martedì 27 gennaio 2026

Le pagelle dei giornalisti dei 30 big del Festival di Sanremo 2026 - che siano di stimolo per iniziare la gara?

 



Ieri 26 gennaio 2026 i giornalisti hanno pre-ascoltato i 30 brani del prossimo Festival di Sanremo in Corso Sempione a Milano nella sede Rai.

Naturalmente le pagelle per il momento riguardano gusti soggettivi, ma comincia a delinearsi un trend di valutazioni che premiano alcuni e puniscono molti.

Di sicuro ci si aspettava qualcosa di piu’ da determinati autori, che a ben vedere non hanno ottenuto grandi voti. 

La differenza la fara’ di sicuro la prima prova all’Ariston il lunedi’ prima dell’inizio della kermesse, dove gli artisti potranno insieme al proprio direttore d’orchestra ed alla validissima orchestra perfezionare la performance musicale.

Un solo ascolto non basta, lo abbiamo imparato negli anni e forse non e’ nemmeno sufficiente tutta la settimana.

La differenza la faranno i fans, sperando che votini in massa, le radio, e le testate on-line.

Tutto e’ ancora da scrivere. Il Festival è come un puzzle colorato, dove si crede che basti inserire e completare una figura, un paesaggio, un animale. Ma, e’ quando ti cade a terra una tessera o due che il gioco diventa interessante.

Succedera’ anche in questa edizione. Ci saranno i vincitori annunciati, ma la classifica finale non sara’ prevedibile, anzi, ci sara’ di sicuro l’evento non previsto. L’ospite “non invitato”.

Noi, occupandoci di musica tutto l’anno e da molti anni in tempi non sospetti abbiamo apprezzato l’ultimo lavoro di Tredici Pietro. Serena Brancale e’ fresca di popolarità televisiva avendo fatto il giudice nel programma musicale di Amadeus sul Nove.

Marco Masini e Fedez si piazzeranno bene, perche’ Federico Lucia e’ un ottimo produttore musicale. Non sbaglia mai un colpo e perfeziona sempre un successo.

Adoriamo Arisa e siamo curiosi di ascoltarla dal vivo. Malika Ayane e’ tecnicamente molto preparata e poliedrica, avendo masticato i musical recentemente.

I giornalisti hanno dato il loro parere privilegiando Fulminacci, Ditonellapiga, e Serena Brancale. Ma abbiamo notato che non c’era un’uniformita’ netta nei giudizi espressi. Quindi la partita e’ tutta da giocare con molto coraggio fino al venerdì prima della finale.

Un settimanale molto conosciuto, forse per non offendere nessuno ha dato voti mediamente alti. Forse troppo alti, ma dignitosi.

Non abbiamo apprezzato un giornalista che ha dato una sfilza di 4 e 4,5. In fondo gli artisti in gara sono tutti professionisti, almeno il 6 e’ d’obbligo.

Il voto 4 non identifica l’artista, ma i gusti personali del giornalista in questione.

A nostro parere bisognerebbe essere al di sopra delle parti. Non piace il genere? Non piace il testo? Non piace l’artista? Si passa sopra. Si valuta il componimento musicale, la performance, il messaggio e la carriera dell’artista fino ad ora. 

Il bello del gioco per chi valuta e’ prevedere quale sara’ il tormentone estivo, la sorpresa discografica, chi sara’ piu’ indicato nei vari palinsesti radiofonici.

E’ per questo motivo che le Radio in giuria sono molto importanti. Chi trasmette musica ha allenato negli anni un radar nell’individuare il pezzo piu’ popolare, l’artista che funzionera’, quando e dove. Per questo motivo i palinsesti vengono predisposti per fasce orarie. Ad ogni fascia corrisponde un genere musicale che a volte si contamina e si sperimenta. 

Nulla e’ intrasmittibile. 

Bisogna analizzare il proprio targhet di pubblico che solitamente manifesta in vari modi i propri gusti musicali.

E sfiorando la nostra sfera di cristallo tra i primi 3 posti ci potrebbe essere un giovane, un testo ed una volpe. Ci sara’ qualche fischio che sara’ ampiamente dimenticato dalle vendite. 

Marcella Bella ne è stata il recente esempio. Non meritava l’ultimo posto in classifica ed il suo pubblico lo ha riconosciuto e tutti ricordiamo “Bella, stronza, indipendentemente”.

Si ripetera’ la situazione. Il pubblico premiera’ entro 2 mesi a distanza del Festival le canzoni arrivate dopo la 15esima posizione. Perche’ la classifica finale premiera’ alcuni, ma gli altri venderanno tantissimo. 

L’unica preoccupazione riguarda la  prima posizione che a maggio dovra’ rappresentare l’Italia a Vienna all’Eurovision Song Contest.

Ricordiamolo quando votiamo.

Noi lo faremo di sicuro, perche’ quest’anno in gara non c’e’ Mahmood, Annalisa ed i Maneskin ma qualcosa di simile. Basta individuarlo.


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