martedì 4 febbraio 2020

La serata d'apertura del 70esimo Festival di Sanremo 2020, vede un prete, un cantante in cappuccio giallo , tra Tsunamie Cha cha cha!

Eugenio in via Di Gioia con un cappellino giallo, apre la prima serata del Festival.

Il primo duello è tra Tecla ed Eugenio in Via di Gioia.

Tecla, cantante solista, ha una bella voce, Chiara, musicale, e la musica è romanticamente orecchiabile.

Siamo petali di vita, siamo solo di passaggio, 8 marzo. La canzone di Tecla convince. I 16 anni di Tecla battono il gruppo di Eugenio in Via di Gioia.

Per fortuna il 50,6 (Non reale) di Tecla, la portano alle semi finali.

Il secondo duello musicale è tra Fadi e Leo Gassman.

"Due noi" di Filippelli e Fadi, un testo intenso, parlato, non cantato in modo adeguato, riuscirà a sconfiggere Leo Gassman?

Fin ad ora le voci di Eugenio in Via di Gioia e Fa di non convincono per nulla.

Ascoltiamo Leo Gassman con "Vai bene cosi'".

Leo Gassman e Matteo Costanzo sono gli autori di musiche e testo. La canzone è orecchiabile e l'incipit si fa ricordare. Il bel faccino di Leo Gassman aiuta e non poco. "Perché sei fatto così, dici sempre di si, non accetti l'errore ti rovini l'umore" recita il testo.

Vince Leo Gassman tra un battito di mani e la platea che partecipa fino in fondo. Con il 54% la giuria demoscopica decide che il vincitore è Leo Gassman.

Sanremo 2020 apre la gara con le canzoni dei big. Naturalmente non prima di aver ascoltato Tiziano Ferro in Volare di Domenico Modugno.
E dopo le prime note si capisce la netta differenza tra un cantante ed un fuoriclasse.

Si parte con la gara dei big con i primi 12 cantanti, ed apre le danze Irene Grandi.

"Finalmente io", testo e musica di Vasco Rossi, con una dirompente Irene. Energica, con una voce a palla, ed un testo bello fino in fondo.

Inizio da paura! Brava Irene.

Marco Masini non porta nulla di nuovo. La canzone non è male, ma dopo Irene, ci serve altro.

Con 50 milioni di dischi, dopo 47 anni torna a Sanremo Rita Pavone con Niente, Resilienza 74, testo e musica di Giorgio Merk.
Grande Rita Pavone, bello il testo, forse un pochino d'elezione, ha influito sulla performance. Ma Rita si rifarà. Sera dopo sera.

La gara continua con Achille Lauro, originale, irriverente, quasi timido in una tutina di lurex che stravolge le apparenze. Diavolo ed angelo, bene e male, vita e morte. La canzone convince.

Diodato è un musicista raffinato e sublime e non si tradisce. Amadeus ha fatto un ottimo lavoro fino ad ora.

Peccato non si possa dividere in 2 questo 70esimo Festival di Sanremo per poter assegnare ulteriori premi.

Ma non si può parlare di Sanremo senza menzionare Casa Sanremo al Palafiori.



Casa Sanrem, nata nel 2008 con l'obiettivo di creare un luogo di accoglienza dedicata per artisti e addetti ai lavori del Festival di Sanremo ed è arrivata alla tredicesima edizione. Ubicata nell'attrezzatissima struttura del Palafiori, la Casa è il luogo dove il mondo dello spettacolo, della musica ed anche del cinema si incontrano. Ospiti e sponsor hanno a disposizione meeting point, public relations e business lounge assolutamente esclusive. La Casa comprende numerose location, con accesso riservato o libero, ciascuna con una propria identità.

Troviamo la Lounge Mango, con gli Studi Tv, Studi Radio, Social Room, American Bar e Hair & Male Up Area; il Palco di Casa Sanremo, con dirette radiofoniche, Meet&Greet, Showcase esclusivi degli artisti in gara e premiazioni di concorsi nazionali; Ivan Graziani Theatre per Conferenze Stampa, proiezione in diretta del Festival, Meeting & Incentive e Talk Show Televisivi; il Luigi Tenco Theatre, il teatro dedicato alla cultura declinata in ogni sua forma - workshop, educational, conferenze e meeting su tematiche socialmente rilevanti.

E per tornare alla musica, bravi Le Vibrazioni e coraggiosa Elodie con un brano difficilissimo tutto da capire ed interiorizzare.

E tra un discorso sulla bellezza e
Sulla violenza sulle donne, passando da Gabriele Muccino e le solite promozioni cinematografiche diventate un Must negli ultimi anni a Sanremo, ci prepariamo per la seconda serata del Festival.

A domani...

Bugo e Morgan ci ricordano che le canzoni non sono finite, poveri cantanti.

Emma torna a cantare Stupida allegria, e ricorda le canzoni, i successi, gli esordi, fasciata in un abito nero di lurex: non è mai stata così bella.

La voce di Emma raggiunge il Palco all'esterno dell'Ariston in piazza Colombo, dove è stata allestita l'area "live" a cui da stasera accederanno e si alterneranno grandi artisti.

Chi deve ancora cantare tra i big?

Lo scopriamo tra un attimo, dopo la pubblicità.

Alberto Urso, leggermente in ritardo, dopo Bocelli, Il Volo, quest'anno è fuori dal giro. La tendenza moderna del 70esimo Festival non lo aiuterà nella classifica.

Elodie, brava, coraggiosa, con un testo difficile solo per fuoriclasse.

"Accetto miracoli" di Tiziano Ferro ci restituisce il cantante di sempre, colui che può cantare l'elenco telefonico, ma deve tralasciare i testi di Mia Martini: "Unica ed Irripetibile".

Ricky fresco di compleanno canta alle 24,52 - per fortuna l'età lo ha aiutato ad evitare un tracollo fisico ed emotivo (A parte il tremolio della mano sinistra a fine canzone). Bel faccino, musica orecchiabile da Talent, nulla che possa competere con le corazzate proposte questa sera.

Jessica Notaro e Antonio Maggio ripropongono il tema sulla violenza sulle donne, presentando finalmente Raphael Gualazzi con "Carioca".

Ci voleva Gualazzi per risvegliare la voglia di musica con un sound dove il pianoforte danza con le parole, il sole, la musica, e due mani che corrono tra i tasti bianchi e neri. Bravo Gualazzi.

E prima della classifica ufficiale pubblichiamo l'articolo. Siamo curiosi di sapere se abbiamo intuito l'andamento, la classifica ed i gusti.

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mercoledì 29 gennaio 2020

Iniziative formative e culturali storico-interdisciplinari di IRIS (Milanosifastoria) - Calendario degli eventi -

Segnaliamo una serie di iniziative culturali e formative storico-interdisciplinari copromosse da IRIS nell'ambito della VI edizione di Milanosifastoria.



1. Giovedì 30 gennaio e 13 e 20 febbraio e 26 marzo 2020, ore

17.30-19.30, Unione Femminile Nazionale (Corso di Porta Nuova 32, Milano):

tre incontri nell’ambito della Mostra in progress “Milano, la città delle

donne. Pensiero, azione, creatività, impegno” (Unione Femminile Nazionale

e Palazzo Moriggia – Museo del Risorgimento, Milano, 22 gennaio – dicembre

2020) e del Ciclo “Le stagioni del giornalismo milanese fra XIX e XXI

secolo”, all’interno della Sesta edizione 2019-2020 (“MilanoCultura”) del

Progetto Milanosifastoria:

https://www.storieinrete.org/storie_wp/?p=20282).

* 30 gennaio 2020: Giornaliste, scrittrici, militanti tra Ottocento e
Novecento.

* 13 febbraio 2020: Giornaliste in campo negli anni ’60 e ’70.

* 20 febbraio 2020: Giornaliste e nuovi media verso il terzo millennio.

Ognuno dei tre incontri dispone dell’autorizzazione alla partecipazione in
orario di servizio per i docenti delle scuole di ogni grado e ordine della
regione Lombardia. Su richiesta, verrà rilasciato un attestato.


2. Sabato 1 febbraio 2020, ore 15-18, Società Umanitaria (Sala Cinema, Via

San Barnaba 48, Milano): “La comunità argentina a Milano fra memoria e

storia”, primo incontro del Ciclo “La comunità argentina a Milano: storia

e personaggi”, all’interno della Sesta edizione 2019-2020

(“MilanoCultura”) del Progetto Milanosifastoria; cfr.

https://www.storieinrete.org/storie_wp/?p=20291.



3. Mercoledì 5 febbraio 2020, ore 17.00-20.00, Unione Femminile Nazionale

(Corso di Porta Nuova 32, Milano): “Vera. Mai più il silenzio”, secondo

incontro del Ciclo “La comunità argentina a Milano: storia e personaggi”;

cfr. https://www.storieinrete.org/storie_wp/?p=20302.

L’incontro si svolge in occasione del Giorno della Memoria e prevede la

proiezione del documentario “Vera” di Manuela Irianni (Argentina, 2019,

88’, versione originale in spagnolo con sottotitoli in italiano), con la

partecipazione della regista e di Vera Vigevani Jarach, ebrea milanese

rifugiata in Argentina nel 1939, nipote di Ettore Felice Camerino

(deportato e ucciso ad Auschwitz nel 1944), madre di Franca Jarach

(sequestrata e uccisa nel 1976 in uno dei ‘voli della morte’ organizzati

dalla dittatura argentina) e cofondatrice di Madres de Plaza de Mayo Línea

Fundadora.

L’iniziativa dispone dell’autorizzazione alla partecipazione in orario di
servizio per i docenti delle scuole di ogni grado e ordine della regione
Lombardia. Su richiesta, verrà rilasciato un attestato.

4. Giovedì 26 marzo 2020, ore 17.30-19.30, Unione Femminile Nazionale

(Corso di Porta Nuova 32, Milano): “Poesie dell’anima: Antonia Pozzi”,

secondo incontro del Ciclo “Poete a Milano”, all’interno della Sesta

edizione 2019-2020 del Progetto Milanosifastoria, nell’ambito della Mostra

in progress “Milano, la città delle donne” sopra citata (cfr.

https://www.storieinrete.org/storie_wp/?p=20282) e in occasione della

Giornata mondiale della poesia.

L’iniziativa dispone dell’autorizzazione alla partecipazione in orario di
servizio per i docenti delle scuole di ogni grado e ordine della regione
Lombardia.

Nel sito storieinrete.org verranno pubblicati a breve i programmi delle

prossime iniziative copromosse da IRIS, fra cui il terzo incontro del

Ciclo “La comunità argentina a Milano: storia e personaggi” e il terzo e

quarto incontro del Ciclo “La comunità cinese a Milano: storia e

personaggi” (nell’ambito della VI edizione del Progetto Milanosifastoria).



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LUCA ZINGARETTI DIRIGE LUISA RANIERI IN "THE DEEP BLUE SEA" - TEATRO MANZONI DI MILANO -

Dal 30 gennaio al 16 febbraio 2020 Feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
ZOCOTOCO presenta LUISA RANIERI in


THE DEEP BLUE SEA di Terence Rattigan con


Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Alessia Giuliani,
Flavio Furno, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa
scene Carmelo Giammello - costumi Chiara Ferrantini
luci Pietro Sperduti - musiche Manù Bandettini

Regia LUCA ZINGARETTI


“THE DEEP BLUE SEA” è una straordinaria storia d’amore e di passione; una riflessione
su cosa un uomo o una donna sono capaci di fare per inseguire l’oggetto del loro amore.

È una pièce sulle infatuazioni e gli innamoramenti che sconvolgono mente e cuore;
l’amore folle che tutto travolge, a cominciare dal più elementare rispetto di se stessi.

Cosa siamo capaci di fare per inseguire l’oggetto del nostro amore?

E com’è possibile che, pur di raggiungerlo, siamo disposti a sacrificare qualunque cosa?

E’ una storia di strade perse e ritrovate, di fatalità e indeterminatezze che risolvono, ma,
soprattutto, una storia sulla casualità delle vite umane.

Rattigan disegna personaggi di potenza straordinaria e forza assoluta. In mezzo a loro
emerge, come una regina, la protagonista - Hester Collyer Page - che incarna l’essenza
stessa della capacità di amare, resistere e rinascere delle donne.

La storia - che si svolge durante l’arco di un’unica giornata - inizia con la scoperta, da
parte dei suoi vicini di appartamento, del fallito tentativo di Hester Collyer di togliersi la vita
con il gas. La donna ha lasciato il marito - facoltoso e influente giudice dell’Alta Corte -
perché innamorata del giovane Freddie Page: un contadino, ex pilota della Raf, ormai
dedito all’alcool.

La relazione, nata sull’onda della passione e della sensualità, si è, però, andata
raffreddando. Le difficoltà economiche - Freddie è da tempo disoccupato – e le differenze
di età e ceto hanno logorato il rapporto, lasciando Hester sfinita e disperata.

Lo shock per il tentato di suicido di Hester e la discussione che ne segue non migliorano le
cose. A complicare il tutto, nel pomeriggio, arriva la notizia che Freddie ha, finalmente,
trovato lavoro come collaudatore di aerei: dovrà, però, trasferirsi in South Carolina.

Alla fine della giornata, grazie all’intercessione di Mr Miller - un inquilino del palazzo, ex
dottore, radiato dall’albo per ragioni sconosciute - Hester, per continuare a vivere, sarà
costretta a prendere una decisione particolarmente difficile.

Questi due reietti, emarginati dalla società per il loro eccesivo “amare”, si scopriranno
legati da una curiosa e commovente solidarieta'.

Sir Terence Mervyn Rattigan, (10 giugno 1911 - 30 novembre 1977) è uno dei più
popolari drammaturghi inglesi del XX secolo.

Nasce a Londra, nel quartiere di South Kensinghton, da una famiglia di estrazione protestante.

Suo nonno era Sir William Henry Rattigan; suo padre, Frank, era un diplomatico.

Non stupisce, quindi, che i suoi lavori siano ambientati in quella che potremmo definire la “upper middle class”.

Sir Rattigan si definiva un “omosessuale inquieto” e un outsider. Nelle sue pièce amava
trattare “problemi di frustrazione sessuale, relazioni fallite e adulteri” e rappresentare un
mondo di repressioni e reticenze.

“The deep blue sea” è considerato il suo capolavoro e contiene uno dei più grandi ruoli
femminili mai scritti nella drammaturgia contemporanea.

BIGLIETTI:

Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00
Poltronissima under 26 € 15,50

giovedì 23 gennaio 2020

Cultura. I talenti delle donne, palinsesto culturale cittadino 2020.

A partire dal 2014, il Comune di Milano|Cultura ha promosso palinsesti culturali tematici diffusi in città, culminati nel 2015 con Expo in città e proseguiti con Autunno americano, Ritorni al futuro, Novecento italiano e, lo scorso anno, Milano Leonardo500. Nel corso del 2020 il palinsesto culturale cittadino sarà dedicato a I talenti delle donne, dalle figure esemplari del passato alle molte testimoni di oggi, protagoniste nel mondo dell’arte, della cultura, dell’imprenditoria, della politica, dello sport e della scienza.

Come sempre, l’approccio alla costruzione del palinsesto è caratterizzato da una vocazione multidisciplinare e da una grande inclusività nei confronti di quanto emerge dal tessuto culturale cittadino, accogliendo con favore iniziative proposte dai municipi e dal territorio, al fine di assicurare la maggior diffusione delle iniziative e il coinvolgimento più vasto possibile della comunità.

Un comitato scientifico creato ad hoc - composto da Daria Colombo, Delegata del Sindaco per le Pari opportunità, Diana De Marchi, Presidente Commissione consiliare Pari opportunità, e da donne esperte e influenti in vari campi - ha garantito, e garantirà per tutto il corso dell’anno, la coerenza delle proposte inserite nel programma (mostre, spettacoli, concerti, conferenze, incontri, workshop e altro ancora) con gli obiettivi del palinsesto e con la carta dei valori, approvata dal comitato stesso e condivisa con tutte le realtà partecipanti a I talenti delle donne.

La possibilità di inserire iniziative nel calendario resterà aperta per tutto il corso del 2020.

Invitate permanenti alle riunioni del Comitato scientifico, oltre all’assessore Del Corno, tutte le assessore del Comune di Milano: Anna Scavuzzo (vicesindaco), Cristina Tajani (assessora alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane), Roberta Guainieri (Assessora al Turismo Sport e Qualità della Vita), Roberta Cocco (Assessora alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici) e Laura Galimberti (assessora all’Educazione e Istruzione).

La sensibilità verso il tema, comunque propria di tutta l’attività dell’Amministrazione, si è infatti declinata in diversi progetti che fanno capo a diversi assessorati.

“I talenti delle donne vuole portare in evidenza come - nel passato e nel presente, e spesso in condizioni sfavorevoli - le donne siano state e siano protagoniste nelle diverse discipline del percorso creativo e portatrici di significative istanze sociali di mutamento. Diffondere conoscenza su questo tema produce un nuovo livello di consapevolezza sul ruolo delle figure femminili nella vita sociale, e aiuta concretamente a perseguire quel principio di equità e di pari opportunità che, dal dettato della nostra Costituzione, deve potersi concretizzare nella quotidianità”, afferma l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

L’Assessorato alla Cultura - che coordina la realizzazione del programma generale, cura la comunicazione e la promozione del calendario - ha programmato una serie di iniziative artistiche e culturali, alcune delle quali inserite nel programma espositivo 2020.

Dalla mostra L’intelligenza non ha sesso, dedicata ad Adriana Bisi Fabbri, artista talentuosa e poliedrica (Museo del Novecento) all’antologica di Grazia Varisco (Palazzo Reale) alla personale di Nairy Baghramian (“Furla series #03”), la prima mostra in uno spazio pubblico dell’artista iraniana (GAM); dalla retrospettiva della grande fotografa Margaret Bourke-White (Palazzo Reale) alla mostra dedicata a Marieda Boschi, collezionista milanese ma soprattutto ceramista e scultrice di grande talento (Casa Boschi-Di Stefano); dalla mostra Divine avanguardie che racconterà l’evoluzione della figura femminile come soggetto e oggetto di rappresentazione in Russia dal Quattrocento al Novecento (Palazzo Reale), all’universo performativo dell’artista cubana Tania Bruguera (PAC); dalle cento acqueforti di Federica Galli (Palazzo Morando), alla collettiva dedicata alle grandi artiste del ‘600, le Donne del Barocco: Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani e Fede Galizia (Palazzo Reale).

Tina Modotti e il “suo” Messico saranno i protagonisti di un’esposizione al Mudec, Luisa Lambri sarà presente al PAC con le sue fotografie, la mostra La scrittura delle donne testimonierà alla Biblioteca Sormani il ruolo importante di poetesse, romanziere e giornaliste nel primo Novecento, mentre presso gli spazi dell’Acquario civico si terrà, a cura di Fondazione Bracco, Una vita da scienziata, mostra fotografica che presenta volti e competenze di alcune delle più grandi scienziate italiane, protagoniste di “100 donne contro gli stereotipi”, progetto nato per valorizzare l’expertise femminile.

Il binomio donne e scienza è anche al centro del progetto #STEMintheCity, promosso dall’Assessorato Trasformazione digitale e Servizi civici, che sostiene la diffusione delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali come opportunità per il futuro professionale delle nuove generazioni, con un’attenzione particolare rivolta alle bambine e alle ragazze, inserendosi così perfettamente nel palinsesto I talenti delle donne.

Anche le massime istituzioni culturali milanesi, il Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro, entrano a far parte del palinsesto portando in scena, rispettivamente, La Traviata di Giuseppe Verdi nel celebrato allestimento firmato da Liliana Cavani, e lo spettacolo/favola di Emma Dante che con Misericordia racconta con il suo linguaggio potente e inconfondibile la grandezza, e la solitudine, delle donne.

Moltissime sono le istituzioni artistiche e culturali della città che hanno aderito a I talenti delle donne, articolando la loro programmazione 2020 in modo da rendere omaggio alla creatività femminile: Trisha Baga sarà infatti la protagonista di una mostra al Pirelli HangarBicocca, mentre Marinella Senatore lo sarà alla Fondazione Stelline; il Museo Diocesano nel 2020 dedica due progetti espositivi a donne artiste in differenti campi e tempi: Artemisia Gentileschi e Margherita Lazzati, fotografa nel carcere di Opera; le “Estasi” di Marina Abramovic saranno raccontate alla Biblioteca Ambrosiana grazie a un ciclo di video, e la Abramovic sarà anche protagonista con la sua scuola di arte performativa presso la Fondazione Feltrinelli con un corso speciale durante la Milano Artweek 2020.

Non solo le istituzioni, ma tutti gli operatori culturali della città sono coinvolti nella programmazione di iniziative legate al tema del palinsesto, con linguaggi diversi e multidisciplinari: quindi non solo arte, ma anche teatro, musica e performance. E ancora moda e design, sport e società.

Tra i diversi appuntamenti in programma: la rassegna Le ragazze raccontano, organizzata da MTM - Manifatture teatrali milanesi presenta una serie di spettacoli declinati al femminile al Teatro Litta e al Teatro Leonardo; il ciclo I donn de Milan vede Philippe Daverio raccontare in quattro serate-incontri al Teatro Carcano la storia di alcune straordinarie donne milanesi come, tra le altre, Anna Kuliscioff e Giulia Beccaria; la rassegna DTD – Donne per un teatro dei diritti, curata da Pacta dei teatri, porta in scena donne di spettacolo, attrici-autrici di grande popolarità e spessore; Donne scatenate è il titolo di una serie di 4 spettacoli proposti sempre al Carcano durante la settimana della Festa della donna; la Fondazione Kuliscioff organizza con e presso la sede dell’Unione femminile la mostra fotografica e documentaria Milano, la città delle donne; anche la Casa delle donne organizza iniziative durante tutto il corso del 2020.

Particolare attenzione viene data alle iniziative che vengono dal territorio e, in particolare, dai municipi, che sono stati coinvolti nell’attivazione e nel coordinamento delle proposte delle realtà territoriali per rendere la programmazione del palinsesto quanto più possibile diffusa e innervata in tutta la città.

Il logo de I talenti delle donne è stato realizzato dall’Area comunicazione del Comune di Milano, il sito web www.italentidelledonne.it è a cura della Direzione Sistemi informativi.

Per informazioni e per aderire al palinsesto:
c.palinsesto2020@comune.milano.it.

Carta dei valori
Comitato scientifico
Palinsesto culturale cittadino 2020

L'ARTE DEL VESTIRE - FABIANA GABELLINI - WWW.FABIANAGABELLINI.COM

Fabiana Gabellini Made to Measure: l’arte del vestire

“O si è un’opera d’arte o la si indossa” – Oscar Wilde

Fabiana Gabellini, giovane fashion designer di Cattolica, sin dalla fondazione del suo omonimo brand nel 2012, ha condiviso la frase del famoso drammaturgo e scrittore Oscar Wilde.

Diplomatasi come “Esperta di Moda e Costume” ha proseguito gli studi presso l’Ateneo Carlo Bo di Urbino conseguendo la Laurea in “Progettismo di Moda” e, nel 1999, ha iniziato subito prestigiose collaborazioni con famose griffe del panorama fashion: Alberta Ferretti, Jean Paul Gaultier, Moschino, Ozbek.

Fabiana ha inoltre realizzato i costumi di scena per la stagione lirica del Teatro Rossini di Pesaro, ha presentato le sue collezioni alla Milano Fashion Week, a Cinecittà, ad Altaroma e, presso il Museo Gam di Milano, ha collaborato con l'Associazione Ada Danze Antiche per un omaggio a Isadora Dunkan.

Ha inoltre partecipato a 3 edizioni della manifestazione Arte & Musica a Roma ideata dal grande Maestro Michele Spanò. Giovane e determinata, con un notevole background, nel 2017 crea ‘Arte da Indossare’: un progetto che vede protagoniste le opere pittoriche di artisti contemporanei stampate su seta e utilizzate per la realizzazione delle sue creazioni Haute Couture in limited edition.


Nel 2019, Fabiana Gabellini apre il suo primo flagship store nel cuore di Cattolica, in Via Matteotti 26, una Boutique esclusiva nella quale la tradizione di famiglia si fonde con la contemporaneità.

Le creazioni sartoriali di Fabiana Gabellini enfatizzano e valorizzano ogni donna attraverso l’utilizzo di materiali pregiati, le lavorazioni fatte a mano, la ricchezza delle decorazioni, la costruzione architettonica dell'abito realizzato su misura, i cromatismi, l’eleganza, la femminilità, lo stile totalmente personalizzabile.

La passione per la Danza, la Musica, il Teatro sono fonte di grande ispirazione per Fabiana Gabellini che riesce sempre a fondere arte e moda in maniera molto equilibrata poiché consapevole che entrambe hanno lo scopo di comunicare un messaggio che può essere innovativo, rivoluzionario o strettamente individuale.

Alla base delle collezioni couture di Fabiana Gabellini c’è sempre il concetto che ‘l’abito fa il monaco’ non semplicemente perché lo veste ma ancor più perché lo distingue rivelandone lo stile e la personalità.

Diviene riduttivo quindi considerare la moda di Fabiana Gabellini come semplici capi di tendenza perchè le sue creazioni sono un connubio di arte, tradizione, innovazione, specchio della società nella quale viviamo.

L’eleganza dei suoi outfits sono la sintesi tra buon gusto, garbo ed individualità. Fabiana disegna abiti dal fascino particolare, con finiture e cuciture d'altri tempi, utilizzando nobili materiali, dedicate ad una clientela esigente, raffinata, che ama uno stile originale, di inconfondibile classe e di grande raffinatezza.

Gli abiti, sebbene rivisitati e rielaborati in chiave moderna, sono indiscutibilmente Classic-Chic: seducenti ma, al tempo stesso, facilmente indossabili; un doppio esercizio di stile per realizzare look che, come sogni, sono evanescenti e senza tempo.

Un ensemble di capi arricchiti dalle più preziose lavorazioni, dalla personalissima interpretazione creativa di Fabiana Gabellini che vuol essere l’espressione di un eccelso Made in Italy, che lei stessa considera un impegno ed un privilegio, da indossare con orgoglio.

Un mix di textures e di linee, dal taglio semplice e ben definito, riconducono all’âge d’or della couture francese e italiana sapientemente mescolata ad una vocazione astratta dell’arte moderna. Uno stile preciso ma diverso che crea un’eccezionale liaison tra l’allure d’antan ed una visione decisa e serena del futuro. Gli abiti, perfetti per un diner en ville, sono romantici, aggraziati, seducenti e pratici, un passe-partout per la poliedrica giornata della moderna businesswoman che passa dal lavoro alle occasioni mondane.

Mises uniche ed esclusive che la griffe Fabiana Gabellini dedica alla donna “unica” che le indosserà.

www.fabianagabellini.com


domenica 19 gennaio 2020

GALLERIE D'ITALIA E CARIPLO PRESENTANO - STORIE RESTITUITE - LE CONFISCHE (1939/1945) DEI BENI MOBILI ED IMMOBILI AGLI EBREI -

Storie restituite giunge a conclusione di un progetto biennale di riordino e inventariazione del fondo archivistico dell’Ente gestione e liquidazione immobiliare (EGELI) della Cariplo curato dall’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo nell’ambito di Progetto Cultura.

L’EGELI nasce nel 1939 come organo governativo con un ruolo chiave nella spoliazione degli ebrei a causa delle leggi razziali. Le confische dei beni mobili e immobili a cui furono sottoposti fra 1939 e 1945 gli ebrei presenti sul territorio italiano rappresentano un aspetto poco noto della politica antisemita del regime fascista; queste misure costituirono però un primo passo verso la persecuzione, privando molti cittadini delle fondamentali fonti di sostentamento e di fatto ponendoli al di fuori dalla società civile.

Attraverso il racconto di sei storie – quelle di Eugenio Colorni, Rinaldo Jona, Aurelia Josz, Gino Emanuele Neppi, Schulim Vogelmann e Azienda Alfredo Sonnino/Piero Sonnino – scelte fra quelle conservate negli oltre 1.500 fascicoli nominativi presenti in Archivio intestati a cittadini ebrei italiani e stranieri, la mostra si propone di mettere in luce l’intreccio fra la dimensione storica e quella umana che scaturisce da queste carte. La simbolica immersione fra gli scaffali di un archivio invita il visitatore a riflettere anche sull’importanza del lavoro di tutela e valorizzazione sugli archivi, senza i quali la maggior parte di queste storie non si sarebbe potuta portare alla luce.

Inoltre, con la pubblicazione online dell’inventario del Fondo EGELI della Cariplo e la sua apertura alla consultazione nella sala di studio di via Morone 3 a Milano, l’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo restituisce alla comunità un fondo archivistico di grande rilevanza storica, un patrimonio documentario a disposizione di tutti, operatori della cultura e cittadini, nella ferma convinzione che sia necessario tramandare queste fonti non solo a beneficio degli storici che le dovranno studiare con gli strumenti interpretativi propri della loro professione, ma soprattutto alle nuove generazioni, che non avranno più la possibilità di ascoltare i testimoni oculari di queste vicende.

Informazioni

Dove

Gallerie d’Italia
Piazza della Scala 6
Milano

Periodo

Dal 23 gennaio al 23 febbraio 2020.

Orari

Da martedì a domenica dalle 9:30 alle 19:30.
Giovedì dalle 9:30 alle 22:30.

Chiuso il lunedì.

Ultimo ingresso: un’ora prima della chiusura.

Ingresso

Biglietto congiunto valido per la visita alle mostre e alle collezioni permanenti:

– intero: 10,00 € (disponile anche su TicketOne)
– ridotto: 8,00 € (disponile anche su TicketOne)
– ridotto speciale: 5,00 €

Per scoprire tutte le altre riduzioni e gratuità ti invitiamo a leggere tutti i dettagli nella pagina Informazioni.

Informazioni e prenotazioni

Mail: info@gallerieditalia.com

Numero verde: 800.167619



GIOVANNI VERNIA DAL 3 FEBBRAIO AL TEATRO MANZONI DI MILANO CON "VERNIA O NON VERNIA"

Ballandi presenta il 3 febbraio 2020 ore 20,45 al Teatro Manzoni di Milano

GIOVANNI VERNIA

VERNIA O NON VERNIA

scritto da Giovanni Vernia e Paolo Uzzi con la collaborazione ai testi Pablo Solari
e con la regia Paola Galassi e Giampiero Solari

Dopo il successo dei precedenti tour, con un comico dilemma shakespeariano lo showman
GIOVANNI VERNIA sarà in scena con “VERNIA O NON VERNIA”, il nuovo ed esilarante spettacolo teatrale scritto dallo stesso Giovanni Vernia insieme a Paolo Uzzi, con la collaborazione di Pablo Solari.

La regia è di Giampiero Solari e Paola Galassi ed è prodotto da Ballandi Factory.

Chiunque conosca Giovanni Vernia associa il suo nome alle irresistibili maschere con cui ha conquistato tv e web. In questo spettacolo l’artista racconta da dove nasce la sua follia comica.

È un demone interiore il suo, che comincia ad apparire da bambino, stimolato dalla Genova in cui è cresciuto e degli stravaganti parenti pugliesi e siciliani.

È una sorte di spiritello dispettoso, che si manifesta in modo sempre più invadente durante la sua carriera da ingegnere, costringendolo a diventare comico di professione.

Questo nuovo spettacolo è un esercizio di leggerezza intelligente, dove la storia personale dell’artista si sovrappone a un divertentissimo ma acuto viaggio attraverso i luoghi comuni di questi strani tempi moderni.

Ne emerge uno showman completo, che spazia con disinvoltura dal racconto alla parodia, dal canto al ballo, creando un rapporto col pubblico unico e coinvolgente.

Giovanni Vernia è un vero talento dell’intrattenimento. Sempre alla ricerca di originalità e modernità nel suo modo di fare comicità è uno dei pochi artisti italiani che si muove con agilità in ogni ambito dello spettacolo.

In radio, dove nel suo programma mette in luce quotidianamente la sua vena creativa, le sue inedite gag canore con ospiti di caratura nazionale ed internazionale sono già cult e realizzano milioni di click sul web.

One Republic, Luis Capaldi, Ermal Meta, Negramaro, LP, Boomdabash e Alessandra Amoroso, Elisa, Marco Mengoni, Luca Carboni, Benji e Fede sono solo alcuni dei nomi con cui Giovanni ha interagito con successo.

In televisione, dove mette in luce la sua poliedricità. Memorabile è stata nell’ultimo anno la sua partecipazione al programma televisivo di Rai1 “Tale e Quale Show”, dove ha sorpreso tutti con le sue doti di cantante e ballerino.

Sul web, dove dà libero sfogo alla sua creatività ed è seguito da oltre 2 milioni di follower.

Celebre è il suo format “#ungiornocapirai” in cui l’attore, con il pretesto di spiegare a suo figlio i paradossali fatti di attualità del nostro Paese, confeziona compendi di divertente e mai banale satira di costume e/o politica. Per la sua viralità #ungiornocapirai sconfina spesso su quotidiani online e in tv ed è un esempio di come Giovanni Vernia riesca ad essere crossmediale.

Al vulcano in perenne attività Giovanni Vernia non basta però attraversare i media ed attraversa anche i confini. E’ infatti l’unico comico italiano ad avere un intero show di oltre un’ora esclusivamente per platee straniere. “How To Become Italian” è il suo spettacolo in lingua inglese con cui ha fatto ridere sui vizi degli italiani platee provenienti da oltre 70 Paesi diversi. Lo show sarà in scena a New York nell’estate 2020.

Il teatro è il luogo principe per lui. Perchè è lì che è libero di esprimere tutta la sua incontenibile voglia di divertire in un one man show tutto suo.

E lo fa col suo stile, che è uno stile mai volgare, contemporaneo, dove ci sono i monologhi, ma dove la musica è un elemento imprescindibile per creare e scatenare la risata, dove il ritmo è altissimo e non lascia mai fiato allo spettatore e dove il bersaglio dell’ironia è in primo luogo sè stesso, con i suoi vizi e le sue manie, in cui tutti per magia si riconosceranno scoppiando in risate di identificazione.

Il calendario aggiornato e tutti i dettagli sul tour sono consultabili su www.giovannivernia.it.

BIGLIETTI
Prestige € 27,00 - Poltronissima € 25,00 - Poltrona € 18,00 - Under 26 anni € 17,00