domenica 12 gennaio 2020

"PETER PAN" E "PINK SONIC" AL TEATRO MANZONI DI MILANO

Le favole più belle

Dal 26 ottobre 2019 al 28 marzo 2020

Sabato 25 gennaio 2020 ore 15,30

Soldout

In collaborazione con All Crazy

presenta
PETER PAN
MINI MUSICAL
REGIA Michele Visone
DIREZIONE ARTISTICA Maurizio Colombi
COREOGRAFIE Mattia Ferretti

Un nobile inglese dall'aria strana, insieme ad un amico/nemico di vecchia data, raccontano le
vicende del nostro Peter che perde la sua ombra nel tentativo di fuggire senza essere scoperto
mentre ascolta di nascosto le fiabe che la signora Darling racconta la sera ai figli. Tornato a casa
Darling per recuperarla, non riesce ad impedire il risveglio della figlia più grande Wendy: la
ragazzina aiuta così Peter a riattaccarsi l'ombra. Venuto a sapere che Wendy conosce molte storie
della buona notte; la invita all'Isola Che Non C'è per far da madre adottiva ai ragazzi della Il
malvagio Capitan Uncino, saputo del ritorno di Peter, cerca, insieme ai suoi scapestrati pirati
capitanati dal mozzo sempre ubriaco Spugna, di capire come fare a catturare il suo acerrimo
nemico, colpevole di avergli fatto mangiare la mano da un coccodrillo. La gelosia di Trilli, l'amica
fatina di Peter, dà l'pportunità al feroce Uncino di tendergli una trappola, ma l'eterno bambino
ha la meglio sull'ira del Capitano. Trilli rischia di morire, ma l'affetto dei bambini e di Peter la
riporteranno in vita… ma in tutto ciò chi è il nobile inglese che spesso si vede nella storia, e
soprattutto decide di rimanere eterno bambino e di vivere la vita come emozione e avventura
unica? Sta a voi capirlo in questa versione di Peter Pan, con un cast di Cantanti, Attori,
Ballerini e Acrobati professionisti del musical Nazionale, firmato All Crazy & Soldout.

DURATA: 75 minuti
BIGLIETTI: Adulti € 15,00; Bambini fino a 14 anni € 11,00; Under 3 anni € 4,50


27 gennaio 2020 - ore 20,45
Charlotte Spettacoli
presenta
PINK SONIC


PER LA PRIMA VOLTA NEI TEATRI D’ITALIA EUROPEAN PINK FLOYD EXPERIENCE TOUR

L’EUROPEAN PINK FLOYD EXPERIENCE dei PINK SONIC è il tour che vede la band esibirsi live per la prima
volta sui palchi dei principali teatri italiani.

I PINK SONIC portano live uno spettacolo fresco ed emozionante, della durata di 140 minuti, con un puro
approccio rock alla musica della band inglese. La riproduzione fedele dello stile di Gilmour, l’intesa e
l’interazione tra i musicisti, le luci, i laser e l’immancabile schermo circolare di 5 metri fornito di 32 luci
rendono gli show dei Pink Sonic un’esperienza unica della musica pinkfloydiana dal vivo, non solo per i
virtuosismi tecnici dei singoli artisti, ma anche per l’utilizzo meticoloso della stessa strumentazione
musicale.

La band è composta da: Francesco Pavananda (chitarra, voce principale), William Moor (batteria), Michele
Lavarda (basso e voce), Gioel Stradiotto (tastiere), Gabriele Andreotti (sassofono), Marco
Marinato (chitarra ritmica), Valerie Buckley (voce), Manuela Milanese (voce), Nicole Stella (voce).

I Pink Sonic sono una band veneta nata nel 2011 da un’idea di Francesco Pavananda, il frontman del
gruppo. Hanno all’attivo oltre 200 concerti sia in Italia che all’estero e sono stati protagonisti nel 2013 di
una tournée che ha visto la partecipazione di Lorelei e Durga Mc Broom – le due famose coriste dei Pink
Floyd che si sono ritrovate a cantare in Italia dopo oltre 20 anni dal loro ultimo concerto con la formazione
originale a Venezia nel 1989. I Pink Sonic sono una celebrazione della musica dei Pink Floyd. La fortuna di
questo progetto si basa sul preciso studio fatto da Pavananda nel tentativo di ricreare, quasi
filologicamente, le medesime sonorità e le spettacolarizzazioni dei Pink Floyd, trasformando lo spettacolo
in uno show unico nel suo genere.

www.instagram.com/pinksonicshow
www.facebook.com/pinksonic
www.pinksonicshow.com
BIGLIETTI

Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00 - Under 26 anni € 15,50

TEATRO FRANCO PARENTI - MILANO - PIANISTI DI ALTRI MONDI -

Pianisti di altri mondi
7 + 1 concerti, tra jazz e sonorità d’oggi

Rassegna ideata da Gianni Morelenbaum Gualberto (Peverelli & Morelenbaum Associati)
in collaborazione tra la Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti

Domenica 19 gennaio; 9 e 23 febbraio; 15, 22, 29 marzo; 5 aprile

ore 11.00, Sala Grande del Teatro
Venerdì 22 maggio
ore 20.30, Bagni Misteriosi
Teatro Franco Parenti
Via Pierlombardo 14
Milano

Pianisti di altri mondi si propone di sfatare il mito di una musica contemporanea
incomunicabile e arcigna e la fama ostile che accompagna molta produzione del Novecento musicale.

Il cartellone è affidato a interpreti di grande notorietà e rilevanza internazionale e unisce impegno, spettacolarità
e qualità, esponendo la molteplicità di esperienze che la musica vicina ai nostri tempi sa offrire.

19 gennaio 2020

Vijay Iyer è stato fin da giovanissimo un genio della matematica, chiamato a Stanford poco più che
adolescente. Ha mollato tutto per darsi alla musica, e in poco meno di un decennio è diventato
una star negli Stati Uniti, mescolando la sua tradizione (i genitori sono stati fra i primi a emigrare
dall'India) con quella della musica contemporanea e quella improvvisata.

Oggi è professore con cattedra a vita a Harvard, ha scritto testi illuminanti di filosofia della musica
improvvisata e sui criteri neurologici e antropologici dell'improvvisazione.

Elegante di portamento, vagamente altero e professorale, ha uno spiccato sense of humor di marca britannica
più che americana. Ha ricevutola MacArthur Grant (dotazione è 500.000 dollari), che negli Stati Uniti si
conferisce a chi è considerato un genio. E’ artista ECM.

9 febbraio

Vanessa Wagner, giovane prodigio, ha studiato a lungo la musica accademica, specializzandosi nel
repertorio lisztiano e in quello francese novecentesco, per poi mettere tutto da parte e
interessarsi ai rapporti fra strumenti acustici ed elettronica. Lavora da tempo con una celebrità
dell'elettronica come il messicano Murcof, creando spettacoli in cui la pagina scritta viene
rielaborata contestualmente dall'elettronica. Collabora poi con numerose compagnie teatrali
francesi, come quella di Yoann Bourgeois, creando azioni teatrali sulla musica eseguita.

23 febbraio

Yonathan Avishai è uno dei più significativi pianisti a emergere dalla ricchissima scena israeliana.
Trapiantatosi in Francia, è diventato artista dell'ECM che lo cura in modo particolare.

In tempi recenti, Avishai si è particolarmente interessato ai rapporti fra musica popolare del Novecento e le
radici in certa musica accademica delle Americhe: Gottschalk, Lecuona, Ernesto Nazareth e gli
autori legatisi a Broadway, creando un recital che è vivacissimo intellettualmente e di grande
poesia e spettacolarità.

15 marzo

Lisa Moore è australiana e nota per essere stato un giovane prodigio del pianoforte, per quanto si
sia dedicata quasi tutta la vita alla musica di ricerca, collaborando con i principali compositori e
ensemble di oggi.

Ogni suo recital è uno spettacolo anche teatrale perché ha soprattutto
investigato i legami fra musica e azione teatrale (a partire dagli happening del Living Theatre) e
l'interazione fra musica e azioni visive.

Appartiene a una generazione di donne che si sono votate
alla musica contemporanea: lei, Ursula Oppens, Vicky Chow, Sarah Cahill, Margaret Leng Tan, Lisa
Bielawa, Jennifer Higdon, Gloria Cheng, Meredith Monk, Lera Auerbach, Vanessa Wagner, Ashley
Bathgate, Anne Le Baron, Gabriela Lena Frank, Caroline Shaw, Tania J. León, Angélica Negrón, Zoe
Keating, Maya Beiser, Anna Thorvaldsdóttir, Missy Mazzoli, Julia Wolfe, Lois V Vierk, Annea
Lockwood e molte altre ancora.

22 marzo

Timo Andres è uno fra i più affermati compositori americani della sua generazione (quella dei
Nico Muhly, di Bryce Dessner, di Judd Greenstreet e altri ancora), tutti nati sotto la tutela di John
Adams, Philip Glass, Steve Reich. Andres, oltre a essere un applaudito compositore, è anche un
noto pianista: da un decennio, grazie anche ai legami con un'etichetta discografica quale la
Nonesuch, esplora la musica americana contemporanea e del Novecento. In Italia suoi lavori sono
stati eseguiti da gruppi come Sentieri Selvaggi e altri.

29 marzo

Simon Ghraichy rappresenta simbolicamente e persino fisicamente lo spirito di questa rassegna.
Francese di nascita, libanese e messicano di origini, una gioventù trascorsa in Canada, studi
musicali fra Parigi e Hensinki, egli presenta un programma dove espone le radici latinoamericane
della musica contemporanea nelle Americhe. Di Simon Ghraichy, che gode nel mondo di ampia
fama, il sito della Deutsche Grammophon dedica ampissimo spazio.

5 aprile

Anche Jason Moran (dieci anni prima di Vijan Iyer) è stato premiato con la MacArthur Grant.
Moran fonde l'improvvisazione con la composizione.

Lui e la moglie, un mezzosoprano classico di
nome Alicia Hall, appartengono, anche come tipi fisici, alla generazione degli africano-americani
esemplificati dal film Black Panther: colti, plurilaureati, eleganti, dediti a attività culturali e
filantropiche, organizzatori di concerti accademici e non. La loro casa, fotografata da Vogue, è uno
studio-museo piena di testimonianze dell'arte africana e africano-americana.

Moran è curatore al Whitney Museum, dove ha di recente organizzato una mostra dedicata ai rapporti fra
la musica africano-americana e le componenti ebraiche e latinoamericane della società statunitense.

Da vari anni è ospite fisso della Biennale di Venezia, dove espone installazioni con Joan Jonas e altri.

22 maggio, festa finale sul palco galleggiante dei Bagni Misteriosi Danny Grissett, Emmet Cohen, Dado Moroni,
Aaron Goldberg

A quattro pianisti è riservato il gran finale del ciclo. Ognuno di loro, in particolare il giovane
prodigio Emmet Cohen, è un celebrato solista nel mondo del jazz. Rappresentano l'ultima
generazione di pianisti americani e africano-americani, a parte l'italiano Dado Moroni, e rendono
omaggio al padre del be bop, il leggendario sassofonista Charlie Parker.
Società del Quartetto di Milano – www.quartettomilano.it

Via Durini 2, 20122 Milano
Telefono 02 76005500

Teatro Franco Parenti – www.teatrofrancoparenti.it
Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono 02 59995206

giovedì 9 gennaio 2020

"HO AMATO TUTTO"- LA CANZONE DI TOSCA AL 70esimo FESTIVAL DI SANREMO 2020 -

Tosca prossima cantante italiana a salire sul palco del 70esimo Festival di Sanremo inizia il suo percorso artistico in una piccola compagnia teatrale di Checco Durante.

È in un piano bar romano che approda alla musica e viene notata da Renzo Arbore, il quale la arruola nella trasmissione televisiva Il caso Sanremo con Lino Banfi. Nel 1989 canta la canzone Carcere 'e mare nella colonna sonora del film Scugnizzi di Nanni Loy.

Nel 1992 esce il suo primo album dal titolo Tosca e partecipa al Festival di Sanremo nella categoria giovani con il brano Cosa farà Dio di me.

Nel 1993 incide il secondo album dal titolo Attrice. Fino al 1996 proseguono le collaborazioni eccellenti: Lucio Dalla con il quale duetta nel brano Rispondimi, Riccardo Cocciante (duetto nel brano: L'Amore esiste ancora); Renato Zero (Inventi), fino ad arrivare a Ron con il quale vince il Festival di Sanremo 1996 con la canzone Vorrei incontrarti fra cent'anni.

Segue il disco L'altra Tosca, raccolta di tutti i duetti più significativi dell'artista. Nell'ottobre dello stesso anno è protagonista del Carro Fantastico al Teatro alla Scala di Milano. Interpreta la title-track del film Jane Eyre diretto da Franco Zeffirelli.

Nel 1997 partecipa a Sanremo con il brano Nel respiro più grande, scritto da Susanna Tamaro e musicato da Ron e in primavera esce il suo quarto album Incontri e passaggi dove interpreta canzoni scritte per lei da Ennio Morricone, Lucio Dalla, Massimo Bubola, Renzo Zenobi, Mariella Nava, Chico Buarque, Ivano Fossati, Grazia Di Michele e altri. Vince la Targa Tenco 1997 come migliore interprete.

Nel 1997 doppia, sia per la parte recitata che per quella cantata, il film di animazione della 20th Century Fox Anastasia insieme a Fiorello. Nello stesso anno interpreta il ruolo della protagonista Milly nel musical campione di incassi Sette spose per sette fratelli con l'étoile Raffaele Paganini.

Nel 1999 inizia una collaborazione con il Vaticano partecipando a diversi eventi televisivi in mondovisione per il Giubileo. Viene scelta per interpretare Mater Iubilaei, inno mariano del Giubileo del 2000.

Nel maggio dello stesso anno esegue per la prima volta la neonata preghiera nella grotta di Lourdes. È la prima cantante al mondo che si esibisce sotto la grotta. Per tutto il 2000 porta Musica Caeli, un concerto di arie sacre inedite, nelle più grandi chiese e cattedrali di capitali straniere di fronte alle massime autorità di varie religioni. Canta Mater Iubilaei sotto la porta Santa prima della chiusura di Giovanni Paolo II.

Nel 2001 debutta nella prestigiosa rassegna Taormina Arte nel ruolo della protagonista nel musical Salvatore Giuliano insieme a Giampiero Ingrassia con la regia di Armando Pugliese. Nel 2002 recita e canta nello spettacolo Wozzeck, Lulu, la morte e gli altri al fianco di Carla Fracci per la regia di Beppe Menegatti al Teatro dell'Opera di Roma. Recita in un'edizione di Monologhi della Vagina per la regia di Emanuela Giordano.

Ron e Tosca eseguono Vorrei incontrarti fra cent'anni al vittorioso Festival di Sanremo 1996

Nel 2003 debutta col suo nuovo spettacolo di teatro-canzone Notte in Bianco, di cui è anche autrice, per la regia di Claudio Insegno, associato all'uscita del suo quinto CD Sto bene al mondo. Tra il 2003 e il 2005 interpreta il ruolo di Jenny delle spelonche nell'Opera da tre soldi di Bertold Brecht al fianco di Massimo Venturiello e sempre con lo stesso attore interpreta Nadia nel Tango delle ore piccole di Manuel Puig nella stagione 2004/2005. Nello stesso periodo (2004-2005) interpreta canzoni romane nello spettacolo Semo o nun semo di Nicola Piovani.

Nel giugno 2005 debutta ad Asti Teatro con lo spettacolo di teatro-canzone Romana, omaggio a Gabriella Ferri, per la regia di Massimo Venturiello.

Nello stesso anno, partecipa alle riprese di Baciami piccina, un film con Neri Marcorè e Vincenzo Salemme. Nel 2006 è candidata al Nastro d'argento per la canzone originale Tra cielo e terra di Pietro Cantarelli tratta dalla colonna sonora dell'omonimo film. Dal 2006 al 2008 è Lucia nello spettacolo Gastone di Ettore Petrolini per la regia di Massimo Venturiello.

Nel 2007 partecipa al festival di Sanremo con la canzone Il Terzo Fuochista scritta da Massimo Venturiello e musicata da Ruggiero Mascellino. Nella stagione teatrale 2008-2009 interpreta Gelsomina nell'adattamento teatrale de La Strada tratto dal film di Federico Fellini, per la regia di Massimo Venturiello. Lo spettacolo vince tre premi Olimpici del teatro come migliore regia, migliore musica originale e migliori costumi.

Dal 2009 al 2011 è in scena con lo spettacolo di teatro-canzone Musicanti (Sonata a Cosimina) con Massimo Venturiello che ne cura anche il testo e la regia.

Nel giugno del 2010 è la voce protagonista della composizione di Marco Betta su libretto di Francesco Busalacchi La Corona di Tombacco. Sempre nello stesso anno incide un CD di musiche del Trentino, Trentino Senza Tempo con il corpo bandistico di Albiano, diretto da Marco Somadossi.

Nel febbraio del 2011 esce il brano Il Bel Paese degli Animali scritto da Massimo Venturiello e musicato da Ruggiero Mascellino, canzone di protesta contro le dittature.

Nell'aprile 2011 debutta con lo spettacolo Il borghese gentiluomo di Molière con Massimo Venturiello che ne cura adattamento e regia; la pièce sarà in scena fino al 2013.

Partecipa allo spettacolo Italiane nel settembre 2011, al teatro Argentina di Roma con Maddalena Crippa e Lina Sastri, per la regia di Emanuela Giordano. Nell'ottobre dello stesso anno, debutta con il suo nuovo spettacolo di teatro-canzone Zoom spartito cinematografico testo e regia di Massimo Venturiello e direzione musicale di Ruggiero Mascellino.

Nel 2013 partecipa all'album "Cantabile" di Nicola Piovani con il brano "Il merlo innamorato", riproposto durante il Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma, accompagnata dallo stesso Piovani e da un gruppo di musicisti.

Il 30 settembre 2014 esce "Il suono della voce", album contenente pezzi scritti, tra gli altri, da Ivano Fossati e Joe Barbieri, alcuni brani cantati in diverse lingue tra cui il libanese, lo yiddish, il rumeno, il giapponese mentre altri della tradizione napoletana e romana sono stati rivisitati in chiave originale.

Alla fine del 2014 viene nominata direttore della sezione Canzone di "Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, laboratorio di alta formazione della Regione Lazio, in collaborazione con l'Università di RomaTre e il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.

Nell'aprile del 2015 debutta nello spettacolo teatrale "Il grande dittatore", prima trasposizione mondiale del capolavoro cinematografico di Charlie Chaplin con e per la regia di Massimo Venturiello.

Il 19 settembre 2015 esce Priesencolinensinainciusol, omaggio al grande talento di Adriano Celentano. Il videoclip, girato nello storico Palazzo Farnese di Caprarola, è incentrato sul concetto di arte in ogni sua forma come mezzo di comunicazione universale: dodici performer, attraverso differenti stili, provenienti da tutti i continenti, si intrecciano tra loro alla ricerca di un dialogo corale.

Inizia il suo percorso artistico in una piccola compagnia teatrale di Checco Durante. È in un piano bar romano che approda alla musica e viene notata da Renzo Arbore, il quale la arruola nella trasmissione televisiva Il caso Sanremo con Lino Banfi. Nel 1989 canta la canzone Carcere 'e mare nella colonna sonora del film Scugnizzi di Nanni Loy.

Nel 1992 esce il suo primo album dal titolo Tosca e partecipa al Festival di Sanremo nella categoria giovani con il brano Cosa farà Dio di me.

Nell'aprile del 2016 suona ad Algeri e Tunisi, dove registra due sold out. Soprattutto a Tunisi è l'unica artista italiana nel cartellone dell'undicesima edizione del festival internazionale tunisino Jazz à Carthage, dove conquista il pubblico soprattutto per il suo omaggio a Abd al-Halīm Hāfeẓ col brano Ahwak.

Nel gennaio 2017 registra un sold out all'Auditorium Parco della Musica con il concerto "Appunti Musicali dal Mondo", che vede la presenza con lei sul palco di amici ospiti come Nicola Piovani, Gegé Telesforo, Danilo Rea, Germano Mazzocchetti, Joe Barbieri e Gabriele Mirabassi, artisti, nonché suoi eccezionali compagni nelle tappe fondamentali della sua carriera musicale. Il concerto diventa un album live che esce il 24 novembre 2017.

Nello spettacolo di Capodanno 2018, tenutosi al Circo Massimo, regala un omaggio sulla canzone romana alla città di Roma. In questa occasione è la prima artista italiana a collaborare in uno spettacolo della compagnia teatrale catalana La Fura dels Baus.

Nel 2018 partecipa alla colonna sonora del film di Gabriele Muccino A casa tutti bene, scritta da Nicola Piovani, cantando il brano

L'invenzione di un poeta[9], inserito nella cinquina dei Premi David di Donatello 2019 nella categoria migliore canzone originale

Nel 2018 porta il tour Appunti musicali dal mondo in Brasile, Portogallo e Francia, suonando in club prestigiosi e duettando in ogni città con artisti di fama mondiale: Alice Caymmi, Mariene De Castro, Aline Calixto, Awaly.

Inoltre, incontra: Marisa Monte, Cristina Piovani, Ivan Lins, Luisa Sobral, Ivano Fossati. Grazie a questo viaggio è stato realizzato il documentario Il suono della voce (prodotto da Leave Music/Rai Cinema) per la regia di Emanuela Giordano, presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma 2019, nell'ambito della sezione autonoma Alice nella città.

Il 31 dicembre 2018, dopo dieci anni, riporta in scena all'Auditorium Parco della Musica di Roma "Romana - il concerto", omaggio a Gabriella Ferri, dove registra il sold out.

Nel 2019 è madrina della quindicesima edizione del Premio Bianca d'Aponte - Città di Aversa.

Nel 2019 vince la Targa Tenco per il migliore album a progetto "Viaggio in Italia" con gli Adoriza. L'album-progetto nasce da un'idea di Tosca dal ciclo di incontri sulla musica popolare tenuti assieme a Paolo Coletta e Felice Liperi nell'ambito del Laboratorio di Alta formazione della Regione Lazio Officina delle Arti Pierpaolo Pasolini. La produzione, arrangiamenti e direzione artistica sono di Piero Fabrizi.

A ottobre 2019 esce il suo album Morabeza, prodotto da Joe Barbieri, in cui collabora con Luísa Sobral, Cezar Mendes, Arnaldo Antunes, Cyrille Aimee, Lenine, Vincent Segal, Awa Ly, Gabriele Mirabassi.

Nel 2019 collabora con l'artista capoverdiana Tete' Alhinho nel brano Scutam es Morna (Scusami Morna). La canzone, cantata in creolo e in italiano, è stata inserita nell'opera omnia "80 Musicas" di Mario Lucio Sousa, uno dei più grandi artisti capoverdiani, conosciuto in tutto il mondo per il suo contributo all'arte capoverdiana nel mondo.

Il 6 gennaio 2020 Amadeus annuncia la sua presenza tra i big della settantesima edizione del Festival di Sanremo con il brano "Ho amato tutto", scritto da Pietro Cantarelli.

Tosca, grande interprete italiana, una carriera costellata di successi torna al 70esimo Festival di Sanremo con la canzone "HO AMATO TUTTO".

MICHELE ZARRILLO - 70esimo FESTIVAL DI SANREMO - "NELL'ESTASI O NEL FANGO"


Michele Zarrillo nasce a Roma il 13 giugno 1957 sotto il segno dei gemelli.

Artisticamente esordisce come chitarrista/cantante durante gli anni '70, nelle cantine rock della periferia romana, fondando il gruppo "Semiramis" e partecipando allo storico raduno rock capitolino di Villa Pamphili nella primavera del 1972.

Nel 1974 è la voce solista del "Rovescio della Medaglia", altro importante gruppo dell'avanguardia musicale di quegli anni.

Negli anni successivi si apre anche al mondo della musica pop ed esterna la sua forte vena compositiva firmando brani per importanti nomi come Renato Zero e Ornella Vanoni.

Prosegue poi con le prime registrazioni delle sue canzoni "Su quel pianeta libero" e "Una rosa blu".

Nel 1987 vince il Festival di Sanremo nella categoria "Nuove Proposte" con il brano "La notte dei pensieri".

La vittoria a Sanremo genera ovviamente la richiesta di spettacoli ed ecco Michele fare i primi concerti da cantante solista, dove il particolare timbro di voce e le sue doti interpretative cominciano a farsi notare. Una sera del maggio 1990, in un ristorante della provincia romana, l'artista incontra casualmente Alessandro Colombini, produttore storico della musica italiana (Lucio Battisti, PFM, Bennato, Lucio Dalla, Venditti) che gli dimostra la sua stima e gli riferisce dell'ammirazione che per lui nutre Antonello Venditti.

Da questo incontro nasce un progetto di lavoro con la produzione di Colombini che dà i primi risultati con la canzone "Strade di Roma", presentata a Sanremo 1992 e con l'album "Adesso", dove inizia la collaborazione letteraria con Vincenzo Incenzo.

A Sanremo 1994 Michele Zarrillo presenta una bellissima canzone d'amore dal titolo "Cinque Giorni".

Il brano risulterà uno straordinario successo popolare e di vendite, entrando di diritto tra i classici della canzone italiana. Il successo di "Cinque Giorni" genera un nuovo album, "Come uomo tra gli uomini" che, oltre a "Cinque Giorni", contiene una serie di canzoni che diventano punti focali dei suoi concerti, tra cui "Il canto del mare", "Il sopravvento" e "Gli assolati vetri".

La successiva tournée teatrale conferma il formidabile momento artistico di Michele Zarrillo che nel 1995 si dedica interamente alla composizione dei brani per il nuovo album che esce subito dopo Sanremo 1996, al quale Zarrillo partecipa con "L'elefante e la farfalla".

L'omonimo album è frutto di un lungo e proficuo lavoro di équipe. Michele Zarrillo infatti normalmente compone la parte musicale inserendo da subito alcune parole in italiano, o un'idea di testo che verra' elaborata poi definitivamente da Vincenzo Incenzo, amico ed autore di tutte le liriche dell'artista.


L'album "L'amore vuole amore" (ottobre 1997) e' una compilation sui generis: raccoglie tutte le più importanti canzoni di Michele con l'aggiunta di due brani inediti ("L'amore vuole amore" e "Ragazza d'argento") oltre alle canzoni piu' significative del primo periodo ("La notte dei pensieri", "Una rosa blu" e "Su quel pianeta libero").

Questi brani (in particolare "Una rosa blu") otterranno un nuovo, strepitoso successo di vendite con l'album a quota 600.000 copie vendute che, aggiunte a oltre 120 concerti effettuati in pochi mesi, porteranno alla definitiva consacrazione dell'artista ed alla straordinaria intesa col pubblico che si puo' notare in ogni sua esibizione. Lo stesso album viene pubblicato in Spagna (tutte le canzoni sono state ricantate in spagnolo) e il brano "Cinco dias" diventa una hit.

La versione italiana dell'album viene distribuita anche in altri Paesi europei, tra cui Germania, Austria, Belgio, Olanda e Polonia. Da meta' novembre a meta' dicembre 1998 Zarrillo si esibisce in alcuni concerti oltre oceano, in Canada e Giappone. Pur essendo tour promozionali, il successo e' straordinario e i concerti registrano ovunque il tutto esaurito.

Nel giugno 2000 Michele Zarrillo pubblica "Il vincitore non c'e'", album nel quale si dedica ad una ricerca musicale piu' approfondita, capace di far convivere il suo passato di musicista d'avanguardia e l'attualita' del 'pop' d'autore. Nel corso di un tour teatrale, in un momento di profonda ispirazione, Michele compone "L'acrobata", che viene presentata a Sanremo 2001. Come molte altre canzoni presentate da Zarrillo al Festival, anche l'"Acrobata" e' destinata a rimanere nel tempo.


Successivamente prende corpo un progetto al quale Michele Zarrillo pensa da tempo: realizzare un album live, il primo della sua lunga carriera. A tal fine vengono organizzati due concerti-evento che si tengono al Teatro Puccini di Firenze il 22, e all'Horus Club di Roma il 23 dicembre 2001.

Nel frattempo Michele compone alcune nuove canzoni. Tra queste, "Gli Angeli" viene prescelta per il Festival di Sanremo 2002, dove Zarrillo torna per la nona volta. L'album live sara' nei negozi subito dopo il Festival con il titolo "Le occasioni dell'amore".

In due cd sono raccolti diciannove grandi successi e tre brani inediti realizzati in studio (il brano di Sanremo, quello che da' titolo all'album e "Sogno"), per oltre due ore di musica. Sara' l'occasione, per quanti non avessero ancora assistito ad un concerto di Zarrillo, di scoprire le sue qualita' di musicista polistrumentista, straordinariamente versatile nel passare dalla chitarra al pianoforte, con energia e personalita' travolgenti.

Dal 31 ottobre 2003 Michele Zarrillo è ritornato con un nuovo album di inediti dal titolo "Libero sentire". Il disco, che arriva a tre anni di distanza dal precedente album in studio, caratterizza, meglio che in passato, le qualità artistiche di Michele che, nelle nuove canzoni tratta anche argomenti di carattere sociale, come nei brani "Ballando nei giorni del mondo", "Libera ti vorrei" e "Dimentica".

Michele non tradisce la sua inimitabile "scrittura", legata ad armonie e melodie sempre originali e ad una straordinaria sensibilità nel cogliere i sentimenti comuni. Come nelle canzoni che trattano l'Amore nelle sue fasi piu' importanti: nel dolore della perdita "L'amore e' l'inganno della ragione" e "Ti penso ogni momento", nel piacere di ritrovarsi "Toccarti nell'anima", "Per tornare a te" e "Un nuovo giorno", il primo singolo dell'album e nell'amicizia "L'amicizia di una Donna".

Alla fine del 2016 Carlo Conti annuncia la partecipazione di Michele Zarrillo al Festival di Sanremo 2017 con la canzone "Mani nelle mani".

Un brano con una storia speciale chiude il cd. "Dove il mondo racconta segreti" è scritto a quattro mani con Tiziano Ferro, autore del testo.

Nel 2006 pubblica il CD "L'alfabeto degli amanti" e lo stesso anno partecipa al 56º Festival di Sanremo,presentando l'omonimo brano, il quale arriva in finale. Una delle serate prevede un duetto con il cantante Tiziano Ferro. Nel 2008 partecipa ancora al Festival di Sanremo con un brano dal titolo "L'ultimo film insieme".

Segue la pubblicazione dell'album "Nel tempo e nell'amore", una raccolta dei successi dal 1981 al 2008, in due CD, contenente un inedito.

Nel mese di settembre del 2011 viene pubblicato l'album di inediti "Unici al mondo". Michele Zarrillo ha tre figli: Valentina, Luca, nato nel 2010 e Alice, nata nel 2012.

Il 5 giugno 2013 viene colpito da un infarto e ricoverato in codice giallo nel reparto di Terapia intensiva dell'Ospedale Sant'Andrea di Roma. Torna sulle scene il 7 ottobre 2014 con un concerto all'Auditorium Parco della Musica di Roma accompagnato dai jazzisti Danilo Rea e Stefano Di Battista.

Alla fine del 2016 Carlo Conti annuncia la partecipazione di Michele Zarrillo al Festival di Sanremo 2017 con la canzone "Mani nelle mani".

Michele Zarrillo torna al 70esimo Festival di Sanremo con la canzone dal titolo "NELL'ESTASI O NEL FANGO".

martedì 7 gennaio 2020

RITA PAVONE - IS BACK - DOPO 48 ANNI TORNA AL FESTIVAL DI SANREMO E CANTA "NIENTE (Resilienza 74) -

Rita nasce e vive i suoi primi anni in via Malta 43, nel quartiere Borgo San Paolo di Torino[13]. La famiglia di origine era composta dal padre Giovanni Pavone, un operaio della Fiat Mirafiori di origini siciliane (1912–1990) la madre Maria, casalinga di origini ferraresi, e i fratelli Piero, Carlo e Cicco.

Rita, terzogenita dei quattro, si iscrive alla prima liceo dell'istituto statale Santorre di Santarosa ma, nell'inverno 1959-60, la famiglia si trasferisce in un altro quartiere, presso le case operaie della Fiat di via Chiala 19, alle "Basse" di Mirafiori Sud.

Nello stesso periodo, appoggiata e incoraggiata dal padre Giovanni, debutta al Teatro Alfieri di Torino in uno spettacolo per ragazzini dal titolo Telefoniade, e realizzato dall'allora società telefonica Stipel[14]. È quella la prima volta che Rita si esibisce davanti a un pubblico, e lo fa in due uscite: nel primo tempo, truccata da ragazza di colore e con addosso un frac di raso nero nella interpretazione di Swanee, brano reso famoso dal cantante statunitense Al Jolson; poi, nel secondo tempo, nei panni di un'inglesina in visita a Roma cantando il brano di Renato Rascel, Arrivederci Roma. Tra la fine del 1959 e l'inizio del 1961 si fa notare esibendosi prima in feste studentesche, poi in alcuni locali torinesi, come l'Apollo Danze", "La Serenella", "La Perla", l'"Hollywood Dance" o il "Principe", guadagnandosi il soprannome di "Paul Anka in gonnella" grazie alla scelta di un repertorio che prediligeva proprio i brani del famoso cantante canadese.

La vita torinese tuttavia è molto intensa: Rita deve aiutare economicamente la famiglia con lavori saltuari presso una camiceria e, allo scopo di ottenere un diploma, si iscrive a dei corsi festivi dell'Istituto Tecnico Commerciale; gli orari di lavoro però, non le consentono di proseguire gli studi. Il talento artistico invece, la rende celebre fino al punto di partecipare alla prima edizione del Festival degli sconosciuti di Ariccia nel 1962, che Rita vince interpretando Moliendo Café e altri brani del repertorio di Mina.

Il patron della manifestazione del Festival è il cantante Teddy Reno, che diviene il suo pigmalione. Sei anni dopo, i due si sposano in Svizzera, dopo una serie di polemiche a causa della notevole differenza d'età tra i due e soprattutto per il fatto che all'epoca Teddy Reno era già sposato civilmente e con un figlio avuto dalla prima moglie Vania Protti. Con Teddy, Rita avrà due figli, Alessandro (1969) e Giorgio (1974). Insieme, risiederanno in Svizzera a partire dal 1968.

Quella vittoria ad Ariccia nel 1962 le procura un provino con l'RCA Italiana e le fa ottenere immediatamente un contratto discografico, che la consacra al grande pubblico negli anni a seguire.


Rita Pavone ne Il giornalino di Gian Burrasca, 1964


Viva la pappa col pomodoro - Disco 45 giri

Dal 1963 Rita raggiunge una vasta popolarità: già nei primi mesi dell'anno le vendite dei suoi dischi superano il milione di copie vendute.

Escono alcuni singoli di enorme successo: La partita di pallone, che il 16 febbraio 1963 arriva al primo posto in hit-parade per due settimane, e Sul cucuzzolo (scritte da Edoardo Vianello); Alla mia età; Come te non c'è nessuno, che dal successivo 2 marzo resta in vetta per 9 settimane; Il ballo del mattone, che l'8 giugno 1963 arriva prima restandoci per tre settimane; Cuore, versione italiana della hit statunitense scritta da Barry Mann e Cynthia Weil e interpretata da Wayne Newton: Heart (I Hear Your Beating), che il 6 luglio 1963 arriva prima per 9 settimane;[24] Non è facile avere 18 anni, che arriva prima il 25 gennaio 1964 per due settimane; Datemi un martello (adattamento italiano di Sergio Bardotti di If I Had a Hammer).

Nel 1964 interpreta lo sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca, tratto dal romanzo per ragazzi di Vamba e diretto da Lina Wertmüller, con musiche di Nino Rota orchestrate da Luis Bacalov. Sigla di questo programma è il brano Viva la pappa col pomodoro, la cui registrazione si avvale dello zither di Anton Karas. Questa canzone viene incisa dalla Pavone in molte lingue: The Man Who Makes The Music nel Regno Unito, Ich frage meinen Papa in Germania e Qué ricas son la papas in Spagna e nei paesi di lingua spagnola.

Sempre nello stesso anno, la sua popolarità meritò le attenzioni di Umberto Eco nel suo saggio intitolato Apocalittici e integrati. Nel 1965 vince il Cantagiro con Lui. Seguono numerose altre hit a 45 giri: Solo tu, Stasera con te, sigla del programma televisivo Stasera Rita per la regia di Antonello Falqui, Plip, che il 25 dicembre 1965 arriva prima per tre settimane, Qui ritornerà, che il 18 giugno 1966 arriva in prima posizione, Il geghegé, altra sigla delle cinque puntate che la videro protagonista a Studio Uno del 1966, Fortissimo, La zanzara, Gira gira, Questo nostro amore.

In questi anni, è protagonista anche di alcuni film musicarelli di buon successo commerciale: Rita, la figlia americana (1965) con Totò e la regia di Piero Vivarelli; Rita la zanzara (1966) con Giancarlo Giannini e la regia di Lina Wertmüller; Non stuzzicate la zanzara (1967), con Giancarlo Giannini e Giulietta Masina, sempre per la regia di Lina Wertmüller. Nel 1967, Rita Pavone vince il Cantagiro con Questo nostro amore, scritto da Luis Bacalov e Lina Wertmüller e tema del film Non stuzzicate la Zanzara. Nel 1967 escono Little Rita nel West (con 33 giri omonimo per la RCA), film con Terence Hill e la regia di Ferdinando Baldi, e La feldmarescialla, sempre con Terence Hill e la regia di Steno.

I successi all'estero

Grande è stata la popolarità di Rita Pavone a livello internazionale. Molte sono le etichette per le quali Rita incide: Decca nel Regno Unito; Teldec e Polydor in Germania; Barclay, RCA e Phonogram in Francia e infine, RCA Victor per gli Stati Uniti, Giappone e tutto il Sud America. Negli Stati Uniti è stata cinque volte ospite della trasmissione Ed Sullivan Show. In una puntata Rita Pavone vi appare sul cartellone quale terzo nome dopo Duke Ellington ed Ella Fitzgerald. Seguono altri spettacoli televisivi come Hullabaloo e Shindig, che la vedono agire sul palco insieme a nomi dello spettacolo quali The Beach Boys, Marianne Faithfull, Orson Welles, The Animals e The Supremes.

La RCA Victor Americana pubblica tre Album di Rita Pavone: The International Teen-Age Sensation, il cui singolo, Remember Me resta per 10 settimane nelle classifiche Hot 100 di Cashbox e di Billboard, arrivando alla 26ª posizione della classifica; segue il 33 giri Small Wonder, entrambi incisi negli Studi della RCA Victor a New York, e infine Rita Pavone, registrato a Nashville, il cui produttore è il chitarrista Chet Atkins. In quell'occasione Rita Pavone si avvale di musicisti come Floyd Cramer, Al Hirt e il coro di Anita Kerr.

Il 20 marzo 1965 Rita Pavone si esibisce per la prima volta in concerto a New York nella Carnegie Hall, presentata da Ed Sullivan. Nel Regno Unito, nel 1966 il singolo Heart, nell'originale lingua inglese arriva al 12º posto nelle classifiche britanniche.

Inoltre, sempre nel 1967, negli studi televisivi londinesi della BBC, viene realizzato uno special sulla Pavone dal titolo Segni personali: lentiggini, con ospite il gruppo degli Herman Hermits. Per l'occasione, Rita Pavone è accompagnata dal gruppo dei Collettoni. Notevole è la discografia di 45 giri e album che vedono presente Rita Pavone nel mercato in lingua tedesca e, spesso, tra le prime dieci canzoni più vendute. È del 1964 il suo primo 45 giri di successo in lingua tedesca: Wenn ich ein Junge wär', che porta Rita Pavone in vetta alle classifiche tedesche con mezzo milione di copie vendute.

Altro primo posto per Rita Pavone verrà nel 1969 con Arrivederci Hans (800 000 copie vendute solo in Germania). In Francia, dopo un approccio datato 1963 con Coeur, 45 giri EP prodotto dalla Barclay, e con il brano Clementine Cherie che sarà il tema principale del film francese omonimo, Rita Pavone sale sul podio delle classifiche francesi nel 1972 piazzandosi al 2º posto dei dischi più venduti con Bonjour la France ("La suggestione"), brano scritto per lei da Claudio Baglioni che le fa vendere 650 000 copie solo in Francia e le apre, per un mese intero, le porte del teatro Olympia di Parigi.

Il declino in Italia

Dopo cinque anni di notevole popolarità, nel 1968 il discusso matrimonio con Teddy Reno sembra avere un effetto destabilizzante per la sua carriera: un personaggio rassicurante come quello della simpatica teen-ager che aveva portato al successo Rita Pavone, agli occhi del pubblico entrava ora in contrasto con la sua scelta di unirsi in matrimonio a un uomo molto più anziano di lei e, soprattutto, già sposato e con un figlio. Ad acuire quest'improvvisa inimicizia tra la Pavone e il suo pubblico fu anche il morboso interesse della stampa scandalistica, che si accanì su alcune vicissitudini familiari legate alla separazione fra i genitori della cantante.

Ciò nonostante, malgrado il clima non fosse dei più sereni, dopo aver lasciato la RCA, Rita Pavone firmò un contratto con la Ricordi, fondando l'etichetta Ritaland, attraverso la quale incise alcune canzoni per bambini che, però, passarono quasi del tutto inosservate.

In seguito incise, invece, altri tre singoli per un pubblico più adulto; Pippo non lo sa, famoso brano di Gorni Kramer, che è la sigla per un programma pomeridiano per ragazzi e altri due dischi, Il mondo nelle mani e Nella mia stanza, che non riuscirono comunque a riportarla nelle zone alte della hit-parade italiana, anche se nello stesso periodo ottenne invece una grossa popolarità in Sud America. Nel 1969 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone Zucchero, ma si classifica solamente al 13º posto. Nel complesso, l'intero periodo trascorso alla Ricordi si rivelò del tutto fallimentare: non vendeva il singolo estivo Per tutta la vita (un vecchio successo anni cinquanta), uscito quasi in contemporanea con la nascita del suo primogenito Alessandro, e neppure Dimmi ciao bambino, traduzione di un brano tedesco che la Pavone portò alla Canzonissima di quell'anno, venendo prontamente eliminata.

In seguito anche alle diverse querele presentate dalla cantante e da Teddy Reno nei confronti della Rai (non gradirono l'imitazione di Alighiero Noschese a Doppia coppia), diminuirono drasticamente anche le apparizioni della Pavone sul piccolo schermo, con ovvi effetti sulla sua popolarità già in fase calante. L'anno successivo, la Ricordi avrebbe voluto imporle una nuova partecipazione a Sanremo, ma lei si rifiutò, tornando alla casa discografica che l'aveva lanciata diversi anni prima: la RCA. In quel momento le quotazioni della cantante erano al minimo, motivo per cui, rispetto al precedente, il nuovo contratto con la sua «storica» etichetta non era, per la Pavone, altrettanto vantaggioso dal punto di vista economico. Inoltre, la RCA la mandò ugualmente a Sanremo col brano (da lei mai apprezzato) Ahi ahi ragazzo!, che ottenne comunque un certo successo discografico in Spagna e in altri paesi di lingua iberica.

Gli anni settanta.

Dopo alcuni mesi di silenzio, in cui i discografici cercarono nuove strategie per un suo rilancio, la cantante sembrò riprendere finalmente quota partecipando a Canzonissima, dove presentò con successo due cover: Stai con me (Stand by me) e Finalmente libera (Free again), quest'ultima tratta dal repertorio di Barbra Streisand.

Nel 1971 intraprende la strada della canzone d'autore incidendo Se casomai... (presentata al Disco per l'estate) e La suggestione, firmate da un giovanissimo e semisconosciuto Claudio Baglioni. Torna in TV con lo special Ciao Rita, dove la Pavone, oltre che cantante, è anche ballerina, imitatrice e presentatrice. Lo show ottiene un ottimo successo di ascolto. Partecipa nuovamente a Canzonissima, dove la spunta su Ombretta Colli, Milva e Dalida, riproponendo con successo La suggestione, unitamente alla storica hit Cuore (in una nuova versione): in semi-finale presenta Lasciati andare a sognare, viene però sconfitta da Iva Zanicchi e Rosanna Fratello.

Nel 1972 torna a Sanremo con la raffinata Amici mai, ma anche qui non riesce ad accedere alla finale. Solo pochi giorni dopo, però, grazie alla partecipazione allo show televisivo di Guy Lux con Bonjour la France (versione francese de La suggestione), la Pavone ottiene un grosso e inaspettato successo discografico proprio in Francia, dove giunge al 2º posto in hit-parade. Subito dopo si esibisce all'Olympia di Parigi. Oltralpe riscuotono un'ottima accoglienza anche le sue personali versioni in francese di Montagne verdi, di Marcella Bella, e Questo piccolo grande amore, di Claudio Baglioni.

Nel 1973 ritorna al Disco per l'estate, presentando ancora un brano di Baglioni: L'amore è un poco matto, che non solleva l'interesse del pubblico. L'anno dopo, pur incidendo parecchio materiale, non viene pubblicato dalla RCA alcunché. Nel frattempo, nel maggio 1974, nasce il suo secondogenito Giorgio.

Nel 1975 esce un album di cover anni sessanta intitolato Rita per tutti (originariamente l'album aveva per titolo Rita in discoteca), in cui la cantante interpreta alla sua maniera e con ritmiche differenti dalle versioni originali, classici come Io che amo solo te di Sergio Endrigo e Sapore di sale di Gino Paoli, con gli arrangiamenti di Victor Bach. L'album divenne un grande successo in Brasile, dove Io che amo solo te viene scelta come sigla di una famosa telenovela.

Significativa risulta anche la sua attività di attrice teatrale: sempre nel 1975, insieme ad Erminio Macario, recita nello spettacolo intitolato Due sul pianerottolo (che l'anno dopo diventò anche un film diretto da Mario Amendola); successivamente fu al fianco di Carlo Dapporto in Risate in salotto.

Nel 1976 promuove il singolo ...E zitto zitto, presentato al Festival di Sanremo, dove quell'anno partecipa come ospite.

Nel 1977 la Pavone ritorna nelle zone alte della hit-parade con My name is Potato, che diventerà la sigla del suo nuovo show televisivo Rita: e io, con Carlo Dapporto: la sigla, a metà tra il cartoon e il videoclip, è di Bruno Bozzetto. Rita ed io è anche il titolo dell'omonimo LP di quell'anno. Il successo si ripete con Paperita, brano dedicato al mondo dell'infanzia e sigla del programma Buonasera con... Rita al circo.

Nel 1978 torna in teatro assieme all'attore milanese Piero Mazzarella, portando sulle scene Quel diavolo di Santarellina. Nello stesso anno, interpreta la sigla del film Heidi, scritta da Umberto Napolitano, sulla musica di Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini.

Nel 1979 incide un singolo disco: Blame It On The Boogie, cover dei The Jackson 5, da lei interpretata con l'Anonima ragazzi, un gruppo di giovani cantanti e ballerini che per un paio d'anni seguiranno la Pavone nella sua attività. Rita & l'Anonima ragazzi è anche il titolo del suo nuovo LP, nel quale compare anche la collaborazione con la cantautrice Giuni Russo, che scriverà il brano Il mondo dei ragazzi.

Il decennio si concluse con la firma di un contratto di conduzione televisiva per uno show in onda in prima serata sul secondo canale, dal titolo Che combinazione ma, la susseguente amara scoperta della co-conduzione con Gianni Cavina rende decisamente nervoso il lavoro della Pavone, che in qualche modo è costretta a difendere di volta in volta il proprio spazio, nonostante lo spettacolo preveda contrattualmente Rita Pavone quale sola conduttrice (con la "partecipazione" di Cavina). Nel suo libro autobiografico intitolato Nel mio piccolo (pubblicato nel 1995 da Sperling & Kupfer), la cantante rivelerà le ragioni politiche che si celavano dietro la presenza dell'attore bolognese all'interno del suo show. Ciononostante, Che combinazione andrà in onda fino alla fine del gennaio 1980, con una media di 12 milioni di spettatori per puntata.

Gli anni ottanta

Nel 1981, insieme al marito Teddy Reno, presenta per la prima volta in teatro il duo comico Zuzzurro e Gaspare, ottenendo strepitose critiche personali. Negli anni ottanta, la Pavone intensifica la sua attività di cantautrice cominciata con l'album Rita e l'Anonima Ragazzi, firmando interi lavori come Dimensione donna (1985), da cui è tratta Finito, canzone che diviene un grande successo in seguito all'inserimento come sigla della soap-opera Sassaricando della brasiliana TV Globo.

Nel 1987 scrive con l'americana Carolain il singolo La valigia. Nello stesso anno viene pubblicato l'album Rita Special, che include un altro brano nato dalla collaborazione artistica con Giuni Russo, Maria Antonietta Sisini e Cristiano Malgioglio, Triangolo d'amore, scritto nel 1977.

Nel tardo 1989, dopo la delusione seguita alla bocciatura al Festival di Sanremo di quell'anno, esce il suo ultimo album di inediti, Gemma e le altre. Il disco, con musiche di Carolain e testi della stessa Rita Pavone, vede l'artista anche nel ruolo di arrangiatrice (sempre insieme alla Carolain), ed è incentrato su tematiche sentimentali interamente declinate al femminile.

Gli anni novanta

Nel 1991 partecipa anche all'album di Cristiano Malgioglio intitolato Amiche, insieme a Milva, Sylvie Vartan ed altre artiste.

Nel 1995, al Teatro Romano di Verona, è Maria ne La dodicesima notte di William Shakespeare, con Franco Branciaroli, Renzo Montagnani, Pino Micol e Marco Sciaccaluga: è la prima volta che la Pavone si esibisce nel repertorio classico.

Nel 1999 veste i panni di Gelsomina ne La strada (in coppia con Fabio Testi), lavoro tratto dall'omonimo film di Federico Fellini con la sceneggiatura di Tullio Pinelli e di Ennio Flaiano, per la regia di Filippo Crivelli, i costumi di Danilo Donati e le musiche di Nino Rota. Per l'occasione, il premio Oscar Luis Bacalov, compone l'inedito Che senso ha, con testo della stessa Pavone.

Gli anni duemila

Nel giugno del 2000 e del 2001 fu tra i protagonisti, su Canale 5, del varietà musicale I ragazzi irresistibili, insieme con Maurizio Vandelli, Adriano Pappalardo e Little Tony, con i quali celebrò alcuni dei più importanti brani entrati nella storia della musica leggera dagli anni sessanta in poi.

Il 1º gennaio 2006 durante la trasmissione di Rai Uno L'anno che verrà, ha reso ufficiale la scelta di ritirarsi a vita privata dopo aver cantato per l'ultima volta in pubblico. Nel marzo 2006 si è candidata alle elezioni per il Senato, Circoscrizione Estero (infatti, come Mina, anche Rita Pavone risiede con la famiglia in Svizzera e ha la cittadinanza elvetica da molti anni) nella lista Per l'Italia nel Mondo di Mirko Tremaglia, senza però essere eletta.

Gli anni duemiladieci


Rita Pavone sulla sinistra, Ferruccio Merk Ricordi (Teddy Reno) al centro e il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza sulla destra durante la consegna del Sigillo trecentesco (25 ottobre 2016)

Il 6 ottobre 2010 è stata ospite in un concerto romano di Renato Zero in occasione dei suoi 60 anni. In quell'occasione ha cantato insieme a Zero alcuni dei suoi successi. La sua intera performance è stata poi inserita nel DVD pubblicato dallo stesso Renato Zero. Sempre nel 2010 è presente come ospite nel nuovo cd di duetti di Dario Gay, Ognuno ha tanta storia, eseguendo insieme a lui il brano "Domani è primavera".

Il 27 dicembre 2011, a Capri, nel corso della 16ª edizione dell'Hollywood International Film Festival, insieme al premio Oscar Ben Kingsley e al coreografo Lindsay Kemp, ha ricevuto il premio Capri Legend Award 2011. L'evento, prodotto da Pascal Vicedomini, ha come presidente onorario Lina Wertmüller e come vice presidente Tony Renis.

L'8 settembre 2013 è tornata alla musica dopo ventiquattro anni dall'ultimo album in studio e dopo sette anni dal suo addio alle scene pubblicando il doppio album Masters, anticipato dal singolo I Want You With Me, cover di un brano portato al successo da Elvis Presley.

Nel maggio 2014 ha intrapreso il tour Rita is Back!, esibendosi dal vivo in sei concerti teatrali.

Nel febbraio 2016 è stata tra i concorrenti dell'undicesima edizione del talent show Ballando con le stelle; balla in coppia con il maestro Simone Di Pasquale, arrivando fino in finale e classificandosi al terzo posto.

Il 6 gennaio 2020 è stata annunciata la sua partecipazione, dopo ben 48 anni dall'ultima volta, al Festival di Sanremo.

“Niente (Resilienza 74)” è il titolo del brano autobiografico o particolarmente personale. Che di tratti della "Resilienza di una 74enne"? Oppure è un anno di nascita a lei caro?

Auguri @ritapavone @ritapavoneisback, comunque vada, sarà un successo.


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"LA DIVINA" OMAGGIO A MARIA CALLAS AL TEATRO ARISTON DI SANREMO - #TEATROARISTONSANREMO @TEATROARISTONSANREMO

Visse d’arte, visse d’amore.

Cecilia Sofia Anna Maria Kalogeropoulos, alias Maria Callas, nata in America da genitori greci
emigrati, era greca nel profondo, come lei stessa ebbe a dire più volte.

La sua esistenza fu piena di passione, di ansia, continuamente in bilico tra l’amore cantato e l’amore
vissuto. Eppure morì sola, nella sua casa di Parigi, dimenticata da tutti.

L’Omaggio a Maria Callas, organizzato dall’Associazione “Ritorno all’opera”, che si terrà al Teatro
Centrale di Sanremo il 10 gennaio 2020, alle ore 16.30, nasce proprio dalla precisa volontà di
ricordare la più grande interprete di tutti i tempi, sottrarla all’oblio e, in qualche modo, rimediare al
torto fattole da un mondo continuamente alla ricerca di spettacolarità e novità che sembra averne
dimenticato la grandezza.

Definita “Divina”, quando cantava, con quella voce capace di ricoprire registri tra loro molto lontani,
aveva la capacità di prendere l’ascoltatore e trascinarlo con sé, facendolo sentire totalmente
immerso nella musica, come lei stessa sentiva di essere.

Rappresentò davvero una leggenda, inimitabile, tanto che il regista Franco Zeffirelli, suo amico, ebbe
a parlare di “a. C. e p. C.” cioè di un prima della Callas e dopo la Callas, come a sottolineare l’unicità
ed eccezionalità di questa artista.

Fu sfortunata nella vita privata, amava l’arte e a servirla dedicò interamente la sua vita. Sul palco si
trasformava, era felice.

Fu circondata dall’affetto degli amici, tra cui i registi Luchino Visconti, Franco Zeffirelli e Pierpaolo
Pasolini, che la guidò nel film Medea quando ormai aveva deciso di ritirarsi dalle scene perché la sua
voce non era più quella di un tempo.

Ma anche e soprattutto dalla sua donna di servizio e il suo maggiordomo, rimasti a lei fedeli fino alla morte,
che lei considerava la sua vera famiglia.

Ebbe l’amore del pubblico ovunque nel mondo si trovò a interpretare le grandi opere liriche, ma
suscitò invidie tra i colleghi, scandalo e disapprovazione tra i critici. Lei timida e schiva nel privato,
era sempre suo malgrado sotto i riflettori della stampa.

Lo spettacolo “La Divina. Omaggio a Maria Callas” ricostruisce le fasi salienti della sua vita e della
sua carriera. Saranno eseguite alcune delle arie più famose da lei cantate, proposte dal soprano
Elena Rossi e dal tenore Alessandro Fantoni, accompagnati al pianoforte dal Maestro Andrea
Albertini.

Con la guida delle proiezioni di video e interviste, arricchiti dalla voce di Maria Paola
Bidone che leggerà alcune pagine tratte dalle sue memorie e dalle sue lettere, lo spettatore sarà
condotto in un viaggio emozionale alla scoperta della grande artista.

Prezzi di ingresso:
platea € 20,00+2,00 prevendita, galleria € 15,00+2,00 prevendita € 13,00+2,00 prevendita.
Info e prenotazioni pressa la cassa del Teatro Centrale via Matteotti 107, 0184 597822 tutti i
giorni dalle 17:00 alle 21:00, al mattino dalle 10:00 alle 13:00 il giorno dello spettacolo ed il
giorno precedente.


Elena Rossi, soprano di fama internazionale, è nata a Reggio Emilia. Dopo aver studiato presso il
Conservatorio della sua città si perfeziona presso l’Accademia Filarmonica di Bologna e con Luciana
Serra, Edita Gruberova e Sherman Lowe. Vincitrice di numerosi concorsi, debutta, giovanissima, in
Elisir D’amore al Teatro Bonci di Cesena nel ruolo di Adina.

Successivamente, a Seul, è Violetta in una produzione di Traviata con la regia di Pier Luigi Pizzi;
inizia così un sodalizio artistico con il Maestro che vede la partecipazione di Elena Rossi in molte
delle sue produzioni: Les Mamelles de Tirésias (Macerata e Praga), Il Flauto magico (Sferisterio
di Macerata), La vedova Scaltra (Venezia), Thais (Venezia).

A partire dal 2014 ad oggi, fra le sue grandi interpretazioni ricordiamo: Aida a Piacenza, Tosca a
Taormina, al Massimo di Palermo, al Teatro Regio di Torino, all’Arena di Verona, al Bellini (Teatro
antico) di Catania, al Teatro Comunale di Bologna, Norma a Macao in Cina, Desdemona in Otello
a San Paolo in Brasile, Donna Anna nel Don Giovanni a Salerno. Fedora al San Carlo di Napoli e
al Teatro Bellini di Catania, Liù nella Turandot all’Arena di Verona, Loreley nell’opera Loreley di
Catalani a San Gallo (Svizzera), Fidelia nell’Edgar di Puccini al teatro di San Gallo (Svizzera) e a
Berlino, Hanna Glavary in Die lustige witwe al National Theater of Performing Arts di Pechino,
Magda nella Rondine di Puccini al Teatro Carlo Felice di Genova.

Ha collaborato con celebri direttori d’orchestra e registi, fra i quali: Renato Palumbo, Asher Fish,
Andrea Battistoni, Valerio Galli, Donato Renzetti, Enrique Mazzola, Maurizio Benini, Franco
Zeffirelli, Hugo de Ana, Pier Luigi Pizzi, Giancarlo del Monaco, Damiano Michieletto, Daniele
Abbado, David Alden.


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domenica 5 gennaio 2020

GERARDINA TROVATO - UNA VOCE UNICA - UN PASSATO IN MUSICA - UN FUTURO MUSICALE DA RISCRIVERE - -

Figlia di un medico catanese e di una insegnante di pianoforte, consegue a 19 anni il diploma di ragioneria e si trasferisce quasi subito a Roma, nell'intento di entrare a far parte del mondo della musica. Dopo alcune esperienze lavorative come corista, grazie all'amico giornalista Piero Vivarelli riesce a far ascoltare una sua cassetta-provino a Caterina Caselli, proprietaria insieme al marito dell'etichetta discografica Sugar, che rimane folgorata dalla voce di Gerardina e la affida al produttore Mauro Malavasi per preparare il suo primo album Gerardina Trovato.

Il debutto davanti al grande pubblico avviene al Festival di Sanremo 1993 con Ma non ho più la mia città scritta insieme allo stesso Malavasi e Donatella Milani, classificandosi seconda tra le nuove proposte dopo Laura Pausini.

Successivamente partecipa al Festival Italiano con il brano Chissà e al Festivalbar con Sognare Sognare. Seguono altri singoli, Lasciami libere le mani e Forse l'anima. L'album di debutto vende oltre duecentomila copie. Nel 1994 è di nuovo al Festival con Non è un film (4º posto), canzone che denuncia gli orrori della guerra civile, con allusione alla Bosnia: la canzone è supportata da un video girato da Oliviero Toscani.
Lo stesso anno interpreta assieme ad Andrea Bocelli il brano Vivere, la canzone parla di una donna stanca del suo modo di vivere frastornato e racconta che la sua vita è molto complicata, ad un tratto un uomo, (Andrea Bocelli), l'aiuta a capire che la vita è un dono e che va vissuta fino in fondo. La canzone finisce con la donna che dice: "Ho voglia di Vivere!". Il brano è compreso anche nel CD Romanza di Bocelli, album che ha venduto più di 25 milioni di copie in tutto il mondo. Entrambe le canzoni fanno parte del secondo album di Gerardina, Non è un film, uscito a ridosso della kermesse musicale e disco di platino per le vendite, solamente dopo una settimana dall'uscita discografica, infatti a Sanremo Top si classifica prima per le vendite. Nell'estate partecipa alla manifestazione estiva "Un disco per l'estate" cantando il brano Insieme senza parole

Nel 1996 pubblica il suo terzo album, Ho Trovato Gerardina, il cui primo singolo è Amori amori e il secondo Piccoli già grandi, successo di quell'estate in una versione remixata. È una Gerardina più morbida, che però non rinuncia alla grinta e all'introspezione, azzeccando brani come Voglio di più e Cambierò Domani. Inoltre, in questo disco è incluso un duetto con Renato Zero dal titolo E già. L'album ottiene il disco d'oro per le vendite[senza fonte].Il primo maggio è tra i partecipanti del Concerto del primo maggio in piazza San Giovanni in Laterano a Roma. Nel 1997 viene pubblicata la prima raccolta di Gerardina, intitolata Il sole dentro, come uno dei due inediti della raccolta: Il sole dentro, appunto, canzone scritta da Enzo Gragnaniello, e Nascerai. Disco d'oro per le vendite.

Dopo due anni di vera assenza dal grande pubblico, Gerardina si ripresenta nel 2000 al Festival di Sanremo con la canzone autobiografica Gechi e vampiri. Il pezzo ottiene subito un ottimo riscontro, piazzandosi al 1º posto nella classifica della giuria popolare, ma viene penalizzato dai voti della giuria di qualità, la quale lo relega al 10º posto. Nella classifica finale di quell'edizione, Gechi e vampiri si classifica al 6º posto. Dopo il Festival viene pubblicata una nuova raccolta Gechi, vampiri e altre storie, che ottiene il disco di platino per le vendite, trainata nella stagione estiva dal singolo Mammone. Nel 2003 si riaffaccia sulla scena musicale duettando con i VerbaVolant nel brano M'ama non m'ama.

Nel 2005 ritorna al grande pubblico, partecipando al programma televisivo Music Farm condotto da Simona Ventura, nel quale rimane per due settiFiglia di un medico catanese e di una insegnante di pianoforte, consegue a 19 anni il diploma di ragioneria e si trasferisce quasi subito a Roma, nell'intento di entrare a far parte del mondo della musica. Dopo alcune esperienze lavorative come corista, grazie all'amico giornalista Piero Vivarelli riesce a far ascoltare una sua cassetta-provino a Caterina Caselli, proprietaria insieme al marito dell'etichetta discografica Sugar, che rimane folgorata dalla voce di Gerardina e la affida al produttore Mauro Malavasi per preparare il suo primo album Gerardina Trovato.

Il debutto davanti al grande pubblico avviene al Festival di Sanremo 1993 con Ma non ho più la mia città scritta insieme allo stesso Malavasi e Donatella Milani, classificandosi seconda tra le nuove proposte dopo Laura Pausini.

Successivamente partecipa al Festival Italiano con il brano Chissà e al Festivalbar con Sognare Sognare. Seguono altri singoli, Lasciami libere le mani e Forse l'anima. L'album di debutto vende oltre duecentomila copie. Nel 1994 è di nuovo al Festival con Non è un film (4º posto), canzone che denuncia gli orrori della guerra civile, con allusione alla Bosnia: la canzone è supportata da un video girato da Oliviero Toscani.
Lo stesso anno interpreta assieme ad Andrea Bocelli il brano Vivere, la canzone parla di una donna stanca del suo modo di vivere frastornato e racconta che la sua vita è molto complicata, ad un tratto un uomo, (Andrea Bocelli), l'aiuta a capire che la vita è un dono e che va vissuta fino in fondo. La canzone finisce con la donna che dice: "Ho voglia di Vivere!". Il brano è compreso anche nel CD Romanza di Bocelli, album che ha venduto più di 25 milioni di copie in tutto il mondo. Entrambe le canzoni fanno parte del secondo album di Gerardina, Non è un film, uscito a ridosso della kermesse musicale e disco di platino per le vendite, solamente dopo una settimana dall'uscita discografica, infatti a Sanremo Top si classifica prima per le vendite. Nell'estate partecipa alla manifestazione estiva "Un disco per l'estate" cantando il brano Insieme senza parole.

Nel 1996 pubblica il suo terzo album, Ho Trovato Gerardina, il cui primo singolo è Amori amori e il secondo Piccoli già grandi, successo di quell'estate in una versione remixata. È una Gerardina più morbida, che però non rinuncia alla grinta e all'introspezione, azzeccando brani come Voglio di più e Cambierò Domani. Inoltre, in questo disco è incluso un duetto con Renato Zero dal titolo E già. L'album ottiene il disco d'oro per le vendite[senza fonte].Il primo maggio è tra i partecipanti del Concerto del primo maggio in piazza San Giovanni in Laterano a Roma. Nel 1997 viene pubblicata la prima raccolta di Gerardina, intitolata Il sole dentro, come uno dei due inediti della raccolta: Il sole dentro, appunto, canzone scritta da Enzo Gragnaniello, e Nascerai. Disco d'oro per le vendite[senza fonte].

Dopo due anni di vera assenza dal grande pubblico, Gerardina si ripresenta nel 2000 al Festival di Sanremo con la canzone autobiografica Gechi e vampiri. Il pezzo ottiene subito un ottimo riscontro, piazzandosi al 1º posto nella classifica della giuria popolare, ma viene penalizzato dai voti della giuria di qualità, la quale lo relega al 10º posto. Nella classifica finale di quell'edizione, Gechi e vampiri si classifica al 6º posto. Dopo il Festival viene pubblicata una nuova raccolta Gechi, vampiri e altre storie, che ottiene il disco di platino per le vendite, trainata nella stagione estiva dal singolo Mammone. Nel 2003 si riaffaccia sulla scena musicale duettando con i VerbaVolant nel brano M'ama non m'ama.

Nel 2005 ritorna al grande pubblico, partecipando al programma televisivo Music Farm condotto da Simona Ventura, nel quale rimane per due settimane. Nello stesso anno viene pubblicato un doppio album contenente la collezione completa delle canzoni, con l'aggiunta di due brani inediti: U pisci spada di Domenico Modugno, I miei pensieri sono tutti lì di Pierangelo Bertoli (a sua volta confluita nella raccolta tributo dedicata al cantautore emiliano), e in più la versione originale di Vita spericolata di Vasco Rossi. Nel 2006 pubblica il singolo Un'altra estate.

Il 18 gennaio 2008 esce l'EP I sogni prodotto da Marco Pollini per 1st POP, con quattro brani inediti (I sogni, Dammi un'ora, Quando non ci sei, A meno che io non sia l'unica) . Il disco è stato registrato a Verona da Alessandro Casadei e per il brano "I Sogni" da Massimo Luca. Con il nuovo gruppo inizia un nuovo giro di concerti che la porta in giro per tutta Italia con un bel successo di pubblico. Nel mese di luglio viene chiamata a Chivasso per l'Evento Musicomic For Children, dove viene premiata con il disco d'Oro consegnatole dal Patron Walter Paradiso.
A settembre viene invitata al Concorso "Una ragazza per il Cinema" e durante la serata finale al teatro antico di Taormina riceve il premio "Sicilia Arte" per la carriera. Nel frattempo Gerardina si concentra sulla stesura di quello che diventerà il suo diario autobiografico. I primi mesi del 2009 sono tutti dedicati allo studio dei nuovi brani, e nel mese di giugno 2009 definisce completamente pure il nuovo progetto discografico decidendo per questi motivi di tralasciare momentaneamente l'attività live se non per la partecipazione anche in questo anno all'evento "Musicomic For Children".

Il 2010 la vede assente dalle scene pubbliche, se non due apparizioni in Calabria e Sicilia.

Nel febbraio 2016 rivela in un'intervista di aver abbandonato le scene per una grave nevrosi ossessiva depressiva e a causa della difficoltà di lavorare nell'ambiente musicale.[2] A giugno 2016, otto anni dopo l'uscita dell'ep "I sogni" (una lunga assenza solo interrotta nel 2011 dal brano “I nuovi mille”, che la vide duettare con il rapper napoletano Lucariello), Gerardina Trovato - come informa la sua pagina Facebook ufficiale - ritorna sulle scene grazie all'etichetta discografica indipendente ApM Progetto Musica di Marco Napoli, la Capogiro Edizioni di Biagio Puma e la Gianni Rodo Edizioni. Il progetto prevede il singolo (accompagnato da un video) entro la fine di giugno, e un nuovo album che uscirà a settembre o a ottobre 2016.

Il 27 dicembre 2016 esce la Compilation A.M.I. -rarità di Artisti per Amatrice, cantando il brano C'è chi dice no di Vasco Rossi.
Il 1º luglio 2016 pubblica il singolo Energia diretta.[3] Il 27 maggio 2017, con un messaggio sul profilo Facebook personale, la cantante annuncia nuovamente il proprio ritiro dalle scene, anche se si esibisce in seguito in pubblico in alcuni concerti.

Nello stesso anno viene pubblicato un doppio album contenente la collezione completa delle canzoni, con l'aggiunta di due brani inediti: U pisci spada di Domenico Modugno, I miei pensieri sono tutti lì di Pierangelo Bertoli (a sua volta confluita nella raccolta tributo dedicata al cantautore emiliano), e in più la versione originale di Vita spericolata di Vasco Rossi. Nel 2006 pubblica il singolo Un'altra estate.

Il 18 gennaio 2008 esce l'EP I sogni prodotto da Marco Pollini per 1st POP, con quattro brani inediti (I sogni, Dammi un'ora, Quando non ci sei, A meno che io non sia l'unica) . Il disco è stato registrato a Verona da Alessandro Casadei e per il brano "I Sogni" da Massimo Luca. Con il nuovo gruppo inizia un nuovo giro di concerti che la porta in giro per tutta Italia con un bel successo di pubblico. Nel mese di luglio viene chiamata a Chivasso per l'Evento Musicomic For Children, dove viene premiata con il disco d'Oro consegnatole dal Patron Walter Paradiso.

A settembre viene invitata al Concorso "Una ragazza per il Cinema" e durante la serata finale al teatro antico di Taormina riceve il premio "Sicilia Arte" per la carriera. Nel frattempo Gerardina si concentra sulla stesura di quello che diventerà il suo diario autobiografico. I primi mesi del 2009 sono tutti dedicati allo studio dei nuovi brani, e nel mese di giugno 2009 definisce completamente pure il nuovo progetto discografico decidendo per questi motivi di tralasciare momentaneamente l'attività live se non per la partecipazione anche in questo anno all'evento "Musicomic For Children".

Il 2010 la vede assente dalle scene pubbliche, se non due apparizioni in Calabria e Sicilia.

Nel febbraio 2016 rivela in un'intervista di aver abbandonato le scene per una grave nevrosi ossessiva depressiva e a causa della difficoltà di lavorare nell'ambiente musicale.[2] A giugno 2016, otto anni dopo l'uscita dell'ep "I sogni" (una lunga assenza solo interrotta nel 2011 dal brano “I nuovi mille”, che la vide duettare con il rapper napoletano Lucariello), Gerardina Trovato - come informa la sua pagina Facebook ufficiale - ritorna sulle scene grazie all'etichetta discografica indipendente ApM Progetto Musica di Marco Napoli, la Capogiro Edizioni di Biagio Puma e la Gianni Rodo Edizioni.

Il 27 dicembre 2016 esce la Compilation A.M.I. -rarità di Artisti per Amatrice, cantando il brano C'è chi dice no di Vasco Rossi.
Il 1º luglio 2016 pubblica il singolo Energia diretta. Il 27 maggio 2017, con un messaggio sul profilo Facebook personale, la cantante annuncia nuovamente il proprio ritiro dalle scene, anche se si esibisce in seguito in pubblico in alcuni concerti.

E di questi giorni la notizia che Gerardina voglia ritornare a cantare. Crediamo che una voce simile non debba essere dimenticata.