domenica 22 febbraio 2015

KORN - BAND CALIFORNIANA - DI PASSAGGIO A MILANO.

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La band californiana con circa 20 anni di carriera i "Korn" sono recentemente arrivati a Milano per far ascoltare dal vivo il loro ultimo lavoro che risale ormai ad ottobre 2013: "The paradigm shift".
Il cantante, Jonathan Davis, diventa a far data dal 1994 subito un personaggio del neo-pessimismo post-yuppie. Nato a Bakersfield nel 1971, ma trasferitosi a Huntington Beach, in una delle contee piu' conservatrici di Los Angeles, Davis venne educato alla musica classica. Il suo stile di canto e' uno dei piu' terrificanti del nostro tempo, racchiude tutte le turbe psichiche dell'adolescente medio. Il resto del complesso applica pedestremente la lezione dei Sepultura e deve in realta` alla propria incompetenza tecnica lo stile ruvido e feroce che cattura i fans.
Pezzi come intensi e disperati come "Blind", oppure "Shoots And Ladders", che si apre con una specie di requiem suonato dalle cornamuse, e poi usa soltanto versi di "nursery rhymes" (filastrocche per bambini) che in alcuni casi risalgono al medioevo, mette in rilievo i risvolti psicologici piu' inquietanti dell'animo di Davis.
Come non ricordare i  duelli di chitarra fra James "Munkey" Shaffer e Brian "Head" Welch. La batteria di David Silvera e soprattutto il basso di Reggie "Fieldy" Arvizu.
Il disco che li consacra è "life Is Peachy edito dalla Epic nel 1996 e si dice salvi l'heavy metal dalla stagnazione. 
Gli amanti del dubstep, della musica elettronica in generale e del "nu metal", hanno sperato in quest'ultimo  lavoro di ritrovare il vecchio gruppo originario.
I Korn hanno cercato di dare ai loro fans la speranza dei primi dischi, riassoldando nel gruppo il chitarrista originario Brian "Head" Welch.
Sicuramente "The paradigm shift" segna un cambiamento, in quanto si differenzia da una prima produzione musicale di album da alcuni considerati molto simili tra loro. Ma,la produzione del disco da parte di "Don Gilmore" la dice lunga. L'influenza melodica e diretta all'ascolto radiofonico riporta la mente a vecchie produzione di Gilmore: i primi due album in studio dei Linkin Park:  "Hybrid Theory" e "Meteora". Oppure la produzione di prodotti discografici dei Lacuna Coil, Lit, Duran Duran, Avril Lavigne, Eve 6, Escape the fate ed altri.
Di conseguenza "The paradigm shift" non ha del tutto accontentato i vecchi fans dei "Korn" ma ci è andato molto vicino, non riuscendo a riprodurre l'irruenza, la voracità e l'impeto irrazionale dei primi dischi degli artisti.
Nel concerto di Milano i primi di febbraio all'Alcatraz, sono sembrati superati i problemi di salute di Jonathan Davis ed il rientro di Brian "Head" alla chitarra, hanno confermato la completa rinascita del gruppo, visto anche il soldout non facile di questi tempi.

 


sabato 21 febbraio 2015

"INTERPOL" IL GRUPPO ROCK STATUNITENSE!


 
 
Daniel Kessler, Paul Banks e Sam Fogarino hanno presentato  il loro ultimo lavoro discografico in Italia "El Pintor".
Un gruppo probabilmente sconosciuto a molti, ma agli addetti ai lavori no!
Nati nel 1998 subiscono diverse trasformazioni che li portano con l'arrivo nella formazione di Sam Fogarino alla definitiva affermazione del gruppo.
Il loro disco d'esordio "Turn On The Bright Lights" è del lontano 2002.
Un anno dopo, gli Interpol sono già considerati il fenomeno indie per eccellenza e tutte le loro date registrano tutto esaurito.[5].
"El Pintor", quinto album della formazione, uscito a settembre  2014  scritto e prodotto dalla band, registrato a New York presso gli Electric Lady Studios e gli Atomic Sound, sotto la supervisione di James Brown (Foo Fighters, Arctic Monkeys), Alan Moulder (My Bloody Valentine, Nine Inch Nails) al missaggio e Greg Calbi al mastering. Al lavoro hanno partecipato Brandon Curtis (The Secret Machines) alle tastiere, Roger Joseph Manning, Jr. (Beck) alle tastiera in Tidal Wave e Rob Moose (Bon Iver) alla viola e al violino in Twice as Hard.[7]
Alla pubblicazione del'album  " Antics", pubblicato nel settembre 2004,   è seguita la composizione di un pezzo ad hoc, denominato Direction, per la colonna sonora della serie televisiva americana Six Feet Under.
I successivi album sono: "Our Love To Admire" del 2007, "Interpol" del 2010. Fino ad arrivare al recente lavoro "El Pintor" .
In Italia è tornata l'onda NewYorkese!


 

NESLI CON IL SUO LAVORO DISCOGRAFICO "ANDRA' TUTTO BENE"


Da Sanremo a Stezzano Nesli incontra i fan a Le Due Torri


Reduce dal recente Festival di Sanremo con la canzone "Buona fortuna amore", torna il poeta funk. Francesco Narducci in arte inizialmente Nesli Rice ed ora solo Nesli ,come tutti i suoi colleghi è partito per l'instoretour nelle varie librerie nelle città italiane, non toccando solo le principali, ma arrivando anche in paesi di provincia per poter accontentare i numerosi fans, senza tralasciare nessuno.
Dopo un iniziale momento di indecisione da lui stesso ammesso:
"Sono partito dal rap ma ad un certo punto  non riuscivo più a separare parole e melodia. E il cambiamento è stato naturale. Oggi mi sento più cantautore, anche se un po' particolare".
Il cantautore alla presentazione di "Andrà tutto bene" ha riferito:
"E' il mantra che mi ripeto nei momenti duri, perché bisogna essere i primi fan di se stessi. E' un disco ottimista, credo che nel buio esista sempre la possibilità di trovare una luce".
Strano sentire queste affermazioni da un artista che ha al suo attivo milioni di visualizzazioni su Facebook con i fan con cui interagisce ed alcuni li conosce personalmente e di cui dice:
"E' un rapporto che ho da tempo ed è cresciuto con me. Coi miei fan dialogo davvero, senza falsità."
Fratello di Fabi Fibra inizia la sua carriera alla fine degli anni '90 e prosegue fino ad ora il cantautore, rapper, beatmaker italiano.
Non resta che seguirlo negli "instoretour".





giovedì 19 febbraio 2015

DA "TI LASCIO UNA CANZONE" TRASMISSIONE CONDOTTA DA ANTONELLA CLERICI ALLA VITTORIA DEL 65° FESTIVAL DI SANREMO! UN ORGOGLIO TUTTO ITALIANO!


Possiamo  solo dire che noi c'eravamo a "Ti lascio una canzone" la trasmissione condotta da Antonella Clerici nel teatro Ariston di Sanremo.
Un'enorme soddisfazione vederli trionfare  nello stesso teatro Ariston, come vincitori della 65esima edizione del Festival di Sanremo.
Articoli sul loro talento li abbiamo fatti, preferiamo farvi riascoltare il loro talento, la loro giovane voce, e l'immensità del fenomeno tutto Italiano.
Auguriamo ai tre artisti internazionali di portare nel mondo oltre alla nostra musica, la bellezza, l'armonia e la solida attività artistica musicale senza confronti, senza limiti.
 
 
 
                                        
 
 
 

mercoledì 18 febbraio 2015

DEMIS ROUSSOS UN BREVE RICORDO DELLA SUA PREMATURA SCOMPARSA A 68 ANNI.

 
 
Bassista, compositore e grande vocalist, Demis nasce nel 1946 ad Alessandria d'Egitto. Prima di diventare solista suona e canta con alcuni gruppi musicali, il più famoso: Aphrodite's Child.
La voce particolare e riconoscibile al primo ascolto ha contribuito a portare al successo canzoni degli anni '70 come:" It's five o'clock", "Rain And Tears, "Spring, Summer, Winter and Fall", "I Want  to Live".
Con la produzione dell'album "666", il pubblico e la critica lo osannano. L'album è tutt'ora considerato un capolavoro.
Il gruppo fondato nel 1968 degli Aphrodite's Child composto da Vangelis, Demis Roussos e Loukas Sidera, si scioglie anche se continuano in futuro diverse collaborazioni, principalmente per l'intromissione e pressione della compagna di Demis: Monique.
Dopo tanto successo, Demis inizia con successo la carriera di solista. Vendette milioni di dischi, per la sua voce in falsetto tipo "Bee Gees", con un'estensione di due ottave.
Cantò sempre in inglese pur conoscendo molto bene arabo  e greco. Ma erano gli anni in cui l'inglese era l'unica lingua consigliata per chi volesse sfondare mercati esteri.
Nel 1971 vinse "Festivalbar" con la canzone "We Shall Dance". Il resto è storia della musica: "Forever and Ever","My Friend and Wind", "My Reason" e "Lovely Lady of Arcadia".
In Italia cantò nella nostra lingua: "Quando l'amore diventa poesia" di Mogol e Piero Soffici, "Profeta non sarò", "Dolce veleno" e "Lontano dagli occhi".
Poi, come nella vita di ogni artista inizia un momento di declino negli anni '80 e '90 fino ad arrivare al 2002 quando incide un brano con Ivana Spagna "Rain and Tears".
Demis è stato definito il profeta del pop, sia per la sua musica che per l'immagine artistica. Spesso saliva sul palco vestito con palandrane o camicioni adattissimi a coprire e rendere agile la sua stazza corporea, non di certo esile. Ma, questo non importava al grande pubblico. Quello che di Demis tutti amavano era la sua potenza vocale unica ed irripetibile, di un'artista morto all'età di 68 anni che nella sua poliedricità musicale ha spaziato dal rock alla psichedelia.

lunedì 16 febbraio 2015

I PROTAGONISTI DEL 65° FESTIVAL DI SANREMO. UN GRANDE FESTIVAL, GRANDI OSPITI CANTANTI E NON. CI RIVEDIAMO NEL 2016!

 









 

 






 






                                                     COPPA DEL GIRO D'ITALIA


                                                      GIACCA DI GINO LATILLA





                                                                               PIF










 

 




DEAR JACK UN FENOMENO ESPLOSIVO A DOMENICA IN "FESTIVAL DI SANREMO"

 

 





 




 




 
 La consueta chiusura della settimana del Festival di Sanremo, avviene con la trasmissione Domenica In, in cui tutti i cantanti big o nuove  proposte fanno riascoltare i loro brani.
Dobbiamo ringraziare in particolar modo le forze dei carabinieri di Sanremo, in particolar modo Claudio, volendoli ringraziare tutti, per l'efficace servizio d'ordine non facile.
In particolar modo durante l'uscita dall'Ariston dei Dear Jack. Ragazzine impazzite, mamme, nonne, nonni. C'era di tutto. La calca e la ressa era talmente forte da aver bisogno dell'aiuto dei carabinieri che hanno placato animi e retto le fila. Hanno a fatica mantenuto l'ordine, di tutte le fans che tentavano a più non posso di scavalcare la barriera retta solo da un nastro rosso.
Le transenne quest'anno non sono state messe.
Claudio il carabiniere di Sanremo  lo dobbiamo ringraziare anche per gli autografi che ci ha fatto avere dai cinque componenti dei Dear Jack, altrimenti sarebbe stato impossibile averli tutti.
La stessa folla impazzita e lo stesso caos lo abbiamo visto il giorno prima al Palafiori di Sanremo, dove le fans non li hanno lasciati camminare dopo l'uscita dalla sala stampa.
Insomma, un fenomeno in ascesa, che abbiamo testato in prima persona.
Auguriamo ai Dear Jack lunga vita musicale.