Redazione - Direttore: Gianluca Navarra - Capo redattore Roby Randelli - Redattori - Daniele Balestra, Simone Valenti, Roberta Del Buono, Valeria Romano, Renato Pesenti, Marilù Presta.
domenica 14 aprile 2019
IL COMUNE DI MILANO E L'ASSOCIAZIONE "A CASA LONTANI DA CASA" UNITI PER AIUTARE I MALATI FUORI SEDE - MILANO SOLIDALE -
Nasce la prima edizione di “Milano Solidale”, la guida ai servizi per i malati fuori sede.
A realizzarla, col supporto del Comune di Milano, l’Associazione “A Casa lontani da Casa” nata come progetto nel 2013 per rispondere al fenomeno della mobilità sanitaria
Una guida completa per chi arriva a Milano per motivi di salute e ha bisogno di orientarsi tra i servizi della città.
Si chiama “Milano Solidale” ed è composta da 61 pagine nelle quali viene sintetizzata l’offerta di servizi specifici, e non solo, per le persone fuori sede malate e i loro familiari.
L’attuale organizzazione dell’assistenza tende infatti a ridurre la durata del ricovero ospedaliero. Questo fenomeno in crescita determina un aumento delle esigenze di alloggio temporaneo, soprattutto nel periodo pre e post-intervento, per consentire al paziente di portare a termine con successo il proprio percorso di cura presso la struttura specializzata di riferimento.
La ricerca di alloggio, però, non è l’unico bisogno sociale generato dalla migrazione sanitaria.
Le difficoltà legate al trasferimento dal proprio comune di residenza sono svariate e articolate e comprendono per esempio il tema dei trasporti e della mobilità nella nuova città, dei servizi dedicati a supporto della famiglia (dalle babysitter a chiamata, alle colf, ai servizi domiciliari di vario genere), dell’offerta di servizi specifici per le persone malate ma anche dell’offerta cittadina per il tempo libero.
Da qui l’importanza di “Milano Solidale”.
La guida è frutto di un lavoro di ricerca e di relazione, che non pretende di essere la fotografia completa ed esaustiva di tutte le offerte del territorio, ma piuttosto un orientamento di primo soccorso tra le realtà operanti nella città di Milano.
L’obiettivo è quello di favorire l’accessibilità ai servizi esistenti e disponibili che spesso restano inutilizzati a causa della mancanza di connessione e visibilità.
La guida contiene informazioni a tutto tondo: da quelle di tipo logistico, su come arrivare e dove dormire a Milano, come muoversi in città (servizi di accompagnamento, mezzi pubblici e privati), ai servizi di supporto psicologico, di assistenza alla persona, servizi medici, infermieristici e complementari.
Ci sono poi informazioni pratiche che riguardano le necessità domestiche (spesa a domicilio, supermercati aperti 24h), la gestione dei bambini (scuola, babysitter, supporto psicologico e pediatrico, ecc.) e il tempo libero.
I servizi individuati sono erogati da realtà non profit e profit molto diverse tra loro e per questo alcuni sono completamente gratuiti, mentre per altri è richiesto un pagamento o un rimborso minimo, a seconda del soggetto operante.
La Guida ai Servizi Milano Solidale sarà distribuita negli ospedali e nelle strutture di accoglienza della rete A Casa Lontani da Casa, mentre la versione on-online sarà sempre consultabile sul portale dell’Associazione www.acasalontanidacasa.it
L'Associazione A Casa Lontani da Casa Onlus lavora per rispondere ai bisogni del malato che raggiunge Milano e la Lombardia per sottoporsi a cure specialistiche, primo tra tutti la ricerca di case accoglienza a costi contenuti e consone alle proprie esigenze. E' una risposta concreta al fenomeno della mobilità sanitaria.
“Milano Solidale nasce dalla lunga esperienza acquisita da ‘A Casa Lontani da Casa’ nell’ascolto e aiuto di chi viene a Milano a farsi curare - sostiene Guido Arrigoni, presidente dell’associazione -.
Queste persone sentono la città difficile e ostile, perché arrivano in condizioni di salute ed economiche precarie e senza avere idea della grande offerta di proposte che Milano mette a disposizione. La Guida vuole valorizzare questa ricchezza ed essere un primo aiuto informativo in risposta alle domande più frequenti di parenti e accompagnatori di pazienti in cura presso le strutture sanitarie”.
In Italia ogni anno si muovono quasi 800mila persone per motivi sanitari.
Una migrazione che si mobilita per il bisogno di cure specialistiche e che in Lombardia conta oltre 150mila persone, tra malati e familiari, che giungono da tutta Italia per essere curati in strutture sanitarie specializzate.
L’associazione "A Casa Lontani da Casa" ha registrato 158mila pernottamenti nel 2017, mentre sono state 5.500 le chiamate al numero verde dell’Associazione nel 2018 e 40mila i nuovi accessi al portale di ricerca dell’associazione.
COMUNE DI MILANO
domenica 7 aprile 2019
TEATRO ARISTON DI SANREMO - LA PROGRAMMAZIONE - CONCERTI E MUSICAL -
Riprende, con due appuntamenti musicali, la stagione teatrale dell’Ariston dopo la pausa per il
Festival di Sanremo.
Primo appuntamento, venerdì 12 aprile alle ore 21.15 con il concerto di TIROMANCINO.
Dopo il grande successo del loro nuovo album “Fino A Qui”, dopo una lunga assenza i TIROMANCINO
tornano in tour, l'inconfondibile forza e sensibilità cantautorale di Federico Zampaglione e
il loro suono unico e ricercato.
La Band tornerà a calcare i palchi dei principali teatri italiani per presentare al pubblico il
suo ultimo progetto discografico “Fino a qui” e molti altri brani del suo repertorio, diventati
ormai dei veri e propri classici della musica italiana.
Lo show, che si preannuncia pieno di sorprese, prodotto Trident Music, vedrà i Tiromancino, per la
prima volta nella loro carriera, esibirsi insieme ad una grande orchestra: la "Ensemble Symphony
Orchestra;, dando così al “FINO A QUI- IN TOUR” un sound inedito e coinvolgente e regalando al
pubblico uno show audio-visivo di pura emozione. Sono previste infatti numerose alchimie tra
musica e immagini, considerando la capacità registica di Zampaglione, espressa in film molto
apprezzati in tutto il mondo.
«È il concerto della vita – dichiara Federico Zampaglione - vi aspettiamo in tanti per condividere
questo momento bellissimo con ognuno di voi».
Protagonisti sul palco: Federico Zampaglione (voce, chitarra, pianoforte, percussioni), Antonio
Marcucci (chitarre e cori), Francesco “Ciccio” Stoia (basso), Marco Pisanelli (batteria e
percussioni) e Fabio Verdini (pianoforte,tastiere e campionatori).
Prodotto e arrangiato da Federico Zampaglione e Antonio Marcucci, l’album vanta la
partecipazione di Jovanotti, Alessandra Amoroso, Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Giuliano
Sangiorgi, Elisa e Mannarino, Alborosie, Fabri Fibra, Thegiornalisti, Calcutta, Luca Carboni.
Presente nel disco anche un cameo della piccola LINDA, figlia di Federico.
Venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile alle ore 21.15 appuntamento con "Sanremo
Musical", il primo musical dedicato alle canzoni di Sanremo.
Otto giovani aspiranti cantanti e attori, quattro uomini e quattro donne, provenienti da varie
parti d'Italia, si ritrovano al Teatro Ariston di Sanremo per sostenere un provino.
Obiettivo: entrare a far parte del cast di un musical sul Festival della canzone italiana.
Ma non è un provino qualsiasi,è qualcosa di magico, di surreale in questo invito: i giovani
artisti non sanno neppure chi li abbia esattamente convocati.
È certo soltanto che, malgrado abbiano storie ed estrazioni sociali diverse,
gli otto sono accomunati da un grande amore per il Festival di Sanremo e il suo passato,
di cui sono informatissimi, e dal forte desiderio di diventare, un giorno, dei veri protagonisti
dello spettacolo.
www.aristonsanremo.com info@aristonsanremo.com aristonsanremo@pcert.postecert.it
Cinema Sanremese 1906
Cinema Teatro Centrale Tabarin
Video Centrale
dal 2001 Ariston Museo Virtuale
In questa atmosfera quasi da favola, i giovani artisti si ritrovano apparentemente soli nel
teatro del Festival che è a loro completa disposizione: diventa naturale confrontarsi, per
ripercorrere singolarmente e insieme la storia musicale della manifestazione.
In realtà sono controllati, studiati e giudicati, in una sorta di “grande fratello”, da due
personaggi che, magicamente, sono gli stessi che hanno ideato e fortemente voluto il Festival
di Sanremo a partire dalla prima edizione.
Alla fine, il loro sogno si avvererà, perché saranno considerati tutti all'altezza di poter
andare in scena per il musical. E il finale sarà, appunto, il loro inizio artistico.
Il cast è composto da n. 8 cantanti che eseguiranno, sotto la direzione di Osvaldo Pizzoli,
Gino Zandonà e Silvio Melloni, alcune musiche del repertorio del Festival della Canzone Italiana
completamente riarrangiate e realizzate con sonorità moderne, senza stravolgere la riconoscibilità
delle canzoni.
La scelta dei brani è rappresentata dalle canzoni più conosciute nel mondo, (Volare,
Con te partirò, La solitudine ed altre), oltre a raccontare artisti che hanno rappresentato momenti
storici e di valore (Dalla, Tenco, Mia Martini), accompagnati da 6 ballerini, sotto la guida del
coreografo Giordano Orchi, che daranno vita alle musiche e movimenti coreografici, studiati
appositamente per esaltare la danza o sottolineare atmosfere ed emozioni, ed infine n. 2 attori che
avranno una doppia funzione di “angeli” e “direttori” in realtà come in un “Grande Fratello” sono a
controllare che i ragazzi non si distraggano troppo e possano raggiungere l’obiettivo prefissato.
La scenografia verrà animata con immagini che raccontano il passare dei tempi della storia
del Festival di Sanremo, sarà molto tecnologica e potrà cosi esaltare e trasformare gli ambienti,
passando dal Casinò all’Ariston, raccontando anche con immagini come è cambiata l’Italia, dagli
anni 50 ad oggi.
Festival di Sanremo.
Primo appuntamento, venerdì 12 aprile alle ore 21.15 con il concerto di TIROMANCINO.
Dopo il grande successo del loro nuovo album “Fino A Qui”, dopo una lunga assenza i TIROMANCINO
tornano in tour, l'inconfondibile forza e sensibilità cantautorale di Federico Zampaglione e
il loro suono unico e ricercato.
La Band tornerà a calcare i palchi dei principali teatri italiani per presentare al pubblico il
suo ultimo progetto discografico “Fino a qui” e molti altri brani del suo repertorio, diventati
ormai dei veri e propri classici della musica italiana.
Lo show, che si preannuncia pieno di sorprese, prodotto Trident Music, vedrà i Tiromancino, per la
prima volta nella loro carriera, esibirsi insieme ad una grande orchestra: la "Ensemble Symphony
Orchestra;, dando così al “FINO A QUI- IN TOUR” un sound inedito e coinvolgente e regalando al
pubblico uno show audio-visivo di pura emozione. Sono previste infatti numerose alchimie tra
musica e immagini, considerando la capacità registica di Zampaglione, espressa in film molto
apprezzati in tutto il mondo.
«È il concerto della vita – dichiara Federico Zampaglione - vi aspettiamo in tanti per condividere
questo momento bellissimo con ognuno di voi».
Protagonisti sul palco: Federico Zampaglione (voce, chitarra, pianoforte, percussioni), Antonio
Marcucci (chitarre e cori), Francesco “Ciccio” Stoia (basso), Marco Pisanelli (batteria e
percussioni) e Fabio Verdini (pianoforte,tastiere e campionatori).
Prodotto e arrangiato da Federico Zampaglione e Antonio Marcucci, l’album vanta la
partecipazione di Jovanotti, Alessandra Amoroso, Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Giuliano
Sangiorgi, Elisa e Mannarino, Alborosie, Fabri Fibra, Thegiornalisti, Calcutta, Luca Carboni.
Presente nel disco anche un cameo della piccola LINDA, figlia di Federico.
Venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile alle ore 21.15 appuntamento con "Sanremo
Musical", il primo musical dedicato alle canzoni di Sanremo.
Otto giovani aspiranti cantanti e attori, quattro uomini e quattro donne, provenienti da varie
parti d'Italia, si ritrovano al Teatro Ariston di Sanremo per sostenere un provino.
Obiettivo: entrare a far parte del cast di un musical sul Festival della canzone italiana.
Ma non è un provino qualsiasi,è qualcosa di magico, di surreale in questo invito: i giovani
artisti non sanno neppure chi li abbia esattamente convocati.
È certo soltanto che, malgrado abbiano storie ed estrazioni sociali diverse,
gli otto sono accomunati da un grande amore per il Festival di Sanremo e il suo passato,
di cui sono informatissimi, e dal forte desiderio di diventare, un giorno, dei veri protagonisti
dello spettacolo.
www.aristonsanremo.com info@aristonsanremo.com aristonsanremo@pcert.postecert.it
Cinema Sanremese 1906
Cinema Teatro Centrale Tabarin
Video Centrale
dal 2001 Ariston Museo Virtuale
In questa atmosfera quasi da favola, i giovani artisti si ritrovano apparentemente soli nel
teatro del Festival che è a loro completa disposizione: diventa naturale confrontarsi, per
ripercorrere singolarmente e insieme la storia musicale della manifestazione.
In realtà sono controllati, studiati e giudicati, in una sorta di “grande fratello”, da due
personaggi che, magicamente, sono gli stessi che hanno ideato e fortemente voluto il Festival
di Sanremo a partire dalla prima edizione.
Alla fine, il loro sogno si avvererà, perché saranno considerati tutti all'altezza di poter
andare in scena per il musical. E il finale sarà, appunto, il loro inizio artistico.
Il cast è composto da n. 8 cantanti che eseguiranno, sotto la direzione di Osvaldo Pizzoli,
Gino Zandonà e Silvio Melloni, alcune musiche del repertorio del Festival della Canzone Italiana
completamente riarrangiate e realizzate con sonorità moderne, senza stravolgere la riconoscibilità
delle canzoni.
La scelta dei brani è rappresentata dalle canzoni più conosciute nel mondo, (Volare,
Con te partirò, La solitudine ed altre), oltre a raccontare artisti che hanno rappresentato momenti
storici e di valore (Dalla, Tenco, Mia Martini), accompagnati da 6 ballerini, sotto la guida del
coreografo Giordano Orchi, che daranno vita alle musiche e movimenti coreografici, studiati
appositamente per esaltare la danza o sottolineare atmosfere ed emozioni, ed infine n. 2 attori che
avranno una doppia funzione di “angeli” e “direttori” in realtà come in un “Grande Fratello” sono a
controllare che i ragazzi non si distraggano troppo e possano raggiungere l’obiettivo prefissato.
La scenografia verrà animata con immagini che raccontano il passare dei tempi della storia
del Festival di Sanremo, sarà molto tecnologica e potrà cosi esaltare e trasformare gli ambienti,
passando dal Casinò all’Ariston, raccontando anche con immagini come è cambiata l’Italia, dagli
anni 50 ad oggi.
sabato 6 aprile 2019
L'AQUILA - LA NOTTE TRA IL 5 ED 6 APRILE DI 10 ANNI FA - LA TERRA TREMA E PERDONO LA VITA 309 PERSONE-
A l'Aquila 10 anni fa il terremoto ha distrutto la città ed i sogni delle vittime e dei sopravvissuti.
309 vittime, un potentissimo sisma alle 3.32 del mattino tra il 5 ed il 6 aprile di 10 anni fa.
309 rintocchi di campane, ieri, hanno commemorato il giorno del dolore e del ricordo in una Piazza che aspetta ancora di veder realizzare troppe promesse.
Il capoluogo dell'Abruzzo, l'Aquila, è stato raso al suolo, ridotto in macerie.
Dietro si sè, il triste evento imprevisto ha lasciato oltre 1.600 feriti, 80.000 sfollati, provocando danni per oltre 10 miliardi di euro di danni, e 309 vittime a cui è stato negato un futuro.
La terra ha tremato ed i residenti sono stati colti di sorpresa come ricordano alcuni testimoni:
“Già durante il boato la volta della casa è implosa e ci è caduta addosso - racconta Stefania -. Noi eravamo già sotto le macerie prima della vera scossa. Ricordo il caos, mio marito che raggiunge la porta della stanza di Luce, che però non si apriva perché bloccata dalle macerie. Lui che si cala dalla finestra, dà indicazioni ai vicini per entrare da fuori nella stanza di Luce e lei che viene portata via come Raperonzolo”.
Il dolore incancellabile dei cittadini che hanno ricordato con una fiaccolata commossa le 309 vittime del sisma della notte tra il 5 ed il 6 aprile di 10 anni fa.
Alle 3.32, 309 rintocchi di campane, hanno ricordato le vittime, i 20 giovani della Casa dello Studente, e le restanti vittime, rappresentate e ricordate con una foto, per tentare di non dimenticare, l'ingiusta dipartita di tanti cari familiari, amici e parenti a cui il sisma ha sottratto il bene più prezioso: la speranza per il futuro.
Cerchiamo di capire chi fossero alcune delle vittime:
Abdija Nurije aveva 40 anni, veniva dalla Macedonia viveva con diversi connazionali a Poggio Picenze. Era casalinga. Il marito Vassili aveva tentato di salvarla insieme a Madi, l'uomo che aveva tirato fuori dalle macerie 11 persone prima che arrivassero i soccorsi, ma Nurije era già morta.
Alviani Marco aveva 23 anni e veniva da Sora. Non gli mancava molto alla laurea in Psicologia. Era al terzo anno e stava ottenendo ottimi voti, con i quali si era meritato la borsa di studio e l'alloggio gratis nella Casa dello studente. L'edificio che, crollando, ha ucciso lui e tanti altri ragazzi. Era tornato all'Aquila la notte del 5 aprile dopo un fine settimana in famigllia. Come Giulia Carnevale, Armando Cristiani e Nicola Bianchi veniva dalla provincia di Frosinone.
Cora Alessandra studiava Giurisprudenza all'università di Teramo, ma il canto, per il quale aveva un talento innato, era la sua vera passione. Era molto conosciuta sia all'Aquila che a Capri, il luogo d'origine della mamma dove Alessandra era nata e tornava sempre per trascorrere le vacanze. Ci sarebbe tornata anche per Pasqua. Sull'Isola si era esibita per l'ultima volta a Capodanno, quando il sindaco le aveva chiesto di cantare sul palco della celebre piazzetta. Alessandra viveva con i suoi al centro dell'Aquila, in via XX Settembre. Sotto le macerie sono morte anche la mamma Patrizia Massimino e la sorella Antonella, morta dopo 4 giorni di coma. Il papa' l'avvocato Maurizio Cora, è l'unico sopravvissuto.
Alessandra aveva inserito l'ultimo video su You Tube poche ore prima della sua morte. Era domenica 5 aprile voleva ringraziare tutti quelli che le avevano fatto i complimenti per la sua voce: " Quando li ho letti mi sono commossa - ha scritto - è come se foste riiusciti a capire la mia anima".
Tiberio Noemi era un'artista. Era laureata in Lettere ed era una studiosa e grande appassionata di teatro. Si stava occupando di regia e recentemente aveva portato in scena uno spettacolo. All'Aquila, la sua città, Noemi che aveva trentaquattro anni, faceva anche la ricercatrice universitaria. Abitava i uno dei tre palazzi crollati in via Sturzo.
Pace Flavio era un appassionato di tennis e, appena il lavoro glielo permetteva, andava al Circolo dell'Aquila a giocare,. Seguiva anche suo figlio Ezio, una promessa della racchetta italiana, atleta agonista. Flavio era perito tecnico commerciale, aveva frequentato l'Istituto "Luigi Rendina" ed era titolare, insieme al fratello, del bar "Cin-Cin" nei pressi del centro commerciale "l'Aquilone" in località Campo di Pile. E' morto insieme al suo unico figlio e insieme alla moglie Loredana Bernardi nel crollo della loro palazzina di via XX Settembre.
Giugno Luigi, se il terremoto non lo avesse sepolto nella sua casa di via Fortebraccio con la moglie ed il figlio, sarebbe stato uno dei primi a soccorrere le vittime del terremoto. Ordinario del Caseertano, era Guardia forestale e prestava servizio dal 2000 presso il comando territoriale di Assergi. I suoi colleghi, non vedendolo arrivare al lavoro, si sono preoccupati. Sono stati proprio loro a cercarlo e a tirare fuori dalle macerie, lui, la moglie ed il figlio. Luigi e la moglie Giovanna stavano cercando di proteggere il piccolo Francesco, di due anni, e la bambina che la donna portava in grembo. Si sarebbe chiamata Giorgia e sarebbe nata il giorno dopo.
Santosuosso Marco non vedeva l'ora che tornasse l'estate, per tornare al mare e cercare nuovi posti dove tuffarsi.. Aveva preso anche il brevetto da bagnino. Marco aveva 20 anni, si era trasferito a Giulianova, in Provincia di Teramo, per studiare Ingegneria gestionale all'Aquila. Amava stare in compagnia ed imparare dagli altri: era diventato bravo nel ping-pong, nel calcio balilla, e negli ultimi tempi aveva imparato a risolvere il cubo di Rubik in un minuto e dieci secondi. Gliel'aveva insegnato il papà della sua ragazza. Marco tornava spesso a Giulianova per rivedere i genitori e gli amici del liceo, ai quali era rimasto molto legato. Abitava al terzo piano di una palazzina in via Gabriele d'Annunzio . Il terremoto l'ha piegata ed accartocciata.
Enesoiu Adriana aveva 48 anni, era originaria di Targu Jiu, in Romania. Aveva lavorato come badante per diverse persone all'Aquila. Aspettava il risarcimento per una causa che aveva intentato contro un precedente datore di lavoro. Con Iole Pezzopane, 91 anni di Onna, diceva di trovarsi benissimo. Si prendeva cura di lei da poco più di un anno. Sono morte insieme, nella casa dell'anziana signora in Via degli Oppieti.
Puliti Andrea aveva 23 anni e studiava Ingegneria elettrica all'Aquila. Gli mancavano 3 esami per laurearsi. Sognava di volare: aveva una grande passione per gli aerei. Aveva una collezione di modellini che si era costruito da solo. Aveva studiato da autodidatta la storia dell'aviazione. Cosi' come, sempre di sua iniziativa, aveva letto diversi saggi di Storia contemporanea. Soprattutto sulla seconda guerra mondiale. Andrea aveva troppi interessi per annoiarsi: negli ultimi tempi aveva scoperto la cucina. Preparava dolci e inventava ricette per i suoi compagni di appartamento.Per la Pasqua, che sarebbe arrivata sei giorni più tardi, aveva in mente di preparare una colomba. Il terremoto del 6 aprile lo ha sepolto sotto le macerie nella palazzina di via Generale Francesco Rossi. Andrea arrivava da Bellante, in provincia di Teramo.
Rossi Michela la notte del 6 aprile era molto stanca. Qualche ora prima aveva partecipato alla maratona di Milano ottenendo un buon piazzamento. Si era addormentata nella sua casa di Via Antinori, dove viveva in affitto. Dopo poche settimane si sarebbe trasferita in una nuova casa, sempre nel centro storico dell'Aquila. Ingegnere aerospaziale all'Alenia Space, Michela era in continuo movimento: oltre alla corsa praticava il nuoto, lo sci, il ciclismo e l'arrampicata. Sempre in prima linea quando si trattava di fare sport, aveva partecipato alle maratone di Roma, Boston, Honolulu, Parigi e Nizza. Nel 2006 era entrata a far parte della Sbr3, una società grossetana di triathlon, stringendo una forte amicizia con il presidente Cianchi. Proprio a lui Michela aveva appena confidato tutta la sua felicità: era appena stata ammessa alla maratona di Londra del 26 aprile.
Armelio Zaccagno ad Arischia era conosciuto come compare Ame'. Ex impiegato dell'ufficio ragioneria dell'Anas in pensione, per dieci anni era stato il responsabile del controllo della statale 80, che collega l'Aquila al teramano. D'inverno percorreva la strada con lo spazzaneve per pulire la via e liberare gli automobilisti sorpresi dalle improvvise bufere sul passo delle Capannelle. Raccontava spesso che li trovava chiusi nelle auto per il freddo e per la paura dell'attacco dei numerosi branchi di lupi che popolano quei monti. Viveva a l'Aquila da oltre 20 anni nella casa del figlio Francesco.. La mattina era solito fare una passeggiata in centro con la sua amata gatta "Bellina", dalla quale non si separava mai, che lo seguiva e lo aspettava per ritornare. Il pomeriggio invece era dedicato al grandissimo giardino che curava da solo. Aveva selezionato lui stesso tutte le piante perchè fosse fiorito durante tutto l'anno. Ed era solito regalare un fiore ad ogni signora che passasse di fronte al suo cancello. La moglie Filomena, con la quale aveva festeggiato le nozze d'oro, era morta nel 2003. La notte del 6 aprile il tetto della sua stanza è crollato sul suo letto, dove dormiva insieme a Bellina. E' morto insieme a lei, ha avuto un malore mentre il figlio Francesco, con i soccorsi, tentava di liberarlo.
Rocco Centi Pizzutilli aveva 75 anni ed era non udente dalla nascita. Era nato a Pianola, una frazione a circa quattro chilometri dall'Aquila. Era un uomo forte ed aveva lavorato per tanto tempo come contadino "a giornata". Si era sposato tardi ed aveva vissuto molto tempo con la sorella, anche lei non udente. Rocco quella notte era riuscito a fuggire durante il crollo della sua abitazione. E' morto d'infarto qualche giorno dopo il sisma mentre cercava di riposare in macchina.
Chernova Marija, oggi avrebbe 18 anni, all'epoca dei fatti solo 8. A Natale 2007, la mamma di Marija, dopo aver divorziato dal marito aveva deciso di cambiare vita e di trasferirsi in Italia con la bambina. La base di appoggio sarebbe stata la sorella, in Abruzzo già da diversi anni. Alena e Marija erano andate a vivere a Sant'Angelo di Bagno. Marija frequentava l'Istituto elementare Mariele Ventre all'Aquila e dopo le prime difficoltà, aveva cominciato a prendere ottimi voti. In matematica, ma anche in italiano. Si era fatta tanti amici ed era entusiasta della sua nuova vita. La notte del 6 aprile, il terremoto le ha fatto crollare addosso il tetto della sua cameretta.
Muntean Silviu Daniel, aveva 7 anni ancora da compiere, frequentava la prima elementare nella civica scuola F.Rossi di Paganica. I suoi compagni di classe lo ricordano come un bambino sempre allegro, solare e divertente. Viveva ad Onna, con il padre, la madre ed il fratello maggiore. Quando la loro casa è crollata per il terremoto, i genitori sono usciti illesi dalle macerie ed il fratello è stato estratto ancora vivo dopo 3 giorni. di ricerche. Si sono salvati tutti tranne il piccolo Silviu. Dopo il terremoto la sua famigllia è tornata a vivere in Romania. Il ricordo ed il dolore per la perdita di Silviu erano troppo grandi per restare in Italia.
Enza Terzini era venuta dalla provincia di Pescara per studiare Scienze biologiche all'Aquila. La sera prima del terremoto era tornata da suo paese, Tocco da Casauria: poche ore più tardi avrebbe avuto le ultime lezioni prima delle vacanze di Pasqua. La palazzina nella zona di Villa Gioia, dove viveva con altre tre ragazze, è crollata completamente. Nella stessa stanza di Enza dormiva Eleonora Celesini, la ragazza che dopo 43 ore dopo il sisma , è stata estratta viva dalle macerie.
Ciuffini Dario stava per festeggiare il suo compleanno, avrebbe compiuto 26 anni. Abitava a Tempera, frazione a circa sette chilometri dall'Aquila. Al momento della prima scossa si era precipitato in piazza dove aveva trovato tutti gli abitanti del paese spaventati. Di tanto in tanto qualcuno controllava la situazione su Internet. Non sembrava più grave del solito per questo Dario aveva dato la buona notte a tutti ed era andato a dormire a casa della nonna in Via Largo Biade. La nonna si è salvata, Dario per un tragico destino no.
Giuliana Tamburro era ingegnere elettronico e si occupava della certificazione dei nuovi modelli di aeromobili, in particolare dei veicoli senza pilota. Era una delle maggiori esperte del settore, anche a livello internazionale. Aveva 46 anni ed è morta abbracciata al suo bambino che si chiamava Stefano Antonini di soli 9 anni. Domenica sera, dopo la prima scossa, Giuliana aveva parlato al telefono con il suo ex marito, cardiologo all'Ospedale San Salvatore dell'Aquila perchè aveva deciso di lasciare il loro appartamento di via Fortebraccio e di andare a dormire con il figlio dai genitori di lei in Via Gabriele D'Annunzio. Si sentiva piu' tranquilla. Non poteva sapere che casa sua sarebbe rimasta in piedi mentre quella dei genitori sarebbe crollata su se stessa. Insieme a loro è morto anche il padre di Giuliana ed il nonno di Stefano Marino Tamburro.
Genny e Giusy Antonini erano amiche oltre a essere sorelle. Genny era la piu' piccola, aveva ventidue anni e non si separava mai da Giusy che ne aveva 24. Erano originarie di Sant'Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo ma vivevano a Controguerra. All'Aquila avevano preso in affitto un appartamento in via Campo di Fossa per studiare Scienze infermieristiche l'una e Biotecnologie l'altra. Erano arrivate in città domenica sera, dopo aver cenato con i loro genitori a Controguerra. La prima scossa, nella tarda serata, aveva allarmato le ragazze che avevano chiamato il fratello Alessandro, anche lui all'Aquila ma in un'altra casa. I tre si erano tranquillizzati a vicenda. Al momento della scossa a casa di Genny e Giusy c'era anche Alberto Guercioni, un amico delle sorelle, la scossa ha ucciso anche lui.
Vecchioni Dante faceva il dentista ed era molto conosciuto all'Aquila. Aveva 53 anni e le sue passioni erano le passeggiate in montagna, soprattutto sul suo amato Gran Sasso, e l'arte contemporanea di cui era un estimatore. Era anche uno sportivo e praticava il tiro a segno nella sezione dell'Aquila, la città in cui era nato e cresciuto. Era figlio unico, aveva perso il padre diversi anni fa ed era rimasto vicino alla madre anziana fino alla sua morte. Nei progetti di Dante Vecchioni per l'immediato futuro c'era la volontà di costruire una famiglia insieme alla compagna alla quale era legato da 13 anni e magari anche di andare a vivere insieme nella casa che lui aveva appena comprato in Via XX Settembre, dopo anni di sacrifici. Quella sera si erano sentiti al telefono dopo la prima scossa. Lei aveva paura, lui l'aveva tranquillizzata. Dante è stato ritrovato a pochi metri dal pianerottolo, l'unica zona rimasta in piedi. Al collo aveva una catenina con la fede nuziale della madre, una catenina che non indossava mai e che, forse, voleva recuperare prima di fuggire per mettersi in salvo.
Ieri sera, a l'Aquila, i 309 rintocchi in piazza hanno ricordato e rinnovato un dolore inimmaginabile. Ogni rintocco, ogni battito, ogni silenzioso ricordo ha rammentato la tragedia di chi, per caso, per destino, e forse in alcuni casi per incuria, ha rinunciato a troppi sogni.
A distanza di 10 anni, rivivere gli eventi di quella notte è doveroso, come ricordare un breve racconto di alcune vittime.
WWW.STARESULPEZZO.BLOGSPOT.IT
staresulpezzo@gmail.com
domenica 31 marzo 2019
SERGIO SYLVESTRE - "Big-Boy - FOREVER"
Sergio Sylvestre "The Big Boy" nasce a Los Angeles nel 1990 .
E' un singer/pop/ che vede nascere la sua carriera italiana nell'ormai notissimo Talent "Amici" di Maria De Filippi. Il suo ingresso nel programma ha dettato il nascere di un nuovo artista, sincero, non legato ai soliti "cliche'", ma ad una reale vena artistica, oltre ad una voce possente ed internazionale. E' stato il nostro preferito dal suo primo ingresso nella casa, ed abbiamo gioito e sofferto, quasi contemporaneamente con lui, soffrendo in tutte le tappe del programma.
I giudici : Emma ed Elisa hanno capito immediatamente il suo potenziale nella 15ma edizione di "Amici". Sergio nasce da madre messicana e padre haitiano, ed approda in Italia stabilendosi a Lecce, dove diventa il cantante del Samsara Beach noto locale di Gallipoli. Se volete, potete seguirlo su Instagram, dove è facile risalire alla lunga cronologia delle sue apparizioni in tv e nei locali come guest-star. Il suo primo EP di debutto è "Big Boy", nato durante la sua partecipazione nel 2016 al Talent, di Canale 5, che negli anni è diventato uno Show ambito da artisti, ed addetti ai lavori. Forse Sergio Silvestre è arrivato ad "Amici " nel momento giusto. Sia per lui che per il programma.
Lui aveva bisogno di una visibilità a tutto tondo, ed il programma era ad una svolta decisiva. Svolta che è avvenuta, arricchendosi via via di coach, e giudici di spessore. Sylvestre ha dimostrato che non sempre vince l'immagine sul talento, e che di fronte ad una voce pastosa, corposa, e potente, nulla è impossibile. Ha vinto a pieno titolo la 15esima edizione, e "Big Boy" ha raggiunto la prima posizione della Classifica FIMI Album ed è stato certificato disco d'oro dalla Federazione Industria Musicale Italiana, grazie al contributo prezioso di Ermal Meta. Successivamente ha lavorato con Rocco Hunt, J-Ax e Fedez. Nel 2017 ha partecipato al "Festival di Sanremo" con il singolo "Con te", testo da lui scritto insieme a Giorgia.
Purtroppo, qualcosa non ha funzionato, il testo era melodico al punto giusto, ma non ha messo in luce le reali potenzialità di Sergio. Di certo, sarebbe stato più indicato un brano in lingua originale, laddove fosse stato possibile. Perchè Sergio Silvestre è una voce black di grande spessore, paragonabile ai grandi della Black-Music e della Motown Records.
Il Festival è stato prematuro, quasi affrettato, e non ha tutelato una carriera che a nostro avviso andava centellinata. E' del giugno 2017 la pubblicazione del singolo "Turn It Up" prodotto da J-Ax e Fedez, seguito a novembre 2017 dalla compilation "Big Christmas su etichetta Sony Music entrato nella Top Hits Christmas di Spotify con "Let It Snow". Lo abbiamo riincontrato a Sanremo 2019 e visto duettare con Einar e Biondo impreziosendo le parole del testo cantando "Camminero' lontano dal tuo cuore e riscriverò l'amore con "Parole Nuove".
2 metri e 9 di altezza, un cuore grande, intento a far emozionare. Il mare sulla pelle, il sole e calore della sua Gallipoli, gli amici incontrati come Elodie, e la partecipazione straordinaria durante il Tour di Fedez "Comunisti col Rolex" nel temuto stadio di San Siro, a giugno 2018. Cos'è rimasto a Sergio della sua partecipazione ad Amici?
Dalla sua voce testuali parole: "Per me Amici era un sogno lontanissimo perchè non parlavo benissimo l'Italiano" "Per me cantare è tutto, un nuovo capitolo della mia vita! "Senza cantare non mi sento bene, adesso se non canto non mi sento bene".
Una dimostrazione tangente di queste frasi la ritrovate nella canzone interpretata con Alessandra Amoroso e Sergio Sylvestre "Let it Be" dei Beatles. Una canzone si può distruggere se non hai talento, ma se il talento è speciale, la canzone acquista nuova vita e linfa vitale. E se, come nel caso di Big-boy la sua voce è poliedrica, ascoltatelo nel remix ufficiale di Gabry Ponte "In the Town" .......You told me not for me, Then I saw you in the town...OOOh.....In the TOWN....OOOh........Right accross the border line ........Then I saw..............
Il temperamento e l'essenza del Big-Brother si puo' ritrovare in un suo post di instagram in occasione di una sua dichiarazione sullo sport che lo ha cambiato, il Football:
"Mi sono ritrovato faccia a faccia con i miei limiti, sia fisici che mentali ed ho imparato a superarli"
"far parte di una squadra, allenarmi con i miei compagni, condividere gli sforzi per un obiettivo comune mi ha insegnato tante cose che non sapevo sulla fratellanza, sul rispetto, sulla solidarietà. Ma soprattutto grazie al football mi sono ritrovato faccia a faccia con i miei limiti..............................
Perchè non puoi fermarti nel bel mezzo di un allenamento: anche se è massacrante sei costretto a trovare dentro di te la forza per andare avanti; e quando sei in campo non puoi scappare via di fronte al tuo avversario, devi affrontarlo e sconfiggerlo. Il football mi ha indurito, in un certo modo mi ha aiutato a crescere, anche se per farlo ho dovuto indossare l'ennesima maschera. Non potevo mostrarmi debole, nè in campo nè fuori"
Big-boy dal cuore d'oro, ti auguriamo una splendida carriera, e di salire sul podio. Perchè ne siamo sicuri, ti ritroveremo in cima alle classifiche internazionali. Trova la tua strada..............
WWW.STARESULPEZZO.BLOGSPOT.IT
staresulpezzo@gmail.com
E' un singer/pop/ che vede nascere la sua carriera italiana nell'ormai notissimo Talent "Amici" di Maria De Filippi. Il suo ingresso nel programma ha dettato il nascere di un nuovo artista, sincero, non legato ai soliti "cliche'", ma ad una reale vena artistica, oltre ad una voce possente ed internazionale. E' stato il nostro preferito dal suo primo ingresso nella casa, ed abbiamo gioito e sofferto, quasi contemporaneamente con lui, soffrendo in tutte le tappe del programma.
I giudici : Emma ed Elisa hanno capito immediatamente il suo potenziale nella 15ma edizione di "Amici". Sergio nasce da madre messicana e padre haitiano, ed approda in Italia stabilendosi a Lecce, dove diventa il cantante del Samsara Beach noto locale di Gallipoli. Se volete, potete seguirlo su Instagram, dove è facile risalire alla lunga cronologia delle sue apparizioni in tv e nei locali come guest-star. Il suo primo EP di debutto è "Big Boy", nato durante la sua partecipazione nel 2016 al Talent, di Canale 5, che negli anni è diventato uno Show ambito da artisti, ed addetti ai lavori. Forse Sergio Silvestre è arrivato ad "Amici " nel momento giusto. Sia per lui che per il programma.
Lui aveva bisogno di una visibilità a tutto tondo, ed il programma era ad una svolta decisiva. Svolta che è avvenuta, arricchendosi via via di coach, e giudici di spessore. Sylvestre ha dimostrato che non sempre vince l'immagine sul talento, e che di fronte ad una voce pastosa, corposa, e potente, nulla è impossibile. Ha vinto a pieno titolo la 15esima edizione, e "Big Boy" ha raggiunto la prima posizione della Classifica FIMI Album ed è stato certificato disco d'oro dalla Federazione Industria Musicale Italiana, grazie al contributo prezioso di Ermal Meta. Successivamente ha lavorato con Rocco Hunt, J-Ax e Fedez. Nel 2017 ha partecipato al "Festival di Sanremo" con il singolo "Con te", testo da lui scritto insieme a Giorgia.
Purtroppo, qualcosa non ha funzionato, il testo era melodico al punto giusto, ma non ha messo in luce le reali potenzialità di Sergio. Di certo, sarebbe stato più indicato un brano in lingua originale, laddove fosse stato possibile. Perchè Sergio Silvestre è una voce black di grande spessore, paragonabile ai grandi della Black-Music e della Motown Records.
Il Festival è stato prematuro, quasi affrettato, e non ha tutelato una carriera che a nostro avviso andava centellinata. E' del giugno 2017 la pubblicazione del singolo "Turn It Up" prodotto da J-Ax e Fedez, seguito a novembre 2017 dalla compilation "Big Christmas su etichetta Sony Music entrato nella Top Hits Christmas di Spotify con "Let It Snow". Lo abbiamo riincontrato a Sanremo 2019 e visto duettare con Einar e Biondo impreziosendo le parole del testo cantando "Camminero' lontano dal tuo cuore e riscriverò l'amore con "Parole Nuove".
2 metri e 9 di altezza, un cuore grande, intento a far emozionare. Il mare sulla pelle, il sole e calore della sua Gallipoli, gli amici incontrati come Elodie, e la partecipazione straordinaria durante il Tour di Fedez "Comunisti col Rolex" nel temuto stadio di San Siro, a giugno 2018. Cos'è rimasto a Sergio della sua partecipazione ad Amici?
Dalla sua voce testuali parole: "Per me Amici era un sogno lontanissimo perchè non parlavo benissimo l'Italiano" "Per me cantare è tutto, un nuovo capitolo della mia vita! "Senza cantare non mi sento bene, adesso se non canto non mi sento bene".
Una dimostrazione tangente di queste frasi la ritrovate nella canzone interpretata con Alessandra Amoroso e Sergio Sylvestre "Let it Be" dei Beatles. Una canzone si può distruggere se non hai talento, ma se il talento è speciale, la canzone acquista nuova vita e linfa vitale. E se, come nel caso di Big-boy la sua voce è poliedrica, ascoltatelo nel remix ufficiale di Gabry Ponte "In the Town" .......You told me not for me, Then I saw you in the town...OOOh.....In the TOWN....OOOh........Right accross the border line ........Then I saw..............
Il temperamento e l'essenza del Big-Brother si puo' ritrovare in un suo post di instagram in occasione di una sua dichiarazione sullo sport che lo ha cambiato, il Football:
"Mi sono ritrovato faccia a faccia con i miei limiti, sia fisici che mentali ed ho imparato a superarli"
"far parte di una squadra, allenarmi con i miei compagni, condividere gli sforzi per un obiettivo comune mi ha insegnato tante cose che non sapevo sulla fratellanza, sul rispetto, sulla solidarietà. Ma soprattutto grazie al football mi sono ritrovato faccia a faccia con i miei limiti..............................
Perchè non puoi fermarti nel bel mezzo di un allenamento: anche se è massacrante sei costretto a trovare dentro di te la forza per andare avanti; e quando sei in campo non puoi scappare via di fronte al tuo avversario, devi affrontarlo e sconfiggerlo. Il football mi ha indurito, in un certo modo mi ha aiutato a crescere, anche se per farlo ho dovuto indossare l'ennesima maschera. Non potevo mostrarmi debole, nè in campo nè fuori"
Big-boy dal cuore d'oro, ti auguriamo una splendida carriera, e di salire sul podio. Perchè ne siamo sicuri, ti ritroveremo in cima alle classifiche internazionali. Trova la tua strada..............
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CRISTIANO BURANI -FASHION WEEK MILANO 2019/2020 -
Lo scorso 24 febbraio in occasione della Milano Fashion Week 2019/2020 siamo stati invitati alla sfilata di Cristiano Burani.
La prima sorpresa è stata quella di sederci accanto all'influencer Evelin Regly con all'attivo circa 3milioni e 700 mila follower, in stato di gravidanza. Nell'attesa dell'inizio sfilata è stato più volte offerto un delizioso "vino di riso" il sake', tipica bevanda giapponese ottenuta da un processo di fermentazione che coinvolge riso, acqua e spore koji. Cristiano Burani nel suo fashion show #tokyounfinished ha voluto immaginare una reinterpretazione dell'immaginario Jap mediante l'utilizzo di materiali nobili a cui sono applicate lavorazioni manuali.
Obi, College e Dolls Style, kimono, sumo, come elementi di una nuova storia, sono scomposti nella loro essenza e riutilizzati come ispirazioni per Total look dall'appeal femminile, urbano e contemporary.
I colori di Tokio in inverno sono riprodotti con tinture in capo che creano sfumature irregolari a disegni astratti e tridimensionali. Note calde ispirate al filiale autunnale dei giardini giapponesi sono rese attraverso stampe cliccate multicolori eseguite a mano.
Cappotti di cachemire, giacche di alpaca, trench coat e pantaloni samurai di pelle sono ricamati con fili di mohair a creare bordi e motivi geometrici, arricchiti da macro zip di poliuretano.
Volpe argentata e visone bianco naturale ricamato a mano con fili flottanti per nuovi kimono sfoderati e maxi borse e tracolla. Maglieria di alpaca fatta a mano con trecce e punti irregolari e' abbinata a denim non lavato e stampato a rilievo.
I colori della collezione sono bianco e nero, sfumature di grigio, rosso-arancio, rosa e giallo acido.
Tutti i capi rappresentano l'autentico Made in Italy, poiche' sono realizzati interamente in Italia da artigiani italiani. Sono il risultato di trattamenti eseguiti a mano come tinture speciali e ricami, caratteristici oramai solo dell'alta moda.
Sabato 24 febbraio 2019 Palazzo Turati Via Meravigli 7 Milano
La prima sorpresa è stata quella di sederci accanto all'influencer Evelin Regly con all'attivo circa 3milioni e 700 mila follower, in stato di gravidanza. Nell'attesa dell'inizio sfilata è stato più volte offerto un delizioso "vino di riso" il sake', tipica bevanda giapponese ottenuta da un processo di fermentazione che coinvolge riso, acqua e spore koji. Cristiano Burani nel suo fashion show #tokyounfinished ha voluto immaginare una reinterpretazione dell'immaginario Jap mediante l'utilizzo di materiali nobili a cui sono applicate lavorazioni manuali.
Obi, College e Dolls Style, kimono, sumo, come elementi di una nuova storia, sono scomposti nella loro essenza e riutilizzati come ispirazioni per Total look dall'appeal femminile, urbano e contemporary.
I colori di Tokio in inverno sono riprodotti con tinture in capo che creano sfumature irregolari a disegni astratti e tridimensionali. Note calde ispirate al filiale autunnale dei giardini giapponesi sono rese attraverso stampe cliccate multicolori eseguite a mano.
Cappotti di cachemire, giacche di alpaca, trench coat e pantaloni samurai di pelle sono ricamati con fili di mohair a creare bordi e motivi geometrici, arricchiti da macro zip di poliuretano.
Volpe argentata e visone bianco naturale ricamato a mano con fili flottanti per nuovi kimono sfoderati e maxi borse e tracolla. Maglieria di alpaca fatta a mano con trecce e punti irregolari e' abbinata a denim non lavato e stampato a rilievo.
I colori della collezione sono bianco e nero, sfumature di grigio, rosso-arancio, rosa e giallo acido.
Tutti i capi rappresentano l'autentico Made in Italy, poiche' sono realizzati interamente in Italia da artigiani italiani. Sono il risultato di trattamenti eseguiti a mano come tinture speciali e ricami, caratteristici oramai solo dell'alta moda.
Sabato 24 febbraio 2019 Palazzo Turati Via Meravigli 7 Milano
domenica 3 marzo 2019
ELISABETTA FRANCHI - MFW - MILANO FASHION WEEK - 2019/2020
Parata di Vip alla sfilata di Elisabetta Franchi durante la recente Milano Fashion Week 2019.
La Scuola Militare, situata in zona centrale, poco distante da Corso Italia, una location di vaste dimensioni ha accolto, un pubblico eterogeneo. Uomini, donne, teen-ager e molti bambini, cercavano di accaparrarsi un posto in pole-position per poter riprendere con i cellulari l'inizio della sfilata.
Il servizio d'ordine ha cercato in tutti i modi di non far sostare le persone sulle scale laterali, lasciando libere le vie d'accesso, ma la location era strapiena e l'unica possibilità per vedere lo show era di non spostarsi di un millimetro.
La sfilata è iniziata con circa 40 minuti di ritardo, ma la gente continuava ad arrivare. Gli inviti strettamente personali erano il biglietto da visita elegante ed innovativo. Elisabetta Franchi, in essi annunciava la "Fall Winter 2019-2020" presso la Scuola Militare Teulie' di Via San Luca, 3 a Milano con un originale cartonato rettangolare di circa 20 cm per 5 di altezza dove era sormontato il logo della stilista utilizzando una plastica bianca sormontata.
Una delizia per gli occhi. Il biglietto su cui era impresso e scritto a mano il nome dell'ospite era racchiuso in una busta rettangolare che riproponeva, questa volta con scrittura dattiloscritti, nuovamente il nome dell'ospite.
Un raggiante sole ha accolto un pubblico proveniente da ogni parte d'Italia, compresi i numerosi Vip ed addetti ai lavori. Simona Ventura è arrivata furtivamente insieme al suo nuovo compagno circa 10 minuti prima dell'orario programmato per la sfilata.
È stata la volta di Federica Panicucci, Juliana Moreira, Edoardo Stoppa, Benedetta Mazza e Gianluca Vacchi.
La nuova collezione di Elisabetta Franchi si è ispirata ad una First Lady degli anni '60.
Il tutto rivisto in una chiave fresca e modernissima. Un viaggio nel futuro del passato tra una eleganza retro', che è d'ispirazione a donne eleganti a volte accompagnate dalle proprie figlie.
Vengono rivalutati e rivisitati i tessuti tweed, con trame multicolore che evocano i colori della galassia, le micro gonne e mini abiti a sacchetto.
Il vinile presentato rigorosamente in avorio è un omaggio alle divise spaziali che insieme ai capi ricamati con mix di materiali preziosi, riporta l'immaginario a suoli lunari inesplorati.
I colori predominanti della collezione sono le Nuance del burro e dell'avorio, accostati al fucsia e il kermit, alternati al verde bottiglia, al blu e al giada. Completano il tutto orecchini a sfera e cappelli come caschi, avvolgendo il corpo elegante di ogni giovane donna al passo coi tempi.
L'immaginario collettivo dei presenti, durante la sfilata ha vissuto un ritorno agli anni '60, e la sensazione che senza il passato non possa esistere il futuro. "Retro Future" di Elisabetta Franchi ha colpito nel segno, grazie anche alla preziosa collaborazione di un team giovane, veloce, e gentilmente predisposto all'accoglienza degli ospiti.
La musica d'inizio ha fatto il resto. La favola è iniziata e gli sguardi si sono persi tra fruscii, giochi geometrici, ed accessori preziosi diventati un tutt' uno con il corpo femminile.
Pantners della sfilata sono stati Antonio Sacripante for Paris, Diego dalla Palma ed Aldo Coppola.
E dopo tanta fatica e soddisfazioni, che ne dite di un viaggio alle Maldive? Perché non di solo lavoro si vive.
Elisabetta Franchi ci piace anche per questo.
Un viaggio alle Maldive con gli affetti più cari, riprendendo via Instagram le intense giornate di sport e scoperta del luogo, per riprendersi da un successo desiderato ed a tratti temuto.
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La Scuola Militare, situata in zona centrale, poco distante da Corso Italia, una location di vaste dimensioni ha accolto, un pubblico eterogeneo. Uomini, donne, teen-ager e molti bambini, cercavano di accaparrarsi un posto in pole-position per poter riprendere con i cellulari l'inizio della sfilata.
Il servizio d'ordine ha cercato in tutti i modi di non far sostare le persone sulle scale laterali, lasciando libere le vie d'accesso, ma la location era strapiena e l'unica possibilità per vedere lo show era di non spostarsi di un millimetro.
La sfilata è iniziata con circa 40 minuti di ritardo, ma la gente continuava ad arrivare. Gli inviti strettamente personali erano il biglietto da visita elegante ed innovativo. Elisabetta Franchi, in essi annunciava la "Fall Winter 2019-2020" presso la Scuola Militare Teulie' di Via San Luca, 3 a Milano con un originale cartonato rettangolare di circa 20 cm per 5 di altezza dove era sormontato il logo della stilista utilizzando una plastica bianca sormontata.
Una delizia per gli occhi. Il biglietto su cui era impresso e scritto a mano il nome dell'ospite era racchiuso in una busta rettangolare che riproponeva, questa volta con scrittura dattiloscritti, nuovamente il nome dell'ospite.
Un raggiante sole ha accolto un pubblico proveniente da ogni parte d'Italia, compresi i numerosi Vip ed addetti ai lavori. Simona Ventura è arrivata furtivamente insieme al suo nuovo compagno circa 10 minuti prima dell'orario programmato per la sfilata.
È stata la volta di Federica Panicucci, Juliana Moreira, Edoardo Stoppa, Benedetta Mazza e Gianluca Vacchi.
La nuova collezione di Elisabetta Franchi si è ispirata ad una First Lady degli anni '60.
Il tutto rivisto in una chiave fresca e modernissima. Un viaggio nel futuro del passato tra una eleganza retro', che è d'ispirazione a donne eleganti a volte accompagnate dalle proprie figlie.
Vengono rivalutati e rivisitati i tessuti tweed, con trame multicolore che evocano i colori della galassia, le micro gonne e mini abiti a sacchetto.
Il vinile presentato rigorosamente in avorio è un omaggio alle divise spaziali che insieme ai capi ricamati con mix di materiali preziosi, riporta l'immaginario a suoli lunari inesplorati.
I colori predominanti della collezione sono le Nuance del burro e dell'avorio, accostati al fucsia e il kermit, alternati al verde bottiglia, al blu e al giada. Completano il tutto orecchini a sfera e cappelli come caschi, avvolgendo il corpo elegante di ogni giovane donna al passo coi tempi.
L'immaginario collettivo dei presenti, durante la sfilata ha vissuto un ritorno agli anni '60, e la sensazione che senza il passato non possa esistere il futuro. "Retro Future" di Elisabetta Franchi ha colpito nel segno, grazie anche alla preziosa collaborazione di un team giovane, veloce, e gentilmente predisposto all'accoglienza degli ospiti.
La musica d'inizio ha fatto il resto. La favola è iniziata e gli sguardi si sono persi tra fruscii, giochi geometrici, ed accessori preziosi diventati un tutt' uno con il corpo femminile.
Pantners della sfilata sono stati Antonio Sacripante for Paris, Diego dalla Palma ed Aldo Coppola.
E dopo tanta fatica e soddisfazioni, che ne dite di un viaggio alle Maldive? Perché non di solo lavoro si vive.
Elisabetta Franchi ci piace anche per questo.
Un viaggio alle Maldive con gli affetti più cari, riprendendo via Instagram le intense giornate di sport e scoperta del luogo, per riprendersi da un successo desiderato ed a tratti temuto.
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ELEVENTY - MILANO FASHION WEEK - Eleventy showroom – Corso Venezia quattrordici - Milano -
"REINTERPRETARE IL CLASSICO IN CHIAVE MODERNA DANDO SPAZIO AD UNO STILE PIÙ RICERCATO"
Per la collezione donna FW19-20 Eleventy sceglie tessuti di altissima qualità come Cashmere, Alpaca, Mohair e Seta, valorizzati nella lavorazione dalle mani sapienti di laboratori artigiani, testimoni del vero Made in Italy
I cappotti, in lunghezze diverse, si presentano con volumi più asciutti e over che sono da abbinare a giacche lunghe, in versione con cintura che evidenzia il punto vita, o a giacche corte slim da indossare in una quotidianità più formale, per creare un nuovo modo di indossare il tailleur, portati con pantaloni più morbidi e contemporanei.
La maglieria è realizzata con filati pregiati come cashmere, baby alpaca, kid mohair e seta, ed in alcuni casi presentano ricami e lavorazioni artigianali che conferiscono esclusività a capi unici.
I punti luce abbinati su morbidissime fettucce di lana sono una parte importante della collezione e donano dettagli ricercati.

Felpe realizzate con nuovi filati come Cotone e Cammello, mantengono il loro colore originale per dare vita a un nuovo stile sport chic raffinato .
Abiti proposti in diverse lunghezze vestono la donna Eleventy; in jersey elasticizzato abbinato a trasparenze in misto seta da indossare nella quotidianità, più lunghi e fluidi per le occasioni più speciali.
La gamma di colori di questa collezione spazia da toni naturali come cammello, sasso o neve, fino alle sfumature più calde del caramello e albicocca che, affiancati in maniera armoniosa a grigi mélange e blu, scoprono eleganti contrasti cromatici.
Eleventy showroom – Corso Venezia 14 – 20121 Milano T. 02 84894381 info@eleventy.it Studio Maddalena Torricelli T. 02 76280433 studio@maddalenatorricelli.com
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