sabato 23 marzo 2024

ALDA CONTINUA A DIRE LA SUA CON IL NUOVO SINGOLO “MAMMA” - Dopo aver raccontato con “STAI ZITTA” quello che ancora oggi le donne sono costrette a vivere



ALDA sta alzando la voce, perché quello che ha da dire è troppo forte per essere sussurrato.

È da poco uscito il suo ultimo brano “STAI ZITTA”, una traccia di denuncia della quotidianità che molte donne ancora oggi si trovano a vivere. 

 

Lo stile di ALDA è in costante evoluzione, un linguaggio diretto che come una lama squarcia il velo di ipocrisia in cui questa società è avvolta. Le barre sono accompagnate da un sound camaleontico che, brano dopo brano, mischia generi, sperimenta e si contamina.

 

Continua ad analizzare un altro spaccato di vitaoggi con il suo nuovo singolo “MAMMA” (https://sme.lnk.to/Mamma; Asian Fake/Epic Records Italy/Sony Music Italy), per chi almeno una volta nella vita ha conosciuto il peso del sentirsi diverso. 

 

“‘Mamma’ è una pagina di diario. Ho scritto questa canzone cercando di dare voce alle emozioni che da bambina non riuscivo ad esprimere a parole. Le stesse sensazioni di confusione e di smarrimento continuano ad attraversarmi anche oggi.” racconta ALDA.

 

La musica diventa subito testimonianza autentica e mezzo per dare voce a delle emozioni che accendono il fuoco dentro chiunque abbia vissuto un viaggio di crescita e auto-scoperta.

 

Continua così l’artista: “All’età di tre anni mi sono trasferita insieme alla mia famiglia dall’Albania all’Italia. L’emigrazione è stata uno dei motivi per cui ci siamo sentiti terribilmente fuori luogo. Quando hai qualcosa di diverso dagli altri è molto raro che questi ti accolgano. È più facile invece puntare il dito. Quando cresci con le intimidazioni è un’impresa liberarsi dal terremoto emotivo. Io probabilmente non smetterò mai di tremare.” 

 

Il 2024 di Alda è iniziato con un’urgenza comunicativa dapprima sfogata attraverso alcuni freestyle e poi incanalata in nuovi brani. Ma è solo l’inizio.

 

Alda Nebiu, nota come ALDA, è una rapper e cantautrice italo-albanese classe ‘99. Nata in Albania e cresciuta a Pesaro, si avvicina al rap grazie al fratello maggiore e inizia a scrivere i suoi primi pezzi a 12 anni, influenzata soprattutto dal rap italiano di prima generazione, particolarmente attento alle liriche. Nel 2020 viene firmata dall’etichetta milanese Asian Fake e a novembre 2021 rilascia il suo primo singolo per “Occhi di gatto” che anticipa l'EP d’esordio, “Tana Libera Tutti” uscito a maggio 2022. Nel 2023 escono i singoli “Bubu Chacha”, “Bimba”, “Tiger” e “Ego”, che mostrano la sua versatilità nella scrittura.  





venerdì 22 marzo 2024

ORMAI TORNA OGGI CON IL SUO NUOVO SINGOLO “VIVERE È OK” IN RADIO E IN DIGITALE -Tra i selezionati per MUSICULTURA 2024





 «"Vivere è ok" è quello che mi sono detto mentre guardavo la mia prima ragazza sposarsi con un altro, quando ho visto la macchina dei miei amici distruggersi e diventare di colori diversi da quanti pezzi erano stati sostituiti, quando ho sentito che diventare adulti era fottutamente difficile.»



 

“Vivere è ok” (http://ada.lnk.to/vivereeok; LA15 distribuito da ADA Music Italy) è anche l’ultimo singolo di ORMAI,  presentato in anteprima sul palco del Teatro Lauro Rossi di Macerata in occasione della 35ª edizione di MUSICULTURA, e da oggi in radio e in digitale. Online anche il video: https://youtu.be/8k_uoWFOF68. 

 

Come una fedelissima fotografia della condizione umana nell'epoca contemporanea, il brano descrive quel sentimento che si prova nel sentirsi sopraffatti dalle pressioni sociali, dalle aspettative irraggiungibili e dalle sfide che la vita ci mette nel piatto.

 

“L'ho inciso perché avrei voluto che qualcuno me lo avesse fatto capire, perché possiamo sopravvivere anche a cose orribili.” commenta ORMAI. 

 

Se c’è una cosa di cui infatti ci vuole parlare “Vivere è ok” è la forza di andare avanti, nonostante tutto. Perché a tutto si sopravvive, anche quando ogni speranza sembra sbriciolarsi fra le mani. Scritto insieme a Pietro Fichtner e prodotto con Michele Canova, il brano segnerà per il cantautore l’inizio di un nuovo progetto.

 

Partito con l’idea di lasciare un segno in questo mondo, ma tormentato dall’idea che per lui sia già sempre troppo tardi, ORMAI, nome d’arte di Alessandro Pacco, inizia il suo percorso nella musica sperimentando con il collettivo Inquietude. Oggi ha ventitré anni e nonostante si senta ancora perso di brutto non è più solo nel suo progetto: Pietro Fichtner (producer) lo accompagna nel suo percorso e insieme collaborano con LA15. Meglio Ora che Mai insomma. 

 

LA15 è un’etichetta discografica che unisce generi diversi in un solo civico: tutto nasce da qua. 




giovedì 21 marzo 2024

SCENE DA UN MATRIMONIO DI INGMAR BERGMAN - regia Raphael Tobia Vogel con Fausto Cabra e Sara Lazzaro - traduzione Alessandro D’Alatri - fino al 24 marzo al Teatro Franco Parenti di Milano -






Scene da un matrimonio di Ingmar Bergan viene rappresentato al Teatro Franco parenti fino al 24 marzo 2024.

Gli attori protagonisti sono Fausto Cabra e Sara Lazzaro.

Fausto Cabra con all’attivo 77 spettacoli teatrali da Ronconi in poi, restituisce con la sua partner co-protagonista un lungo lavoro d’insieme. 

Un tutt’uno con il regista Raphael Tobia Vogel, promosso per merito a rappresentare, dirigere e coadiuvare una storia che ha una doppia lettura.

La prima lettura della piece teatrale narra di una coppia di coniugi sposati da 10 anni e con 2 figli: un professore di psicologia ed un avvocato divorzista.

La regia di Raphael Tobia Vogel è stata improntata sulla necessità di una condivisione d’insieme con gli attori.

Come definito da Cabra, l’esperienza, la ricerca del surrogato di necessita’, l’istinto di sopravvivenza e la necessità di essere su un palco, condito dalla tensione che genera l’energia necessaria per incontrarsi e scontrarsi nella vita e sul palco e’ stato il collante per interpretare una storia che si ripropone purtroppo ai giorni nostri. 

Il regista porta gli attori in un lavoro di preparazione scenica alla continua ricerca di domande, di cambi scena, di interrogativi. 

La rappresentazione scenica teatrale in “Scene da un matrimonio” e’ stata concepita come una sorta di voierismo. Una scatola di sentimenti, di frasi, luci, ombre dove il pubblico si cala e sbircia nella vita di una coppia in crisi.

L’intento della narrazione vuole restituire nonostante siano trascorsi decenni dalla miniserie televisiva del 1973, una doppia interpretazione della vicenda.

Una piu’ superficiale dove l’odio serbato negli anni  dalla coppia ed i continui litigi li hanno portati ad uno scontro finale. Nonostante siano stati molto abili nell’arte di nascondere la spazzatura sotto il tappeto. Ossia, non affrontare i problemi, se non nasconderli, sotterrarli per non vederli.

L’altra lettura della storia porta a immaginare una guerra in cui sia l’uomo e la donna ne escono sconfitti entrambi.



Una guerra dentro loro stessi, una lotta con il senso del vuoto, stufi della monotonia, convenzioni sociali predefinite e la quotidianita’ ripetitiva che ha appiattito un rapporto nato per rispettivi abbandoni.

Di conseguenza durante la guerra dei sentimenti l’uno cerca nell’altra persona gli stessi demoni che vorrebbe distruggere in se’ stesso.

Come a voler esorcizzare e proiettarsi nell’altro scambievolmente per distruggere certezze e riinventarsi.

Ma, arriva il momento di deporre le armi dopo le violenti liti, i tradimenti inconfessabili per ridare un senso alla vita.

Finalmente lo scontro violento tra i due coniugi portera’ a profonde verita’ ed al naufragio del loro rapporto. 

Il tutto e’ rappresentato sul palco da una sapiente scenografia, dove i cambi teatrali sono scanditi da una colonna sonora di sottrazione. Cercando di trasmettere una dilatazione del sottotesto senza troppi arrangiamenti che potrebbero condizionare l’ascoltatore.

Ultima e non per merito una Sara Lazzaro assente dal teatro da 4 anni. La sua interpretazione è magistrale, maniacale, puntuale, e violentemente energetica. Un dualismo tra ansie/paure, cambi continui di abiti come a volersi spogliare di tutto e lasciarlo andare. Una sorta di routine familiare fatta di “non detto”.



Giovanni un marito apparentemente accomodante si svelera’ durante un tradimento mentre Marianna lo coccola, lo asseconda, lo tranquillizza.

La sua funzione sociale di moglie e madre stanca e insoddisfatta viene meno quando supplica il marito di restare e non andare in viaggio con l’amante 23enne.


 



Le convenzioni sociali non prevedono un divorzio ed il chiacchiericcio dei parenti.

E le bambine? Che diranno a scuola?

Il rapporto di coppia messo in discussione si trasformera’ in momenti violenti di lotta corporea, fino ad arrivare al massimo del disgusto: il disprezzo dell’altro attraverso uno sputo alla moglie.

Il gesto di disprezzo di Giovanni raggiunge il culmine dopo un rapporto sessuale che sancisce il ritrovamento di due corpi che finalmente sanno cosa vogliono.

Due corpi che si cercano non piu’ come una coppia, ma come individui separati e consapevoli.

Lo spettatore ad un passo dal palco non potra’ fare a meno di proiettarsi nella scenografia di Nicolas Bovey in continuo movimento e visivamente interlocutoria, ed ad una colonna sonora di “non musica” di Matteo Ceccarini.



GEOLIER insieme a ULTIMO per una collaborazione inedita dal risultato straordinario “L’ULTIMA POESIA” FUORI OVUNQUE VENERDÌ 22 MARZO




Due icone dell’attuale panorama musicale italiano, due top player nel loro genere, capaci di collezionare un successo dopo l’altro: fuori stasera un’ora dopo la mezzanotte “L’ULTIMA POESIA” (Warner Music Italy), il nuovo singolo di GEOLIER, che lo vede insieme a ULTIMO, per una collaborazione inedita dal risultato straordinario. 


In quello che sembra essere il sequel naturale di “I P’ ME, TU P’ TE”, il flow di Geolier traina l’anima cantautorale di Ultimo, tanto da portarlo a registrare la sua voce per la prima volta in napoletano, omaggiando così la città che il cantautore romano ha più volte definito la sua seconda casa, Napoli.  Quello che ne deriva è una canzone il cui risultato non poteva che essere straordinario.


Un brano intenso, figlio di un’amicizia e di una grande stima reciproca - che ha visto gli artisti negli ultimi anni incontrarsi spesso tra Roma e Napoli -, ma anche da una richiesta costante che arriva dalle fanbase di entrambi. Un feat inedito, in cantiere già dallo scorso autunno, che segna una nuova collaborazione di Ultimo con un artista italiano dopo a 6 anni. È atteso dai media da maggio dell'anno scorso, quando - come successo di nuovo nelle ultime settimane - vociferavano di una possibile hit in arrivo, avendoli visti insieme a Napoli. 


La traccia potentissima, prodotta da Takagi & Ketra, fonde due mondi diversi, ma mai così complementari. I due artisti si contaminano, nella melodia così come nelle parole, per un brano che narra della fine di un amore senza cui però non si riesce a stare. 


L’annuncio di “L’ULTIMA POESIA” arriva a pochi giorni da quello del terzo sold out di Geolier allo Stadio Diego Armando Maradona, nel corso di una festa lunga 3 giorni a Napoli e per Napoli. Il tour di Geolier, prodotto da Magellano Concerti, lo vedrà esordire live il 15 giugno allo Stadio di Messina, per poi approdare il 21, 22 e 23 giugno allo Stadio di Napoli e continuare fino al 16 agosto al Red Valley, passando dal Rock In Roma (28 giugno), Nosound Fest a Servigliano (29 giugno), Lucca Summer Festival (5 luglio), Fiera Milano Live (6 luglio) Sonic Park a Stupinigi TO (12 luglio) e Oversound Music Festival a Gallipoli (12 agosto). 

Info su www.magellanoconcerti.it.


GEOLIER è senza dubbio uno dei fenomeni musicali più eclatanti che l’Italia abbia visto e vissuto negli ultimi anni. Forte delle sue radici e sempre teso a superare qualsiasi limite geografico e musicale, in pochi anni è riuscito a diventare punto di riferimento per l’urban italiano, nonché nome tra i più richiesti da tutta la scena. Il suo ultimo disco, “IL CORAGGIO DEI BAMBINI”,certificato cinque volte platino, è stato alla #1 della Classifica degli album più ascoltati del 2023 in Italia su Spotify e della Top Album FIMI 2023. Oltre a una pioggia di certificazioni - 59 dischi di platino e 24 ori collezionati in totale - Geolier, nelle classifiche di fine anno di VEVO, è stato alla #1 della Top 10 Artisti Italia, con 253.1 milioni di views, e alla #3 della Top 10 Video Italia con “Come vuoi”. Il 2024 di Geolier si è aperto con la partecipazione alla 74^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “I P’ ME, TU P’ TE”, certificato doppio platino da FIMI/GfK Italia e che ha debuttato nella Top 50 Global e alla #1 della classifica Top 50 Italia di Spotify e della Top 100 Italia di Apple Music, entrando in seguito anche nella Billboard Global 200. Dopo due tour l’anno scorso, che lo hanno visto esibirsi per tutto lo stivale, con ben 4 date sold out al PalaPartenope di Napoli, adesso è pronto a infiammare l’estate con il suo “GEOLIER LIVE 2024”. 

RIVAL SONS in concerto lunedì 8 luglio 2024 Parco San Valentino (PN) La rock blues band americana live per un incredibile show al Pordenone Blues & Co. Festival





Alla 33° edizione del PORDENONE BLUES & CO. FESTIVAL fa tappa il tour europeo estivo dei RIVAL SONS: la rock band guidata dalla voce di Jay Buchanan, nominata due volte ai GRAMMY, sarà in concerto lunedì 8 luglio 2024 al Parco San Valentino di Pordenone.

Nei prossimi giorni sarà annunciata la special guest della serata.

 

I biglietti per lo show sono già acquistabili su Ticketone, su Vivaticket, su www.pordenonebluesfestival.it e nei punti vendita autorizzati. ll concerto è organizzato dall'Associazione Pordenone Giovani, in collaborazione con il Comune di Pordenone e la Regione Friuli Venezia Giulia. 

 

Quartetto californiano di stanza a Long Beach dal sound grintoso, in grado di spaziare dal blues rock all’hard rock: si tratta di uno dei pochi gruppi al mondo che riscuote il plauso dei veri intenditori del genere Rock Old Style.

 

La rock blues band americana, dopo il tutto esaurito all’Alcatraz di Milano lo scorso ottobre, presenterà al Pordenone Blues & Co. Festival il nuovo album in studio “Lightbringer” – uscito il 20 ottobre 2023 - e suonerà i classici amati dai fan. La band, che vede alla voce Jay Buchanan, alla chitarra Scott Holiday, al basso David Baste e alla batteria Mike Miley, propone uno show di pura adrenalina, spaziando dal blues rock all’hard rock.

 

A proposito di “Lightbringer”, Scott ha dichiarato: “Quando si fanno due album uno dietro l’altro, ci sono molte cose a cui pensare. Il primo album deve essere abbastanza incisivo e raccontare una storia che permetta alla seconda metà di avere un impatto ancora maggiore. Li abbiamo bilanciati per energia e significato, ma il seguito doveva sicuramente sferrare un colpo più forte. Credo che LIGHTBRINGER l’abbia fatto”.

 

Jay ha aggiunto: “DARKFIGHTER segna una nuova era dei Rival Sons e LIGHTBRINGER è la chiara definizione di ciò che siamo ora. Con DARKFIGHTER abbiamo aperto un varco, ma LIGHTBRINGER è un passo avanti rispetto alla nostra innovazione ed esplorazione personale. Si spinge un po’ più in là. Abbiamo davvero preso tutto nelle nostre mani e ci siamo spinti fino a dove potevamo arrivare. È stata un’auto esplorazione per capire chi eravamo e chi saremo da ora in poi.  Abbiamo avuto più discussioni e raggiunto più compromessi che mai, perché abbiamo isolato la pura essenza di dove dovevamo andare e poi ci siamo andati”.

 

I Rival Sons hanno realizzato “Darkfighter” e “Lightbringer” durante le stesse sessioni di registrazioni nel corso del 2021 e ancora una volta hanno registrato con il produttore di lunga data Dave Cobb. All’inizio dell’estate la band ha pubblicato l’album DARKFIGHTER con il plauso unanime degli addetti ai lavori. Classic Rock ha dichiarato: “DARKFIGHTER potrebbe essere il capolavoro dei Rival Sons”, mentre GLIDE Magazine ha commentato: “DARKFIGHTER è un album di hard rock che condensa ciò che i Rival Sons sanno fare bene”. Allo stesso tempo la band ha accumulato milioni di streaming con brani “Nobody Wants To Die”, “Bird in the Hand”, “Rapture” e altri ancora.

 

La data dei Rival Sons arricchiscono la straordinaria line up della 33° edizione del Pordenone Blues & Co. Festival, evento tra i più attesi nell’estate 2024, che vede già protagonisti in cartellone i Placebo, previsti per martedì 9 luglio, ed Alice Cooper, che si esibirà mercoledì 10 luglio.

 

Virgin Radio è radio partner dello show dei Rival Sons al Pordenone Blues & Co. Festival.

mercoledì 20 marzo 2024

BARBARA DE ROSSI MARTINA COLOMBARI GABRIELLA SILVESTRI ALESSANDRA FERRARA CATERINA MILICCHIO CRISTINA FONDI in “FIORI D’ACCIAIO” al TEATRO MANZONI DI MILANO





"Fiori d'Acciaio" è una commedia profondamente toccante e ispiratrice, scritta da Robert Harling, che si svolge in un salone di bellezza situato nel cuore della provincia italiana. Questo spazio, tipicamente associato a momenti di cura personale e scambio di chiacchiere, diventa il palcoscenico su cui si dipana la vita di un gruppo di donne, legate da un'amicizia indissolubile che diviene loro sostegno nelle avversità della vita.

Barbara de Rossi, Martina Colombari, Gabriella Silvestri, Alessandra Ferrara, Caterina Milicchio  e Cristina Fondi danno vita ai personaggi con una maestria tale da catturare l'essenza della complessità femminile, attraverso una recitazione che fonde empatia, calore e forza. Queste donne portano in scena le loro storie, ognuna con le proprie sfide, sogni e delusioni, rendendo lo spettacolo un affresco variegato delle molteplici sfaccettature dell'esperienza femminile.

La trama si snoda attraverso dialoghi vivaci e carichi di emotività, alternando momenti di leggerezza a situazioni di intensa commozione. L'abilità di Harling nel mescolare l'umorismo con la profondità emotiva fa sì che "Fiori d'Acciaio" trascenda il genere della commedia per toccare corde profonde dello spettatore, offrendo un'esperienza teatrale che ridefinisce la percezione delle relazioni e della forza femminile.

Al centro dello spettacolo, vi è la tematica dell'amicizia femminile come pilastro capace di sostenere le protagoniste nei momenti più difficili della vita, dalla malattia alla perdita, dalla maternità alle sfide professionali. L'interazione tra le donne evidenzia come la solidarietà, l'ascolto e la comprensione reciproca siano elementi trasformativi, capaci di guidare ognuna verso la propria resilienza e forza interiore.

La regia dell'opera gioca un ruolo cruciale nel bilanciare gli elementi comici con quelli drammatici, creando un ritmo che mantiene lo spettatore costantemente coinvolto e emotivamente impegnato. Ogni scena è sapientemente costruita per massimizzare l'impatto emotivo, rendendo "Fiori d'Acciaio" uno spettacolo che lascia un segno indelebile nel cuore del pubblico.

In conclusione, "Fiori d'Acciaio" non è solo un omaggio alla resilienza e alla forza femminile, ma anche una riflessione sull'importanza dell'amicizia e del sostegno reciproco. La commedia si erge a manifesto dell'empowerment femminile, presentando personaggi ricchi di sfumature che esplorano con umorismo, sensibilità e intelligenza le complesse dinamiche della vita di donna. Uno spettacolo imperdibile per chi cerca nel teatro non solo intrattenimento, ma anche profonde riflessioni sulla natura umana e sui legami che ci definiscono. Il finale amaro di "Fiori d'Acciaio" non pregiudica ma piuttosto arricchisce il messaggio dell'opera, offrendo una visione della vita autentica e complessa, ma fondamentalmente ottimista. Lo spettacolo si conclude con una nota di speranza intrisa di realismo: un inno alla vita che, nonostante tutto, continua, sostenuta dalla forza dell'amicizia e dell'amore. "Fiori d'Acciaio" diventa così un'ode alla resilienza umana, alla capacità di affrontare il dolore e di emergere rinnovati, pronti a celebrare la bellezza e la continuità della vita.

ROCK IN ROMA 2024 MARLENE KUNTZ: si esibiranno il 24 luglio 2024 all’Ippodromo delle Capannelle.



Sul palco di Rock in Roma il ritorno dei MARLENE KUNTZ: si esibiranno il 24 luglio 2024 all’Ippodromo delle Capannelle.

 

I biglietti saranno disponibili su rockinroma.com e su www.ticketone.itdalle ore 14:00 di mercoledì 20 marzo.

 

Continuano i festeggiamenti per i 30 anni di Catartica, disco d’esordio dei Marlene Kuntz, destinato a diventare una vera e propria pietra miliare nella storia della musica italiana.

 

Nel corso delle ultime settimane i Marlene Kuntz hanno omaggiato i propri fan con dei contenuti inediti: dal 29 febbraio è disponibile in digitale "Fine della danza", traccia inedita e contenuta anche nella musicassetta (che fa parte del BOX DELUXE della ristampa dello storico album) del ricercatissimo bootleg DEMOSONICI; è già disponibile il video di "Nuotando nell'aria", realizzato con immagini e video di repertorio e il video di "Lieve". Dall'8 marzo è disponibile la ristampa di "Catartica" nel formato CD e doppio LP entrambi con libretto con foto inedite e un BOX DELUXE in edizione limitata e numerata. 

 

Pubblicato il 13 maggio del 1994, Catartica ha senza dubbio alcuno avuto il merito di tracciare un segno indelebile nel nostro panorama musicale; è stato il primo album italiano a soddisfare questa fame di cambiamento, segnando così una strada tutta nuova nel rock indipendente e rinnovando in maniera determinante la scena musicale del nostro paese.Catartica è il manifesto musicale della band che ha messo subito le cose in chiaro: linee di chitarra che hanno poi ispirato innumerevoli band a seguire, un sound che è diventato sin da subito simbolo assoluto di quel decennio musicale e un songwriting che, fino ad allora, non si era mai sentito prima. La raffinata poetica di Godano ferisce tutti, subito: termini inusuali, una narrazione molto verbosa e fascinosamente poetica ricca di immagini fantasiose e liriche antisociali che hanno dato vita a frasi indelebili, diventate cult. Un linguaggio crudo e diretto, insomma, che descrive, senza mai banalizzare, il vivere moderno di allora, ma che risulta tremendamente attuale.

 

“Catartica nel 2024 compie 30 anni. Si potrebbe dire ‘sembra ieri’, ma in realtà sembra quel che è: ovvero che sono passati 30 anni, e noi Marlene siamo consapevoli di quante cose sono state fatte in questo lasso di tempo durato quel che è durato, e che fa sì che i tempi di Catartica ci appaiano lontani, ma ci siano in realtà altrettanto vicini.”, commenta Cristiano Godano. “In apertura di Festa Mesta scrissi ‘Complimenti per la festa, una festa del cazzo’. Non è davvero arduo traslare spazialmente e temporalmente ai giorni nostri quella rabbia figlia delle paturnie esistenziali di un giovane di provincia, piegando il significato delle parole a qualcosa che ben può descrivere la pessima situazione del nostro mondo contemporaneo. Perché è una bruttissima festa quella a cui siamo stati invitati dallo scorrere del tempo, e l’umanità pare star prendendo una piega rischiosa, quella che ormai è sotto gli occhi di tantissimi. Il mondo brucia, dice a un certo punto una canzone del nostro ultimo disco, Karma Clima, e la festa del cazzo a cui siamo stati invitati è l'immagine che bene illustra questa affermazione. C'è ancora qualcuno che non sente le tante storture a cui stiamo andando incontro? Ognuno potrà avere le sue idee nell'individuare le cause di tutto ciò e noi abbiamo le nostre, ma le conseguenze paiono essere le stesse per tutti: turbolenza, rabbia, disillusione, delusione, scoramento, ribaltamento progressivo dei valori che avevamo pensato di poter dare per scontati. E se le cause possono essere le più diverse a seconda dei punti di vista, le incompetenze, le contronarrazioni, le mistificazioni, e le varie prese per il culo che la gente sta subendo accomunano i più in un sentimento sfinito. Complimenti per la festa! Una festa del cazzo.”. 


Cristiano Godano, Luca Lagash, Riccardo Tesio, Davide Arneodo e Sergio Carnevale ci faranno rivivere “in volo libero sugli anni andati ormai” tutta la potenza di quel periodo che ha fatto la loro storia e quella del rock italiano.