domenica 12 marzo 2017

I VIP - I FURTI - LE INTRUSIONI NELLE PROPRIETA' - LE REAZIONI -



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Alviero Martini il noto stilista, vive a Milano nei pressi della Stazione Centrale in via Fabio Filzi, ed uscendo dalla sua casa una mattina alle 10,45, è stato aggredito da 3 rapinatori con un accento dell'est europeo, ed è stato la vittima del furto dell'auto posteggiata sotto casa, di cui non è ancora rientrato in possesso. Il bottino dello scippo e tentata estorsione è di   100 euro, un braccialetto finto d'oro e una borsa contenente 20 orologi di valore che lo stilista stava portando a riparare prima di essere indossati dai modelli della sua collezione. Prima di sporgere denuncia ai carabinieri, lo stilista è andato in ospedale per le medicazioni: un taglio profondo  sul polso provocato dal coltello che hanno usato per staccargli il braccialetto con una finta placchetta d'oro che è scivolato nella scarpa dello stilista, ed escoriazioni alle ginocchia, dovute alla caduta sul marciapiede durante la colluttazione. 

Sembra intuibile un probabile pedinamento o quanto meno una discreto ritorno sul luogo del delitto.

Di sicuro, la zona attigua la stazione centrale di  Milano non è il posto più sicuro, ma essere aggredito con un coltellino, servito per tagliare un braccialetto finto oro, in piena mattina, lascia intendere in che stato si possano trovare le grandi città e quanto ne risenta la sicurezza dei residenti.


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Francesco Facchinetti ha d'istinto scritto su twitter un post per denunciare l'intrusione di un ladro in casa di suo padre:


"Basta mi SONO ROTTO I COGLIONI.
Ieri mattina alle 11 e 30, RIPETO DI MATTINA, è entrato un MOSTRO, una BESTIA in casa di mio papà. Lì vivono anche i miei fratelli, il marito di mia sorella Giulia e il mio piccolo nipote Lorenzo. Questo animale di 2 metri ha cercato prima di rubare e poi, una volta scoperto da Yuri, lo ha tramortito per poi scappare via. Ma vi rendete conto: LA DOMENICA MATTINA ALLE 11 e 30
Tutto questo è follia! Ma dove cazzo siamo finiti?!?
Peggioriamo ogni giorno di più, bisogna reagire e se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno per noi.
Sto andando a comprarmi un arsenale, se qualcuno entra in casa mia con i miei figli non esce vivo! 
SE LO STATO NON MI DIFENDE LO FARÒ DA SOLO

Nel giro di pochissimo tempo sono stati migliaia i "like" al post di Facchinetti, tanto che l'artista ha ringraziato con un messaggio:

 "Cari amici tr - in queste ultime ore ho ricevuto e sto ancora ricevendo tantissimi messaggi per ciò che è accaduto domenica mattina a casa mia, è stato un enorme spavento per tutta la mia famiglia, ma grazie al coraggioso intervento di mio genero Juri il peggio è stato evitato. Voglio ringraziare pubblicamente tutte le persone che mi hanno scritto facendomi sentire la loro vicinanza, ora io e tutta la mia famiglia vogliamo dimenticare questo terribile e increscioso accaduto. Vi abbraccio e vi ringrazio tutti, Roby e famiglia".







Adriano Celentano

    E

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Adriano Celentano, sul suo blog ha reso noto di «fatti gravi» accaduti nella sua casa di Galbiate, in provincia di Lecco.
«Vogliono arrivare a me e a Claudia»
«Mi vedo costretto - si legge - a rendere noti dei fatti molto gravi che si stanno verificando nella mia abitazione di Galbiate e nei confronti miei e di Claudia (Mori): da giorni all’interno avvengono alcune intrusioni di sconosciuti, individuati in numero di 6, più la presenza di un altro individuo all’esterno che pare sorvegliare». Il Molleggiato spiega di essersi rivolto ai carabinieri, e aggiunge: «Questi sconosciuti sono stati ripresi dalle nostre telecamere mentre si aggiravano in maniera sospetta e organizzata. I materiali video sono stati consegnati ai carabinieri della stazione di Olginate, in provincia di Lecco, con relative denunce. La gravità di questi fatti è dovuta anche all’insistenza delle intrusioni e al numero delle persone coinvolte. In un’occasione gli sconosciuti sono stati sorpresi dalla nostra vigilanza diurna e notturna che li ha costretti alla fuga». «Tutto è iniziato la scorsa settimana - prosegue nel racconto - con un apparente e strano tentativo di furto nell’auto di Claudia con rottura di vetro ma senza che venisse rubato nulla all’interno». Il cantante parla di «una serie di azioni particolarmente minacciose che ci fanno sospettare che questi malviventi stiano cercando di arrivare a me e a Claudia, sorvegliando i nostri movimenti. Denunciamo questi seri episodi perché nel caso dovesse accadere qualcosa di ancora più grave, questo è l’antefatto».

Riportiamo le testimonianze dei Vip oggetto di furti ed aggressioni. La loro testimonianza può essere di conforto a chiunque si trovi nelle medesime situazioni.



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venerdì 10 marzo 2017

PUNKREAS IN CONCERTO AL MAGNOLIA DI MILANO - MARIO BIONDI AL TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA E RAPHAEL GUALAZZI AL TEATRO MASSIMO DI PESCARA -

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I Punkreas, gruppo musicale italiano, nato oltre 25 anni fa alle porte di Milano a San Lorenzo di Parabiago, è formato da Crippa (voce), Paletta (basso elettrico) Noyse (chitarra elettrica), Gagno (batteria) ed Andrea botti (chitarra elettrica).
La punk band, domani 11 marzo suonerà al "Circolo Magnolia" Via Circonvallazione Idroscalo 41 - Segrate (Milano) e potrete ascoltare l'ultimo album "Il Lato ruvido" del 2016.
Hanno all'attivo 10 album: United Rumors of Punkreas, Paranoia e potere, Elettrodomestico, Pelle, Falso, Quello che sei, Futuro imperfetto, Noblesse Oblige, Radio Punkreas, e l'ultimo in  arrivo "Il lato ruvido".
Al vertice della classifica dei dischi alternativi è salito tra  i primi dieci nella classifica generale di iTunes. Merito anche degli ospiti che hanno collaborato, fra cui Modena City Ramblers nel brano «Modena - Milano», Lo Stato Sociale nella traccia «In fuga», il rapper Shiva che duetta in «Va bene così» e il fenomenale autore di fumetti (e grande esperto di rock) Tito Faraci, che ha scritto il testo di «Picchia più duro». 

Segnaliamo nella stessa giornata: al Teatro Ponchielli di Cremona Mario Biondi con The Best of Soul, il doppio album che celebra 10 anni di carriera dall'esordio discografico con " Handful of soul. "




ed al Teatro Massimo di Pescara Raphael Gualazzi è accompagnato da sei musicisti polistrumentisti, con una sezione fiati composta da tromba, sax e trombone ed una sezione ritmica con chitarra, contrabbasso (o basso elettrico), batteria, e Raphael al pianoforte.
La setlist spazia dai nuovi brani di “Love Life Peace” fino ai grandi successi contenuti negli album “Reality and Fantasy” e “Happy Mistake”. Per l’occasione Raphael ha riarrangiato il suo repertorio, mettendo al centro la musica suonata, reale, sfiorando l’unicità dei colori del jazz, la dolcezza di alcune pop ballad, il ritmo incalzante delle sonorità latine tradizionali, l’intensità della musica soul e r&b.
Filo conduttore dello show è il “divertissement” musicale, tema che lega tutti i brani dell’ultimo album “Love Life Peace” (Sugar), tra cui l’ultimo singolo “Lotta Things”.

                                           

MINDSHOCK CON MARCO BERRY AL TEATRO DELFINO DI MILANO

 

DAL 9 AL 12 MARZO


ORE 21.00 | DOMENICA ORE 16.00



ULTIMISSIMI POSTI DISPONIBILI!


(sabato 11/03 tutto esaurito) 




MINDSHOCK

 

di e con MARCO BERRY

 


 

 


QU3LL0 CH3 5T47E L3GG3ND0 D1MO57R4 COM3 1L NO57RO C3RV3LLO PO554 F4R3 GR4ND1 CO53! CO53 1MPR3551ON4N71!
4LL‘1N1Z1O 3R4 D1FF1C1L3 M4 G14’ 1N QU3574 R1G4, L4 7U4
M3N73 574 L3GG3ND0 4UT0M471C4M3N73 53NZ4 P3N54RC1 5U...
C0N M1ND5H0CK L4 V057R4 M3N73 1MP4R3R4’ 4 F4R3 M0L70 D1
P1U’... B3NV3NU71!




Le stesse strategie, gli stessi mezzi e le stesse armi utilizzate dagli anni ’50 ad oggi, dai più grandi comunicatori al mondo per condizionare una scelta. 


Attraverso una serie di esperimenti, in cui il pubblico è sempre coinvolto, Marco Berry dimostra come sia possibile ottenere dei risultati incredibili utilizzando tutte le armi della comunicazione. Ogni più piccola e segreta debolezza è utilizzata durante questa performance per influenzare e manipolare la mente e il comportamento di chi assiste.


Un’esperienza meravigliosa, esilarante…scioccante!


Tutto il pubblico viene coinvolto, stimolato e scioccato con i meccanismi di comportamento della nostra mente. Gli stimoli psicologici e la forza di attrazione, di cui sembrano dotati i prodotti commerciali, sono usati e spettacolarizzati in Mindshock.


Questo spettacolo ha bisogno di persone che si meraviglino davanti ai meccanismi della mente.


 

Per prenotare scrivere una mail o chiamare indicando nome, cognome, n. biglietti, giorno, recapito telefonico

 


info@teatrodelfino.it | tel. 333 5730340

GABRIELE LAVIA IL 13 MARZO AL TEATRO MANZONI DI MILANO - RASSEGNA MANZONI CULTURA -



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           GABRIELE LAVIA

          "QUANDO LA CULTURA FA SPETTACOLO"

          il 13 marzo al Teatro Manzoni di Milano

          conduce Edoardo Sylos Labini con la partecipazione di Giovanni Terzi        
         
          Dj set Paul Vallery

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Se vi siete persi gli incontri con  Giancarlo Giannini, Carla Fracci e Philippe Daverio, che si sono alternati sul palco del Teatro Manzoni di Milano, durante i magici lunedì-cultura, non potete mancare all'appuntamento di lunedì prossimo 13 marzo 2017 con Gabriele Lavia.
Gabriele Lavia, è uno dei più importanti registi e attori del teatro italiano contemporaneo.  Ha diretto lo Stabile di Torino, l’Eliseo di Roma e il Teatro della Pergola di Firenze.
Attore di cinema e di teatro, regista, e doppiatore nel "Diavolo veste Prada" ed in "V per Vendetta", film statunitense del 2005 con Hugo Weaving e Natalie Portman e con la regia di James McTeigue.
I lunedì di Manzoni Cultura regalano agli spettatori una visione reale, una interlocuzione scandita da episodi artistici e di vita vissuta dei protagonisti che guidati da un sottofondo musicale, si raccontano e si interrogano, regalando ai presenti in sala attimi reali, vissuti dai personaggi   più famosi del mondo della Cultura e dello Spettacolo italiano.
        Gabriele Lavia, è considerato uno degli ultimi Maestri della scena italiana.  
        Nel 1978 inaugura con Amleto la nuova gestione Fininvest del Teatro  Manzoni.            
        Al Cinema è lo storico interprete di  Profondo rosso di Dario Argento. 
        Nel   2004  ha  vinto  II  Premio  “Olimpici  del  Teatro”  e  nel  2014 conquista l'Arlecchino d'oro.         


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giovedì 9 marzo 2017

"LA LUCE SUGLI OCEANI" DALL'8 MARZO NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE -



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"La luce sugli oceani" il film scritto e diretto  da Derek Gianfrance   del 2016    con protagonisti    Alicia Vikander   e Michael Fassbender     narra la storia d'amore di una coppia che singolarmente ha vissuto profonde vicissitudini familiari. La storia è ambientata in Australia dopo la prima guerra mondiale. Isabel, donna giovane, fresca e volitiva sceglie Tom Sherbourne  come suo sposo. Tutto gira intorno ad Isabel, almeno questa è la nostra chiave di lettura. Una donna ruba il cuore all'amato e lui, gliene sarà riconoscente ben oltre la morte.
Tom è il guardiano di un faro,  oltre cui si perde la visione di scogliere e spuma di mare che si infrangono  sulle rocce.
Cosa porterà i due giovani a fare scelte decisive e drastiche, è la chiave di lettura  del film.
Dall'alto del faro,  all'orizzonte, un giorno Tom scorge una barca, all'interno un uomo ed una neonata.
Isabel provata da dispiaceri recenti convince il marito a non avvisare le autorità  sul ritrovamento  dell'uomo morto e della bimba piangente.

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Lucy-Grace, la neonata, ha un passato, un nuovo futuro e diventerà il perno, il fulcro della vita della coppia. Ma, i più grandi segreti, a volte vengono svelati. Le anime inquiete hanno bisogno di verità,  ed un grande amore può non essere sufficiente  a placarle.
Consigliamo vivamente la visione di "La luce sugli oceani", dove la luce ha molteplici significati, e di luce si circondano i paesaggi della nuova Zelanda, ed i volti dei protagonisti.
Luce assopita, dalla comparsa della mamma naturale Hannah  Roennfeldt (Rachael Weisz) di Grace che non ha mai smesso di cercarla.

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Protagonisti non secondari Bryan Brown (Setmus) e Jack Thompson (Ralph) attori di gran lunga esperienza e forte carattere interpretativo.
La pellicola è  un adattamento cinematografico del romanzo di M.L. Stedman pubblicato nel 2012 ed è stata presentata all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.
Michael Fassbender attore protagonista compirà 40 anni il 2 aprile prossimo ed all'attivo ha ben 3 film girati: "Assassin's Creed, "La Luce degli Oceani e sarà il protagonista  del prossimo film di fantascienza/Thriller  di Ridley Scott: "Alien: Covenant" nella veste di un androide.
Attore riservato, considerato il nuovo "Sex simbol", stupito dichiara:
"E' una cosa surreale essere considerato un sex symbol. Mi lascia perplesso a volte mi fa paura".
Di lui è trapelata l'indiscrezione ormai pubblica, della relazione con l'attrice Alicia Vikander conosciuta sul set del film "La luce sugli oceani" nel 2014.
Questo dettaglio è ininfluente durante la visione del film. Da consumati professionisti hanno regalato una piccola perla: la visione dell''incontro di due persone che timidamente si amano per la prima volta.

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mercoledì 8 marzo 2017

"LA LUCE SUGLI OCEANI" DI DEREK GIANFRANCE AL CINEMA DALL'8 MARZO -








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"La luce sugli oceani" il film scritto e diretto  da Derek Gianfrance   del 2016    con protagonisti    Alicia Vikander   e Michael Fassbender     narra della storia d'amore di una coppia che singolarmente ha vissuto profonde vicissitudini familiari. La storia è ambientata in Australia dopo la prima guerra mondiale. Isabel, donna giovane, fresca e volitiva sceglie Tom Sherbourne  come suo sposo. Tutto gira intorno ad Isabel, almeno questa è la nostra chiave di lettura. Una donna ruba il cuore all'amato e lui, gliene sarà riconoscente ben oltre la morte.
Tom è il guardiano di un faro,  oltre cui si perde la visione di scogliere e spuma di mare che si infrangono  sulle rocce.
Cosa porterà i due giovani a fare scelte decisive e drastiche, è la chiave di lettura  del film.
Dall'alto del faro,  all'orizzonte, un giorno Tom scorge una barca, all'interno un uomo ed una neonata.
Isabel provata da dispiaceri recenti convince il marito a non avvisare le autorità  sul ritrovamento  dell'uomo morto e della bimba piangente.

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Lucy-Grace, la neonata, ha un passato, un nuovo futuro e diventerà il perno, il fulcro della vita della coppia. Ma, i più grandi segreti, a volte vengono svelati. Le anime inquiete hanno bisogno di verità,  ed un grande amore può non essere sufficiente  a placarle.
Consigliamo vivamente la visione di "La luce sugli oceani", dove la luce ha molteplici significati, e di luce si circondano i paesaggi della nuova Zelanda, ed i volti dei protagonisti.
Luce assopita, dalla comparsa della mamma naturale Hannah  Roennfeldt (Rachael Weisz) di Grace che non ha mai smesso di cercarla.

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Protagonisti non secondari Bryan Brown (Setmus) e Jack Thompson (Ralph) attori di gran lunga esperienza e forte carattere interpretativo.
La pellicola è  un adattamento cinematografico del romanzo di M.L. Stedman pubblicato nel 2012 ed è stata presentata all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.
Michael Fassbender attore protagonista compirà 40 anni il 2 aprile prossimo ed all'attivo ha ben 3 film girati: "Assassin's Creed, "La Luce degli Oceani e sarà il protagonista  del prossimo film di fantascienza/Thriller  di Ridley Scott: "Alien: Covenant" nella veste di un androide.
Attore riservato, considerato il nuovo "Sex simbol", stupito dichiara:
"E' una cosa surreale essere considerato un sex symbol. Mi lascia perplesso a volte mi fa paura".
Di lui è trapelata l'indiscrezione ormai pubblica, della relazione con l'attrice Alicia Vikander conosciuta sul set del film "La luce sugli oceani" nel 2014.
Questo dettaglio è ininfluente durante la visione del film. Da consumati professionisti hanno regalato una piccola perla: la visione dell''incontro di due persone che timidamente si amano per la prima volta.


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martedì 7 marzo 2017

DALL'8 MARZO A PALAZZO REALE LA MOSTRA DEDICATA A "MANET E LA PARIGI MODERNA" - COMUNE DI MILANO -


Dall'8 marzo apre al pubblico a Palazzo Reale la grande mostra dedicata a "Manet e la Parigi moderna"

In programma sino al 2 luglio 2017, l’esposizione è curata da Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi.
manet
Milano, 7 marzo 2017 – La mostra “Manet e la Parigi moderna” che apre domani al piano nobile di Palazzo Reale intende raccontare il percorso artistico di Édouard Manet (1832-1883) e il ruolo centrale che ha avuto nella storia dell’arte europea.
Iniziatore di una nuova pittura, Manet scopre la “meravigliosa” modernità in una Parigi in piena trasformazione, una città che soleva girare quotidianamente a piedi in lungo e in largo, da osservatore appassionato del suo tempo. Sulla scia di Baudelaire, si afferma come un “pittore della vita moderna” e sceglie di affrontare temi nuovi che osserva per la strada, al Teatro dell’Opera, nei bar e nei “caffè-concerto”. Le opere presenti in mostra arrivano dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi: un centinaio di opere, tra cui 54 dipinti – di cui 16 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di grandi maestri coevi, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot. Alle opere su tela si aggiungono 11 tra disegni e acquarelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e sette tra maquettes e sculture.
Promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, curata da Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi con le due curatrici del Museo Caroline Mathieu, curatore generale onorario e Isolde Pludermacher, capo-curatrice del dipartimento di pittura, l’esposizione intende celebrare il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui l’artista si dedicò: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi, sua città amatissima, rivoluzionata a metà Ottocento dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann e caratterizzata da un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiano il volto e l’anima.
“Un grande artista di tutti i tempi, protagonista di uno snodo fondamentale della rappresentazione pittorica quale è stata la Parigi di fine Ottocento, viene raccontato in questa mostra con un taglio nuovo e originale, quello che passa attraverso l’evoluzione vorticosa di una società in fermento e la crescita di una città in corsa verso la modernità – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. La fondamentale collaborazione con il Museo d’Orsay consentirà ai visitatori di ammirare capolavori assoluti di Manet, espressione di quella radicalità che ha rivoluzionato il linguaggio pittorico, e di alcuni suoi contemporanei come Monet, Gauguin e Cézanne, protagonisti dello stesso clima culturale e testimoni degli stessi epocali cambiamenti”. 

manet
La mostra prevede dieci sezioni tematiche:
Manet e la sua cerchia
Manet per tutta la vita coltiverà grandi rapporti d’amicizia con poeti e letterati come Charles Baudelaire, con cui sviluppa un profondo legame; Emile Zola, che prenderà da subito posizione difendendolo strenuamente dai rifiuti del Salon;  Stéphane Mallarmé, che frequenta il suo atelier discutendo animatamente di pittura e poesia e in numerosi articoli lo elogia come caposcuola e maestro dell’“atmosfera luminosa ed elegante”; la pittrice Berthe Morisot, che diventerà nel 1874 sua cognata sposando il fratello Eugène e sarà per molti anni sua intima amica, e altri celebri artisti come Degas, Monet, Renoir. La mostra parte dunque da intensi ritratti di Zola, Mallarmé e Morisot, realizzati da Manet tra il 1868 e il 1876, esposti accanto a quelli di altri pittori come Edgar Degas con “Ritratto degli incisori Desboutin e Lepic”, e Giovanni Boldini con “Henri Rochefort.
Parigi città moderna
Manet è il più parigino dei pittori, vivrà e lavorerà sempre nei pressi della Gare Saint-Lazare, nella “nuova Parigi” che si va costruendo giorno dopo giorno sotto i suoi occhi. Per volere dell’imperatore Napoleone III vengono infatti realizzati interventi radicali che cambiano completamente il volto della città, rendendola la capitale europea per eccellenza. In questa sezione figurano opere di Paul Gauguin con “La Senna al Ponte Iéna. Tempo nevoso”, eccezionale dipinto se si pensa che l’artista dipingeva da solo quattro anni, influenzato dalla lezione realista di Courbet; di Claude Monet con “Le Tuileries”; di Paul Signac con “Strada di Gennevilliers”, una veduta della periferia settentrionale di Parigi. A queste opere si affiancano altre tele e numerosi disegni con progetti di edifici, chiese, stazioni che testimoniano l’effervescenza costruttiva della città nell’ultimo ventennio dell’Ottocento.
Sulle rive
Sono qui esposte cinque sue vedute marine, tra cui spiccano le due tele “Chiaro di luna sul porto di Boulogne” e “La fuga di Rochefort”. Si possono inoltre ammirare “Pastorale” di Paul Cézanne, ispirato al celebre “Le déjeuner sur l’herbe” di Manet e “Argenteuil” di Claude Monet, che ritrae una delle mete preferite delle gite domenicali dei parigini, dove Monet soggiorna tra il 1872 e il 1877.
Natura inanimata
In questa sezione sono esposti incantevoli dipinti floreali: due di Manet “Ramo di peonie bianche e cesoie”, specie molto in voga nell’Europa ottocentesca che Manet coltivava nel suo giardino di Gennevilliers, e “Fiori in un vaso di cristallo”, tra gli ultimi quadri dipinti da Manet che, ormai malato, si dedica alla pittura di piccole tele con frutti e fiori di cui coglie con intensità lo splendore e la vitalità, cui si aggiunge “L’asparago”, recapitato dallo stesso Manet al grande collezionista Charles Ephrussi come “aggiunta” ad un quadro con asparagi che era stato pagato troppo. A queste opere sono affiancate due splendide tele di Fantin-Latour e uno straordinario bouquet di Renoir.
L’heure espagnole
Nel primo decennio della sua attività creativa, l’arte spagnola, insieme ai Tiziano e ai Rubens, esercita su Manet una forte influenza. Diffusa a Parigi sin dal 1830, ispira una moda che investe la letteratura, l’arte e il costume. Manet si reca inoltre in Spagna nel 1865 e studia spesso i dipinti spagnoli al Louvre, in particolare Velázquez, che considera “il pittore dei pittori”. Testimoniano questo ispanismo le vesti della ballerina Lola Melea, nota come “Lola di Valencia”, “Il combattimento di tori”, “Angelina”, “Il pifferaio”, immagine della mostra, rifiutato al Salon dello stesso anno per la radicalità del trattamento pittorico. I colori stesi qui con naturalezza per campiture piatte come “grandi macchie” e soprattutto l’assenza di prospettiva, assimilano il dipinto a una carta da gioco, che secondo Zola “buca semplicemente il muro”.
Il volto nascosto di Parigi
In questa sezione è di scena la Parigi dei caffè, delle strade, delle persone meno abbienti, che fa da contraltare al lusso e all’opulenza della vita borghese, protagonista delle sezioni successive. Spicca qui uno dei capolavori di Manet “La cameriera della birreria”, insieme a due disegni di interni di caffè. Sono esposte in questa sezione “Ciò che si chiama vagabondaggio” di Alfred Stevens, che raffigura una povera donna arrestata con i suoi figli al cospetto di un operaio e di un’elegante passante e rappresenta l’insieme dei diversi gruppi sociali coesistenti in città, puntando il dito sulla sorte riservata agli esclusi dallo straordinario sviluppo economico e sociale del Secondo Impero. E “L’attesa” di Jean Béraud dove una elegante prostituta attende di adescare clandestinamente un cliente nel signorile quartiere dell’Étoile. Appartiene invece all’atmosfera mondana dei teatri e dei balli la bella tela carica di rosso “Scena di festa” di Giovanni Boldini, ritrattista della mondanità di Parigi, che qui rappresenta le Folies Bergère, caffè-teatro di varietà attivo dal 1869 sui grandi boulevard.
L’Opéra
In questa sezione le opere sono dedicate al tempio dello spettacolo parigino: l’Opéra. Di Edgar Degas è esposto “Il foyer della danza al teatro dell’Opéra” dove andavano in scena le opere e i balletti più importanti. Di Henri Gervex si ammira “Il ballo dell’Opéra” che mette in scena uno scintillante carnevale. Accanto a queste tele sono presentati vari disegni, acquerelli e piccole sculture in gesso o bronzo rappresentanti progetti per la nuova Opéra e figure mitologiche.
Parigi in festa
Sfilano quadri di artisti che frequentano le serate di gala nei teatri parigini: da Jacques Joseph (detto James) Tissot con l’elegante “Il ballo” (1878 a Jean Béraud con “Una serata”, illustrazione di una affollata e mondanissima soirée; da Eva Gonzalès con “Un palco al Théâtre des Italiens”, a Berthe Morisot con “Giovane donna in tenuta da ballo”. Completano la sezione alcuni disegni di progetti per nuovi teatri, testimoni dell’incessante trasformazione della Parigi dell’epoca.
L’universo femminile. In bianco …
Sono qui presentati alcuni capolavori incentrati sulla figura femminile rappresentata nei suoi momenti intimi. Di Manet è esposta la splendida tela “La Lettura”, dove l’artista ritrae la moglie Suzanne Leenhoff e il figlio naturale della donna, e il celeberrimo “Il balcone”, che lascia perplessi pubblico e critica al Salon del 1869 anzitutto per la scelta dei colori accesi, ma soprattutto per la sconcertante assenza di un soggetto chiaramente definito. Accompagnano queste due opere emblematiche due splendide tele di Alfred Stevens: “La lettera di rottura” e “Il bagno”, unico nudo dell’artista belga a Parigi dal 1844, opera la cui attenzione ai dettagli destò l’ammirazione di Manet e “Le due sorelle“ di James Tissot, definita dal critico inglese Wentworth “il paradigma dell’aristocraticità e dell’eleganza sobria”.
 … e nero. La passante e il suo mistero
La sezione conclusiva della mostra dedicata alle donne nelle strade parigine ospita due magnifiche opere di Manet: la tela “Berthe Morisot con un mazzo di violette”) e il “Ritratto di Nina de Callias”, a cui si raffrontano due celebri figure femminili di Renoir: “Madame Darras” e “Giovane donna con veletta”, dove l’artista rivela una straordinaria maestria nella resa del nero e nel catturare il fascino fugace di una passante.
Il catalogo della mostra, edito da Skira contiene, oltre alle immagini delle opere esposte, i saggi dei curatori Guy Covegal, Caroline Mathieu, Isolde Pludermacher, Leïla Jarbouai e di Akiya Takahashi, Direttore del Mitsubishi Ichigokan Museum di Tokyo.
La mostra è inserita nel calendario di Artweek, che si terrà dal 27 marzo al 2 aprile 2017 in occasione di Miart 2017 e vedrà Milano fulcro dell’arte contemporanea con inaugurazioni, aperture straordinarie, visite guidate, contenuti speciali ed eventi, realizzati in collaborazione con tutte le istituzioni pubbliche e private che aderiscono all’iniziativa.
Orari:
  • martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle ore 9:30 alle 19:30;
  • giovedì e sabato dalle ore 9:30 alle ore 22:30;
  • lunedì dalle 14:30 alle 19:30.
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura 
Biglietti (audioguida inclusa): 
Intero € 12    
Ridotto € 10  
Infoline e prevendite: tel. 02/92800375