martedì 14 luglio 2026

"TAU. In segno d’amore" di CLAUDIO BAGLIONI e MICHELE CACCAMO, in libreria dal 15 settembre (Castelvecchi editore). Un progetto artistico dedicato a san Francesco in occasione degli 800 anni dalla morte.







 Claudio Baglioni e Michele Caccamo in libreria dal 15 settembre con TAU. In segno d’amore (Castelvecchi editore, pp. 228, euro 20,00).

Un’edizione a tiratura limitata in 3mila copie numerate disponibile in preorder a partire da domani, 15 luglio 2026(https://www.amazon.it/dp/B0H8QHVZJB/).


TAU. In segno d’amore è un’opera poetica e spirituale nata dall’incontro tra Claudio Baglioni e Michele Caccamo all’interno di un progetto artistico dedicato a san Francesco in occasione degli 800 anni dalla morte.

 

«In un tempo che insegue sempre più l’accumulo e il possesso, abbiamo scritto di due uomini che si sono spogliati di tutto, per essere essenza dell'essenziale.

Ognuno a fare la sua parte».

Claudio Baglioni

 

Un'invenzione poetica e morale in otto notti, ispirata alle figure di san Francesco d'Assisi e sant’Antonio da Padova: il santo portoghese, ormai malato e prossimo alla morte, riceve la presenza di san Francesco, non come semplice visione ma come richiamo all’origine più profonda della propria vocazione. Le otto notti costituiscono un tempo interiore nel quale la distanza tra i due si fa progressivamente più sottile. Il santo della parola, della predicazione e del sapere viene così condotto verso il limite della conoscenza, là dove ogni definizione deve cedere al silenzio.

 

«Con Claudio abbiamo costruito questo libro facendo convergere pensiero, visione e scrittura, parola dopo parola, perché Francesco e Antonio non restassero trattenuti nella sola devozione, ma riemergessero come due vite nelle quali Dio si è reso visibile».

Michele Caccamo


Un libro intenso e visionario in cui le fonti francescane, in particolare gli scritti di Tommaso da Celano e il Cantico delle creature, costituiscono la radice storica e spirituale dell'opera.
Nella scrittura di Claudio Baglioni e Michele Caccamo, la povertà francescana assume un significato radicale. Non coincide soltanto con la rinuncia ai beni materiali, ma con il venir meno di ogni pretesa di possesso: del nome, dell’identità, della verità e persino dell’immagine di Dio che l’uomo può costruire per difendersi dal mistero. L’elevazione non consiste nell’acquisire una condizione superiore, ma nel lasciare cadere ciò che separa l’essere umano dalla pienezza della vita.


Nessun commento:

Posta un commento