mercoledì 4 febbraio 2015

GRAZIA DI MICHELE E PLATINETTE A SANREMO CON UN TESTO SU MISURA.

 
 

 
 
 
 
Grazia Di Michele e Platinette non hanno in comune solo l'età: 59 anni, ma un discorso musicale che affonda le sue radici in un'amicizia a sorpresa.
Apparentemente molto diversi, si sono conosciuti negli anni '80 agli arbori della loro nascente attività artistica. Platinette ha da sempre lavorato nelle radio private, mentre Grazia cercava di sfondare, o quantomeno cercava di farsi conoscere al grande pubblico.
A detta di Platinette il loro incontro non lasciava presagire nulla di esplosivo, in quanto la Plati classificò immediatamente Grazia dicendo: "Mi sembrava una snob, ma vedevo in lei la voglia di fare, e poi mi innamorai del suo repertorio".
Uomo intelligente! E' andato oltre le apparenze.
La canzone scelta per il prossimo Sanremo è: "Io sono una finestra". Narra di una persona che si guarda e non vede un uomo oppure una donna, ma semplicemente una persona.
Un atto d'amore speciale che Grazia ha voluto regalare a Mauro Coluzzi per tentare forse di descrivere l'universo umano in cui si trova un'anima che alcuni tentano di rinchiudere in una gabbia, dando sfogo  al pregiudizio, al moralismo e all'ipocrisia.
Uno "stato" in cui la Plati non si trova da tempo, avendo superato non solo i pregiudizi ma quella velata ipocrisia che gli occhi non riescono a nascondere.
"Io sono una finestra" nasce come atto d'amore per una "persona" che non si piange addosso.
Un testo sull'identità sessuale, capace di scuotere o tentare di far riflettere le coscienze sopite, una testimonianza scritta per una personalità realizzata come Platinette.
Questo Sanremo, nasce all'insegna del coraggio e dello sdoganamento di vecchi stereotipi e canoni classici superati. Una kermesse musicale ad ampio raggio, certa di riservare insolite sorprese. Un premio della critica, una probabile vittoria inaspettata. Perché un segnale netto, ogni tanto, può arrivare da una sola canzone.


Io sono una finestra velata di vapore
In questa notte gelida deserta ed incolore
Rispecchia la finestra la carne e le emozioni
Di me che sono specchio delle contraddizioni
Difficile vedere se il vapore non svanisce
L’appiccicoso errore di chi non capisce
Eppure si riflette un’ombra che è la mia
Un’ombra di rossetto contro l’ipocrisia
Io non so mai chi sono eppure sono io
Anche se oltre il vetro per me non c’è mai un Dio
Ma questo qui è il mio corpo benché cangiante e strano
Di donna dentro un uomo eppure essere… umano
Sfogliando le parole di questa età corriva
Divento moralismo e fantasia lasciva
Crisalide perenne costretta in mezzo al guado
Mi specchio alla finestra e sono mio malgrado
Io non so mai chi sono io sono per la gente
Coscienza iconoclasta volgare e irriverente
Ma questo è solo un corpo il riflesso grossolano
Di donna o forse uomo comunque essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo, che si riflette piano
non c’è una donna o un uomo solo un essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo, che si riflette piano
non c’è una donna o un uomo solo un essere… umano
Io sono una finestra che aspetta che il vapore
Svanisca come un sogno

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