sabato 23 gennaio 2016

I PROTAGONISTI DEL PROSSIMO FESTIVAL DI SANREMO ED ALCUNI DEI LORO SUCCESSI!





La kermesse musicale di Sanremo si avvicina, ed abbiamo pensato di "rispolverare" alcuni dei successi musicali per presentare ai lettori di tutto mondo che seguono "Staresulpezzo" i mezzi per poterne apprezzare le qualità indiscusse.
Alcune canzoni  le abbiamo sentite cantare dal vivo all'interno del Teatro Ariston, per altre ogni volta che le ascoltiamo siamo percorsi da brividi.
La musica serve a trasmettere emozioni, brividi, a smuovere  coscienze intorpidite, o semplicemente arrivare al cuore.
Non vi diciamo quali siano. Ognuno di noi ha una sensibilità specifica. Crediamo riuscirete a trovare nella musica o nei testi, un momento di leggerezza.


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LORENZO FRAGOLA  - Siamo uguali -




PATTY PRAVO

"E dimmi che non vuoi morire"




VALERIO SCANU -  "Per tutte le volte che.."

Vincitore del Sanremo 2010







NOEMI e Fiorella Mannoia - L'Amore si Odia -








FRANCESCA MICHIELIN - "L'amore non esiste"





Enrico Ruggeri ha vinto Sanremo nel 1987 con "Si Può dare di più" cantata con Gianni Morandi ed Umberto Tozzi
Ha nuovamente  vinto Sanremo nel 1993 con il singolo "Mistero" 

ENRICO RUGGERI  "Il portiere di notte".




DOLCENERA    "Mai più noi due"




Al momento una giuria di esperti ha provato a dare una valutazione ad ogni singola canzone di ogni artista. Noi non vogliamo riportarla volutamente per non influenzare i gusti del pubblico. E soprattutto perchè non le abbiamo ascoltate. 
Speriamo vinca un testo scritto a regola d'arte, ed un arrangiamento all'altezza della situazione.


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venerdì 22 gennaio 2016

ELTON JOHN A SANREMO 2016! CARLO CONTI SI PREPARA A FARE GLI ONORI DI CASA!

Elton John, ritorno a Sanremo: non saliva sul palco dell'Ariston dal 1994

Chi pensava ad un cast di presenze nazionali concluso, sarà rimasto a bocca spalancata.
Elton John sarà presente sul palco dell'Ariston del Festival di Sanremo per presentare il suo nuovo singolo:  “Blue wonderful”,

Un ritorno di Elton John alle origini ed a quando un giovane artista negli anni '70 scriveva canzoni per sua stessa ammissione:

"Tutto è stato fatto alla stessa maniera di Yellow Brick Road o Honky Chateau, quando scrivevo la canzone al mattino, poi arrivava la band per imparare gli accordi, provavamo un paio di volte ed eravamo pronti”, spiega Elton.

"Questo è un disco rock'n'roll"

 "Volevo un disco dove si sentisse la chitarra, qualcosa di gioioso, qualcosa che si può suonare nei palazzetti. Non credo di aver mai fatto un album così divertente  ed energico! Spacca! Con questo album sono tornato ad essere l’Elton degli anni ’70. Sono ad un punto della mia vita in cui tutto sta' trovando il suo posto. Sono veramente felice! E, naturalmente, tutto questo è riflesso nello spirito di questo album".

Se Elton è convinto che il suo disco "spaccherà", figuriamoci la gioia per Carlo Conti a Sanremo.

Vedere un suo concerto è pura energia vibrante, ritmo, sound, e spettacolo assicurato.

Dopo Elton, Carlo Conti ci riserverà altre sorprese?


ROSARIA LOPEZ E DONATELLA COLASANTI - LA RICOSTRUZIONE DEL MASSACRO DEL CIRCEO (ROMA) DI "CHI L'HA VISTO".




Rosaria Lopez e Donatella Colasanti  due ragazze di 17 e 19 anni, nel lontano 1975 furono avvicinate per loro disgrazia da tre giovani: Gianni Guido, Angelo Izzo ed Andrea Ghira gravitanti negli ambienti neofascisti della capitale, furono rapite e seviziate per 36 ore. 
Rosaria Lopez di 19 anni all'epoca, venne uccisa nella vasca da bagno dopo ripetuti tentativi di sopprimerla con una spranga e stessa sorte sembra seguire l'amica Donatella Colasanti che fingendosi morta riesce ad ingannare i suoi aguzzini.
I corpi delle due donne vengono prelevati dalla villa al Circeo di Ghira ed introdotti nel bagagliaio della 127 di proprietà di Gianni Guido, dopo averle avvolte in sacchi di plastica.
Prima di sbarazzarsi dei corpi delle due ragazze, parcheggiano  l'auto in prossimità dell'abitazione dello stesso Guido e si allontanano per andare a mangiare una pizza, come se nulla fosse accaduto.
Ma Donatella Colasanti, tramortita e ferita, ancora viva, comincia a gemere, richiamando per sua fortuna l'attenzione di un vigile notturno che apre il bagagliaio dell'auto e la salva.
Gianni Guido viene subito arrestato, in apparente stato di confusione mentale. Angelo Izzo poco dopo, Andrea Ghira riesce invece a fuggire. Non sara'   mai catturato.
Il processo si svolge nel luglio del 1976 e i giudici non concedono alcuna attenuante ai tre imputati, che vengono condannati in prima istanza al carcere a vita per omicidio pluriaggravato.
Nel gennaio del 1977 Gianni Guido e Angelo Izzo cercano di evadere dal carcere di Latina, dove erano detenuti, prendendo in ostaggio una guardia carceraria. Il tentativo fallisce.


Rosaria Lopez


Al processo d'appello, il 28 ottobre 1980, i familiari della giovane uccisa, accettano il risarcimento offerto dalla famiglia Guido e questo - assieme al presunto pentimento dell'omicida - induce la Corte a ridurgli la pena a 30 anni di reclusione. 
    

Due dei tre giovani sono stati condannati all'ergastolo, dopo varie peripezie. Mentre di Andrea Ghira non si è avuta nessuna notizia fino a poco tempo fa.
Riassumendo, immaginate due giovani ed ingenue ragazze, di buona famiglia, che si sentono lusingate nell' essere invitate ad una festa da 3 giovani "apparentemente normali"
Di normale nei 3 giovani, si è riscontrato successivamente , non v'era proprio nulla.
La violenza sessuale, ripetuta, reiterata, presuppone l'impossibilità per i 3 di riuscire ad avvicinare una donna ed iniziare una relazione normale.
Bisognerebbe analizzare per quale motivo, tre ragazzi a cui apparentemente non mancava nulla, arrivarono a rapire, violentare, sprangare, alla fine  uccidere due giovani innocenti.
Possibile che in famiglia non abbiano manifestato segnali di squilibrio, d'insofferenza, e repressioni di qualsiasi natura?
Non ci crediamo.
I genitori sapevano.
I genitori consapevoli, che qualcosa non andasse nel verso giusto, non sono intervenuti in tempo per bloccare non una "marachella", ma una mattanza umana.
Ed il motivo per cui ne siamo convinti, è suffragato dalla scomparsa di Andrea Ghira, addirittura nella Legione Straniera.
Chi, se non i  familiari lo hanno coperto?
Ora, tutta l'opinione pubblica italiana si stringe attorno ai familiari di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti.



Non importa molto, se le ragazze non potranno vedere la risoluzione del caso. Ci sono i parenti, i fratelli, che vogliono sapere se le 3 ossa ritrovate, riconducibili ad Andrea Ghira, siano effettivamente sue, o di un parente prossimo.
Le famiglie hanno il diritto di sapere, se qualcuno, oltre a coprire, è stato complice della della latitanza ultra trentennale di uno dei mostri del Circeo.
I tre mostri, ci hanno rimandato le visioni indelebili di 2 corpi femminili ritrovati per puro caso nel bagagliaio di un auto.
Paolo Ghira (fratello di Andrea GHIRA), e la madre, probabilmente hanno coperto la latitanza del familiare Andrea Ghira. La madre del criminale ammette che il figlio è morto da legionario in spagna.
Andrea Ghira avrebbe cambiato il suo nome in Massimo Testa. Queste sono le informazioni attuali.
I familiari delle vittime, vogliono essere certi, che realmente Ghira, sia il legionario morto, vogliono verificare se la lunghezza del femore e le poche ossa ritrovate siano realmente dell'assassino.
Perchè, i dubbi sono diversi, e non corrisponderebbero al momento i dati dell'altezza. Ci sarebbero 11 centimetri di differenza.
E poi, Donatella Colasanti ai familiari aveva manifestato, prima di morire di cancro i suoi dubbi sul ritrovamento del carnefice.
Andrea Ghira è morto, oppure vive sotto mentite spoglie.
Aspettiamo il risultati del Dna.
Al momento l'autopsia del medico legale parla di overdose. Il cadavere è stato  riesumato e con i potenti mezzi scientifici, sicuramente si arriverà ad una certezza.
 Si cerca una risposta per dare un senso al terribile eccidio, all'atto inconsulto, in cui sono state coinvolte le due brave ragazze.
La procura di Roma ha affidato ad un genetista ed un medico legale il difficile compito di riesumare la salma e prelevare il Dna del cadavere, per cercare di dare le risposte a domande particolari: di chi sono le ossa troppo lunghe, perchè il colore degli occhi è diverso, perchè la lapide del legionario è stata cambiata, perchè troppi errori dei dati di nascita e morte?
Una cosa è certa, fra due settimane si scoprirà il mistero. Le ossa riesumate di Massimo Testa corrisponderanno al latitante Andrea Ghira?
La presenza di ragionevoli dubbi la dà il genetisca, consulente medico, professando incertezze insorte grazie alle tecniche evolute. Oggi è possibile raggiungere certezze, per chiudere definitivamente il caso.
Donatella Colasanti la vittima, interpellata ai tempi, avanzò l'ipotesi di una messinscena da parte dei parenti della vittima.
La signora Cecilia, madre di Andrea Ghira, viene esortata durante la trasmissione "Chi l'ha visto" a raccontare la verità, dai parenti delle vittime.


Di certo, Federica Sciarelli, conduttrice, condottiera di una trasmissione che ha permesso ritrovamenti, riaperture di casi, ed i suoi collaboratori non si arrenderanno di fronte ad esili indizi.
E questa volta, neppure noi!
Vogliamo sapere, se i resti delle ossa, ritrovati nel cimitero spagnolo di Melilla, siano di uno dei tre mostri. In caso contrario, lo si cercherà con determinazione fino ad assicurarlo alla giustizia italiana.

 
Donatella Colasanti in ospedale










mercoledì 20 gennaio 2016

"ETTORE SCOLA. REGISTA, SCENEGGIATORE, VIGNETTISTA. IL "MAESTRO" ITALIANO" CANDIDATO 4 VOLTE ALL'OSCAR" WWW.STARESULPEZZO.BLOGSPOT.IT






Ci ha lasciato uno tra i più grandi registi italiani, disegnatore, scrittore, autore televisivo per la Rai.

"Il Sorpasso" e " Se permettete parliamo di donne" (del lontano 1964) sono solo alcuni dei suoi capolavori.
Ha diretto  Monica Vitti in "C'eravamo tanto amati" e  Vittorio Gassman in "Brutti sporchi e cattivi" arrivando ad " Una giornata particolare" e  "La terrazza"
Nel 2013 torna con il film su Federico Fellini, amico di condivisioni, passioni, impulsi, desideri e sogni.
Ettore Scola è stato per la famiglia Tognazzi  un cardine,  ha dato fiducia con "il Commissario Pepe" ad un giovane Ugo Tognazzi il comico che si evolse. (dichiarazione del figlio Ricky)
Tognazzi e Scola si volevano bene e si stimavano. 
Uomo pacato, aveva capito forse come pochi, l'artista Ugo Tognazzi.
Poi è stata la volta di Nino Manfredi ad essere diretto da Ettore Scola. Artisti che rimarranno nella storia del cinema. 
Nino Manfredi e  Tognazzi, attori puri,  non si resero conto che con le loro partecipazioni nei film di Scola sarebbero diventati grandi. Forse sono state partecipazioni inconsapevoli e per questo preziose.
La bravura di Scola è stata quella di usare linguaggi diversi, raccontando commedie umane senza avere la presunzione, perchè non era una caratteristica a lui consona. 
Un uomo semplice, detestava la retorica, consapevole di rappresentare un capitolo importante nella storia del cinema, pur non avendo l'ambizione di un presenzialista e per questo motivo disertava eventi commemorativi.
Coniò una sua definizione dell'attore suddivisa in 3 momenti della sua vita:
1) Giovane promessa 2) attore consolidato 3)trombone insopportabile.
Vittorio Gassman,Stefania Sandrelli e Ricky Tognazzi impersonando  "Paolino" figlio di Stefania Sandrelli resero unica   "Nella Famiglia".
Più volte Ettore Scola fu presente nella famiglia Tognazzi, prima con Ugo, e poi con Ricky .
Con Capitan Fracassa, Scola invita Ricky Tognazzi chiedendogli a bruciapelo " cosa voleva fare della sua vita". Aveva un regalo da fargli.
Gli raccontò del progetto per "Rai 2"  dov'era alla ricerca di  6 giovani registi. 
Uno di questi era Ricky Tognazzi
Fu determinante nella carriera del giovane e riconoscente Ricky Tognazzi che vide decollare una  carriera straordinaria, segnata dall' enorme gratitudine al "Maestro Ettore Scola".
Da "Un americano a Roma" al "Sorpasso", il regista introduce la disincantata battuta pur non essendo romano.
Attraversa  l'anima dei personaggi,  arrivando  a "C'eravamo tanto amati" ritratto del dopo guerra di una generazione a lui caro,  e percorre 30 anni di generazione.
la descrizione del cambiamento della società italiana arriva con "La terrazza" giungendo al tanto sospirato  progresso con la realizzazione de  "La famiglia".
La sensibilità drammatica ed eroica si riscontra nella pellicola  "Che ora è".
Regista appassionato, sceneggiatore, talento dell'ispirazione, artigiano del cinema. Sapeva fare tutto e non aveva paura di parlare delle controverse figure umane con un occhio sempre rivolto ed attento al suo pubblico.
Ha raccontato i difetti, i tick, ed i mutamenti del  costume degli italiani.
Un grande italiano: Castellitto, Verdone e Ricky gli riconoscono la statura di "Maestro", con una vocazione all'insegnamento, un compagno di banco che amava i giovani ed aveva aperto una scuola, un'officina di scrittura che permise a  far debuttare un sacco di artisti.
Ascoltava e disegnava, faceva caricature, vignette, non amava mettersi in mostra.
Il mercoledì sera cenava a Roma, e parlava di cinema, presente sua moglie Gigliola che giocava a carte con la proprietaria del ristorante, mentre Ettore Scola, mangiando un piatto di pasta scotta, ideava i nuovi personaggi dei suoi film.
Ettore Scola, grande amico, immortale, "amico del cinema". A detta  della signora Flora proprietaria della trattoria dove il regista sostava durante la settimana. E dove nacque la famosa battuta utilizzata in un film "una mezza porzione abbondante".
Ettore Scola amato dai francesi, sempre presente a Cannes.
Ci ha lasciato in silenzio com'era nel suo stile schivo e riservato.
Nominato agli Oscar per 4 volte, capì che era inutile presentarsi alle commemorazioni sostenendo: "non ci vado, tanto non me lo danno".  L'Oscar non lo ha mai vinto, ma ha realizzato film memorabili dirigendo attori agli esordi, diventati i protagonisti assoluti del cinema italiano.
Non ha solo dipinto scenari di vita, ma ha contribuito a far decollare carriere che rimarranno nel firmamento e nelle cineteche di tutto il mondo.




                                                          La Terrazza


Che Ora è

La Famiglia - La familia -

Una giornata particolare


                                                     La famille


Permetteteci una licenza poetica, un grande film, si ascolta e visiona in italiano, francese e spagnolo. Un regalo!

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mercoledì 13 gennaio 2016

www.staresulpezzo.blogspot.it I QUEEN OSPITI AL FESTIVAL DI SANREMO NEL 1984.


I giovanissimi non potranno ricordare una partecipazione dei "Queen" al Festival di Sanremo del lontano 1984. 

Quell'anno, al primo posto  tra i Big, si classificarono Al Bano e  Romina Power con "Ci sarà" ed un giovanissimo  Eros Ramazzotti vinse con la canzone che spopolò " Terra promessa".

In gara c'era Patty Pravo che vinse il premio della critica con "Per una bambola".

A distanza di 32 anni, nella settimana dal     9 al 13  febbraio, saliranno sullo stesso palcoscenico 4 big protagonisti della musica italiana, presenti nel 1984 e nel 2016: Enrico Ruggeri con "Nuovo swing", Patty Pravo, Eros Ramazzotti, ed una chicca la figlia di Zucchero Fornaciari.

Ironia della sorte nel festival del 1984 Zucchero Fornaciari scrisse con Malepasso ed Albertelli la canzone di maggior successo di Fiordaliso: "Non voglio mica la luna".

Irene Fornaciari la figlia di Zucchero (Adelmo)  con la sua presenza sul palco, magicamente riforma un quartetto importante della musica italiana. Un trade d'union, magico, un circolo musicale da cui uscirà una vittoria certa.

Irene ritorna a distanza di 4 anni sul piccolo palco, dopo la produzione  di "Grande Mistero" del 2012, dove l'artista ringrazia in calce al Cd diversi artisti tra cui Davide Van De Sfroos ed Enrico Ruggeri.

C'è qualcosa di magico nella prossima kermesse musicale.

Ma tornando ai "Queen" ed alla loro partecipazione rigorosamente in play-back, ricordiamo Radio Ga Ga, canzone scritta dopo 4 anni di tentativi e dopo l' insuccesso discografico di "Hot Space".

Una sequenza di accordi che lo stesso Roger Bennet realizzò con un synth. Si chiuse in studio per 3 giorni con un sintetizzatore ed una batteria elettronica.

I tre giorni d'isolamento diedero vita a "Radio Ga Ga"  spaziando nel mondo pop-rock, combinando elementi di disco-music (l'obiettivo principale) e funk, dando vita ad una tra le più storiche canzoni degli anni '80.
"Radio Ga Ga" è una canzone scritta interamente su tastiera.

Nata dalla fantasia di un bimbo di 3 anni che cantava: "Radio Pu Pu".

Trasformata in "Radio Ka Ka", incisa la prima volta con questo titolo.

Il titolo definitivo "Radio Ga Ga" cambiato per essere programmato, trasmesso e gradito dai D.J. di tutto il mondo narra dell'amore dell'ascolto, dell'amore per la radio.

Un amore "che si sente" (in Radio) a differenza della Televisione con tutte le sue immagini.

Perchè su una cosa erano d'accordo i "Queen", la radio è magica, perchè la musica "si sente", non "si guarda".



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martedì 12 gennaio 2016

SANREMO 2016 - ASSICURATE TEEN AGER IMPAZZITE PER GABRIEL GARKO! CONTI NON SBAGLIA UN COLPO.

Festival di Sanremo, arriva Gabriel Garko: il bello della tv debutta all'Ariston


Che dire? Bel colpo!
Carlo Conti lo avevamo sottovalutato.
A chi sarà venuta la splendida idea?
Come non ripetere l'errore fatto da Fabio Fazio alla seconda conduzione del suo Festival? Ossia ripetere lo stesso filone e perdere ascoltatori?
Il Sanremo 2016 realizza  un goal dietro l'altro. Un co-conduttore maschile spezzerà la tradizione scontata e desueta della valletta mora e bionda.
Chi non vedrà Sanremo?
Crediamo siano rimasti in pochi.
Avete presente la passerella, o il  percorso transennato all'uscita del Teatro Ariston di Sanremo?
Le dirette televisive della Rai, della Vita in Diretta, Rai Radio 2, ed i fans appostati nell'attesa che i loro beniamini rilascino un'intervista?
Quest'anno una serie di spettatori impazziti, ragazzine, ragazzini e signore attempate, sosteranno nell'area magica per vedere apparire il "Re" delle fiction: Gabriel Garko.
Riservato, misterioso, "divo" al punto giusto, si rivelerà come da sue dichiarazioni per quello che è realmente.
Riuscirà ad essere credibile con un copione ed una scaletta da recitare?
Sinceramente non importerà molto. Tra il susseguirsi dei 20 big, le nuove proposte, l'esilarante  Virginia Raffaele che tra i suoi personaggi farà rivivere di sicuro la figura di Belen Rodriguez (filo conduttore)   la bellissima Madalina Ghenea eterea in abiti di pregevole fattura, Laura Pausini, Renato Zero, chi poteva non mancare?
Il mondo del calcio!
Il "Dopofestival", sarà condotto dalla Gialappa's Band - il trio composto da Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci - e Nicola Savino.
Grande ritorno sul Palco dell'Ariston Eros Ramazzotti ed i Pooh.
Ed abbiamo il sospetto che le sorprese non siano del tutto finite.
Come se ci fosse ancora una ciliegina da apporre alla torta.
Torta magistralmente confezionata.

sabato 9 gennaio 2016

www.staresulpezzo.blogspot.it "AMICI DI MARIA DE FILIPPI". IL CORAGGIO DI SFONDARE PUR ESSENDO DEBOLI.



Amici di Maria De Filippi di oggi, finalmente ha risvegliato le anime.Una scossa, un brivido arrivato da un gruppo di ragazzi coraggiosi, ma aimè "debolucci".
Purtroppo, solo il coraggio non supportato da capacità reali si arena, dietro un pianoforte ed una voce debole.
I concorrenti di questa edizione sono molto forti.

Carlo di Francesco è stato lucido e professionale. La musica è emozione, fin dalle prime battute, solitamente 2 o 3, tutto quello che viene dopo non è poi così importante a volte.

Un professionista non si lascia scoraggiare dalle prime battute, continua l'analisi, ma spesso non conduce a nulla.

Un professionista riconosce subito chi vale, chi tenta, chi ostenta.

Il talento è oro puro che colando riveste l'anima dell'ascoltatore.

Quindi, ragazzi di Amici 2016, studiate a fondo. Emozionate divertendovi.

Riconoscendo comunque, un voto troppo basso di Carlo di Francesco all'ultima cantante: 7?

Dopo i "The Colors" i gruppi non convincono pienamente.

Ormai siamo abituati a livelli altissimi.

Amici non può permettersi di "sfornare" artisti che durino una sola stagione.

Ed anche questa volta sono pienamente d'accordo con il giudizio di Carlo di Francesco, io avrei dato 6, volendo essere buona. il punto 3 dato al gruppo di La Rua, è onesto.

Niente populismo, niente sensazionalismo, pura interpretazione.

Il coach deve avere il coraggio di dire la verità.
Ed il cantante deve avere l'umiltà di accettare le critiche.

Il rap in onda ora, pietoso.

Vediamo se Carlo di Francesco dà un bel numero.

Io darei 0. O meno.

Il rap è il futuro della musica, possibilità da non sciupare con interpretazioni pietose.

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