lunedì 3 marzo 2014

DOPO 15 ANNI, PAOLO SORRENTINO RIPORTA L'OSCAR IN ITALIA. GLI AMERICANI LO PARAGONANO A FELLINI.



Dadina, ieri nell'intervista da Massimo Giletti, aveva detto una frase che ho fatto finta di non sentire, ma oggi posso ripeterla " Vai Paolo, prendi l'Oscar e portacelo in Italia".
Detto, fatto, Oscar per il Miglior Cinema Straniero a "La Grande Bellezza".
Domani sera, Canale 5 trasmetterà direttamente dalle sale cinematografiche il film di Sorrentino.
Per l'Italia è un grande trionfo, dopo quindici anni, Hollywood ci conferma che il nostro cinema non solo non è morto, ma che a volte osare, e non allinearsi alle masse, riesce a riservare molte sorprese.
"La grande bellezza" ha trionfato su film come "Il sospetto" ed "Alabama Monroe".
L'auspicio favorevole si era intuito fin dalle prime apparizioni americane, ed ai premi che si sono susseguiti nel frattempo, e soprattutto la differenza l'ha fatta Tony Servillo.
Attore scanzonato, istrionico, e caratterista.
Il film, lo vedremo domani sera, e potremo giudicare l'operato di grandi artisti come Sabrina Ferilli e Carlo Verdone. Attori coraggiosi che hanno saputo restare nell'ombra, capendo quale momento stavano vivendo. Il gruppo artistico, ha fatto la differenza, come un tassello dietro l'altro, con la propria professionalità e generosità, hanno permesso a Sorrentino di raggiungere la vetta più alta.

I ringraziamenti. Visibilmente commosso, Sorrentino ha ritirato il premio dicendo in inglese: “Okay, ringrazio l’Academy, Toni (Servillo, n.d.r.), Nicola (Giuliano, il produttore), gli altri produttori, la troupe. E le mie fonti di ispirazione: Fellini, i Talnkin Heads, Scorsese e Maradona”.

Il regista ha poi ringraziato Roma, la città cui il film è dedicato, e Napoli dov’è nato 43 anni fa ma anche “le mie personali grandi bellezze: Daniela, Anna e Carlo”, cioè la moglie e i figli, e i suoceri.

Erano quindici anni che l’Italia non vinceva l’Oscar: l’ultimo, nel 1999, è andato a “La vita è bella” di Benigni, che di statuette ne prese addirittura tre. Ed era dal 2006 , l’anno di “La bestia nel cuore”, che un film italiano non entrava in finale.

L’urlo italiano. La notizia della vittoria di Sorrentino è stata accolta da un urlo di gioia da parte della comunità italiana in trasferta a Los Angeles e riunita nella casa del console Giuseppe Perrone per seguire la diretta tv. In sala con il regista, nel Dolby Theatre, c’erano Servillo , lo sceneggiatore Umberto Contarello, e i produttori Giuliano, Cima, Prestieri, Giampaolo Letta di Medusa. A casa del console hanno aspettato il verdetto, incollati alla tv, i figli del regista e quelli di Servillo. E gli altri che hanno contribuito al successo della “Grande bellezza”: l’attrice Anita Kravos, il musicista Lele Marchitelli, Mario Spedaletti di Medusa, il coproduttore per la Francia Fabio Conversi, amici come Jasmine Trinca e Nastassja Kinski.

Il miglior film. Il miglior film dell’86mo Oscar è “12 anni schiavo”, com’era ampiamente previsto. La cruda epopea sullo schiavismo, diretta da Steve Mc Queen, ha incantato i giurati dell’Academy . Il film aveva nove candidature, ha vinto tre statuette. A ringraziare sono stati il produttore Brad Pitt e il regista che ha raccontato la storia vera di Solmon Northrup, un uomo di colore ingiustamente ridotto in schiavitù nell’Ottocento. “Il messaggio che ci lascia è che non solo si ha il diritto di sopravvivere ma di vivere”, ha detto il regista, che ha dedicato il premio a quelli che hanno sofferto e cnora soffrono per la mancanza della libertà.

Gli altri premi. Premiato come miglior attore Matthew McConaughey che in “Dallas Buyers Club” fa il malato di Aids, dimagrito di 22 chili. La migliore attrice è Cate Blanchett per il ruolo della fragile e nevrotica “Blue Jasmine”: Cate ha reso omaggio alle colleghe sconfitte.

Alfonso Cuaròn ha vinto l’Oscar per la regia di “Gravity e ha dedicato il premio ai colleghi messicani Inarritu e Del Toro e alla moglie seduta in platea. La migliore attrice non protagonista è Lupita Nyong’o che in “12 anni schiavo” interpreta la schiava frustata, il miglior attore non protagonista è Jared Leto, il travestito di “Dallas Buyers Club”.

I grandi sconfitti. Il vero sconfitto di questa edizione è“American Hustle”: aveva dieci candidature ma è rimasto a bocca asciutta. Niente anche per “Il lupo di Wall Street”, in finale con cinque nomination. Battuto anche Bono con la canzone “Ordinary Love” scritta per il film su Mandela: i giurati dell’Academy hanno preferito il brano di “Frozen”.

La cerimonia. Battute, risate, gag e un ritmo più movimentato del solito hanno caratterizzato la lunga cerimonia condotta da Ellen De Generes e trasmessa in diretta in 225 Paesi. La presentatrice ha distribuito delle pizze alle star sedute in platea, ha fatto la questua, si è travestita da fata e ha scattato un “selfie” collettivo insieme con Meryl Streep, Julia Roberts e Jennifer Lawrence. A consegnare i premi si sono avvicendati sul palco Charlize Theron, Harrison Ford, Robert De Niro, Penelope Cruz, Zac Efron, Kim Novak, Ewan McGregor, Anne Hataway, Whoopie Goldberg, John Travolta, Jennifer Biels, Daniel Day-Lewis (l’unico attore che abbia vinto tre Oscar), un commosso e commovente Sidney Poitier.

Le coppie. Ammiratissimi Brad Pitt e Angelina Jolie che in platea si sono scambiati un bacio. Erano accompagnati dalle rispettive mamme due tra i divi più applauditi della serata: Jared Leto e Leonardo Di Caprio.

Le feste. Dopo la cerimonia, vincitori e vinti hanno partecipato al Ballo dei Governatori, la festa ufficiale dell’Academy, organizzata sul tetto del Dolby Theatre, gustando il menu dello chef Wolfgang Puck. E subito dopo sono corsi al party di Vanity Fair al Sunset Plaza, la festa più esclusiva della notte di Hollywood.

Social Oscar. Il “selfie” di Ellen DeGeneres con le dive ha già un primato: è stato il più ritwittato della storia: in un’ora 1.017.867 volte.

TUTTI I PREMI DELLA SERATA

Miglior film Vince 12 anni schiavo, la pellicola che racconta la drammatica vicenda della schivitù nel sud degli Stati Uniti. E' Brad Pitt a rigraziare l'Academy dal palco, che poi passa la parola al regista Steve McQueen.

Non protagonista La prima statuetta della serata è andata a Jared Leto, miglior attore non protagonista per il film Dallas Buyers Club. Dal palco la dedica per la mamma e il fratello. Due parole anche per l'Ucraina e il Venezuela: «State lottando per la libertà e noi vi pensiamo da qui».

Miglior regia Vince il messicano Alfonso Cuaron con il suo Gravity: «Anche fare un film può essere un'esperienza che ci trasforma. La cosa brutta è che per molti ha signifacato saggezza, per me invece solo i capelli grigi». Poi l'omaggio a Sandra Bullock: «Tu sei Gravity».

Miglior attrice protagonista Vince Cate Blanchett per Blue Jasmine. Quando sale sul palco saluta le sue avversarie sconfitte e il suo regista Woody Allen, ricordato dalla sala con un timido applauso.«I film con le donne al centro non sono di nicchia, ma fanno guadagnare».

Miglior attore protagonista Oscar per miglior attore protagonista a Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club.

Miglior costume Il secondo premio della serata è assegnato al film con i migliori costumi, vince Catherine Martin per Il grande Gatsby.

Miglior attrice non protagonista Vince un'esordiente, la più attesa: Lupita Nyong'o per 12 anni schiavo: «Non pensavo che questa gioia potesse essere legata al dolore di qualcun altro».

Miglior trucco Uno dei film più attesi è Dallas Buyers Club che prende un'altra statuetta per il miglior trucco è per merito di Adruitha Lee e Robin Mathews.

Miglior cartone animato Dopo aver vinto al botteghino Frozen trionfa anche nella notte degli Oscar, diventando il miglior film d'animazione del 2014.

Miglior corto d'animazione «Mr. Hublot» di Laurent Witz e Alexandre Espigares ha vinto l'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione.

Migliori effetti speciali Come previsto Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk e Neil Corbould hanno vinto l'Oscar per i migliori effetti speciali in «Gravity».

Miglior cortometraggio Vince Helium» di Anders Walter e Kim Magnusson ha vinto l'Oscar come miglior cortometraggio.

Miglior corto documentario The Lady in Number 6: Music Saved My Life di Malcolm Clarke e Nicholas Reed ha vinto l'Oscar come miglior cortometraggio documentario.

Miglior documentario «20 Feet from Stardom» di Morgan Neville, Gil Friesen e Caitrin Rogers vince l'Oscar come miglior film documentario.

Miglior montaggio sonoro Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro hanno vinto l'Oscar per il montaggio sonoro di «Gravity».

Miglior fotografia Emmanuel Lubezki vince l'Oscar per la miglior fotografia in «Gravity» di Cuaròn.

Miglior montaggio Ad Alfonso Cuaron e Mark Sanger va l'Oscar per il montaggio per Gravity.

Migliori scenografie Catherine Martin e Beverley Dunn hanno vinto l'Oscar per le migliori scenografie del film «Il Grande Gatsby».

Colonna sonora Il premio per la migliore musica originale va a Gravity.

Canzone dei cartoni Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez hanno vinto l'Oscar per la miglior canzone originale, Let It go, nel film d'animazione «Frozen». Battuti gli U2, in corsa con Ordinary Love, e Pharrel Williams, in lizza con Happy.

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