domenica 24 gennaio 2021

Le dirette Facebook di Paolo Crepet tutte le domeniche alle ore 18 - introdotte da Jonny Malavasi -



Appuntamento interessante, necessario e quanto mai attuale in questo particolare momento di emergenza sanitaria, la diretta facebook  di Paolo Crepet in questa domenica del 24 gennaio 2021.

Una responsabilità che il Dott. Crepet dal suo studio sente particolarmente, e risponde ad un numero di domande a lui rivolte dagli ascoltatori ed utenti del web.

La prima domanda:

"Ho due figli che sono alla fine degli studi, come li possiamo rincuorare in questo periodo..........."


Crepet risponde:

Un conto è essere preoccupati (e dobbiamo esserlo) ma la preoccupazione non deve prevalere su quello che ci accadrà. Ai ragazzi si augura di fare qualcosa di strepitoso, ad esempio "studiare". Il futuro avrà bisogno della loro preparazione del loro talento, della loro passione. Questa battaglia difficile andrà vinto e la vinceremo, come abbimo vinto la polio, il vaiolo, questa è più insidiosa, ma dobbiamo pensare che i nostri ragazzi non avranno un torto sul loro futuro. Appena il mondo si aprirà, torneremo a volare a costi bassi sugli aerei e tutti giovani e non torneremo a volare.


2) domanda

Domani i miei figli ritorneranno a scuola e non vogliono uscire, come dobbiamo fare.


Risposta

Capisco è troppo tempo che siamo a casa. Ci siamo dimenticati che i ragazzi ci guardano e ci vedono impietriti ed hanno i nostri stessi sentimenti. Dobbiamo dire ai ragazzi che debbono tornare nei loro luoghi, a scuola. Ci si incontra, si impara l'educazione ed il rispetto. Fuori di casa il più presto possibile, per guardare negli occhi i propri amici


3) domanda


Come facciamo a distogliere i ragazzi da questa tecnologia


Risposta


Crepet si aggancia ai fatti di cronaca appena accaduti della ragazza di 10 anni che su TIK-Tok ha fatto un gioco infernale rimettendoci la vita

I ragazzi a 10 anni non debbono avere a disposizione cellulari e computer. Un conto è 10/12 anni ed un altro 17/18. Bisogna dare un'occhiata a quello che fanno i ragazzi. Vanno controllati. Il cellulare non va lasciato in mano ad un bambino alle 23,30 di sera. Il genitore deve essere in grado di prendere il cellulare e riporlo in un cassetto a chiave.


4) domanda

Un ragazzo che finisce la terza media come farà a scegliere la nuova scuola?


Risposta


Nei prossimi 5 mesi si spera che i ragazzi tornino a scuola e potranno scegliere il loro indirizzo, informandosi con gli amici, l'offerta è enormemente più vasta e non pensate solo al liceo classico.

Non c'è niente di straordinario nello scegliere solo il classico, perchè non scegliere un settore alberghiero, turistico, nella ristorazione.

Solo a Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia e non ci sono psicologi e non troveranno lavoro. Si troverà più lavoro nel settore della ristorazione. Pensate che bello riempire di zuppa una tavola, appagare il gusto dei clienti in un ristorante. 


5) come fargli scoprire la passione (ai ragazzi)



Risposta:

Qualsiasi cosa sia una passione (dei genitori) è un esempio per i figli


6) Proff. Crepet dia un consiglio agli insegnanti


Risposta


I ragazzi vanno valutati guardandoli negli occhi. Se lo sguardo è triste tutto è più difficile, se lo sguardo è pieno di luce c'è una strada da percorrere.

Una maestra non è meno importante di un Presidente del Consiglio.Il Presidente passa e magari non si ricorda, mentre il volto ed il nome di una maestra si ricorda per tutta la vita.

Mettete in grado i bambini di tirare fuori le loro passioni. 

La manualità fa crescere qualcosa che è personale, come il Lego, il pongo.

7) ho un figlio autistico che continuo a far camminare per arginare la sua aggressività


Risposta:


Abbiamo pensato poco ai bambini ed ancor meno ai bambini che hanno difficoltà. Ci siamo scordati o voluti scordare dei bambini che hanno una difficoltà, pensiamo ai bambini sordi. Come fanno da soli ad apprendere in questo periodo di solitudine totale?


Primo intervento in diretta

La signora Damiano Kweku Civini parla delle passioni di suo figlio: pesca e varie


Risposta:

La passione non è un francobollo che si attacca su una busta.

Può perdersi, o può rimanere.

Il problema della passione è come un cacciavite, bisogna avere uno strumento che nella vita ti indirizzi, di qualsiasi passione si tratti. La passione potrà rimanere negli anni, o perdersi. L'importante è averla.

9) domanda "Cosa succederà quando saremo tutti salvi?"

Risposta:

La salvezza non è esattamente non avere più il Virus. Ci sarà sicuramente una lunga riabilitazione, e dovremo ridimensionare la nostra vita. Cenare in 4 o in 6 e non in 27 è meglio. In 4 o 6 parli, in 27 tiri su il calice e brindi. Non ci dobbiamo vergognare della vita che abbiamo fatto, sempre fuori al ristorante, rientrando tardi al mattino.Dopo tutta sta pestilenza un po' di sobrietà servirà. Una volta vaccinati, non deve tornare la cagnara di una volta,  fino alle 5 alle 6 o 7 del mattino. Si dovrà tornare ad una vita simpatica e non arrambante. Soprattutto per quei ragazzi che studiano all'Università. Come si fa a rientrare a casa alle 6 del mattino e cominciare a studiare alle 8?


10) domanda "la fiducia nel futuro per i figli"

Risposta

Smettiamo di essere pessimisti.Il mondo è meraviglioso, accadranno delle cose stupende. Potremmo pensare di lavorare un pochino di meno. Dedicare la nostra vita a qualcosa di diverso dal lavoro e dai figli. Di fronte a noi non c'è il diluvio universale che in parte abbiamo già passato. Ci sono dei nuovi farmaci che sono stati inventati ora (vedi il vaccino somministrato a Trump), abbiamo capito quanto ci manchi la cultura. Che i giovani mettano su un gruppo teatrale, musicale, dipingano. Noi genitori non li eccitiamo abbastanza se parliamo solo di morti, di sofferenza, e continuando così le nuove generazioni potrebbero crescere in credito di qualcosa.


Valentina in diretta:

Domanda: "Intanto grazie dei suoi consigli meravigliosi" Ho 2 figli 15 ed 11anni. Noi abitiamo a Termini Imerese e mio figlio va sempre in bicicletta e fa km infiniti, ed io non riesco a controllarlo e sono preoccupata.


Risposta:

I problemi sono 2. Non se ne puo' piu' della DAD, di stare in casa a fare la didattica a distanza. Gli insegnanti non sono stati istruiti ed è stato un insuccesso. La stragrande maggioranza dei ragazzi hanno paura, ma non vedono l'ora di tornare a scuola. Bisogna avere il coraggio di credere nei figli. Lasciarli respirare, non rimanere tutta la vita in un garage. C'è stata un'emergenza, dobbiamo uscire da questa emergenza. Il ragazzo deve essere libero di andare in bicicletta e la mamma non deve asfissiare il figlio.

11) Sergio in diretta dalla provincia di Taranto

"Se è giusto indirizzare una figlia di 13 anni nella scelta della scuola superiore" Non hanno una visione del futuro.

Risposta:

La scuola media superiore non è più cosi' fondamentale come lo era una volta. Oggi puoi fare una cosa ed andare all'Università e farne un'altra. La scuola media superiore deve dare le basi culturali che ci vogliono soprattutto l'inglese. Se va allo scientifico, classico, magistrali, deve imparare la lingua. Non è pensabile non saper scrivere una e.mail in inglese.

Prendete un quaderno e scrivete in una pagina tutto quello che vi piace e pensate di sapere fare. 

Girate il foglio e fate il contrario. Avrete le risposte.

Occorre saper ascoltare i ragazzi

internvento in Diretta con Manuela da Anzio

"Sono un'insegnante di una scuola Alberghiera".In questi tempi ma non strettamente legati al Covid, parlando con i giovani rispondono "ora mai non c'è più nulla da fare". La visione che hanno i giovani del loro prossimo futuro è angosciante.

Capire che manca il senso del valore della cultura. I modelli a cui i ragazzi si ispirano non hanno una storia culturale, ma sono legati ai soldi.

Come riuscire a rompere questo elemento culturale ed i ragazzi esprimono perchè vivono nelle loro famiglie?

Risposta di Crepet:

Io nei confronti dei genitori, divento una bestia. Il gusto sadico di dire ai figli il mondo è finito non c'è più nulla da fare. Dobbiamo usare l'ironia e smontare questi miti: televisione, grande fratello.

La "televisione" ed il "grande fratello" non possono essere il modello di una carriera per una persona.  Tra tanti cantanti in classifica 10 anni anni fa, quanti ne sono rimasti oggi. Chiediamoci perchè ci sono cantanti in auge da 40 anni ed altri no. E non rincorriamo la carriera dell'unico Rapper che incassa milioni, perchè è l'unico.




Ritorniamo alla passione, lontani dalla malavita che accorcia la vita (non si arriva ai 40 anni). Naturalmente la risposta si riferisce alla domanda dell'insegnante di Termini Imerese, realtà che Crepet conosce molto bene, essendo stato ospite di un prete molti anni fa, per scongiurare un particolare momento critico nella realtà giovanile della città.

Per concludere, consigliano vivamente a tutti i nostri lettori di collegarsi domenica prossima in diretta Facebook con Paolo Crepet introdotto da Jonny Malavasi.Potrete ascoltare le domande e le risposte e potrete intervenire direttamente proponendo un vostro quesito.

Per noi, queste dirette sono una gioia per l'anima.

Perchè siamo fatti di passione e di mille quesiti. E la domenica per fortuna, c'è qualcuno che risponde.

Ed alla domanda finale di Crepet "Vi siete divertiti"

Si! Ci siamo divertiti.



Testo di 

Roby Randelli

per Stare Sul Pezzo


 

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"Manchi" è il brano d'esordio del duo FAVOLA



Disponibile dal 15 gennaio “Manchi” il brano d’esordio dei Favola, duo futurepop composto da Riccardo Riccio e Diego Mora, ventenni che hanno deciso di mettere in comune le rispettive esperienze in ambito musicale per consacrarsi allo scopo di lanciare un genere già affermato nelle scene underground estere, ma ancora sconosciuto in Italia.

 

Il futurepop nasce a fine anni ’90 e si caratterizza per la forte influenza del synth pop e le sonorità electro industrial, unite per creare brano estremamente ballabili.

 

È questo il caso di “Manchi” che, nel suo essere stato registrato e sviluppato tra Inghilterra e Italia, riassume in sé il suo sapore internazionale e il proposito dei due musicisti e produttori di introdurre queste nuove sonorità a casa nostra.

 

Tra drop e campionature personalissime, il brano racconta con un sorriso malinconico la nostalgia per amori che, per quanto passati, lasciano sempre una traccia. Un’istantanea che fermi un breve momento di felicità, facendolo rivivere anche quando si sarà concluso.

Riccardo e Diego raccontano un amore fresco, spontaneo, ma con la consapevolezza di chi lo ha visto finire e cerca di trattenerne l’essenza, le sensazioni.

 

“Questa canzone racchiude il nostro desiderio di vivere emozioni bellissime legate ad amori passati e di immortalarle in una foto per non dimenticare mai quelle sensazioni vissute”.

 


Scavando nelle storie individuali dei due componenti, vediamo come il loro primo vero amore è quello per la musica, che li ha accomunati fin dall’infanzia facendoli poi incontrare per la prima volta nelle aule della ACM University of London.

 

Da lì è cambiato tutto: la nascita dei Favola, in cui vanno a confluire gli anni di esperienza di ciascuno dei due, scatenando immediatamente la reazione sui social, in particolare Tik Tok e Instagram, e rubando i cuori di migliaia di teenager, che li hanno fin da subito acclamati come loro idoli.

 

Ma non sono solo i like a parlare: nonostante la giovane età entrambi possono vantare un’ampia esperienza nel songwriting e nel music producing, tanto da potersi permettere di autoprodurre i propri lavori.

 

Il loro incontro ha permesso ad entrambi di far esplodere quel potenziale latente che da tempo cercavano di sviluppare.



 


lunedì 28 dicembre 2020

ROCK TARGATO ITALIA 1987-92

 



Rock Targato Italia 1987 – 1992

 

Questa storia inizia negli anni ’80. Certo, anche prima di allora nella musica italiana erano successe molte cose fuori dagli schemi: c’era stata una delle scene prog più fervide a livello mondiale, c’erano stati i primi vagiti punk, c’erano state le avanguardie, il teatro canzone e un pugno di cantautori che avevano inconsapevolmente già le stimmate della rockstar. Però è negli anni ’80 che, grazie a una serie di esplosioni apparentemente slegate fra loro, inizia a prendere forma l’idea del rock alternativo italiano così come l’abbiamo vissuto e conosciuto.

 

L’esplosione più evidente parte ovviamente da Firenze dove alcuni manipoli di ragazzi folgorati dalla new-wave inglese, dal dark e dal rock americano iniziano a sperimentare strade nuove per far sposare quelle sonorità con la tradizione della miglior canzone d’autore nostrana. Nascono così i Diaframma, i Moda, i Neon e i Litfiba e tutte le realtà lanciate dalla IRA Records.

 

La seconda esplosione vitale avviene più a nord: a Berlino, dove due ragazzi reggiani s’incontrano per caso in una serata anonima e decidono di ripercorrere il Brennero a ritroso per ritornare a casa e sconvolgere le regole del punk dando vita ai CCCP: un’esperienza musicale unica che apre però la strada anche a tutto il movimento post-punk emiliano, dagli Ustmamò ai Disciplinatha.

 

Accanto a queste grandi esplosioni se ne susseguono altre come il movimento dei centri sociali torinesi dove iniziano a farsi le ossa alcuni dei personaggi chiave del decennio successivo e si cominciano a contaminare sonorità di ogni parte del mondo (dal rap alla musica etnica), oppure le posse, destinate ad avere grande rilevanza principalmente nel centro-sud ma in realtà attive lungo gran parte dello stivale e capaci di concentrare fortissime energie creative. Nel frattempo nelle Marche i Gang iniziano a miscelare punk, folk e impegno sociale mentre in Sicilia i Denovo pongono le basi per il rinnovo della sempre fertile scena catanese, tanto per fare solo qualche altro nome particolarmente significativo.

 

E Milano? Milano ovviamente non fa eccezione e si prepara a diventare uno dei fulcri creativi del movimento: fra le sale prove del capoluogo lombardo nasce la Vox Pop e iniziano a muovere i primi passi artisti come gli Afterhours, i Ritmo Tribale, gli Underground Life o i futuri La Crus, mentre prendono vita i primi locali rock dedicati alla musica live e sul palco del Magia si mischiano teatro canzone e sperimentazioni rock ospitando, per esempio, le prime esibizioni degli Elio E Le Storie Tese.

 

È in questo contesto e per l’esigenza di provare a dare una sorta di coordinamento a tutte queste energie che nel 1987 Francesco Caprini e Franco Sainini danno vita a Rock Targato Italia. Un festival che già l’anno successivo, per la curiosità di andare a scovare sempre nuovi talenti, si evolve in concorso con una prima edizione vinta da dei giovanissimi bresciani: i Timoria.

 

Gli anni ’80 però finiscono ben presto. Nel 1990 Ringo De Palma, fino a un paio d’anni prima batterista dei Litfiba, lascia questo mondo proprio poco dopo aver ultimato le registrazioni delle parti di batteria di quello che è destinato ad essere l’ultimo album dei CCCP ma anche la scintilla primordiale di qualcos’altro. Nello stesso anno Vasco Rossi calca per la prima volta il palco di San Siro e Ligabue esordisce sbancando il Festivalbar: due eventi che danno vigore anche a un rock italiano più improntato al mainstream e che aprono le porte delle grandi radio anche ad altri.

 
 

Tracklist:

  • Litfiba – Cafè, Mexcal e Rosita (1987)
  • Moda – America (1987)
  • CCCP – Tu menti (1987)
  • Diaframma – Caldo (1988)
  • Denovo – Ma che idea (1988)
  • Franco Battiato – E ti vengo a cercare (1988)
  • Vasco Rossi – Liberi… liberi (1989)
  • Eugenio Finardi – Vil Coyote (1989)
  • Elio e Le Storie Tese – Cara ti amo (1989)
  • Afterhours – How we divide our souls (1990)
  • Ustmamò – Vietato vietato (1991)
  • Africa Unite – Politics (1991)
  • Gang – Bandito senza tempo (1991)
  • Timoria – L’uomo che ride (1991)
  • Mau Mau – Mostafaj (1992)
  • Rats – Fuoritempo (1992)

 

  • Apnea – Poco prima di dormire (da Rock Targato Italia 2020)
  • VRF Project – C’eravamo tanto amati (da Rock Targato Italia 2020)
  • La Stazione dei pensieri – Arrivi tu (Da Rock Targato Italia 2020)


 

Presentazione brani Rock Targato Italia 2020:

 

Apnea – Poco prima di dormire

Da Pesaro, un susseguirsi di ricordi, confidenze e desiderio di rinascita si intrecciano all’interno di una canzone sincera ed elettrica in pieno stile rock d’autore.

 

VRF Project – C’eravamo tanto amati

La fine di un matrimonio e la rovina di un uomo vengono raccontate in modo ironico attraverso una marcetta sghemba che, da Bari, prova a riabbracciare la tradizione del teatro canzone più pungente.

 

La Stazione dei pensieri – Arrivi tu

Fra chitarre rock, melodie genuinamente pop e aperture orchestrali, arriva da Milano una canzone d’amore ombrosa e immediata dal buon potenziale radiofonico.



I TEATRI DI TUTTA ITALIA, GLI ARTISTI, I MESTIERANTI, ATTRAVERSANO DA TEMPO UNA PARTICOLARE SITUAZIONE LAVORATIVA - IL PICCOLO TEATRO DI MILANO HA UN NUOVO DIRETTORE CHE HA RIASSUNTO IN UNA SUA PRESENTAZIONE I SENTIMENTI DI TUTTI -

 


Auguri dal Piccolo Teatro di Milano

Care amiche, cari amici,
         a nome di tutto il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, eccomi a rivolgervi con grande emozione il mio primo saluto nelle nuove vesti di direttore di questo importante teatro – meglio: di questa piccola/grande e preziosa comunità artistica e culturale. Un saluto che – unendosi ad un sincero ringraziamento a chi mi ha preceduto alla guida dell’Istituzione, a cominciare da Sergio Escobar, per averci consegnato una realtà così ricca e vivace – visto il tempo dell’anno in cui ci troviamo si declina immediatamente in augurio per le imminenti festività e per l’anno che verrà. Il 2020 ormai avviato a conclusione è stato un anno difficile per noi tutte e tutti – inconcepibile e inaudito. Un anno tramato di dolore, fisico e morale, e di smarrimento. Un anno che ha radicalmente cambiato le regole del gioco, il rapporto con la realtà, la percezione del tempo e dello spazio, la relazione tra il dentro e il fuori, tra la sfera pubblica e quella privata. Un anno che ci ha restituito duramente alla consapevolezza della nostra disarmata fragilità. Senza illuderci di poter mai cancellare lo sgomento di questi ultimi mesi (operazione non solo impossibile, ma profondamente ingiusta e, in fondo, inumana) e rispettando lo strazio ineffabile di molte e molti di noi – troppe e troppi –,  al di là dei clamori e delle contraddizioni della cronaca dobbiamo riconoscere che il 2020 ci ha pure restituito un’esatta misura della forza e dell’importanza dei valori che hanno fondato e fondano il nostro vivere insieme, la necessità di una doverosa cura della vita in ogni sua forma, forse una più matura cognizione della funzione della ricerca, della cultura e dell’arte in seno alla nostra società. Ed è proprio da queste ultime sofferte conquiste che dobbiamo probabilmente ripartire – non per superare, come si diceva, uno scacco insuperabile, ma per sforzarsi, quanto meno, di dare un senso al vuoto di senso che ci ha travolte e travolti. Per pensare il nostro futuro. Ecco, nelle strane festività che ci troveremo a vivere – sospese, più intime  e appartate –, esattamente in questa direzione vanno i nostri voti: per un domani nuovo e non immemore, ma responsabile e fidente.
Come l’intero pianeta, il teatro tutto e il nostro teatro hanno patito il trauma dei giorni che ci sono stati dati in sorte e, insieme al destabilizzante disorientamento che ci ha procurato, il passaggio ci è servito pure per cominciare a fare i conti con le debolezze e le storture del nostro sistema e per rimettere a fuoco le finalità del nostro operare. In un simile contesto, ci tengo e ci teniamo, dunque, in primo luogo, a ringraziare le amiche spettatrici e gli amici spettatori che in questo momento di difficoltà ci hanno testimoniato la loro vicinanza, esprimendoci in vario modo la loro solidarietà e supportandoci spesso anche materialmente con la rinuncia al rimborso dei biglietti. Ugualmente doveroso il ringraziamento ai membri della Fondazione, agli sponsor e a tutte e tutti coloro che a vario titolo ci sostengono: nonostante la crisi del momento non si sono, infatti, sottratte e sottratti ai loro impegni, riconoscendo la funzione pubblica delle nostre azioni. A tutte e a tutti, quindi, il nostro grazie più sincero.
L’emergenza è ancora in corso e – ahinoi – tante sono ancore le incertezze che riguardano il nostro futuro, a partire dalla data di riapertura dei teatri. Facendoci carico della parte di responsabilità che ci compete nella tutela del bene comune, rimandiamo dunque ad un momento più propizio l’incontro con voi tutte e tutti, e intanto lavoriamo per costruire i progetti dei mesi che verranno. Poiché lo scorso luglio era stato annunciato il calendario dell’attività del Piccolo Teatro soltanto fino a dicembre, allegando per la seconda parte di stagione solo un sintetico catalogo di titoli in programma, a mo’ di buon auspicio per l’imminente 2021 aggiungo in margine a quanto scritto finora che proprio in queste ore stiamo attendendo alla pubblicazione on line sul nostro sito del calendario delle nostre proposte per i prossimi mesi di gennaio-febbraio, sempre ovviamente qualora sia possibile il riavvio delle attività. Costruito sulla base degli impegni assunti dal teatro nei mesi passati – già adeguati agli aggiustamenti resisi necessari in questi giorni con la sospensione della programmazione di spettacoli a partire dal 26 ottobre scorso –, il calendario di questo spicchio di stagione che andiamo a pubblicare diventerà ovviamente operativo ed effettivamente fruibile – e corrisponderà ad una reale presentazione di spettacoli – solo se e quando l’evoluzione della pandemia renderà possibile la riapertura delle sale. Benché i teatri restino chiusi, la condivisione dei programmi ci sembrava però sin d’ora un gesto concreto di comunione e di fiducia per tenere aperto e vivo il dialogo con voi. Almeno per il momento si tratta di una semplice apertura virtuale, per darvi modo di esplorare e meglio conoscere idealmente quello che per ora resta un campo di pure possibilità; ma tenace è la speranza di poterci ritrovare presto a teatro per partecipare insieme agli spettacoli che per ora ci limitiamo ad annunciare.
Prima di prendere congedo da voi, sempre a nome del Piccolo Teatro tutto, vorrei e vorremmo indirizzarvi un dono. «La vera felicità del dono», scriveva Adorno, «è tutta nell’immaginazione della felicità del destinatario: e ciò significa scegliere, impiegare tempo, uscire dai propri binari, pensare l’altro come un soggetto: il contrario della smemoratezza». In questi giorni abbiamo cercato di fare esercizio di memoria, ci siamo concentrati a pensarvi, o per lo meno ci abbiamo provato, e abbiamo condiviso il nostro pensiero con alcune artiste ed artisti vicini al nostro teatro. La scelta, alla fine, è caduta sul donarvi alcune “storie” – un piccolo e prezioso bagaglio di esperienze da custodire come talismani, un omaggio sentito al potere delle parole. In questi mesi di forzata inattività dei teatri, le avventure on line si sono moltiplicate. Certo la rete non potrà mai surrogare quel rapporto “dal vivo” su cui si fonda l’esperienza teatrale, ma per approssimazione ce ne può restituire un senso e un valore (benché dimidiati), ne può alimentare il desiderio… Per il nostro dono ci siamo quindi rivolti allo spazio della rete, cuore pulsante di una comunità certo virtuale, ma pur sempre comunità, puntando alla voce: quella strana presenza così immateriale e così fisica ad un tempo, capace di accarezzarci o sferzarci col suo flatus. A partire dal 24 dicembre Sonia Bergamasco, Roberto Latini, Federica Fracassi, Francesco Petruzzelli, Catherine Bertoni e Sebastian Luque Herrera daranno così voce sui nostri canali ad alcuni racconti – sguardi sulla realtà e mappe per il domani che ci aspetta. I podcast resteranno fruibili sui nostri canali fino al 6 gennaio. Un piccolo gesto per ricordarvi che ci siamo, che pensiamo a voi e che con voi ci vogliamo impegnare, al possibile, per cambiare insieme, a piccoli passi, il mondo.
Arrivederci (e a risentirci) presto, dunque!

Claudio Longhi
e il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

mercoledì 18 novembre 2020

Il Teatro di Bergamo www.donizetti.org/tv - il teatro da guardare - a casa come in prima fila - webTV -

 La Web TV dedicata a Gaetano Donizetti è un'idea pregevole per quanti non potendo uscire da casa, non rinunciano alla cultura, all'arte.

In attesa di visitare il Teatro Donizetti di Bergamo di recente restaurato, negli ultimi 3 anni, nonostante la grave pandemia Covid 19 in corso, gli abbonati della webTV, hanno occasione di vedere in anteprima la speciale visita guidata che si potra' fare non appena il teatro verrà riapeto al pubblico.

Il progetto è stato reso possibile da Fondazione TIM che, con il suo fondamentale contributo, ha deciso di sostenere la diffusione della cultura della musica classica e della figura di Gaetano Donizetti dalla sua città natale a tutta Italia, con l'obiettivo di favorire la più larga partecipazione alla vita culturale e musicale del nostro Paese.

Questa collaborazione nasce dalla condivisione  dello spirito di innovazione, dall'impegno e dalla responsabilità verso la comunità di TIM per un'Italia sempre più colta, digitale, innovativa e competitiva.

Nell'abbonamento alla WeeTV sono compresi lo streaming integrale delle opere Bellisario e Le nozze in via, tre visite alle prove in compagnia di Alberto Mattioli, le interviste ai protagonisti e una sorpresaspeciale  a cura di Francesco Micheli e di altri amici.

Infine, per tutti, la trasmissione in chiaro di Marino Faliero per festeggiare la prima opera al Teatro 

Donizetti.

Gaetano Domenico Maria Donizetti è uno tra i più celebri compositori operisti italiani dell'Ottocento.

Nasce a Bergamo da una famiglia umile e molto povera. Il padre era guardiano al Monte dei Pegni e la madre una tessitrice.

Sia lui, che il fratello Giuseppe, per il loro indiscutibile talento furono ammessi a frequentare le "lezionicaritatevoli" di musica tenute da Giovanni Simone, Mayr, Francesco Salari e Antonio Gonzales.

La lunga carriera di Donizetti annovera nel 1830 un successo senza precedenti, con l'Anna Bolena, scritta in soli trenta giorni per il "Teatro Carcano di Milano", che lo portò al successo internazionale, mostrando una piena maturità artistica.

Si alternarono per l'artista successi ed insuccessi, ed una piccola faida con Vincenzo Bellini.

Vincenzo Bellini non stimava Donizetti.

Donizetti di contro ammirò sempre la musica di Bellini, arrivando a comporre alla morte dell'artistacatanese una "Messa di Requiem".

Il Teatro di Bergamo e la Web Tv vi aspettano per introdurvi nel mondo artistico di una compositore che ha vissuto il suo tempo tra alti e bassi, comprese le vicende familiari sofferte. Vicende che non gli hanno impedito di realizzare grandi opere.


WWW.DONIZETTI.ORG/TV


ARISTON DI SANREMO - "IO RESTO IN SALA" -

 




L’Ariston di Sanremo partecipa al PROGETTO #iorestoinsala


questo progetto per dare un segnale alla propria clientela, sperando al più presto di 

                                                  accoglierla di

persona nelle nostre sale, con tutte le precauzioni dovute, gli amici cinefili.


Nella nostra nuova programmazione sono stati inseriti 3 nuovi film:








“GLI ANNI AMARI” – “LETIZIA BATTAGLIA – SHOOTING THE MAFIA” –“I CINQUE 


LIONNI”


PROGRAMMAZIONE -DAL 19/11/2020 al 25/11/2020


Alla Sala Virtuale Roof 1 verrà trasmesso il film COSA SARA’..al prezzo di € 7,90


Alla Sala Virtuale Roof 2 verrà trasmesso il film IL GRANDE PASSO al prezzo di €

7,90


Alla Sala Virtuale Roof 2 verrà trasmesso il film GLI ANNI AMARI al prezzo di € 6,90


Alla Sala Virtuale Roof 3 verrà trasmesso il film I AM GRETA – una forza della natura

al prezzo di € 7,99


DAL 20/11/2020


Alla Sala Virtuale Roof 3 verrà trasmesso il film LETIZIA BATTAGLIA – shooting the

mafia al prezzo di € 6,90


Alla Sala Virtuale Roof 4 verrà trasmesso il film I CINQUE LIONNI al prezzo

di € 3,00




Per informazioni vai sul sito www.aristonsanremo.com

Ringraziando per la collaborazione porgiamo i nostri cordiali saluti


Ariston srl