, artigiano del cinema. Sapeva fare tutto e non aveva paura di parlare delle controverse figure umane con un occhio sempre rivolto ed attento al suo pubblico.
Ha raccontato i difetti, i tick, ed i mutamenti del  costume degli italiani.
Un grande italiano: Castellitto, Verdone e Ricky gli riconoscono la statura di "Maestro", con una vocazione all'insegnamento, un compagno di banco che amava i giovani ed aveva aperto una scuola, un'officina di scrittura che permise a  far debuttare un sacco di artisti.
Ascoltava e disegnava, faceva caricature, vignette, non amava mettersi in mostra.
Il mercoledì sera cenava a Roma, e parlava di cinema, presente sua moglie Gigliola che giocava a carte con la proprietaria del ristorante, mentre Ettore Scola, mangiando un piatto di pasta scotta, ideava i nuovi personaggi dei suoi film.
Ettore Scola, grande amico, immortale, "amico del cinema". A detta  della signora Flora proprietaria della trattoria dove il regista sostava durante la settimana. E dove nacque la famosa battuta utilizzata in un film "una mezza porzione abbondante".
Ettore Scola amato dai francesi, sempre presente a Cannes.
Ci ha lasciato in silenzio com'era nel suo stile schivo e riservato.
Nominato agli Oscar per 4 volte, capì che era inutile presentarsi alle commemorazioni sostenendo: "non ci vado, tanto non me lo danno".  L'Oscar non lo ha mai vinto, ma ha realizzato film memorabili dirigendo attori agli esordi, diventati i protagonisti assoluti del cinema italiano.
Non ha solo dipinto scenari di vita, ma ha contribuito a far decollare carriere che rimarranno nel firmamento e nelle cineteche di tutto il mondo.




                                                          La Terrazza


Che Ora è

La Famiglia - La familia -

Una giornata particolare


                                                     La famille


Permetteteci una licenza poetica, un grande film, si ascolta e visiona in italiano, francese e spagnolo. Un regalo!

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