martedì 4 marzo 2014

ELISABETTA CANALIS E BRIAN PERRY! QUESTA E' LA VOLTA BUONA!

Canalis e Brian Perri complici in sala. Foto LaPresse

Questa volta, a detta di Elisabetta Canalis, sembra la volta buona.
Belen Rodríguez definisce l'amica Elisabetta "L'eterna ragazzina", e ben venga.
Dopo la relazione chiacchierata con George, ed i vari flirt che non hanno raggiunto i 3 mesi, sembra che ora, i due protagonisti siano innamorati realmente, tanto da far dire al Ely, "questa è la volta buona".
Reduce dalla partecipazione a Zelig, insieme a Katia Follesa, è stata vista girare per Milano con il fidanzato conducendo una vita molto easy, da coppia molto normale.
Ely la potevi incontrare a lavare l'autovettura, e se la fermavi per due chiacchiere era sempre pronta per i suoi fans.
Ora, in giro si vede poco, o la si becca nei pochi momenti in cui torna in Italia, per brevi lavori e per tornare a casa sua.
Brian Perry l'ha già portato in famiglia in Sardegna, ed ogni volta che vengono fotografati, riportano l'immagine di due innamorati.
Questa volta: Ely si sposa!
Speriamo che il matrimonio sia a Milano, noi di "Stare sul pezzo" saremo in prima fila.
p.s. Invito permettendo

FIORELLO! INVESTE PEDONE, OGGI NOTIZIE SULLE CONDIZIONI DEI 2 PROTAGONISTI.

Le notizie pervenute nei giorni scorsi, riguardo all'incidente provocato da Fiorello erano piuttosto incerte.
Oggi, finalmente la notizia si può ampliamente raccontare. E' noto ai fans del grande mattatore che oltre ad amare la fiat 500, Fiorello si sposta in scooter.
Sia per sgusciare in fretta, dai vari fans, e sia perché probabilmente è un mezzo che gli permette di attraversare la città, spesso intasata.
Sembra che Fiorello sopraggiungesse nel momento in cui una macchina si era fermata per far attraversare un pedone sulle strisce, e lui arrivando ha investito l'uomo.
L'incidente è avvenuto sulla via Camilluccia a Roma, e Fiorello ha investito un uomo di 73 anni Mario Bartolozzi, alle nove del mattino.
Sia Fiorello, che la sua famiglia, si sono prontamente occupati, e restano in contatto con la figlia dell'investito, che al momento del fattaccio si recava ad una seduta riabilitativa.
L'uomo dovrà essere operato alla spalla,  Ha una frattura bilaterale a tibia e perone e la frattura del bacino. Mentre Fiorello, ha un tauma cranico da tenere sotto controllo ed è uscito dalla terapia intensiva. Gli sono stati applicati una ventina di punti in testa. Vi lascio immaginare la grossa perdita di sangue.
Al Policlinico Gemelli gli è stato diagnosticato un pluritrauma, ma non è in pericolo di vita.
Di certo, Fiorello ed il Signor Mario Bartolozzi sono assistiti in un'ottima struttura, dov'è presente anche il medico del Papa.
Vogliamo augurare al Signor Bartolozzi ed all'amato Fiorello, una pronta guarigione, ed una riabilitazione il più breve possibile.
Di certo, e lasciateci fare una battuta, Fiorello ero sulla bocca di tutti, per la sua candidatura alla conduzione del prossimo Sanremo.
Lui, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, dove assicura che mai e poi mai condurrà il Festival tanto meno con il fratello. Essendo molto ansioso e con un carattere totalmente all'opposto di Fabio Fazio, non solo si romperebbe di noia dopo 5 minuti, ma non riuscirebbe ad avere la tranquillità che l'evento mondano richiede.
Sanremo, o non Sanremo, "Fiore", guarisci presto.
 

fiorello moto scooter casco 480 LP                                                                                  
                                                                   
 

lunedì 3 marzo 2014

Uno sguardo alle ultime sfilate di Parigi, New York, Milano. Haute couture Primavera/Estate 2014

La moda deve poter far sognare una donna, almeno una volta ognuna di noi deve poter sertirsi una regina, la più bella, la più invidiata, una principessa.Sicuramente, l'Haute Couture non è per la donna di tutti i giorni, ma regala a chi guarda colori, emozioni e stoffe pregiate.Stasera ho scelto solo alcuni degli abiti rappresentativi di Ralph & Russo, Stephane Rolland,Zuhair Murad ed  Elie Saab.


Ralph e Russo HC RS14 0773  Ralph  & Russo


Ralph e Russo HC RS14 0755

Ralph e Russo HC RS14 0494

Ralph e Russo HC RS14 0560

Ralph e Russo HC RS14 0815

                         
Murad HC RS14 0613     Zuhair Murad - Parigi -

Murad HC RS14 0631

Murad HC RS14 0897

Murad HC RS14 1022

Rolland HC RS14 0017  Stephane Rolland - Parigi
Rolland HC RS14 0046


Rolland HC RS14 0054

Rolland HC RS14 0363

Elie Saab HC RS14 5277  Elie Saab - Parigi

Elie Saab HC RS14 5439

Elie Saab HC RS14 5564

Elie Saab HC RS14 5611

Se voleste approfondire la visione della collezione di ogni singolo stilista, troverete senz'altro abiti meno impegnativi, portabili non solo di sera, comunque molto preziosi. La Moda a questi livelli non può permettersi di scendere sotto un certo "targhet". Colori unici, voile, ricami, trasparenze mai troppo ostentate, capi ideati per abbellire il corpo di qualsiasi donna.

DOPO 15 ANNI, PAOLO SORRENTINO RIPORTA L'OSCAR IN ITALIA. GLI AMERICANI LO PARAGONANO A FELLINI.



Dadina, ieri nell'intervista da Massimo Giletti, aveva detto una frase che ho fatto finta di non sentire, ma oggi posso ripeterla " Vai Paolo, prendi l'Oscar e portacelo in Italia".
Detto, fatto, Oscar per il Miglior Cinema Straniero a "La Grande Bellezza".
Domani sera, Canale 5 trasmetterà direttamente dalle sale cinematografiche il film di Sorrentino.
Per l'Italia è un grande trionfo, dopo quindici anni, Hollywood ci conferma che il nostro cinema non solo non è morto, ma che a volte osare, e non allinearsi alle masse, riesce a riservare molte sorprese.
"La grande bellezza" ha trionfato su film come "Il sospetto" ed "Alabama Monroe".
L'auspicio favorevole si era intuito fin dalle prime apparizioni americane, ed ai premi che si sono susseguiti nel frattempo, e soprattutto la differenza l'ha fatta Tony Servillo.
Attore scanzonato, istrionico, e caratterista.
Il film, lo vedremo domani sera, e potremo giudicare l'operato di grandi artisti come Sabrina Ferilli e Carlo Verdone. Attori coraggiosi che hanno saputo restare nell'ombra, capendo quale momento stavano vivendo. Il gruppo artistico, ha fatto la differenza, come un tassello dietro l'altro, con la propria professionalità e generosità, hanno permesso a Sorrentino di raggiungere la vetta più alta.

I ringraziamenti. Visibilmente commosso, Sorrentino ha ritirato il premio dicendo in inglese: “Okay, ringrazio l’Academy, Toni (Servillo, n.d.r.), Nicola (Giuliano, il produttore), gli altri produttori, la troupe. E le mie fonti di ispirazione: Fellini, i Talnkin Heads, Scorsese e Maradona”.

Il regista ha poi ringraziato Roma, la città cui il film è dedicato, e Napoli dov’è nato 43 anni fa ma anche “le mie personali grandi bellezze: Daniela, Anna e Carlo”, cioè la moglie e i figli, e i suoceri.

Erano quindici anni che l’Italia non vinceva l’Oscar: l’ultimo, nel 1999, è andato a “La vita è bella” di Benigni, che di statuette ne prese addirittura tre. Ed era dal 2006 , l’anno di “La bestia nel cuore”, che un film italiano non entrava in finale.

L’urlo italiano. La notizia della vittoria di Sorrentino è stata accolta da un urlo di gioia da parte della comunità italiana in trasferta a Los Angeles e riunita nella casa del console Giuseppe Perrone per seguire la diretta tv. In sala con il regista, nel Dolby Theatre, c’erano Servillo , lo sceneggiatore Umberto Contarello, e i produttori Giuliano, Cima, Prestieri, Giampaolo Letta di Medusa. A casa del console hanno aspettato il verdetto, incollati alla tv, i figli del regista e quelli di Servillo. E gli altri che hanno contribuito al successo della “Grande bellezza”: l’attrice Anita Kravos, il musicista Lele Marchitelli, Mario Spedaletti di Medusa, il coproduttore per la Francia Fabio Conversi, amici come Jasmine Trinca e Nastassja Kinski.

Il miglior film. Il miglior film dell’86mo Oscar è “12 anni schiavo”, com’era ampiamente previsto. La cruda epopea sullo schiavismo, diretta da Steve Mc Queen, ha incantato i giurati dell’Academy . Il film aveva nove candidature, ha vinto tre statuette. A ringraziare sono stati il produttore Brad Pitt e il regista che ha raccontato la storia vera di Solmon Northrup, un uomo di colore ingiustamente ridotto in schiavitù nell’Ottocento. “Il messaggio che ci lascia è che non solo si ha il diritto di sopravvivere ma di vivere”, ha detto il regista, che ha dedicato il premio a quelli che hanno sofferto e cnora soffrono per la mancanza della libertà.

Gli altri premi. Premiato come miglior attore Matthew McConaughey che in “Dallas Buyers Club” fa il malato di Aids, dimagrito di 22 chili. La migliore attrice è Cate Blanchett per il ruolo della fragile e nevrotica “Blue Jasmine”: Cate ha reso omaggio alle colleghe sconfitte.

Alfonso Cuaròn ha vinto l’Oscar per la regia di “Gravity e ha dedicato il premio ai colleghi messicani Inarritu e Del Toro e alla moglie seduta in platea. La migliore attrice non protagonista è Lupita Nyong’o che in “12 anni schiavo” interpreta la schiava frustata, il miglior attore non protagonista è Jared Leto, il travestito di “Dallas Buyers Club”.

I grandi sconfitti. Il vero sconfitto di questa edizione è“American Hustle”: aveva dieci candidature ma è rimasto a bocca asciutta. Niente anche per “Il lupo di Wall Street”, in finale con cinque nomination. Battuto anche Bono con la canzone “Ordinary Love” scritta per il film su Mandela: i giurati dell’Academy hanno preferito il brano di “Frozen”.

La cerimonia. Battute, risate, gag e un ritmo più movimentato del solito hanno caratterizzato la lunga cerimonia condotta da Ellen De Generes e trasmessa in diretta in 225 Paesi. La presentatrice ha distribuito delle pizze alle star sedute in platea, ha fatto la questua, si è travestita da fata e ha scattato un “selfie” collettivo insieme con Meryl Streep, Julia Roberts e Jennifer Lawrence. A consegnare i premi si sono avvicendati sul palco Charlize Theron, Harrison Ford, Robert De Niro, Penelope Cruz, Zac Efron, Kim Novak, Ewan McGregor, Anne Hataway, Whoopie Goldberg, John Travolta, Jennifer Biels, Daniel Day-Lewis (l’unico attore che abbia vinto tre Oscar), un commosso e commovente Sidney Poitier.

Le coppie. Ammiratissimi Brad Pitt e Angelina Jolie che in platea si sono scambiati un bacio. Erano accompagnati dalle rispettive mamme due tra i divi più applauditi della serata: Jared Leto e Leonardo Di Caprio.

Le feste. Dopo la cerimonia, vincitori e vinti hanno partecipato al Ballo dei Governatori, la festa ufficiale dell’Academy, organizzata sul tetto del Dolby Theatre, gustando il menu dello chef Wolfgang Puck. E subito dopo sono corsi al party di Vanity Fair al Sunset Plaza, la festa più esclusiva della notte di Hollywood.

Social Oscar. Il “selfie” di Ellen DeGeneres con le dive ha già un primato: è stato il più ritwittato della storia: in un’ora 1.017.867 volte.

TUTTI I PREMI DELLA SERATA

Miglior film Vince 12 anni schiavo, la pellicola che racconta la drammatica vicenda della schivitù nel sud degli Stati Uniti. E' Brad Pitt a rigraziare l'Academy dal palco, che poi passa la parola al regista Steve McQueen.

Non protagonista La prima statuetta della serata è andata a Jared Leto, miglior attore non protagonista per il film Dallas Buyers Club. Dal palco la dedica per la mamma e il fratello. Due parole anche per l'Ucraina e il Venezuela: «State lottando per la libertà e noi vi pensiamo da qui».

Miglior regia Vince il messicano Alfonso Cuaron con il suo Gravity: «Anche fare un film può essere un'esperienza che ci trasforma. La cosa brutta è che per molti ha signifacato saggezza, per me invece solo i capelli grigi». Poi l'omaggio a Sandra Bullock: «Tu sei Gravity».

Miglior attrice protagonista Vince Cate Blanchett per Blue Jasmine. Quando sale sul palco saluta le sue avversarie sconfitte e il suo regista Woody Allen, ricordato dalla sala con un timido applauso.«I film con le donne al centro non sono di nicchia, ma fanno guadagnare».

Miglior attore protagonista Oscar per miglior attore protagonista a Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club.

Miglior costume Il secondo premio della serata è assegnato al film con i migliori costumi, vince Catherine Martin per Il grande Gatsby.

Miglior attrice non protagonista Vince un'esordiente, la più attesa: Lupita Nyong'o per 12 anni schiavo: «Non pensavo che questa gioia potesse essere legata al dolore di qualcun altro».

Miglior trucco Uno dei film più attesi è Dallas Buyers Club che prende un'altra statuetta per il miglior trucco è per merito di Adruitha Lee e Robin Mathews.

Miglior cartone animato Dopo aver vinto al botteghino Frozen trionfa anche nella notte degli Oscar, diventando il miglior film d'animazione del 2014.

Miglior corto d'animazione «Mr. Hublot» di Laurent Witz e Alexandre Espigares ha vinto l'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione.

Migliori effetti speciali Come previsto Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk e Neil Corbould hanno vinto l'Oscar per i migliori effetti speciali in «Gravity».

Miglior cortometraggio Vince Helium» di Anders Walter e Kim Magnusson ha vinto l'Oscar come miglior cortometraggio.

Miglior corto documentario The Lady in Number 6: Music Saved My Life di Malcolm Clarke e Nicholas Reed ha vinto l'Oscar come miglior cortometraggio documentario.

Miglior documentario «20 Feet from Stardom» di Morgan Neville, Gil Friesen e Caitrin Rogers vince l'Oscar come miglior film documentario.

Miglior montaggio sonoro Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro hanno vinto l'Oscar per il montaggio sonoro di «Gravity».

Miglior fotografia Emmanuel Lubezki vince l'Oscar per la miglior fotografia in «Gravity» di Cuaròn.

Miglior montaggio Ad Alfonso Cuaron e Mark Sanger va l'Oscar per il montaggio per Gravity.

Migliori scenografie Catherine Martin e Beverley Dunn hanno vinto l'Oscar per le migliori scenografie del film «Il Grande Gatsby».

Colonna sonora Il premio per la migliore musica originale va a Gravity.

Canzone dei cartoni Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez hanno vinto l'Oscar per la miglior canzone originale, Let It go, nel film d'animazione «Frozen». Battuti gli U2, in corsa con Ordinary Love, e Pharrel Williams, in lizza con Happy.

domenica 2 marzo 2014

DADINA, OSPITE DI GILETTI, IN ATTESA DEL RESPONSO DEGLI OSCAR!

Giovanna Vignola

Oggi, domenica 2 marzo nella trasmissione di Massimo Giletti, abbiamo conosciuto Dadina. Un personaggio minore del Film "La grande bellezza" di Sorrentino candidato agli Oscar.
Un film, snobbato nelle programmazioni italiane, ma amato dagli americani, tanto da spingerlo nelle posizioni più elevate.
Paolo Sorrentino non ci ha messo molto a scegliere Dadina, e si capisce il perché.
Donna decisa, solare, elegante, con un'ampia capacità comunicativa e reattiva, ha mantenuto durante la trasmissione una compostezza invidiabile. Unica presenza non attrice protagonista.
Giovanna, in arte Dadina, è una donna forte che ha saputo dominare le sue paure.
Paolo Sorrentino, sicuramente pensando in "primis" al suo film, le ha dato la visibilità di cui probabilmente non aveva un gran bisogno.
Spero che l'associazione di cui ha potuto parlare pochissimo in trasmissione, possa ricevere indirettamente dei benefici.

 

TRAMA

Sullo sfondo di una Roma bella e indifferente sfilano dame dell'alta società, parvenu, politici, criminali d'alto bordo, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti intenti a tessere trame di rapporti inconsistenti, fagocitati in una babilonia disperata che si agita nei palazzi antichi, le ville sterminate, le terrazze più belle della città. Ad osservarli c'è Jep Gambardella, 65enne scrittore e giornalista, dolente e disincantato testimone di questa sfilata di un'umanità vacua e disfatta, potente e deprimente...

SILVIO BERLUSCONI LICENZIA LA SUA SEGRETARIA STORICA "MARINELLA BRAMBILLA"

Marinella Brambilla: via la segretaria storica di Berlusconi





La segretaria storica di Silvio Berlusconi, una donna discreta, nell'ombra, riservata, mai rilasciata un'intervista, lei che ha visto l'ascesa dell'uomo di spettacolo ed il politico, viene licenziata.
La morale? Una donna come le altre.
Una donna che è servita nel posto di lavoro, fino a quando faceva orari impossibili, sempre disponibile, un matrimonio fallito.
E' difficile gestire un rapporto d'amore, senza poter vivere la quotidianità, e la normalità di qualsiasi famiglia.
La valigia sempre pronta, per l'uomo a cui ha dato 30 anni della sua vita.
Sicuramente non è stato un rapporto sbilanciato del tutto, perché tutto si può dire di Silvio Berlusconi, tranne che sia un uomo avaro.
Però, fa discutere, il licenziamento avvenuto quasi in contemporanea con la nuova vita affettiva di Marinella.
Si risposa nel 2010, con Luca Pandolfi di 42 anni,  un collaboratore della sicurezza di Silvio Berlusconi, al matrimonio forse per non incrociarsi, il leader politico non interviene, c'è la moglie Veronica Lario e le figlie con i nipoti, da cui lui sta cercando di divorziare.
Pochi l'avranno letto, ma a 50 anni Marinella aspetta il suo primo bambino, e resta a fare la mamma per 2 anni.
Al rientro?
Inevitabile! Cosa dicono le statistiche italiane? Il 50% delle donne che hanno figli, al rientro non trovano più il posto di lavoro.
Figuriamoci il posto di Marinella Brambilla, che sarà stato ambito, e soprattutto, vista la sua posizione, in diversi avranno tentato di allontanare la donna dall'uomo politico.
Lei, il filtro silenzioso, era un ostacolo o probabilmente aveva fatto il suo tempo.
Mi piacerebbe avere una smentita da Marinella Brambilla, ma non credo mi arriverà, visto che per tre mesi è rientrata al lavoro, prima di subire il licenziamento.
Ricordiamo che Marinella, appena diplomata, era diventata la segretaria di Berlusconi, grazie alla madre domestica della famiglia.
E, Silvio Berlusconi è sempre stato attento ad aiutare chi gli sta attorno.

AIUTIAMO LE ASSOCIAZIONI COME "ARCHE'", IL NOSTRO CONTRIBUTO NON SARA' VANO!

Quando posso, ne vengo a conoscenza, o mi contattano segnalandomi l'evento, tendo a comprare nelle associazioni che si preoccupano di dare un aiuto, un futuro, una speranza a "chi" è meno fortunato di noi.
Viviamo nelle nostre case, pensando che tutti abbiano una casa. Case riscaldate. Pensando che tutti abbiano il riscaldamento.
Diamo per scontate tutto. E spesso desideriamo cose che non sono del tutto necessarie.
L'associazione "Archè" si preoccupa di accudire donne di ogni parte del mondo, e con ogni tipo di problematica alle spalle.
Donne, spesso sole che non sanno a chi rivolgersi.
Lino Latella è il responsabile di Archè, una Onlus milanese che dal 1991 accoglie mamme in difficoltà.
Al momento, l'associazione ospita 10 donne di sette nazionalità diverse e 13 bambini.
Le donne arrivano ad Archè dopo un decreto del Tribunale ed hanno tutte alle spalle situazioni molto critiche, come la droga, la violenza, e maltrattamenti fisici e psicologici.
Diane e Valeria, sono solo 2 dei nomi di donne a cui pensare, quando a volte, si perde la fiducia, si pensa che tutto sia vano, o che non esistano situazioni e persone che possano aiutare nei disagi personali, altri esseri umani come noi.
Donne, che hanno avuto la sfortuna di incontrare sul loro cammino, l'uomo sbagliato, violento, drogato, irresponsabile, con cui hanno anche creato dei bambini.
Donne che hanno sbagliato,  hanno intrapreso un percorso inimmaginabile, ma che hanno la voglia, grazie all'aiuto ricevuto, di riprendersi la propria vita.
Il tutto, grazie ad associazioni meritevoli.
Avendo letto l'articolo su Vanity Fair, dove sono descritte le storie di alcune donne, mi sono sentita orgogliosa, se anche di tanto in tanto, nel contribuire con i miei piccoli acquisti al bene di altri esseri umani non troppo distanti da me.
In fondo, se non ci guardiamo intorno, e rimaniamo indifferenti, non diventeremo mai esseri migliori.

Riporto di seguito, quanto estratto dal sito di "Archè", per chi volesse conoscere, aiutare, o semplicemente informarsi.

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